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Jasna Góra, capitale spirituale di un popolo di pellegrini

Nel suo primo pellegrinaggio a Częstochowa papa Giovanni Paolo II disse che Jasna Góra è un luogo in cui si può sentire battere il cuore della Chiesa e della Nazione. Durante il suo pontificato Wojtyła visitò il monastero ben sei volte. Il profondo significato che Jasna Góra ha per i polacchi diventa palese soprattutto il 15 agosto, giorno dell’Assunzione di Maria, quando migliaia di pellegrini attraversano l’ingresso del monastero per portare omaggio alla Madonna Nera. Questa tradizione è vecchia quasi quanto il convento medesimo e, benché le cronache non menzionino nessuna particolare rivelazione legata a questo luogo, la fede nell’effigie della Vergine è rimasta incrollabile nei secoli.

Secondo la leggenda la Madonna Nera difese il monastero durante il cosiddetto Diluvio (Potop szwedzki), quando gli svedesi invasero la Polonia-Lituania a metà Seicento. Il monastero fu assalito più di una decina di volte ma è l’assedio dell’inverno del 1655 ad aver avuto la maggiore eco nella storia. La tradizione vuole che dalla rottura di quell’assedio da parte delle forze polacche partisse la riscossa contro gli svedesi e l’importanza della protezione accordata dalla Vergine ai polacchi indusse il re a proclamarla persino regina di Polonia. A Jasna Góra si incrociano quindi fede e patriottismo.

Leggendaria è anche l’origine del dipinto della Madonna Nera: esso sarebbe “apparso” nel monastero nel 1384, due anni dopo essere stato commissionato dal principe Władysław Opolczyk. Prima di raggiungere Częstochowa avrebbe compiuto un lungo viaggio da Gerusalemme attraverso Costantinopoli e Belz. Da allora è diventato oggetto di culto. Sempre secondo la tradizione l’immagine risalirebbe all’evangelista Luca, che l’avrebbe dipinta sulla sulla tavola sulla quale la Sacra Famiglia desinava. Le ricerche più recenti indicano che si tratta di un’effigie bizantina del XIII secolo. I tagli sulla guancia della Madre di Dio sono un memento dell’invasione del 1430.

Una gran parte degli edifici di cui si compone il complesso monastico sono in stile manierista e barocco e sono circondati da strutture difensive costruite da Krzysztof Mieroszewski tra il 1620 e il 1676. La basilica fu costruita prima del 1463, per poi essere riedificata nel 1690-95 e all’inizio del Settecento aveva oramai perso le sembianze originarie. Gli interni, ornati da quadri di Karl Dankwart e modanature di Adalbert Bianchi, sono tra i più ricchi interni barocchi in Polonia.

L’Ordine Paolino non salvaguarda solamente gli alti valori spirituali e patriottici di cui il luogo è simbolo, ma anche un vero e proprio tesoro di cultura e di storia, fatto di oggetti liturgici e di offerte votive, inclusa quella di Giovanni Paolo II: un cuore dorato, una fusciacca insanguinata che indossava quando subì l’attentato di Ali Agca, la croce papale e rosari d’ambra. L’attaccamento di questo pontefice a Jasna Góra è ulteriormente testimoniato dal fatto che, poche ore prima di morire, diede la sua benedizione a due corone destinate alla Madonna di Częstochowa.

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