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Maxi donazione del Vaticano per Auschwitz

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Il Vaticano ha donato 100 mila euro ad un fondo internazionale destinato alla salvaguardia dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, nel sud della Polonia, ha annunciato la direzione del museo.

“Non è una somma molto importante. Ciononostante esprime un sostegno totale al progetto della Fondazione Auschwitz-Birkenau”, ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, citato in un comunicato del museo.

Il Vaticano è il 31esimo stato che partecipa al fondo, il cui obiettivo è raccogliere almeno 120 milioni di euro per il mantenimento del campo, che occupa una superficie di 200 ettari e che include 155 edifici intatti e 300 in rovina.

[cml_media_alt id='111889']poloniaAuschwitz-Birkenau[/cml_media_alt]Finora sono stati raccolti 67 milioni di euro, 60 dei quali sono stati donati dal governo tedesco.

Circa 1,1 milioni di persone, tra cui un milione di ebrei provenienti da diversi paesi europei, sono morti tra il 1940 e il 1945 in questo campo di sterminio installato dalla Germania nazista nel sud della Polonia.

Il museo del campo di Auschwitz, divenuto il simbolo dell’Olocausto, riceve annualmente più di un milione di visitatori.

Luca Pistone – atlasweb.it

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Italia-Polonia, guida semiseria di sopravvivenza: regole a tavola e anarchia al volante!

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Se è pur vero che tra italiani e polacchi c’è spesso un’attrazione fatale, è altrettanto accertato che a volte si è costretti a superare ardue prove d’adattamento per stare insieme. Italia-Polonia ovvero l’attrazione dei diversi, anche se in realtà è facile rintracciare innumerevoli affinità più o meno elettive. Ma voliamo basso cercando d’essere pragmatici e concreti (come sono i polacchi!) per suggerire alcune regole di sopravvivenza che potrebbero aiutare le relazioni tra italiani e polacchi. Naturalmente parliamo per banali stereotipi, che sono quotidianamente e fortunatamente smentiti da polacchi italianizzati e da italiani polacchizzati.

Le incomprensioni più frequenti nascono dai ritmi di vita. L’italiano si alza al mattino e brancola per la casa disattivato mentalmente finché non sente l’aroma del caffè. Poi si aggrappa alla tazzina e sorbisce il caffè come si trattasse di una salvifica pozione magica senza la quale non si può affrontare la giornata lavorativa. E mentre si gode quel vigoroso nettare nero, al massimo imbastardito in un cappuccino, intingendoci biscotti e croissant, immaginiamo al suo fianco una ipotetica compagna polacca che a colazione mangia pane nero, formaggio pre-tagliato a fette e affettati, non disdegnando pomodori e magari un cetriolo sottaceto. Il tutto accompagnato da una sbrodaglia acquitrinosa prodotta con qualche caffè solubile di cui non voglio neppure sapere il nome! [cml_media_alt id='111853']Giorgi - Una guida semiseria. (3)[/cml_media_alt]Se non si vuol mettere a rischio la stabilità della coppia fin dal primo mattino, l’italiano eviti la vicinanza visiva e olfattiva con la ricca colazione della polacca per non indisporre il suo delicato stomaco e la polacca rinunci a guardare con sufficienza la per lei misera colazione con caffè e biscotti e soprattutto, quando l’italiano dopo un’oretta inizierà a dire che comincia ad aver fame, non gli ricordi che caffè e croissant non bastano. Restando in tema di cibo una delle incomprensioni più macroscopiche – già causa nella mia vita privata di liti furibonde – sta nella gestione della cena. Seppur si è riusciti a domare gli ospiti polacchi ad accettare che la cena NON cominci prima delle 20 – sperando che non vengano dopo aver già mangiato a casa alle 18… – il problema sta poi nel comportamento a tavola.
Per gli italiani la cena ha rituali chiari, ci può essere un leggero antipasto che serve a riempire il tempo necessario a preparare il primo. Ecco in questa fase è accettabile che si possa anche non mangiare e che ci si alzi da tavola magari per guardare la casa. Ma quando viene servito il primo suggeriamo vivamente ai polacchi ospiti a casa di un italiano di iniziare a mangiare subito e senza interruzioni. Pasta, risotto o altri primi italiani vanno mangiati caldi, in tempo reale! Per un italiano NON è ammissibile che per qualche ragione differiate il momento di mangiare o che diciate frasi tipo “mangio tra un po’” e vi mettiate a far altro o peggio vi alziate da tavola! Cari polacchi l’italiano detesta l’anarchia a tavola, così come non sopporta se per caso assaggiate qualcosa di dolce mentre state cenando e quando arriva il secondo non azzardatevi a dire che non lo volete tirando fuori la teoria (peraltro giusta!) che è scorretto mangiar tanto alla sera perché a quel punto potrebbe scattare il finimondo! Ben che vi vada l’italiano vi scaricherà addosso tutti i paragoni culinari possibili per dimostrare quanto la cucina polacca sia pesante, infestata da fritti fatti con oli scadenti, da verdure stracotte che perdono le vitamine e da troppa carne. Agli italiani ricordo invece che è una pura follia nostrana, non sempre capita dai non connazionali, il fatto che mentre mangiamo parliamo di quello che abbiamo mangiato ieri o di quello che cucineremo domani. È pura (insopportabile per i polacchi) overdose del tema culinario.

[cml_media_alt id='111852']Giorgi - Una guida semiseria. (2)[/cml_media_alt]Alle rigorose e numerose regole comportamentali a tavola, su cui potremmo disquisire a lungo, gli italiani non fanno corrispondere altrettanta rigorosità nel rispettare le regole stradali, cosa che fa letteralmente (e comprensibilmente) disperare i polacchi. La strada, anche senza scomodare Kerouac, è metafora della vita, e siccome gli italiani affrontano la vita forti del motto “vincere arrangiandosi per la via più breve e comoda” è inevitabile che quando si mettono al volante approccino la strada nello stesso modo. Così ogni partenza ad un semaforo è una sfida da vincere, mentre ogni entrata/uscita in rotonda viene fatta tracciando la linea retta più breve tra entrata e uscita senza tener conto di quei (pittoreschi e inutili per gli italiani) segni bianchi che tratteggiando le carreggiate sull’asfalto che pretenderebbero di far deviare l’italico pilota dalla meta. Se poi qualche insensibile automobilista si permette di ostacolare queste geometriche traiettorie ecco il colpo di clacson! Preso atto che invece i polacchi al volante seguono le linee delle carreggiate come se guidassero un treno sui binari, posso solo suggerire a chi si trovasse in macchina al fianco di un italiano di alzare il volume della radio e immaginarsi d’essere nelle vie di Bombay (pardon oggi Mumbay) o di Napoli (fa lo stesso), sapendo che prima o poi qualche elefante o motorino con tre persone a bordo senza casco vi taglierà la strada. A volte l’accettazione ZEN del diverso è la migliore tutela del nostro sistema nervoso anche perché in certi casi, soprattutto a tavola e al volante, al DNA non si comanda!

Intervista S.E. Alessandro De Pedys (parte 1)

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Gazzetta Italia intervista Alessandro De Pedys Ambasciatore Italiano a Varsavia. Parte 1, l’Ambasciatore parla dell’istituzione del Comites, della Polonia quale meta di lavoro per le aziende italiane e dell’importanza della Camera di Commercio italiana in Polonia.

Libri: arriva ‘Il ragazzo di Varsavia’ di Andrew Borowiec

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Dal 2 ottobre dalla penna di Andrew Borowiec arriva in libreria ‘Il ragazzo di Varsavia, la vera storia del bambino soldato’ (Newton Compton Editori, pp. 376, euro 9,90). Non aveva nemmeno sedici anni, Andrew Borowiec, quando nel 1944 prese parte alla rivolta di Varsavia, la più grande ribellione organizzata di fronte all’insensata violenza nazista. I combattimenti proseguirono senza tregua per due mesi, in una carneficina che perfino Heinrich Himmler definì “la peggior guerriglia di strada dalla battaglia di Stalingrado”. Questo libro raccoglie l’eccezionale testimonianza del più giovane sopravvissuto a quel massacro, un vero bambino-soldato che ha dovuto mettere nero su bianco l’orrore cui i suoi giovani occhi avevano assistito, al punto di trascrivere subito le sue impressioni già nel campo di prigionia dove venne rinchiuso alla fine della Rivolta. Un resoconto così urgente e necessario che Borowiec ha sentito il bisogno di nascondere al mondo e custodire al sicuro per tutti questi anni. Borowiec è nato a Lodz (Polonia) nel 1928, a quindici anni entrò nella Resistenza polacca, dov’era conosciuto con il nome di battaglia ”Zych”, partecipando attivamente alla famosa Rivolta di Varsavia. Catturato dai nazisti, è stato internato in un campo di prigionia con il numero 47489. Dopo la guerra si è laureato in giornalismo alla Columbia University e ha lavorato per diverse testate. Autore di sei libri, attualmente vive a Cipro con sua moglie Juliet.

Polonia in UE da 10 anni, boom economico e peso politico

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Adam Hanzelewicz

L’adesione della Polonia all’Unione Europea ha avuto una ricaduta positiva sia sul piano economico che quello politico: a partire dal 1 maggio 2004 il Pil è raddoppiato (48,7%), sono stati creati due milioni di nuovi posti di lavoro, le esportazioni verso i Paesi dell’Ue sono triplicate, mentre i fondi ottenuti nel corso del decennio di adesione hanno avuto un saldo positivo di 61,4 miliardi di euro rispetto ai contributi versati; sul piano politico la Polonia è diventata un componente forte e influente della Comunità europea, capace di difendere i propri interessi, ma anche di operare responsabilmente a favore del processo di integrazione.

Il quadro emerge in un rapporto del Ministero degli Esteri polacco sui dieci anni di appartenenza all’Ue.

L’economia polacca ha superato anche l’esame più importante, la crisi economica globale: nel 2009 la Polonia, l’unico paese Ue, non ha subito un collasso dell’economia. Negli anni 2008-2013 la crescita cumulativa del Pil polacco ha superato il 20% raggiungendo il risultato migliore fra tutti i Paesi Ue. Una crescita più veloce rispetto ad altri paesi ha fatto sì che la Polonia ha già oggi raggiunto i due terzi dell’indice di sviluppo economico medio dei paesi Ue. Ancora nel 2003 il Pil polacco pro capite a parità del potere d’acquisto ammontava al 48,8% della media UE27. Nel 2013 era pari al 66,9% il che significa una crescita di 18,1 punti percentuale.

Lo sviluppo economico della Polonia era accompagnato da importanti cambiamenti del mercato di lavoro. Nell’arco dei dieci anni dall’adesione sono stati creati due milioni di nuovi posti di lavoro: hanno trovato occupazione dei rappresentanti di tutti i gruppi sociali, compreso mezzo milione di inattivi. La crescita economica ha migliorato in modo significativo la situazione della società polacca: dal 2005 al 2012 il numero delle persone a rischio povertà o esclusione sociale è diminuito di sette milioni, mentre 1,3 milioni di persone sono uscite dallo stato di indigenza.

La Polonia ha saputo approfittare bene delle possibilità offerte dal mercato unico che prevede il libero flusso dei beni, persone, servizi, e capitale, diventando parte della maggiore zona di libero scambio nel mondo che comprende 500 milioni di consumatori e 20 milioni di aziende. Nel corso dell’ultima decade la partecipazione delle esportazioni polacche verso l’Ue è raddoppiata raggiungendo il 4%: si tratta della maggiore crescita tra i paesi dell’Europa centro-orientale (Peco), e la seconda in tutta l’Ue dopo l’Olanda; nel 2013 la Polonia ha quasi triplicato le esportazioni in Ue rispetto al periodo pre-adesione. Le aziende polacche hanno esportato nell’Ue merci per un valore di quasi 3,5 miliardi di zloty, una cifra doppia rispetto al Pil polacco, e hanno raggiunto un reddito totale di circa 550 miliardi di zloty (135 miliardi di euro) grazie all’esportazione di servizi (principalmente trasporti e turismo) verso l’Ue, con un saldo positivo totale superiore a 37 miliardi di zloty, che corrispondono a oltre nove miliardi di euro. L’adesione all’Ue ha decisamente migliorato l’attrattiva della Polonia come paese da investire. A partire dal 2004, il valore complessivo degli investimenti esteri diretti in Polonia ha superato i 405 miliardi di zloty, all’incirca 100 miliardi di euro. Nell’ultimo decennio proprio la Polonia – tra tutti gli stati Peco – è stata scelta dal maggior numero di investitori esteri, principalmente da altri paesi Ue, che hanno deciso di investire lì 1 euro su 3. Gli investimenti polacchi diretti verso gli stati Ue sono invece aumentati di qualche decina di volte, dai 4,6 miliardi di zloty nel 2003 sino ai 137 miliardi di zloty nel 2012.

Nonostante nel 2005 il presidente di una delle compagnie aeree low cost abbia detto che nessuno sarebbe voluto andare a Danzica poiché “lì sono da vedere solo i cantieri navali”, negli ultimi dieci anni, gli stranieri hanno compiuto oltre 630 milioni di viaggi verso la Polonia, di cui oltre 140 milioni a scopo turistico. Durante queste visite è stato speso in Polonia un totale di 284,3 miliardi di zloty. Al 2014, a godere di un collegamento aereo diretto con Varsavia sono ben cento città al mondo, vale a dire quattro volte in più rispetto al periodo antecedente all’adesione all’Ue. (ANSA)

Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015

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Il Centro di ricerca tradizioni popolari  “La Grande Madre” indice il Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015

Il dialetto costituisce la “specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta verso l’omologazione culturale, il recupero è un atto di salvataggio”.

Attraverso questo concorso intendiamo raccogliere gli echi che giungono dalla cultura popolare, le voci che vivono ancora di storia, tradizioni, natura e che riconoscono, nell’idioma locale, un vincolo di appartenenza. Il concorso non è stato concepito a scopo di lucro ma solo ed esclusivamente per il recupero dei dialetti attraverso il componimento poetico. Non prevede alcuna quota di partecipazione. Inoltre, teniamo a sottolineare che, pur partecipando a un concorso, non è importante arrivare primi, ma operare il recupero con diligenza e passione, è questo il reale servigio che si rende alla ricerca.

Regolamento e  MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Ogni concorrente può partecipare inviando tre poesie in dialetto, a tema libero, inedite, con relativa traduzione, specificando il luogo di provenienza e rispettando le regole della parlata scelta. La lunghezza dei componimenti non dovrà superare trenta versi.

Le opere dovranno essere trasmesse, a pena di inammissibilità al concorso, nel rispetto delle modalità sotto indicate: invio in busta chiusa all’indirizzo “Molinaro Franca, Via Piano Rose 1, 82018 Calvi (BN), di:
1)Una copia cartacea dell’opera, firmata in originale sul frontespizio, con traduzione e specificazione del dialetto utilizzato.
2) Modulo di partecipazione correttamente compilato in tutte le sue parti. Conterrà obbligatoriamente le seguenti informazioni: Nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e recapiti (telefono, fax, e-mail).
3) Brevi note biografiche sull’autore.
4) Dichiarazione del partecipante attestante che l’opera presentata è autentica.
5) Copia di documento di riconoscimentoLe poesie corredate di traduzione vanno inviate anche tramite posta elettronica all’indirizzo: molinarofranca@gmail.com in formato word e non pdf o jpg. Inoltre preghiamo i poeti di non inserire caselle nei file delle poesie e delle traduzioni.
Tutto il materiale può essere inviato anche esclusivamente via mail all’indirizzo mail sopraindicato ma deve contenere tutti i documenti richiesti.
Le stesse regole vanno rispettate anche dagli Italiani all’estero.

Gli autori, per il fatto di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione cartaceo e digitale senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore.

I diritti rimangono comunque di proprietà dell’autore.

Si chiede cortesemente agli autori di non attendere l’approssimarsi della scadenza del premio ma di anticipare, se possibile, l’invio delle opere in modo tale da agevolare il lavoro della segreteria.

All’atto del ricevimento, ogni opera sarà consegnata alla giuria con numero e senza nome per evitare qualsiasi favoritismo. Non saranno considerate valide le poesie inviate in forma anonima.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente bando.

I componimenti premiati riceveranno una valutazione scritta dai membri della giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile. I nomi dei consulenti, provenienti dal mondo della cultura e dell’arte, da diverse regioni italiane, saranno resi noti a selezione conclusa.
Gli esperti che andranno a costituire la giuria lo faranno a titolo gratuito come atto d’amore per la scrittura e per la propria terra, così il presidente, tutto lo staff interno e quanti si prodigheranno per la diffusione del premio. Tutte le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 marzo 2015 (farà fede la data presente sul timbro postale di spedizione).
Per qualsiasi informazione scrivere all’indirizzo mail: molinarofranca@gmail.com o rivolgersi al 339 7475004,

Le poesie premiate e quelle ritenute valide dalla giuria, andranno a costituire l’antologia del premio. La giuria si riserva di istituire premi speciali ed effettuare ulteriori segnalazioni.

La premiazione avverrà in luogo e in data da stabilirsi. Gli autori assenti durante la giornata di premiazione potranno ricevere l’attestato e l’antologia, a casa tramite posta facendosi carico delle relative spese.

Per quanto concerne gli autori premiati gli stessi dovranno confermare la presenza alla serata di premiazione entro e non oltre 7 giorni dalla comunicazione.

Il Centro organizzatore si riserva di dare comunicazione ai concorrenti e di apportare eventuali variazioni delle presenti disposizioni dandone tempestiva comunicazione sul blog lagrandemadre.wordpress.com

PREMI

La cerimonia di premiazione dei vincitori è prevista entro il mese di agosto. In tale data sarà pubblicato sul blog lagrandemadre.wordpress.com, l’elenco delle opere vincitrici e di quelle segnalate.

Premi:

1° classificato: l premio, pergamena e un’opera d’arte.

2° classificato: ll premio, pergamena e un’opera d’arte.

3° classificato: lll premio, pergamena e un’opera d’arte.

Premi per gli Italiani all’estero:

1° classificato: l premio, pergamena e un’opera d’arte.

2° classificato: ll premio, pergamena e un’opera d’arte.

3° classificato: lll premio, pergamena e un’opera d’arte.

Il premio alla memoria sarà assegnato a un poeta o a uno studioso della tradizione popolare, scomparso, ritenuto particolarmente attivo nel recupero del dialetto.

Gli autori delle poesie selezionate per l’antologia riceveranno un attestato di merito.

La giuria si riserva di istituire premi speciali al momento ed effettuare segnalazioni.

Info

Tel 339 7475004

Mail molinarofranca@gmail.com

Centro di ricerca tradizioni popolari “La Grande Madre”

Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015

 

Gas di scisto, altre aziende abbandonano la ricerca

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Sono ormai cinque le società di perforazione gas e petrolio che hanno abbandonato la Polonia. Solo l’anno scorso hanno lasciato la Polonia la Vabush del gruppo irlandese San Leon Energy, l’americana Marathon Oil, i canadesi di Talisman Energy ed anche gli italiani di Eni. Le motivazioni principali di questi abbandoni sono gli scarsi risultati ottenuti durante le operazioni di perforazione. Invece secondo gli esperti polacchi l’estrazione darà i suoi frutti fra cinque anni, quando si riusciranno a dare in gestione i sottosuoli in cui è già stata dimostrata la presenza delle materie prime.  Un altro grosso problema che sicuramente frena le società di perforazione è la burocrazia polacca secondo loro troppo lenta; bisogna aspettare fino a 20 mesi per avere il permesso di perforazione da parte delle istituzioni. (Polonia Oggi)

Presa diretta a Varsavia, si parla di fondi europei

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Dal minuto 38 si parla di fondi europei in Polonia.

L’Italia non ha ancora utilizzato una parte dei Fondi assegnati dall’Europa. Si tratta di 15 miliardi di euro che andranno persi se non verranno spesi entro la fine del 2015. Come è possibile? E quali sono le occasioni di sviluppo, di ammodernamento del nostro Paese e di creazione di nuovi posti di lavoro che si stanno perdendo per colpa dell’inefficienza delle Regioni e delle Amministrazioni Pubbliche? Le telecamere di PRESADIRETTA hanno seguito e raccontato questo fiume di denaro arrivato in Italia e disperso in mille iniziative, progetti, manifestazioni spesso inutili. Non basta. Anche quando i progetti validi ci sono rischiano di fallire per colpa delle lungaggini e dell’inefficienza della burocrazia. Che fine faranno i grandi progetti per la messa in sicurezza di Pompei, il recupero del centro storico di Napoli o la riqualificazione del porto partenopeo? PRESADIRETTA è stata a Bruxelles, per cercare di capire perché l’Italia è così indietro nell’utilizzo dei Fondi europei. PRESADIRETTA è andata anche in Polonia, uno dei paesi europei più virtuosi e capaci nel progettare e spendere i Fondi comunitari. Un paese che ha saputo investire e creare ricchezza, infrastrutture, tecnologia e molti posti di lavoro “FONDI EUROPEI” è un racconto di Riccardo Iacona, con Alessandro Macina, Raffaella Pusceddu, Elisabetta Camilleri ed Elena Marzano.

Il matrimonio di George Clooney a Venezia (VIDEO)

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Foto Piero Oliosi - Gianfranco Tagliapietra

La televisione Polsat ha intervistato Sebastiano Giorgi, Capo Redattore di Gazzetta Italia per il matrimonio di George Clooney a Venezia.

Łukasz Skorupski

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?ukasz Skorupski è il terzo portiere della squadra italiana AS ROMA, ex giocatore del Górnik Zabrze, e anche se si trova a Roma da meno di un anno ha già dimostrato il suo valore. Questo ragazzo di 23 anni, molto alto (1,90 m) e di talento, durante l’intervista condotta a Roma sorprende per la sua modestia e determinazione, come dice, il suo ruolo è quello di migliorare continuamente e su questo si concentra. Non dice tanto, è concreto e completamente assorbito dalla carriera internazionale. Gli manca la Polonia ma la bellezza della Città Eterna compensa questa mancanza. Lodato da tutti, tra cui dall’ex giocatore della Roma e attuale Presidente della Federcalcio Polacca, Zbigniew Boniek, in futuro ha grosse possibilità di diventare il portiere titolare della squadra. Tutta la Polonia con Gazzetta Italia tengono le dita incrociate per ?ukasz!

Dal gennaio del 2014 sei il terzo portiere della Roma, subito dopo Bogdan Lobont e Morgan De Sanctis. Riuscite a comunicare?

Sì, non abbiamo alcun problema, inoltre, i miei vecchi compagni mi sostengono veramente.

Quando sei stato notato dagli emissari della Roma?

Non so precisamente, i miei manager facevano tutto. Sono stato notato durante le partite di Górnik Zabrze.

Si dice nel gruppo dei calciatori che presto comincerai ad essere il portiere principale perché hai grande talento, lo assicura anche Zbigniew Boniek. Quali sono le tue aspettative?

Intendo lavorare duramente per ottenere questa opportunità e se succedesse farei di tutto per  ripagare la fiducia concessa.

Giocare nella squadra di Roma significa anche la vita in valigia. In quale modo influisce su di te? Ti manca la Polonia?

All’inizio tutto è stato difficile per me, nuovo club, nuova città, barriera linguistica, ma ogni giorno mi sentivo meglio, adesso sono molto contento di essere parte della Roma e di abitare in una città così bella. Ogni tanto mi manca la famiglia, ma restiamo costantemente in contatto ed è ok.

Finora, come hai già menzionato, hai giocato nella squadra di G?rnik Zabrze in cui non sei stato solo il leader ma anche sei diventato il proprietario. In quale modo potresti riassumere il periodo ‘polacco’ della tua carriera?

Devo tutto a Górnik, ho ottenuto l’opportunità e ho potuto sviluppare costantemente le mia tecnica, è stato un momento molto buono per me.

Che cosa pensi della rosa della Roma in quest’anno?

Il gruppo è molto forte ed è stato ulteriormente rafforzato con giocatori molto bravi. Inoltre, c’è un’atmosfera positiva che aiuta a raggiungere successi. Penso che ci batteremo per gli obiettivi più alti.

La Roma, gestita da James Pallotta, acquista calciatori giovani e di talento in tutto il mondo, come nel tuo caso, e li integra con i compagni esperti (per esempio Totti o De Rossi), com’è il dialogo tra di voi?

[cml_media_alt id='113240']Longawa - ?ukasz Skorupski (12)[/cml_media_alt]

Il mio ruolo è quello di migliorare continuamente e di concentrarmi su questo, non valuto la politica e il calciomercato della società. Come si vede, lo fanno persone che conoscono bene questo settore. È bello che ci siano alcuni calciatori come Totti o De Rossi, simboli della squadra e modelli di riferimento.

Con chi riesci a comunicare meglio nella squadra di Roma? Chi è il tuo punto di riferimento?

Dall’inizio del mio soggiorno a Roma, Bogdan Lobont è un grande sostegno per me, gli altri colleghi sono anche molto gentili con me.

Che cosa si prova ad essere nella squadra di Francesco Totti?

È un grande onore.

Come commenteresti la grande sconfitta di spagnoli, italiani e brasiliani ai Mondiali in quest’anno in Brasile?

Il calcio cambia rapidamente, durante tutti gli ultimi mondiali ci sono state grandi sorprese ed a volte un colpo di fortuna può cambiare tutto.

Quando non giochi come passi il tuo tempo libero? Hai altri  hobby o il calcio è tutta la tua vita?

Adesso quando sono a Roma cerco di conoscere nuovi posti, nel tempo libero mi piace viaggiare e guardare film interessanti.

Chi ammiri di più nel mondo del calcio?

Ci sono molti calciatori che ammiro, ma nell’ultimo tempo Manuel Neuer ha fatto su di me una grande impressione con il suo coraggio e con un ottimo gioco di gambe.