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Home Blog Page 304

La costruzione del grattacielo di Zlota 44 non rispetterà i termini previsti

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Il grattacielo di ul. Z?ota 44 progettato da Daniel Libeskind e costruito dalla INSO, un’azienda italiana, è stato venduto. I nuovi investitore della “Vela” sono il fondo immobiliare americano Amstar e la società polacca BBI Developmnet. Secondo informazioni non ufficiali, per l’edificio sono stati spesi da parte del precedente investitore circa 700 mln di PLN. Attualmente l’immobile è stato venduto per 260 mnl di PLN. Gli americani rappresentano il maggiore investitore dell’edificio di Z?ota 44. La BBI Developmnet, conosciuta per aver realizzato i progetti come l’ex-fabbrica di vodka “Koneser” su ul. Z?bkowska o il centro commerciale “Sezam” a Plac Uni Lubelskiej, otterrà il pacchetto di minoranza. La costruzione, realizzata dagli italiani di INSO, è iniziata nel 2008 e un anno dopo erano stati già costruiti 17 piani, ma in seguito sono stati bloccati i lavori a causa di un problema riguardante la licenza edilizia, riscontrato dal Tribunale amministrativo. Il Tribunale ha dimostrato l’inaffidabilità dei documenti emessi dal voivodato di Masovia. I lavori sono stati ripresi nel gennaio 2011. L’edificio doveva essere ultimato nel 2014, ma la società Orco ha dichiarato di non riuscire a rispettare il termine previsto. “Il lussuoso progetto di Z?ota 44 è stato decisamente un fallimento finanziario per tutto il gruppo”: dichiarano gli investitori.

(Polonia Oggi)

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Pronti… via! Iniziata la 71^ mostra del Cinema di Venezia, in arrivo Al Pacino, Naomi Watts, Willem Dafoe

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Ci siamo! Oggi comincia la 71^ edizione del festival del cinema più antico al mondo! Io in realtà al Lido ci arriverò fisicamente domani, oggi è giorno di “check in” e voli tra Varsavia-Francoforte e Venezia, visto che nel terzo millennio nessuna compagnia aerea offre un volo diretto tra Varsavia e Venezia, anche se per la precisione vorrei un collegamento tra ?oliborz e il Lido, basterebbe solo fare una piccola pista d’atterraggio a ?oliborz visto che l’aeroporto Nicelli del Lido, primo aeroporto civile d’Italia (1926), c’è già. Ok ok, parliamo di cinema e allora ovvio dire che è “tutto pronto” per la 71^ edizione (in programma dal 27 agosto al 6 settembre) della Mostra. Ad aprire le proiezioni, oggi, sarà Birdman di Alejandro Iñárritu, con un curriculum di 12 nomination all’Oscar e un cast del nuovo film di assoluto richiamo (Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts).

Tra i registi in concorso al Festival spiccano nomi di peso come Andrei Konchalovsky, Amos Gitai, Peter Bogdanovich, ma anche Shinya Tsukamoto, David Gordon Green, Abel Ferrara e Roy Andersson. Per il secondo anno consecutivo in gara c’è inoltre un atteso documentario, The Look of Silence, di Joshua Oppenheimer, fuori concorso Salvatores e Lars Von Trier. E i film italiani? Il direttore Alberto Barbera ne ha visionati parecchi, tra questi 3 sono in lizza per il Leone D’Oro, si tratta de Il Giovane Favoloso di Mario Martone, con Elio Germano nei panni di Leopardi; Anime Nere di Francesco Munzi, girato (in dialetto calabrese) in un paesino dell’Aspromonte; Hungry Hearts di Saverio Costanzo che invece è stato girato a New York, interpretato da Alba Rohrwacher e Adam Driver. Ma ogni Festival che si ripeti ha la sua quota di glamour e allora ecco che sul tappetto rosso del Lido sfileranno grandi star come: Al Pacino, Michael Keaton, Willem Dafoe, Ethan Hawke, Bill Murray, Edward Norton, e le attrici, naturalmente, a cominciare dalle francesi Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Charlotte Gainsbourg, ma anche le hollywoodiane Emma Stone e Naomi Watts. La madrina sarà quest’anno una bruna mediterranea: Luisa Ranieri, un’attrice di cinema e di teatro. La giuria è composta da Carlo Verdone, Tim Roth, Sandy Powell, Joan Chen, Philip Gröning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri ed Elia Suleiman. A capo del panel di giurati: Alexandre Desplat, pluripremiato compositore di musiche per il cinema. Tra i maggiori successi, le saghe di Twilight e Harry Potter, ma anche i film di Wes Anderson.

 

Gemellaggio tra Santa Marina-Policastro Bussentino e Niegowi? in Polonia

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Un gemellaggio tra Santa Marina-Policastro Bussentino e Niegowi? in Polonia nel Comune di Gdów, a 25 km a sud-est di Cracovia. Questo è quello che si sono ripromessi i sindaci dei due paesi ieri sera nel corso della presentazione del film “Curato Don Wojty?a a Niegowi?”.

Una proposta che è nata spontaneamente e reciprocamente tra padre Jaroslaw Jarek Cielecki, il Sindaco di Santa marina Dionigi Fortunato e il Presidente del Consiglio Comunale on. Giovanni Fortunato.

Il  progetto è stata accettata subito da entrambe le parti, tanto che padre Jarek ha chiamato immediatamente  il sindaco di Niegowi? che, in viva voce, ha salutato i presenti ed ha accettato di buon grado l’idea del gemellaggio.

La proposta sarà presto formalizzata nel prossimo Consigli Comunale e saranno avviate le procedure  necessarie per prendere accordi e  per avviare il patto di fratellanza. Così Santa Marina sarà il primo Comune italiano ad essere gemellato con il paese dove  Karol Wojty?a, il futuro papa Giovanni Paolo II, fu  inviato per il primo incarico da vice parroco.

Il film, presentato ieri sera, racconta proprio l’esperienza del giovane parroco Wojty?a al suo primo incarico. prende spunto dall’omonimo libro di padre Jaroslaw Jarek Cielecki, letto e approvato in vita da Papa Wojty?a. Girato interamente in Polonia, tra Wadowice, Pierzchow, Gdów, Kaly e Niegowi?: luoghi molto amati da Karol,  ripercorre la vita di “Don Karol Wojty?a”, narrata attraverso i ricordi di Eleonora Mardosz, una donna di ottantasette anni che fu la perpetua del futuro Papa nella parrocchia di Niegowi?. La storia è incentrata sul viaggio di Leucadia (Eleonora Mardosz), che, da Cracovia, attraverserà in autobus la campagna polacca fino a Niegowi?, la parrocchia dove Karol Wojty?a, il futuro Papa Giovanni Paolo II, fu  inviato come vice parroco al suo primo incarico: rimase qui per circa un anno, dal luglio del 1948 all’agosto del 1949.

Grazie ai ricordi della donna, ripercorreremo le tappe fondamentali della vita di  San Giovanni Paolo II e conosceremo meglio l’uomo, il suo pensiero e gli episodi inediti sulla sua vita quotidiana. Alcuni oggetti di scena sono appartenuti realmente al Papa, come la stola e la tunica , che il protagonista , Karol Dudek,  indossa durante la scena del matrimonio, girato proprio nella chiesa di legno di Metkow , dove don Karol Wojty?a celebrò le sue Sante Messe. La colonna sonora, pubblicata da edizioni musicali Bixio Sam, è composta da brani originali di Giulio del Prato.

Presenti alla manifestazione: il Sindaco di Santa Marina Dionigi Fortunato, l’on. Giovanni Fortunato, Presidente del Consiglio Comunale, don Antonio Savino, Parroco di Policastro Bussentino, il dott. Tonino Luppino, promoter del film nel sud italia e  Mons. Jarek Cielecki, regista del film e direttore dell’ Agenzia televisiva ” Vatican Service News”.

(fonte: www.salernonotizie.it)

Oggi 14:45 Radiowa Czwórka, caporedattore di GI parla la petizione contro il grande canale

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Oggi alle 14:45 su radio Czwórka intervista a Sebastiano Giorgi, caporedattore di Gazzetta Italia sul tema della petizione all’Europa contro la costruzione del nuovo grande canale in Laguna di Venezia.

link alla radio:
http://www.polskieradio.pl/10,Czworka

ulteriori informazioni:
https://www.gazzettaitalia.pl/it/venezia-chiama-bruxelles/

Sebastiano Giorgi parla la petizione

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Nauczanie włoskiego w Polsce. Porady dotyczące wyboru nauczyciela i problemy językowe

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1. Dlaczego wybiera się zawód nauczyciela?

Moja kariera nauczyciela włoskiego jako języka obcego rozpoczęła się we Włoszech w 1998 roku. Wydaje mi się ważne podkreślenie tego faktu, aby uświadomić wam, że nie jest to zawód, który rozpocząć można nagle, bez przygotowania (tak jak to robi wiele osób przyjeżdżających za granicę) i że istnieją specjalistyczne studia, których ukończenie pozwala na zdobycie niezbędnych umiejętności do poważnego i satysfakcjonującego dla uczniów wykonywania tego zawodu. Jednak prawdą jest również, że aby jak najlepiej przekazać innym nasz rodzimy język konieczna jest pasja i motywacja, a więc cechy charakteru, których nie można nauczyć się w uniwersyteckich ławach i które stanowią część naszej osobowości, ale które zarazem nie wystarczą nauczycielowi nieposiadającemu dobrego przygotowania dydaktycznego. Kiedy zdecydowałem się zostać nauczycielem włoskiego byłem przekonany, że będzie to dla mnie misja. Chciałem entuzjastycznie przekazywać innym swoją „włoskość” oraz miłość do mojej Ojczyzny. Najlepiej dokonać tego za pośrednictwem języka, który dla ucznia stanowi najlepsze narzędzie do zrozumienia myśli obcokrajowca. Nauczyciel uczący swego rodzimego języka posiada wszystkie powyższe cechy. Zajęcia z nauczycielem „przygotowanym jedynie pod względem dydaktycznym” mogą okazać się bardzo nudne, choć zawsze będą to jednak lekcje. Z drugiej strony lekcja z nauczycielem „posiadającym jedynie pasję i miłość do swojej narodowości” może być miłą i ciekawą rozmową, ale niestety niczym więcej. Podsumowując, jeżeli bolą nas zęby wybierając dentystę kierujemy się przede wszystkim jego profesjonalizmem, a dopiero w dalszej kolejności zwracamy uwagę na to, czy jest sympatyczny. Nie zmienia to jednak faktu, że każdy z was przy wyborze może brać pod uwagę inne kryteria.

2. Czy są jakieś różnice w nauczaniu uczniów różnych narodowości?

Kiedy uczyłem we Włoszech, a dokładnie na Uniwersytecie dla Obcokrajowców w Perugii, miałem studentów, którzy pochodzili z całego świata. Każda nacja napotyka na odmienne problemy ucząc się języka włoskiego. Na wstępie obalmy jeden z powszechnych mitów, z którym ja zupełnie się nie zgadzam: włoski NIE jest łatwym językiem. Jeśli chcemy go dobrze opanować, musimy się uczyć. Nawet we Włoszech mieszka wiele osób, które powinny ponownie zacząć uczyć się włoskiego, rozpoczynając od poziomu średniozaawansowanego. Nauka języka obcego to dziedzina, którą doskonalimy przez całe życie. Również i ja, nawet dziś, prowadząc zajęcia na poziomie zaawansowanym korzystam z pomocy słownika, ponieważ zdarza mi się napotkać słownictwo, które do tej pory ignorowałem. Oczywiście, predyspozycje do nauki języków obcych oraz silna motywacja bez wątpienia pomagają w nauce.

3. Co sprawia największe problemy w nauczaniu Polaków?

Pierwszą barierę napotyka się próbując wytłumaczyć rodzajniki określone: il, lo, la, gli, etc. Jak dobrze wiecie, we włoskim nie istnieją przypadki ani końcówki fleksyjne rzeczowników, a różne dopełnienia tworzy się przy pomocy rodzajników oraz przyimków prostych i złożonych. Jeszcze trudniejszą kwestią jest opanowanie poprawnego użycia tych przyimków. W tym miejscu chciałbym zapewnić studentów, że z pewnością poczują się zniechęceni nie będąc w stanie używać poprawnie tej struktury gramatycznej. Przyimki są bowiem jednym z najtrudniejszych zagadnień gramatycznych. Istnieje mało reguł, a prawidłowe ich użycie przychodzi z czasem, kiedy już dobrze osłuchamy się z językiem. Nawet kiedy prowadzę kursy na poziomie C2, albo przygotowuję do egzaminów CELI, zawsze zachęcam uczniów do robienia wielu ćwiczeń, nawet tych podstawowych, na użycie przyimków prostych i złożonych. Jest to więc przede wszystkim kwestia pewnego osłuchania i wyczucia, co sprawia, że zupełnie zrozumiałe są często popełniane w tej dziedzinie błędy. Należy również podzielić włoską gramatykę na dwie części. Pierwsza część, powiedzmy do poziomu B1, zawiera struktury niezbędne do komunikowania się, do bycia zrozumianym, do spędzenia wakacji we Włoszech czy do zamówienia pizzy w restauracji. Uczeń, który chciałby jednak poprawić jakość swojego języka i mówić w poprawnym włoskim, musi kontynuować naukę drugiej części, od poziomu B2 do C2. Tu rozpoczyna się nauka trybu łączącego oraz prawidłowego stosowania trybów warunkowych. Abyście dobrze zrozumieli, podam taki przykład: „Gdybym wczoraj uczył się trochę więcej, zdałbym egzamin na 100%”. Idealne tłumaczenie na włoski brzmiałoby „Se ieri avessi studiato un po’ di più, avrei superato l’esame al 100%”. Ładnie, prawda? Dla przeciętnego Włocha ta struktura jest jednak zbyt skomplikowana. Zaakceptowano więc uproszczoną lingwistycznie strukturę imperfetto + imperfetto, która brzmi, a raczej razi w ten sposób: „Se ieri studiavo di più, passavo l’esame al 100%”. To tak jakbyśmy po polsku powiedzieli: “Jeśli wczoraj uczyłem się trochę więcej, zdałem egzamin na 100%”. To zbrodnia dla moich uszu. A Wy, na jakim poziomie chcecie mówić? Od Waszej odpowiedzi zależą cele, które postawicie sobie w nauce języka obcego i w wyborze nauczyciela.

4. Nad czym pracujesz obecnie?

Po czterech latach ciężkiej pracy mogę powiedzieć, że moja szkoła językowa Włoski Klucz wystartowała na dobre i ciągle utrzymuje wysoki poziom nauczania języka i kultury włoskiej. Mam świetnych nauczycieli, którzy pracują praktycznie wyłącznie dla mnie. Osobiście nie lubię zatrudniać dziesięciu nauczycieli, którzy pracowaliby po dwie godziny tygodniowo. Bardziej pasuje mi praca ze zgraną ekipą czterech, pięciu osób, które czują się jak rodzina. W ten sposób pracuje się lepiej a uczniowie czują bardziej swobodną, a zarazem i profesjonalną atmosferę. Czują się po prostu przyjemniej pośród twarzy, które są im już znane.

Podsumowując, mam wiadomość dla wszystkich zainteresowanych. Udało mi się nawiązać współpracę z Uniwersytetem dla Obcokrajowców w Perugii. Od tego roku Włoski Klucz jest jedyną instytucją w Warszawie, gdzie przeprowadzane są egzaminy CELI. Tak więc, od ostatniej sesji, 16 stycznia 2014, egzaminy CELI zdaje się u nas.

Na koniec mam jedną propozycję dla osób mających smykałkę do języków. Jeżeli mielibyście jakiekolwiek pytanie lub ciekawostki dotyczące języka włoskiego, prześlijcie je na adres: lingua@gazzettaitalia.pl . Stworzymy specjalną rubrykę, w której w kolejnych numerach będę odpowiadał na Wasze pytania!

Le elezioni per il rinnovo dei Comites. Presentare subito la domanda per votare

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Finalmente i Comites saranno rinnovati, dopo cinque anni di attesa dalla scadenza. Ma per poter partecipare al voto è necessario iscriversi subito nell’elenco degli elettori del proprio consolato. Nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 4 agosto 2014, infatti, è stato pubblicato il decreto-legge 1 agosto 2014, n. 109 che, all’art. 10, contiene disposizioni urgenti per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’estero (Com.It.Es.).

La norma che ci interessa prevede che, in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., il diritto di voto venga esercitato per corrispondenza, come previsto dalla Legge 286/2003.

Il plico elettorale verrà inviato ai SOLI elettori in possesso dei requisiti di legge, che ne abbiano fatta espressa richiesta all’Ufficio consolare di riferimento almeno cinquanta giorni prima della data stabilita per le votazioni.

Entro la fine di ottobre, dunque, chi desidera partecipare al voto deve registrarsi compilando un apposito modulo che può essere scaricato dal sito del proprio consolato di riferimento. Chi ha difficoltà a reperire il modulo, può contattare direttamente il proprio Consolato.

Il modulo d’iscrizione, compilato e sottoscritto, con allegata copia di un documento di identità, deve essere trasmesso al Consolato di riferimento entro il 23 ottobre. La data è indicativa e potrà subire modifiche a seconda della data di indizione delle elezioni.

Infatti il citato provvedimento, benché avente forza di legge dalla sua pubblicazione, è soggetto a conversione parlamentare e quindi potrà subire delle modifiche, anche se non è probabile che avvenga.

Si suggerisce, comunque, di presentare fin d’ora le domande di iscrizione nell’elenco elettorale per l’ammissione al voto per corrispondenza per l’elezione dei Com.It.Es. e si prega di diffondere la notizia anche ai propri conoscenti.

Questo può avvenire con le seguenti modalità:

  1. Consegna personale all’Ufficio consolare di riferimento;
  2. Invio all’Ufficio consolare di riferimento per posta, posta elettronica o posta elettronica certificata, allegando copia non autenticata del documento di identità del richiedente, comprensiva della firma del titolare.

Per scaricare il modulo della domanda di iscrizione o richiedere informazioni, si prega di consultare i siti di riferimento della propria Circoscrizione consolare.

(fonte: www.americaoggi.info)

“Venezia chiama Bruxelles”, campagna d’opinione contro lo scavo di un nuovo maxi-canale per le grandi navi

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COMUNICATO STAMPA: “Venezia chiama Bruxelles”

Bruxelles, 22 agosto 2014

Dopo aver raccolto 550 firme a Venezia e 1.600 firme online (in soli 4 giorni), la campagna di opinione contro lo scavo del maxi-canale Contorta a Venezia si sposta oggi a Bruxelles, con il duplice obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni europee e raccogliere adesioni anche fra i funzionari delle istituzioni internazionali e la folta comunità italiana di Bruxelles (stimata in 80.000 persone) tramite l’appello qui allegato (“Venezia chiama Bruxelles”) in versione word e PDF.

Nei primi giorni di sottoscrizione, fra le centinaia di veneziani che hanno aderito alla campagna di opinione si contano fra gli altri, a titolo di esempio:

i giornalisti Francesco Da Mosto, Sebastiano Giorgi, Manfredi Manera, Silvio Testa,  Maristella Tagliaferro, Pieralvise Zorzi;

il Prof. Carlo Beltrame, Docente di archeologia marittima e archeologia preventiva all’università di Venezia (Ca’ Foscari);

l’attrice Ottavia Piccolo, gli scrittori Alessandro Marzo Magno e Alberto Toso Fei; gli imprenditori Marco e Massimo Vidal, i Maestri artigiani del remo Saverio Pastor e Paolo Brandolisio e ancora (fra gli altri):

due ex assessori, 4 consiglieri comunali uscenti e noti esponenti delle famiglie Talamini (fondatore del Gazzettino), Gianquinto (primo Sindaco di Venezia dopo la liberazione), Grimani e Zorzi (che a Venezia hanno dato Dogi e capitani da mar).

Per saperne di più:

Il sito internet della campagna, con la lista dei primi firmatari e tutte le informazioni utili:

http://gruppo25aprile.org/

La petizione, versione italiana:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

La petizione, versione inglese:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

Il gruppo Facebook appositamente costituito (e che già conta 1.045 iscritti):

https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

Twitter hashtags: #DURIIBANCHI #LAGOONCALLING

Portavoce a Bruxelles, per il gruppo25aprile:

Marco Gasparinetti

+32.488.293098 (Bruxelles)

+39.345.3459663 (Venezia)

25aprile2015@gmail.com

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Contributi per avviare nuove imprese a Opole

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Tutte le persone disoccupate e non attive che abitano nel Voivodato Opolskie possono chiedere l’assistenza dell’Unione europea per avviare una nuova impresa. Grazie a 9,5 milioni di zloty, provenienti dall’UE, in realtà, possono essere create circa 180 nuove aziende. I soldi che saranno assegnati, grazie al Programma Operativo Capitale Umano, sono indirizzati a tutte le persone disoccupate, non attive di età compresa tra i 18 e i 30 anni per le persone che hanno più di 50 anni, le persone con la disabilità o per tutti coloro che vivono in zone rurali. Agnieszka Okupnik, la coordinatrice di questo programma, ha riferito che l’interesse per questa forma di sostegno dell’UE è stata così grande che la riunione a Opole è stata organizzata in due turni. Il progetto prevede le sovvenzioni fino a 40 mila di zloty per 60 persone. I soldi possono essere utilizzati per acquisto dei materiali, noleggio, riparazione dei locali necessari per condurre un’azienda. I potenziali imprenditori possono contare anche sull’aiuto per coprire i costi, pagare i contributi sociali o i servizi di contabilità. Come nota Okupnik, all’inizio non ci sono sempre i soldi per pagare le tasse di tipo di sicurezza sociale. Ha sottolineato che nell’ambito del progetto si prevede anche la formazione sui temi fondamentali della imprenditorialità, la gestione di un’impresa, i costi relativi, il marketing, la contabilità.

(fonte: Polonia Oggi)

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Ambasador Alessandro De Pedys złożył na ręce Prezydenta Rzeczypospolitej Polskiej

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Ambasador Alessandro De Pedys złożył na ręce Prezydenta Rzeczypospolitej Polskiej Bronisława Komorowskiego listy uwierzytelniające. Po uroczystej ceremonii jaka miała miejsce na dziedzińcu Belwederu, podczas której odegrano hymny narodowe i oddano honory wojskowe, Prezydent przyjął Ambasadora De Pedysa na serdecznej rozmowie w obecności Podsekretarz Stanu w Ministerstwie Spraw Zagranicznych Henryki Mościckiej-Dendys oraz Podsekretarza Stanu w Kancelarii Prezydenta Jaromira Sokołowskiego.

Volley: la Polonia usa il Mondiale come un passaporto per il turismo

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Uno dei pochi Paesi non colpiti dalla recessione economica, dopo l’Europeo di calcio del 2012, ha puntato sulle schiacciate come biglietto da visita sul mondo: aprendo le proprie città d’arte. Il passo indietro del colosso petrolifero statale

Per molti anni – addirittura prima dell’assegnazione dei campionati europei di calcio alla Polonia ed all’Ucraina nel 2012 – il cosiddetto “grande sport”, quello dei giochi olimpici o dei campionati mondiali delle più importanti discipline sportive non riguardava l’Est europeo (con la triste eccezione delle Olimpiadi di Mosca del 1980). In quell’epoca nell’Europa centro-orientale non venivano organizzati grandi eventi sportivi anche perché in quei Paesi, mancavano le adeguate infrastrutture: gli stadi erano fatiscenti, gli alberghi pochi e non all’altezza della civiltà moderna (tranne alcuni cosiddetti di lusso peraltro ben controllati dalle rispettive polizie politiche), non c’erano vie e mezzi di trasporto, e non si poteva comunicare in modo libero oppure non si poteva semplicemente comunicare a causa della mancanza delle reti telefoniche.

CADUTA DEL MURO — Ma la situazione non è migliorata neanche dopo i cambiamenti politici del 1989 poiché i nuovi stati post-comunisti, che hanno imboccato la via della democrazia, non si curavano del cosiddetto “sport qualificato” e ancor meno dello “sport di massa”. A causa di grossi problemi provocati dalla trasformazione sociale, economica e politica e di conseguenza della mancanza dei fondi per i settori come lo sport, anche le infrastrutture non venivano costruite e tenute in modo adeguato. La situazione è cambiata però nei primi anni del XXI secolo a causa di due principali fattori: uno politico: l’allargamento dell’Unione europea all’Europa centro-orientale del 2004; e l’altro economico: l’apparizione di un nuovo mercato, che non poteva essere più ignorato anche dalle federazioni sportive internazionali. Per i Paesi come la Polonia, che in 25 anni dai cambiamenti del sistema politico nel 1989, ha notato un vero e proprio progresso economico (finora la Polonia è uno dei pochi stati che nel corso dell’ultima crisi economica non ha subito la recessione), l’organizzazione di grandi eventi sportivi doveva e deve significare l’accelerazione della modernizzazione e il cambiamento dell’immagine (la Polonia dovrebbe essere vista come Paese moderno e aperto agli ospiti stranieri), ma anche i concreti vantaggi economici.
TURISMO — Non a caso le città che ospiteranno i gironi di qualificazione come pure quelli dei turni successivi fino alla finale di Katowice, sono le città dove non hanno invece le sedi dei migliori club della pallavolo polacca. In questo caso l’intenzione di dare una bella immagine era evidente. Eclatante è l’esempio di Cracovia (dove gioca l’Italia nella prima fase) dove la pallavolo non aveva da tempo né una squadra che contasse e neanche una struttura adeguata. D’altra parte però si tratta di un importante centro universitario, culturale e turistico, che non poteva lasciarsi scappare un’occasione come Mondiali della pallavolo. Cosi nel tempo di record è stato costruito il più moderno e più capiente (per 15 mila persone) palazzo dello sport della Polonia. Va sottolineato che l’Arena Krakow sarà polifunzionale, e ciò significa che a Mondiali conclusi non sarà, come succede spesso con costosi stadi di calcio, una “cattedrale nel deserto”, bensi un posto che sarà aperto a diverse esigenze sia sportive che culturali o di intrattenimento. L’Arena Krakow è stata già collaudata, con grande affluenza del pubblico, durante il recente torneo dedicato alla memoria di Hubert Wagner (leggendario c.t. della nazionale degli anni 70 del XX secolo); e proprio li che comincerà anche l’avventura mondiale della pallavolo italiana appunto. E’ quindi divento chiaro perché dopo il successo dell’Europeo calcistico nel 2012, si pensava subito, e da organizzare da soli, i Mondiali della pallavolo. I presupposti erano tutti: la Polonia era (ed è) pronta ad ospitare un grande evento sportivo non solo perché in tal modo si voleva colmare quella mancanza degli eventi del genere nel passato, ma – a differenza del calcio – a Varsavia si poteva sperare in un grande successo sportivo, addirittura la vittoria finale nei campionati Mondiali. E anche se i Mondiali della pallavolo saranno sicuramente ben organizzati ed avranno il sostegno non solo del pubblico che riempirà i palazzetti dello sport, ma anche della popolazione in quanto tale (non sono previste le contestazioni dell’evento), non è che tutto è andato liscio e senza problemi.
TV — Uno dei principali è stato quello del dietrofront della Tv commerciale, la Polsat che si, aveva elargito un’ingente somma per diritti televisivi, ma alla fine di luglio ha comunicato che i telespettatori polacchi non potranno seguire i Mondiali in chiaro, ma solo ad un adeguato pagamento. Tutto ciò proveniva dal fatto che si è ritirato, quasi all’ultimo momento, il potenziale sponsor dei mondiali ovvero il gigante petrolifero polacco “Orlen” (il contratto di sponsorizzazione, secondo la stampa polacca, doveva ammontare a circa 3 milioni di euro). E dato che “Orlen” è un ente statale, subito si è sparsa la voce che i Mondiali della pallavolo non erano un evento gradito al governo polacco. Da parte governativa ha risposto lo stesso ministro dello sport, Andrzej Biernat, sottolineando che proprio alle spese correnti dei mondiali è stata elargita una bella somma di 3,5 mln di zloty (quasi 1 milione di euro). E a prescindere dalle polemiche tutti in Polonia concordano che qualsiasi dibattito mediatico sui costi e sulle spese, cesserà di esistere quando allo Stadio Nazionale di Varsavia, il 30 agosto, verranno inaugurati i Mondiali della Pallavolo del 2014.

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