Polonia paese chiave per Confindustria Est Europa

0
51

Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Confindustria Est Europa (CEE) è la Federazione che riunisce le 11 Associazioni (site in Albania, Bosnia Erzegovina, Bielorussia, Bulgaria, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Ucraina) di imprese italiane presenti nell’Europa centro-orientale.

Maria Luisa Meroni, già Presidente di Confi ndustria Bulgaria e rappresentante di Piccola Industria presso Confindustria Lecco e Sondrio, ha assunto la Presidenza di Confindustria Est Europa a partire da dicembre 2020. Le abbiamo rivolto alcune domande in merito agli obiettivi della Federazione, con un particolare focus sulla situazione in Polonia e ai prossimi sviluppi della realtà confindustriale all’estero.

Quali sono i compiti e gli obiettivi di Confindustria Est Europa?

CEE, che conta oltre 1000 imprese associate alle rappresentanze internazionali del network, mira a rendere, attraverso l’operato quotidiano delle 11 associazioni territoriali, la presenza italiana nell’area est europea più integrata ed efficace, riconoscendo nelle caratteristiche sociali, economiche e culturali dei paesi dell’area un sistema di interdipendenza. CEE si pone come collettore delle esigenze delle aziende italiane che guardano con interesse questa area geografi ca, volendo offrire alle imprese del Sistema Confindustria un approccio nuovo e regionale ad un’area di vicinanza strategica. La Federazione fornisce una serie di servizi quali: favorire il progresso e lo sviluppo delle imprese, stimolando forme di collaborazione; rappresentare, tutelare ed assistere le imprese associate nei rapporti con le Istituzioni; promuovere iniziative per la crescita e lo sviluppo; fornire servizi di informazione, consulenza e assistenza nel contesto economico e imprenditoriale del Paese; garantire un accesso privilegiato al mercato dell’Est Europa. Confindustria Est Europa si propone quindi come garante dell’imprenditorialità italiana all’estero e del processo di internazionalizzazione, anche alla luce dei recenti sconvolgimenti dell’economia mondiale che rendono necessari dei punti di riferimento dal punto di vista dell’esperienza e del peso specifico.

Quali sono le novità della sua presidenza?

Il nostro obiettivo è proseguire il percorso di crescita che Confindustria Est Europa ha intrapreso fin dalla sua nascita. Esattamente come ho illustrato nelle linee programmatiche che ho presentato durante la mia candidatura a Presidente, intendo rafforzare ed accrescere la conoscenza e la visibilità della nostra Federazione nel Sistema Confindustriale nazionale. Intendo, in particolar modo, ampliare la risonanza delle opportunità da noi offerte alle imprese che hanno intenzione di intraprendere un percorso di internazionalizzazione.

Fondamentale è per me intensificare l’integrazione di Confindustria Est Europa nel Sistema Associativo in Italia e dunque un’interazione e una collaborazione sempre più forte con Confindustria Nazionale. Ciò è stato anche dimostrato dalla mia volontà di realizzare la prima Assemblea Generale della Federazione proprio presso la sede di Confindustria, alla presenza del Presidente, Carlo Bonomi.

Un ulteriore obiettivo è quello di rafforzare i rapporti con le istituzioni italiane che si occupano di internazionalizzazione. In questo senso è molto rilevante il lavoro svolto dalle singole territoriali di Confindustria, che intensificano le proprie attività per la realizzazione di un’efficiente Sistema Italia nel Paese di riferimento, nonché instaurando significative relazioni internazionali.

Considerato anche il mio ruolo di rappresentante di Piccola Industria presso Confindustria Lecco e Sondrio, sono convinta che le PMI rappresentino il cuore e la forza del nostro sistema industriale. Centrale si rivela dunque l’impegno delle rappresentanze internazionali di creare per le PMI opportunità, incentivando e supportando gli imprenditori ad avere il coraggio di aprirsi a nuovi mercati e a nuove sfide.

Fondamentale per me è anche attribuire valore alle reti d’impresa, come testimonia l’adesione della Federazione a RetImpresa durante il mio mandato e la collaborazione allo sviluppo della piattaforma Registry di RetImpresa. L’obiettivo è fare in modo che si possa agire trasversalmente con le aziende locali nei vari Paesi, generando sinergie e nuove opportunità.

Non da ultimo, intendo potenziare la comunicazione in misura significativa, così da rendere Confindustria Est Europa un catalizzatore ed un divulgatore di informazioni che siano di utilità alle imprese operanti nell’area, in quest’ottica si colloca la realizzazione del progetto editoriale “Guida Paesi”, che raggruppa in un unico prodotto le principali informazioni sugli 11 Paesi del network, risultato di un grande lavoro di squadra tra le rappresentanze internazionali aderenti a CEE e che attraverso il coinvolgimento degli Ambasciatori italiani nei Paesi, conferma la sinergia tra pubblico e privato e i consolidati rapporti sviluppati nell’ambito del Sistema Italia all’estero.

Qual è lo stato di forma dell’associazione degli imprenditori italiani aderenti a Confindustria Polonia?

L’associazione degli imprenditori italiani in Polonia è nata nel 2020, in un periodo notoriamente infausto. Ciò nonostante, Confindustria Polonia si sta affermando come una realtà rilevante, con un numero crescente di imprese associate e un radicamento
all’interno del territorio polacco a cui seguirà una sempre maggiore efficacia. Il mercato polacco è tra i più importanti in Europa, e una solida associazione come Confindustria Polonia può garantire alle aziende italiane una rappresentanza a livello istituzionale ed economico di alto livello. La Polonia è indubbiamente un Paese con grandi prospettive di crescita e sviluppo.

Quali sono i progetti in cantiere su quest’area d’Europa?

Confindustria Polonia è impegnata nella realizzazione di iniziative che coniughino lo spirito associativo e le esigenze delle aziende associate. I prossimi progetti, anche in collaborazione con le altre istituzioni del Sistema Italia in Polonia, comprendono la partecipazione ai maggiori eventi fieristici del paese, l’organizzazione di webinar ed eventi a carattere informativo, la promozione di scambi commerciali e culturali tra Italia e Polonia. L’associazione è attenta ai maggiori trend economici: sono in cantiere eventi sul futuro della filiera dell’automotive e un forum economico organizzato insieme al Sistema Italia. Tra le iniziative ricorrenti, vorrei sottolineare l’Energy Mixer 2022 (il 21 settembre), l’evento B2B dedicato ai temi dell’industria e dell’energia, e la recente pubblicazione della Guida Paese, giunta alla sua seconda edizione. La Guida Paese, oltre a costituire una fonte di informazioni dettagliate sul mercato polacco, creerà occasioni di incontro tra le imprese simpatizzanti attraverso il prossimo roadshow di presentazione.

Vista la situazione internazionale, come potrebbe cambiare il ruolo politico-economico dei paesi confinanti con l’Ucraina?

I paesi dell’Est Europa sono sicuramente i più colpiti dal conflitto, sia per prossimità geografica che per gli stretti legami commerciali con Ucraina e Russia. Il peso politico e diplomatico degli stati confinanti si è mostrato importante a livello europeo fin dai primi momenti della guerra e gli sforzi di accoglienza dei profughi ucraini sono noti alla comunità internazionale. Il coinvolgimento di questi stati, tra i quali la Polonia, ha avuto un ruolo centrale e sarà quindi un punto di partenza fondamentale per organizzare la ricostruzione dell’Ucraina, che auspico possa attivarsi al più presto. Senza dimenticare l’apporto che il know-how delle imprese italiane che operano in tali mercati può fornire all’interno del processo. Si tratta senza dubbio di un’ulteriore opportunità di crescita per un’area, quella dell’Est Europa, troppo spesso dimenticata ma che costituisce uno dei punti focali dell’attività economica europea.

Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco