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L’ambra, l’oro del Baltico

L’ambra è considerata un patrimonio nazionale in Polonia. Il 90% della produzione globale proviene dalle coste del mar Baltico. Si tratta di resina fossilizzata di alberi di conifere vecchi di 40 milioni di anni. Nel mondo se ne conoscono almeno un centinaio di tipi diversi, ma l’ambra polacca è tra le più rinomate per la sua trasparenza e luminosità. La capitale dell’ambra è Danzica, che a questo materiale ha dedicato anche un museo e una fiera annuale. L’ambra viaggia lungo la rotta commerciale che collega il bacino baltico-scandinavo a quello mediterraneo da moltissimi secoli.

Basti pensare che gli Etruschi erano disposti a pagarla tanto quanto l’oro. I Greci, riconoscendone il colore simile al miele, la paragonavano alle lacrime pietrificate delle figlie di Helios, dio del sole. Le prime testimonianze della raccolta dell’ambra a scopo commerciale risalgono a 4.500 anni fa. Oltre che come decorazione, veniva utilizzata in pratiche religiose, nella creazione di amuleti e come moneta. Raggiunse l’Europa meridionale 2.000 anni più tardi. A Roma la compravano i membri dell’aristocrazia senatoria e la si trovava anche nella tesoreria imperiale.

Nell’Alto Medioevo veniva trasportata dalla Lituania ad Aquileia e a Roma, dove marcanti provenienti dalla via della seta la scambiavano con merci esotiche. I cavalieri teutonici, che arrivarono lungo le coste del Baltico all’inizio del XIII secolo, divennero ricchi grazie al commercio di questa risorsa preziosa. Avevano il monopolio sull’estrazione, la proprietà e la lavorazione. Dovettero passare molti anni prima che gli artigiani di Danzica potessero metterci le mani per creare capolavori come la corona di Jan Sobieski o la famosa Camera d’Ambra del re di Prussia Federico I. Quest’ultima è andata perduta durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, ma una replica è disponibile a Carskoe Selo, vicino a San Pietroburgo.

L’ambra non è soltanto un materiale prezioso a scopo decorativo. E’ anche una preziosa risorsa nella ricerca paleontologica e botanica. Spesso blocchi d’ambra contengono insetti, frammenti di piante, piccoli rettili, il tutto rimasto intatto per milioni di anni.

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