Corte suprema: limitazione dei media al confine bielorusso viola libertà costituzionali

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Il difensore civico dei diritti umani della Polonia ha informato della sentenza emessa dalla Camera penale della Corte suprema, che ha assolto i tre giornalisti del canale televisivo franco-tedesco ARTE e dell’agenzia AFP, accusati di soggiornare illegalmente nella zona di emergenza al confine con la Bielorussia. L’emergenza è stata introdotta con un decreto del presidente Andrzej Duda, ed rimasta in vigore dal 2 settembre al 30 novembre, e con un successivo decreto del ministro degli affari interni lo è ritornata dal 1° dicembre. Il difensore civico ha presentato ricorso contro la condanna dei giornalisti (detenuti dal 28 settembre), sottolineando che il governo aveva ecceduto nelle restrizioni e che era stato impreciso nello specificare l’area, le strutture, gli orari e le entità coperte dalle restrizioni. La Corte (presieduta da Tomasz Artymiuk, Barbara Skoczkowska e Włodzimierz Wróbel), nella motivazione della sua sentenza, ha ricordato l’obbligo costituzionale dello Stato di proteggere i diritti e le libertà degli individui, indipendentemente dall’eccezionalità delle circostanze: libertà di movimento, di residenza e del domicilio. Il tribunale ha, inoltre, sostenuto l’argomentazione del difensore civico, sottolineando che la costituzione garantisce anche la libertà di stampa e la diffusione delle informazioni, che legittimano la presenza dei tre giornalisti stranieri.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1056002%2Csad-najwyzszy-w-przepisach-ws-stanu-wyjatkowego-doszlo-do

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