Carenza energetica in Polonia, chiesto supporto a quattro paesi europei

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Lunedì sorso, la società Polskie Sieci Energetyczne (Reti energetiche polacche) è stata costretta a rivolgersi a 4 paesi: Svezia, Germania, Lituania e Ucraina, per chiedere supporto in termini di energia viste le difficoltà nel bilanciare il sistema nazionale. Il deficit di riserva di potenza è ammontato ai 1000 MW, il che significa che la carenza a livello energetico era sostanziale. Il giorno successivo la situazione era ugualmente critica però, grazie alle importazioni di energia, le riserve di energia necessarie sono state mantenute. Come sostenuto dalla professoressa Krystyna Bobińska dell’Istituto Sobieski, il sistema energetico polacco richiede investimenti rapidi in quanto non è più efficace. Come chiarito da Dawid Piekarz, vicepresidente dell’Istituto Staszic e docente presso L’Accademia delle Finanze e Biznes Vistula, non si trattava di una carenza strutturale di energia, ovvero di un blackout, in quanto non è stata una mancanza di elettricità ma una mancanza di riserva. Come spiegato da Piekarz, secondo le normative, gran parte delle risorse energetiche devono essere disponibili nel caso in cui nella fabbrica di uno dei grandi produttori nazionali avvenga un guasto o un attacco hacker. Perciò, come evidenziato da Piekarz, il paese avrebbe dovuto disporre di una riserva ma la Polonia non era in grado di generarla da sola. Come sottolineato dagli esperti non dovrà affrontare il problema di un vero blackout. Inoltre, come affermato dagli esperti, prima che si verifichi l’interruzione delle consegne di energia effettiva, verranno attivati ulteriori meccanismi di sicurezza, tra i quali l’introduzione del cosiddetto “stato di emergenza sul mercato dell’energia”, la messa in servizio di centrali elettriche di riserva o l’impostazione di limiti relativi al consumo di energia da parte dei maggiori destinatari industriali. Sebbene gli esperti sottolineino che la situazione dall’inizio di dicembre potrebbe non essere stata pericolosa, è un segnale importante per accelerare gli investimenti e la trasformazione del settore energetico polacco. Come affermato da Bobińska, vista la sua rinuncia progressiva all’utilizzo del carbone, la Polonia dovrebbe investire in altri sistemi di produzione di energia, inclusa l’energia nucleare, altrimenti sarà dipendente da altri paesi.

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