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Assunzione del personale in Polonia

Informazioni Generali

Nella Repubblica di Polonia, gli aspetti riguardanti l’assunzione così come il licenziamento dei lavoratori dipendenti, nonché i correlati e rispettivi obblighi del Datore di Lavoro e dei lavoratori stessi, sono regolati da una Legge del 26 giugno 1974 e ss. mod., altrimenti noto in Polonia come Codice del Lavoro.

A livello di definizioni, per Lavoratore si intende una persona assunta sulla base di un contratto di lavoro, nomina, elezione, affidamento di incarico ovvero di contratto di lavoro cooperativo.

Il Datore di lavoro, invece, può essere sia l’unità organizzativa, anche non possedente personalità giuridica, sia una persona fisica, qualora esse assumano lavoratori dipendenti.

Caratteristiche fondamentali del rapporto di lavoro sono l’assunzione da parte del lavoratore di particolari obblighi di eseguire un determinato lavoro, sotto la direzione del Datore di lavoro, in un luogo preciso e ad orari stabiliti, nonché da parte del Datore di lavoro l’assunzione dell’obbligo di retribuire il lavoratore assunto. L’assunzione che rispecchia tali caratteristiche fa sì che si ricada automaticamente in un rapporto di lavoro regolato interamente dal suddetto Codice del Lavoro, indipendentemente dal nome che le Parti abbiano dato al contratto che le lega; inoltre, sempre restando nell’alveo delle sopracitate caratteristiche, non è possibile sostituire il contratto di lavoro con un contratto di diritto civile.

Particolare attenzione è rivolta dallo Stato polacco all’inizio di ogni anno nel determinare l’ammontare minimo salariale, che dal 1° gennaio 2018 è stato stabilito nell’ordine dei 2.100 złoty lordi e la tariffa minima per un’ora di lavoro ammonta a 13,70 złoty lordi.

Tipi di contratti di lavoro

Oggi in Polonia, si contano 3 tipi di contratti di lavoro:

–       Contratto di lavoro per un periodo di prova;

–       Contratto di lavoro a tempo determinato;

–       Contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Particolarità sui contratti per un periodo di prova ed a tempo determinato.

Il contratto di lavoro per un periodo di prova, che può essere concluso per un tempo massimo pari a 3 mesi, si stipula con un determinato lavoratore al fine di verificare se lo stesso possieda le qualifiche necessarie e valutare, pertanto, le possibilità di una sua potenziale assunzione al termine del periodo di prova stesso.

È uno strumento sovente utilizzato dai Datori di lavoro, prima di “impegnarsi” ad assumere una determinata persona per periodi più lunghi.

Il contratto di lavoro a tempo determinato ha la caratteristica che può essere impiegato tra le stesse Parti (quindi, tra lo stesso Datore di Lavoro e lo stesso Lavoratore) per un massimo di 33 mesi, da gestire nell’ambito di 3 contratti massimo, prima che scatti l’obbligo da parte del Datore di Lavoro di assumere il determinato lavoratore a tempo indeterminato.

Aspetti regolanti la disdetta del contratto di lavoro

In linea generale, ognuna delle Parti può risolvere il contratto di lavoro osservando un determinato periodo di preavviso.

Se il Datore di lavoro volesse sciogliere il rapporto di lavoro discendente da un contratto a tempo indeterminato, lo stesso è obbligato a giustificare tale decisione indicando precisamente la causa o le cause che lo hanno condotto a tale presa di posizione, indipendentemente se la modalità di scioglimento del suddetto rapporto di lavoro avvenga osservando un periodo di preavviso ovvero avvenga con effetto immediato.

Nel caso, invece, di disdetta di un contratto di lavoro a tempo determinato o di un contratto di lavoro per un periodo di prova, non bisogna necessariamente indicare una causa.

Per quanto riguarda il periodo di preavviso da osservare nel risolvere un contratto di lavoro: il periodo di preavviso per il contratto di lavoro per un periodo di prova ammonta a 3 giorni lavorativi, qualora il periodo di prova non superi le 2 settimane; 1 settimana, qualora il periodo di prova sia superiore alle 2 settimane; 2 settimane, qualora il periodo di prova sia di 3 mesi.

Il periodo di preavviso di un contratto di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato dipende dal periodo in cui il Lavoratore è stato assunto presso un determinato Datore di lavoro e ammonta a 2 settimane, qualora il lavoratore sia assunto per un periodo più breve di 6 mesi; 1 mese, qualora il lavoratore sia assunto per almeno 6 mesi; 3 mesi, qualora il lavoratore sia assunto per almeno 3 anni.

A seguito dell’invio della disdetta del contratto di lavoro, il Datore di lavoro può liberare il lavoratore dall’obbligo di prestare il proprio lavoro fino alla fine del periodo di preavviso, il quale conserva comunque il proprio diritto alla retribuzione. È questa un’opzione sovente utilizzata dai Datori di lavoro, quando preferiscono, all’esito dell’interruzione del rapporto di lavoro, di non vedere sul posto di lavoro quel determinato lavoratore a partire dal momento dell’invio della disdetta.

Il Datore di lavoro, tuttavia, non può inviare disdetta del contratto di lavoro a quel lavoratore che si trova nel c.d. periodo di “prepensionamento”, ossia a colui al quale mancano non più di 4 anni al raggiungimento dell’età pensionabile, qualora il periodo di assunzione renda possibile al lavoratore stesso l’ottenimento del diritto alla pensione con il raggiungimento di quell’età.

Obblighi e formalità a carico del Datore di Lavoro, prima di consentire al lavoratore di iniziare il proprio lavoro

Il Datore di lavoro, nell’assumere una determinata persona, deve garantire l’espletamento delle seguenti attività:

  1. Assicurare l’esecuzione di una visita medica di controllo del determinato lavoratore. Il Lavoratore può iniziare ad adempiere ai propri obblighi lavorativi, solamente dopo l’ottenimento di un certificato che attesti la mancanza di controindicazioni ad assumere determinate mansioni lavorative.
  2. Predisporre un corso di formazione in ambito di Sicurezza ed Igiene sul luogo di Lavoro. Durante tale corso, la persona che dovrà essere assunta, verrà a conoscenza della normativa in ambito di sicurezza ed igiene sul luogo di lavoro e delle regole vigenti nella determinata azienda, per l’esecuzione del lavoro in modo sicuro. Il corso di formazione deve essere tenuto da parte di una persona che abbia le opportune qualifiche. Il corso di formazione verrà imputato all’orario di lavoro e viene eseguito con costi a carico del Datore di lavoro. Il Lavoratore deve confermare la sua partecipazione al corso per iscritto e tale documento così come la documentazione medica di cui al punto 1 verranno conservati tra gli atti personali del determinato lavoratore. Inoltre, alla fine del corso di formazione, l’organizzatore dovrà rilasciare al lavoratore il relativo certificato di fine corso con esiti positivi.
  3. Informare il lavoratore a proposito dell’ambito dei suoi obblighi lavorativi. Il Datore di lavoro deve informare il lavoratore dei propri obblighi, delle modalità di esecuzione del lavoro ed anche dei suoi diritti di base. È fondamentale far capire al lavoratore esattamente l’ambito delle sue mansioni ed assicurarsi che lo stesso li abbia compresi fino in fondo.
  4. Sottoscrizione del contratto di lavoro. La data di inizio del rapporto di lavoro non può essere precedente al termine di esecuzione dei controlli preliminari medici, del corso di formazione in ambito di sicurezza e igiene sul luogo di lavoro e della venuta a conoscenza dei propri obblighi lavorativi da parte del lavoratore.
  5. Informativa riguardante le condizioni di lavoro.  Entro 7 giorni a partire dal momento di stipula del contratto di lavoro, il Datore di lavoro è tenuto a trasmettere al lavoratore l’informativa sull’ambito delle condizioni di esecuzione del lavoro in questione.
  6. Obblighi del Datore di lavoro connessi con gli atti personali del lavoratore. Il Datore di Lavoro deve predisporre per ogni lavoratore un faldone contenente i rispettivi atti personali, tra i quali si annoverano i documenti connessi con il processo di assunzione, l’andamento del rapporto di lavoro, lo scioglimento o la scadenza del contratto di lavoro. All’interno degli atti personali, deve esserci anche il certificato di partecipazione al corso di formazione in ambito di sicurezza ed igiene sul luogo di lavoro, del documento confermante la venuta a conoscenza dei propri obblighi lavorativi e la documentazione medica redatta in occasione della visita preliminare di controllo. Gli atti riguardanti i lavoratori, bisogna conservarli per un periodo di 50 anni a partire dal giorno di terminazione del rapporto di lavoro. Invece, la documentazione di supporto e computazionale utilizzata per preparare le buste paga deve essere conservata per 5 anni.
  7. Segnalazione del lavoratore assunto presso lo ZUS (il corrispondente polacco del nostro INPS). Il Lavoratore assunto ha diritto al pagamento da parte del Datore di lavoro di tutti quanti i contributi in ambito di previdenza sociale e sanità, per tutta la durata del suo contratto di lavoro. La segnalazione deve essere effettuata al massimo entro 7 giorni a partire dalla data di inizio del lavoro da parte del lavoratore assunto.

Le informazioni anzidette rappresentano nozioni soltanto generiche per quel che riguarda il mondo dell’assunzione del personale in Polonia.

Per ulteriori informazioni, dettagli, etc. non esitate a contattarci ai seguenti indirizzi email:

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