Wisława Szymborska e l’Italia

0
168
fot. Michał Rusinek

Nella ricorrenza del centenario della sua nascita, avvenuta il 2 luglio 1923 a Kórnik (Polonia), Wisława Szymborska viene omaggiata in tutto il mondo da iniziative che ne celebrano la grandezza poetica. In particolare, al di fuori della Polonia, dove l’intero 2023 è stato proclamato anno di Wisława Szymborska, fanno scalpore il numero e la qualità degli eventi dedicati all’Autrice in Italia. 

foto: archivio della Fondazione Wisława Szymborska

La lunga serie di avvenimenti è stata aperta il 27 marzo dalla prima nazionale a Roma dello spettacolo Ascolta come mi batte forte il tuo cuore. Poesie, lettere e altre cianfrusaglie di Wisława Szymborska con la regia di Sergio Maifredi, da un’idea del professor Andrea Ceccherelli (Università di Bologna) e del professor Luigi Marinelli (Università La Sapienza, Roma). Lo spettacolo, un percorso tra parole ed emozioni in musica, è già stato rappresentato anche a Milano e Genova e – da qui alla fine dell’anno – approderà in altri importanti teatri italiani. Il 16 giugno è stata inaugurata a Genova, al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, la mostra Wisława Szymborska. La gioia di scrivere, che sarà visitabile fino al 3 settembre. L’esposizione è stata curata da Sergio Maifredi con le scenografie di Michał Jandura e raccoglie, tra le altre cose, 85 collage eseguiti dalla Poetessa, massime e versi estratti (e proiettati su parete) dai suoi componimenti, frammenti ingranditi del suo taccuino. Per la fine di novembre è in programma, inoltre, un grande convegno incentrato sull’opera di Szymborska alla Sapienza di Roma; subito dopo, due giornate dedicate all’impatto dei suoi testi in Italia si terranno alle università di Bari e di Napoli.

Tutte queste iniziative restituiscono tangibilmente il successo che i versi di Szymborska hanno riscontrato in Italia, un “caso poetico” senza eguali nel nostro Paese. Qui da noi si stima che un piccolo editore possa vendere tra le 150-300 copie di un libro di poesie particolarmente fortunato; mentre un editore medio riesca a piazzarne un migliaio circa, in caso di buona riuscita. I dati relativi al 2020, i più recenti che si possano reperire, dicono che dall’inizio dell’anno fino all’inizio di ottobre il libro di versi più venduto aveva raggiunto le 9.000 copie (ma il centesimo della classifica non aveva raggiunto neanche il migliaio). In quel periodo, solo 38 titoli avevano superato le 2.000 copie vendute e solo 7 le 5.000. Ecco, in un contesto simile la raccolta più venduta di Wisława Szymborska successiva al Nobel del 1996, Vista con granello di sabbia (Adelphi, 1998), nel 2006 aveva già accumulato 5 ristampe e 13.000 copie; oggi, Vista con granello di sabbia è alla 18° ristampa.

Per il successo editoriale di Szymborska in Italia, tuttavia, il punto di svolta è certamente rappresentato dalla pubblicazione da parte di Adelphi de La gioia di scrivere, uscito in prima edizione nel 2009. Si tratta di una silloge pressoché completa dei versi dell’Autrice, cui sono seguite alcune raccolte più esigue: l’ultima, Canzone nera, risale al 2022 e mette assieme i versi composti da Szymborska tra il 1944-1948. La gioia di scrivere, dal momento della sua comparsa sul mercato editoriale, è arrivato alla 20^ ristampa, seppure con numeri di stampa ogni volta diversi, a seconda della ricorrenza o occasione specifica che li motivasse.

foto: Michał Rusinek

C’è un episodio, in particolare, in cui si stringe ulteriormente il legame tra l’Italia e la Poetessa, e dopo il quale le vendite dei suoi libri registrano una nuova, clamorosa impennata. Il 5 febbraio 2012 (pochi giorni dopo la scomparsa di Szymborska), durante la trasmissione Che tempo che fa?, Roberto Saviano si sofferma su un verso della poesia Ogni caso, definendolo il più bello della poesia d’amore novecentesca: “Ascolta/come mi batte forte il tuo cuore”. La notte stessa, tramite i canali di vendita on-line, La gioia di scrivere registra la vendita di 800 copie; nei giorni immediatamente successivi, Adelphi esaurisce due ristampe da 15.000 copie l’una.

Roberto Saviano, peraltro, non è l’unico intellettuale ed artista italiano che abbia espresso il proprio apprezzamento per la poesia di Szymborska. I suoi versi sono finiti in una canzone di Jovanotti, Buon sangue (“Si nasce senza esperienza,/si muore senza assuefazione”, da: Nulla due volte); la sua arte ha spinto Vecchioni a dedicarle il brano Wisława Szymborska: “E quando canti chiedo/Ma chi le ha dato il cuore/La legge del sospiro/Per scrivere parole?”. Nel film Cuore sacro di Ferzan Özpetek (2005) dalla borsa di una piccola ladra cade a terra un volumetto di poesie di Szymborska; mentre Magnifica presenza (2012) dello stessa regista si apre con una dedica alla Poetessa appena scomparsa. Andrea Camilleri inserisce i versi di Szymborska all’interno di una delle avventure di Montalbano, Il metodo Catalanotti; mentre Umberto Eco, il 27 marzo 2009, di fronte all’Aula Magna di Santa Lucia a Bologna gremita da oltre 1.500 persone, esprime tutta la sua passione per l’autrice polacca lì presente leggendo il testo di Possibilità (“Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando./Preferisco prendere in considerazione perfino la possibilità/che l’essere abbia una sua ragione”) e chiosando con: “Preferisco Wisława Szymborska”.

foto: archivio della Fondazione Wisława Szymborska

Di certo tutte queste figure della realtà italiana della cultura e dell’arte, dall’estero basta ricordare le dichiarazioni di enorme stima da parte di Woody Allen (“La reputo una grande artista, che ha un’enorme influenza sulla mia gioia”), hanno fatto da garanti dell’importanza poetica di Szymborska, arrivando al grande pubblico in maniera più diretta rispetto ai canali canonici della critica letteraria. Al momento del confronto in solitudine tra il lettore e i versi della Poetessa, necessariamente, sono poi emerse tutte le qualità dei suoi componimenti e quelle di chi li ha restituiti in italiano. A Pietro Marchesani, storico traduttore di Wisława Szymborska, scomparso pochi mesi prima della Poetessa, dobbiamo anzitutto il merito di una fedeltà rigorosa al testo impreziosita da alcune mirabili scelte personali.

Volendo addentrarci nei motivi per cui i versi di Szymborska siano così diffusi in un Paese, come visto, tanto poco avvezzo alla poesia, dovremmo partire dalla semplicità esteriore dei suoi componimenti. “Mi preoccupo molto se qualcuno non capisce qualcosa di ciò che scrivo”, ebbe a dire in un’intervista. Effettivamente, i suoi testi sono (pressoché) privi di qualsiasi difficoltà alla ricezione; sono diretti in modo che il rapporto verticale autore-lettore, motivo di freddezza e distanza per molti potenziali fruitori, viene rimesso in pari. Talvolta si ha la sensazione di percorrere con il soggetto lirico, e con l’Autrice, il medesimo pezzetto di strada, condividendone le impressioni.

foto: archivio della Fondazione Wisława Szymborska

La spinta alla scrittura è generata dallo stupore nei confronti del mondo, che rappresenta anche il tratto più specifico della sua poesia: “Dopotutto ci stupisce ciò che si discosta da una qualche norma nota e generalmente accettata, da una qualche ovvietà a cui siamo abituati. Ebbene, un simile mondo ovvio non esiste affatto. Il nostro stupore esiste per se stesso e non deriva da nessun paragone con alcunché”, disse durante il discorso successivo all’assegnazione del Nobel. La condivisione di tale stupore crea con chi legge un rapporto strettissimo, che, come detto, non viene mai indebolito dal ricorso a una scrittura ermetica o complessa.

Le due parole: non so, che muovono l’ispirazione dell’Autrice, trascinano anche il lettore nel vortice di una ricerca continua, nella rincorsa ad un senso che pure non si troverà mai, laddove la vita significa anzitutto: “Persistere nel non sapere/qualcosa d’importante” (Un appunto).  Attraverso l’utilizzo di un’espressione chiara e diretta, dunque, la poesia di Szymborska si apre ad una dimensione filosofica, trascinandoci con lei: “Il savoir-vivre cosmico,/benché taccia sul nostro conto,/tuttavia esige qualcosa da noi:/un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal/e una partecipazione stupita a questo gioco/con regole ignote” (da: Disattenzione). Una volta sprofondati mani e piedi nelle grandi domande dell’universo, senza sapere come ci si è arrivati, ma senza volontà alcuna di uscirne, la poesia di Wisława Szymborska non ci abbandonerà più.