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Rapporto OCSE sulla Polonia: bene la crescita, ma servono altri investimenti

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato lunedì 18 marzo il suo ultimo rapporto sullo stato dell’economia in Polonia. I punti principali sostenuti nella relazione sono i seguenti: la crescita dell’economia e il mercato del lavoro sono forti, ma sono necessari maggiori investimenti nell’università e nella ricerca e dovrebbe migliorare l’impegno del mondo degli affari nella formazione professionale. Inoltre, una maggiore occupazione per le donne e per la popolazione senior contribuirebbe a combattere il declino demografico e gli investimenti nelle infrastrutture e nell’innovazione richiederebbero una riforma fiscale e della spesa.

Sul piano dei numeri, il rapporto dell’OCSE evidenzia il miglioramento degli standard di vita grazie al progressivo aumento del reddito pro capite e certifica anche la riduzione della povertà infantile sulla scia dei sussidi a favore delle famiglie con il programma 500+ implementato dall’attuale governo. Altri fattori positivi riguardano l’espansione dell’attività economica, con livelli di crescita del PIL superiori al 4%, l’abbassamento del tasso di disoccupazione sotto la soglia del 5% e un’inflazione vicina all’obiettivo della Banca Nazionale. Le sfide riguardano invece il settore della ricerca, dove la Polonia vanta una media ancora inferiore a quella dei paesi OCSE, e forti preoccupazioni concernono anche il livello demografico, che da qui al 2060 prevede una drastica riduzione delle persone in età lavorativa.

Per mantenere la stabilità macroeconomica e una crescita sostenibile, l’OCSE suggerisce al governo di Varsavia di avviare maggiori investimenti nelle infrastrutture, nello sviluppo delle competenze e nella sanità, mentre una riforma fiscale aiuterebbe la Polonia a finanziare le proprie spese. Inoltre, andrebbero rafforzare le tasse legate all’ambiente e dovrebbero essere limitate le esenzioni e l’uso di rate IVA ridotte. Secondo l’OCSE, anche la tassa sul reddito personale andrebbe resa più progressiva. Un altro punto importante sottolineato dall’organizzazione internazionale è la necessità di un chiaro e forte sviluppo di politiche che facciano fronte al cambiamento climatico, allineando la Polonia agli standard europei e agli obiettivi internazionali, al fine di ridurre l’incertezza per gli investimenti innovativi nella green economy.

Rispetto alla condizione lavorativa delle donne, l’età di pensionamento al momento sembra destinata a rimanere bassa (60 anni), che però presuppone rischi di povertà in età avanzata. L’inclusione delle donne nel mercato del lavoro rimane una sfida notevole, soprattutto per coloro che hanno figli a carico. Da questo punto di vista, un maggiore accesso ai servizi di assistenza per l’infanzia potrebbe aiutare la condizione femminile. Miglioramenti sono necessari anche nell’ambito delle politiche migratorie: l’OCSE ritiene debbano essere fatti dei passi per garantire una maggiore integrazione per i cittadini stranieri in linea con le richieste del mercato del lavoro, mantenendo anche la protezione dei loro diritti e l’accesso all’istruzione e alla formazione per loro e per i loro figli.

La cooperazione tra il mondo industriale e il settore della ricerca è ancora limitata: non bastano solo investimenti, va aumentato anche il numero di ricercatori, che al momento è insufficiente e ben al di sotto della media OCSE. Le aziende dovrebbero essere incentivate a fornire corsi di formazione professionale che facilitino l’apprendimento di nuove competenze per gli adulti. Anche nel settore finanziario sono auspicabili dei cambiamenti, sia nel mercato dei capitali che nel business di ricerca e sviluppo. Un segnale positivo è determinato dall’aumento dei finanziamenti per le start-up. Le procedure di bancarotta si mantengono piuttosto lunghe e l’OCSE sostiene che la trasparenza del settore pubblico dovrebbe essere migliorata.

In definitiva, il rapporto dell’OCSE sottolinea i cambiamenti in positivo dell’economia polacca e si aspetta che il governo approfitti di questa congiuntura favorevole per introdurre ulteriori riforme che facciano fronte alle sfide dei prossimi anni e permettano alla Polonia di consolidare la sua posizione sul mercato globale.

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