Comicità, metafumetto e scienza. Leo Ortolani da “Rat-Man” ai graphic novel

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Uno dei fumettisti italiani più celebri e apprezzati è da più di ventʼanni Leo Ortolani, autore della popolarissima serie “Rat-Man”. Il trentennale percorso artistico di Ortolani è segnato proprio dal suo personaggio più famoso e dalle sue innumerevoli versioni alternative create nel corso degli anni.

Nato a Pisa nel 1967 ma cresciuto a Parma, dove tuttora vive, Leonardo Ortolani esordì come fumettista nel 1990, quando la rivista di fumetti “LʼEternauta” pubblicò la sua prima breve storia di Rat-Man, una parodia del “Batman” di Tim Burton. Il personaggio è estremamente goffo, sfortunato, sciocco, ignorante ed egoista, il contrario di quello che un supereroe dei fumetti dovrebbe essere; e forse è proprio su questo che si basa il suo successo. Negli anni seguenti Leo continuò a pubblicare su varie riviste e fanzine: oltre ai nuovi episodi di “Rat-Man”, realizzò anche diverse serie di strisce umoristiche, tra cui “Lʼultima burba”, ispirata alla sua esperienza durante il servizio militare. Sempre nella prima metà degli anni Novanta Leo disegnò altre parodie di film celebri, come “Casablanca” o “Lo squalo”. Queste prime opere erano ancora molto acerbe dal punto di vista artistico, ma contenevano già molti degli elementi che avrebbero fatto la fortuna del fumettista parmense negli anni successivi.

Un elemento caratteristico e immediatamente riconoscibile dei disegni di Ortolani sono i cosiddetti “musi da scimmia”. Questa peculiarità grafica risale alla sua infanzia, quando creava i suoi primi fumetti e aveva difficoltà a disegnare i visi delle persone. Da adulto Leo decise di mantenere i “musi da scimmia” in tutta la sua produzione, rendendoli il proprio marchio di fabbrica. Nonostante la grande evoluzione artistica di Ortolani negli ultimi trentʼanni, i suoi disegni conservano ancora molti elementi tipici delle strisce umoristiche: i personaggi hanno quattro dita per mano e sono raffigurati in modo caricaturale. Dietro lʼapparente semplicità del tratto, tuttavia, si cela uno stile molto complesso.

Lʼanno di svolta per Ortolani fu il 1997, con il passaggio allʼeditore Marvel Italia (oggi Panini Comics), che iniziò a pubblicare le avventure di Rat-Man. Così, da autore cult e di nicchia, Leo divenne ben presto unʼautentica superstar del fumetto italiano. Dopo i primi numeri che ristampavano i vecchi episodi accompagnati da storie crossover in cui Rat-Man incontrava i più noti personaggi Marvel, Ortolani iniziò a realizzare regolarmente nuovi episodi sempre più lunghi, trasformando la serie da opera puramente comico-demenziale in una vera e propria saga, dotata di una complessa continuity narrativa sul modello dei fumetti americani.

Un elemento fondamentale delle sceneggiature e dei disegni di Leo è lʼispirazione ai fumetti Marvel degli anni Sessanta, su tutti “Fantastic Four” di Stan Lee e Jack Kirby. Nei suoi disegni lʼartista riesce a coniugare lo stile comico e caricaturale delle sue prime opere con quello visionario, epico ed estremamente dinamico di Jack Kirby, uno dei padri del fumetto di supereroi americano. Le avventure di Rat-Man si sono concluse nel 2017 con il numero 122 del bimestrale: il ciclo finale, composto da dieci lunghi episodi, riepiloga e in alcuni punti rovescia completamente decenni di storie del personaggio, dando un degno finale alla saga. I toni epici e spesso oscuri di questo ciclo conclusivo, però, non mettono affatto in secondo piano lʼelemento umoristico. Un terzo importantissimo elemento è quello del metafumetto: in molti episodi Rat-Man e altri personaggi sono consapevoli di essere protagonisti di una storia disegnata, mentre lo stesso Leo compare spesso nelle sue opere, commentando le proprie scelte artistiche e ironizzando non poco sulla propria persona (in particolare sulla sua formazione universitaria di geologo).

Oltre a “Rat-Man”, Ortolani ha creato anche diverse altre opere, anche se nella maggior parte di esse appare comunque il suo personaggio più famoso, o perlomeno un suo alter ego. Spesso sono parodie, amatissime dai fan, di celebri saghe cinematografiche e altri kolossal hollywoodiani, da “Star Wars” a “Il Signore degli Anelli”, passando per “Alien”, “300”, “Avatar” e la serie “The Walking Dead”, fino a “Harry Potter”, che Leo ha incrociato con la saga di “Twilight”. Agli anni Novanta risale invece “Venerdì 12”, serie tragicomica pubblicata per anni in appendice a “Rat-Man”.

Tomasz Skocki, l’autore dell’articolo

In anni recenti, dopo aver concluso la lunga saga di Rat-Man, Ortolani ha realizzato alcuni graphic novel in cui recupera popolari elementi e personaggi della serie. Il volume “Cinzia”, del 2018, è dedicato allʼomonimo personaggio transessuale, tra i protagonisti più amati di “Rat-Man”. Nel 2017 e nel 2019, in collaborazione con lʼAgenzia Spaziale Italiana e quella Europea, Leo disegna due lunghi graphic novel sulla storia dellʼesplorazione dello spazio, unendo la sua tipica comicità alla divulgazione scientifica. Nel 2020 esce un volume dedicato ai rettili preistorici, “Dinosauri che ce lʼhanno fatta”, a cui segue “Andrà tutto bene”, raccolta delle popolarissime strisce quotidiane pubblicate su Facebook e Instagram nel periodo dellʼemergenza coronavirus.

foto: Sławomir Skocki, Tomasz Skocki

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