«Serve un volo diretto tra Varsavia e il Veneto»

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CORTINA. Inaugurata in Faloria la settimana italo-polacca, evento voluto dal Consorzio Dolomiti con la partecipazione (tra Cortina e Cadore) di 10 giornalisti del turismo, 70 decisori turistici e 300 polacchi in vacanza.

«Secondo le indagini di mercato», ha spiegato Fabrizio Piller Roner, presidente del Consorzio Dolomiti, «la regione che ha accolto il maggior numero di turisti polacchi negli ultimi anni è stata il Veneto, seguita dal Trentino Alto Adige. I turisti polacchi effettuano circa 710 mila vacanze nell’arco alpino ogni anno, si fermano una media di 6,8 giorni e spendono in media 141 euro al giorno, ossia più dei turisti tedeschi e meno solo di russi, americani e inglesi. La Polonia negli ultimi anni è divenuta, in provincia di Belluno, il secondo Paese estero per arrivi di turisti, e il giro d’affari generato è di circa 10.700.000 euro registrato nei soli alberghi. Sui nostri comprensori riusciamo a portare 20 mila polacchi l’anno; ma il potenziale è in crescita. Il polacco ha una sempre maggiore capacità di spesa, è propenso a soggiorni lunghi».

L’unico “guaio” tra Veneto e Polonia è che non ci sono collegamenti diretti con l’aeroporto di Venezia o di Treviso.

«Il fatto che non ci sia un volo diretto almeno nei fine settimana», ha spiegato Valerio Tabacchi, vice presidente del Consorzio, «è un problema. Invitiamo la Regione ad intervenire affinché anche dal nord della Polonia si possa arrivare da noi senza dover fare viaggi da 12-13 ore. In tanti da Varsavia oggi atterrano a Bergamo e vanno poi a Livigno. Con un volo diretto potremmo aumentare il giro d’affari. Le presenze polacche attuali sono buone e “strasudate”, in quanto quasi tutti arrivano in corriera. Se ci fossero un volo su Treviso o Venezia, i turisti sarebbero di sicuro di più».

Sono tantissimi i polacchi che amano la montagna in estate ed in inverno.

«Lo sport leader della Polonia», ha spiegato Marek Traczyk, direttore del gruppo giornalisti polacchi del turismo, «è lo sci; sono 7 milioni i polacchi che sciano e che ogni inverno si concedono una o due settimane sulle piste. Qui siamo sempre stati benissimo, anche se qualche struttura alberghiera andrebbe rinnovata. Il polacco ha molta disponibilità di spesa, ma non vuole pagare un albergo con delle stelle che non luccicano più. L’enogastronomia, la disponibilità, i panorami, fanno delle Dolomiti un punto di riferimento. Ci auguriamo che l’accessibilità al territorio venga migliorata, vengano aperti i voli diretti e si possa arrivare qui da voi con maggiore facilità».

Il turista polacco è una risorsa: lo ha affermato Davide Tarantino, della Cooperativa 13 Maggio, che nei suoi alberghi a Borca e ad Auronzo ospita comitive di polacchi da anni. «Si divertono», ha detto, «sono espansivi, spendono e amano le Dolomiti».

Alessandra Segafreddo – corrierealpi.gelocal.it

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