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La miniera di sale di Wieliczka

Le miniere di sale di Wieliczka, a circa 13 km a sud-est di Cracovia, sono patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1978, ma la storia del loro sfruttamento ha radici molto più risalenti. I depositi di sale presenti nell’area sono apparsi approssimativamente 13.500.000 anni fa. Le tracce più antiche di un’estrazione da parte dell’uomo risalgono al Neolitico ma è in età medievale, tra l’XI e il XII secolo, che il complesso minerario di Wieliczka, noto all’epoca come Magnum Sal, divenne il maggiore centro di produzione del sale in tutta la Piccola Polonia.

L’inizio di uno sfruttamento su vasta scala dei depositi di questo “oro bianco” si può far coincidere con l’apertura del tunnel sotterraneo di Gorysz, quando nella miniera lavoravano circa 2.000 persone e la produzione superava le 30.000 tonnellate annue. In totale in un’area di circa 5,5 km quadrati furono scavati 26 larghi tunnel e 180 minori che collegavano 9 livelli a profondità che andavano da 57 a 327 metri. Furono create 2.350 cave e oltre 240 km di gallerie. Benché la produzione sia ufficialmente terminata nel 1996, a Wieliczka operano ancora 300 minatori che si occupano della manutenzione dei tunnel sotterranei, del sistema di ventilazione e dei percorsi turistici.

Dopo che la miniera fu inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO, al fine di proteggere le gallerie più importanti, un’ampia area di 218 grotte e 190 km di tunnel è stata separata dalle aree di lavoro principali. 20 grotte sono state destinate ai percorsi turistici e 17 sono state aperte per una mostra sotterranea del Żupy Krakowskie Muzeum. Ogni anno questo regno sotterraneo è visitato da almeno un milione di persone.

La grotta di Stanisław Staszic è la più alta del percorso (36 m), mentre quella intitolata a Erazm Barącz è una delle più belle, con il suo lago salato profondo 9 metri. Il luogo più suggestivo dell’intero percorso turistico è però la cappella di santa Kinga. L’intera cappella, dall’altare, ai candelabri, alle scale, alle rappresentazioni sacre, è stata scolpita nella salgemma ed è oggi una delle tappe di un percorso di pellegrinaggio inaugurato nel 2010 chiamato Szczęść Boże. Secoli fa ogni discesa nella miniera era difficile e rischiosa. Si scendeva al suo interno senza avere la garanzia di riuscirne vivi. Ciò convinceva i minatori a riporre le loro speranze nella Divina Provvidenza e a dare inizio al loro lavoro con una messa nella cappella. Una quarantina di oggetti sacri creati dal XVI al XX secolo (croci, altari, ecc.) sono stati preservati.

La miniera non è comunque solamente un luogo di preghiera o nel quale entrare per respirare l’aria benefica; è anche un luogo di divertimento. Ci sono cavità usate per banchetti, feste, concerti. La più grande può ospitare fino a 600 persone e si trova a 122,5 m di profondità. A seconda delle circostanze può fungere da sala per concerti, campo di calcio o pista da ballo. Chi vuole può persino fare bungee jumping. Il velista olimpico Mateusz Kusznierewicz ha fatto windsurfing sul lago salato e l’Associazione Aviatori di Tarnów ha ottenuto un Guinness dei record per aver volato sottoterra con una mongolfiera.

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