Quartieri Spagnoli, la più misteriosa parte di Napoli

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Il posto in cui il tempo si è fermato

Alzo la testa. Sopra di me c’è un groviglio caotico di fili per stendere i panni piegati sotto il peso di lenzuola, mutande e magliette da calcio, con le quali probabilmente oggi nel pomeriggio si svolgerà un’altra partita tra i ragazzi del posto. Per giocare a calcio, anziché utilizzare un normale campo, useranno i vicoli piccoli e stretti. Il campo tra gli scooter che sfrecciano velocemente e sotto gli sguardi curiosi delle nonne, che trascorrono le giornate sporgendosi fuori dal balcone per sentire gli ultimi pettegolezzi sul loro vicino.

Inspiro l’aria e me la godo per un lungo momento. Tutto qua ha un odore diverso, compresa la pasta fatta dalla mamma in casa che nessun cuoco può eguagliare, e non potrebbe essere altrimenti perché siamo a Napoli. E così mi trovo in mezzo ai Quartieri Spagnoli, dove nulla è scontato e il tempo sembra essersi fermato. Un posto in cui puoi avverti la gioia delle persone semplici che forse non hanno tanto, ma non ti mostreranno mai la loro tristezza. Qui posso acquistare verdura fresca ad un prezzo davvero buono e la sera sedermi a bere un bicchiere di vino ad uno dei tavolini traballanti sulla strada. Sebbene i Quartieri Spagnoli non attraggano folle di turisti, è sempre il primo posto in cui vado durante i miei viaggi napoletani.

La cattiva reputazione di Quartieri Spagnoli

Alcuni dicono che di notte i Quartieri Spagnoli diventino pericolosi e che sia meglio evitarli, soprattutto se sei una donna sola. Mi spaventano raccontandomi di furti e risse tra adolescenti che non mi piacerebbe vedere. I titoli dei giornali regolarmente parlano di sparatorie notturne e di altre news poco edifi canti. Ovvero tutto ciò che decisamente non vuoi sperimentare sulla tua pelle. Credo che i napoletani separino i loro pensieri e la loro vita da quello che succede nei Quartieri Spagnoli tanto che è davvero strano per loro vederci qualcuno dopo il crepuscolo, con la macchina fotografi ca legata al collo che fa capire che non è di qua. In questa zona, si incontrano turisti molto raramente. Tutto questo non è causato solo dalla cattiva reputazione dei Quartieri Spagnoli, ma anche dal fatto che muovendosi per questo quartiere viene violato un confi ne invisibile, il cui attraversamento dà un chiaro segnale agli abitanti della zona. Non sei di qui, allora cosa stai cercando? A volte entrando nei Quartieri Spagnoli sembra di entrare nella vita di qualcuno. Appari improvvisamente e non si sa perché stai disturbando il loro ritmo e la loro pace. Forse proprio qui, tra le vecchie case ed i profumi della pasta fatta in casa, più volte nella mia vita, mi hanno chiesto da dove venissi e cosa davvero stessi cercando. Donne anziane che passano i loro pomeriggi su fragili balconi, che sembrano resistere per miracolo, raccontandosi storie inverosimili, casalinghe sedute su seggiole di plastica davanti agli ingressi delle loro case, con i cani rannicchiati sotto i loro piedi, che cercano un po’ di senso di sicurezza mentre i nonni fumano sigarette arrotolate manualmente. Tutti ti guardano e già sai che l’arrivo di un intruso susciterà rapidamente nuovi argomenti di conversazione. A volte la sera senti strani scoppi ma forse sono solo i suoni dei motori. Quando ascolti così tante brutte storie, alla fine inizi a sospettare davvero di tutti e non è così che dovrebbe essere.

E nonostante questa consapevolezza, puoi davvero spaventarti per un momento, ma poi vado in via Toledo, passando dal lato di Vico Santa Maria delle Grazie e ancora una volta sono davvero commossa. Penso che il “vicolo dell’amore”, composto da cuori appesi colorati, frammenti delle più belle canzoni e poesie, sia commovente per ogni anima sensibile. È così follemente fuori posto. Strade sporche e buie e accanto il vero teatro d’amore delle frasi più belle del mondo. Ogni tanto mi sembra che questo sia possibile solo a Napoli, nella città che è la più ricca di contrasti di tutte quelle che ho visto.

E anche se per molto tempo ho pensato che l’unicità di Napoli sia principalmente il paesaggio, il rispetto per l’incombente Vesuvio, i fiori intrecciati sopra le teste dei passanti nei vicoli di Posillipo,oggi aggiungo con certezza che la bellezza di Napoli è data anche dalla gente che ci vive e da luoghi in cui la realtà sembra assumere una dimensione diversa.

foto: Monika Szczepańska

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