Ferrari FF – [>>]

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[>>] questo simbolo, che i lettori più anziani ricorderanno, indicava nei videoregistratori e nei walkman il pulsante per avanzare rapidamente i film o la musica. A volte era accompagnato dall’abbreviazione FF o F. FWD, dall’espressione inglese Fast Forward. Possiamo interpretare in questo modo anche il nome del modello Ferrari FF, poiché la sua concezione, proprio al ritmo [>>], ha permesso agli italiani di raggiungere nuovi clienti in un segmento che prima non era mai stato di loro competenza.

Per molti aspetti, la FF era unica rispetto alle auto che avevano precedentemente lasciato la fabbrica di Maranello. Infatti, mai prima d’ora, erano stati utilizzati motori V12 a iniezione diretta, così come il cambio a doppia frizione. Tuttavia, ciò che la distingue in modo particolare è che per la prima volta questo produttore ha utilizzato di serie la trazione integrale. La sigla FF nel nome indica proprio questo: Ferrari Four [un’altra novità di questo modello è proprio il suo nome: forse per sottolineare i successi globali del marchio, si è deciso di utilizzare un nome in inglese; naturalmente c’erano già stati modelli come Superamerica o California, ma questi sono comprensibili a tutti gli italiani, mentre “Four” non necessariamente]. Già negli anni ’80 del secolo scorso, a Maranello furono sviluppati due prototipi di auto stradali a trazione integrale, ma si trattava di soluzioni molto complesse, come dimostra il fatto che Ferrari ottenne ben 11 brevetti diversi per la loro implementazione. Purtroppo, questi sistemi si rivelarono troppo costosi per essere prodotti in serie. All’epoca il capo progettista era il famoso Mauro Forghieri, che nel tempo è stato sostituito da Franco Cimatti, responsabile del team di ingegneri che lavorava al cambio FF. Il progetto della carrozzeria è stato sviluppato congiuntamente dallo studio Pininfarina e dal Centro Stile Ferrari, diretto dal 2010 da Flavio Manzoni. Questa potente e pesante vettura, che prima dell’“era ibrida” era, insieme al modello 412 del 1985, la Ferrari più pesante della storia, è tuttavia molto agile e le sue prestazioni, per essere un’auto da strada, danno la sensazione che si tratti comunque di un purosangue Ferrari. Il nome “Four”, ovvero quattro, ha un doppio significato, poiché nella carrozzeria di tipo Shooting brake, ovvero una combi coupé a tre porte, c’è finalmente spazio a sufficienza per i passeggeri sui sedili posteriori. Non si tratta della tipica soluzione 2+2 di Ferrari, dove il divano posteriore era solo convenzionale, qui abbiamo molto spazio per le gambe e sopra la testa. Non solo, per un’auto dalle prestazioni sportive, i clienti hanno ricevuto un bagagliaio enorme da 450 litri, che una volta ripiegati i sedili posteriori arriva fino a 800 litri. Grazie alla trazione integrale, la Ferrari FF non teme le superfici sterrate, bagnate o innevate: in qualsiasi condizione, ogni singola ruota riceve esattamente la potenza necessaria per muovere l’auto senza slittamenti. Anche il comfort e lo spazio interno rendono questa vettura adatta quasi all’uso quotidiano. Alla premiere di Ginevra nel 2011, tuttavia, c’era anche chi considerava questo modello troppo distante dalla tradizione Ferrari. Anche se i tempi erano ormai completamente cambiati, proporre un modello del genere agli appassionati del marchio comportava effettivamente un rischio notevole.

La situazione era simile a quella in cui i fan delle classiche limousine britanniche Jaguar si sono ritrovati improvvisamente con motori diesel nelle loro auto di prestigio e, successivamente, con le versioni familiari. Nessun lord voleva più guidare o farsi accompagnare in auto da un “tirchio” [diesel] o di una pratica [familiare] e, sebbene siano passati più di 20 anni da quei cambiamenti, sono stati proprio essi a determinare l’attuale situazione del marchio di Coventry. Ferrari, con il suo eccellente marketing, è riuscita a evitare questa trappola, come dimostrano gli oltre 2.000 acquirenti della FF, nonostante il suo prezzo di circa un milione di zloty nel 2011. Stiamo parlando del prezzo base, ma se volessimo, ad esempio, riempire l’enorme bagagliaio con valigie in pelle dedicate, avremmo bisogno di altri 10.200 euro, mentre per gli emblemi [i cosiddetti scudetti] Ferrari sui parafanghi anteriori il sovrapprezzo era di 1236 euro, mentre la regolazione elettronica dei sedili anteriori con un’altra novità Ferrari, ovvero la loro ventilazione, costava 5520 euro. Beh, per i clienti Ferrari tali prezzi non erano troppo scoraggianti e molti di loro hanno approfittato di tali opzioni. Tuttavia, non tutti gli utenti di questo modello sono entusiasti, perché la FF ha anche i suoi “difetti”. A parte alcuni piccoli problemi con l’elettronica, il più grande e costoso da riparare era proprio il sistema 4×4 brevettato da Maranello come 4RM , ovvero due cambi indipendenti l’uno dall’altro: un PTU a due marce responsabile della trazione anteriore e un DCT a 7 marce principale che consentiva la guida a trazione posteriore, il tutto più leggero della metà rispetto ai 4×4 standard della concorrenza. Tuttavia, quando si verificavano problemi con questo complesso sistema, i costi di riparazione e spesso di sostituzione diventavano astronomici. La sostituzione del PTU presso un’officina autorizzata costava circa 150.000 zloty.  Ancora peggio quando si guastava il cambio DCT: in questo caso si parlava addirittura di un quarto di milione di zloty, di cui 70.000 solo per la frizione. Sebbene non esistano dati ufficiali del produttore al riguardo, secondo alcune opinioni oltre il 10% di tutte le FF avrebbe subito guasti così gravi. Un’auto per tutti i giorni, eh? Tuttavia, se la confrontiamo con la 612 Scaglietti [quella che ha girato la Cina nel 2005 – Gazzetta Italia 84], vediamo che il consumo di carburante della FF, nonostante le prestazioni migliori, è inferiore di quasi il 30%, quindi forse è una Ferrari per tutti i giorni, anche se ricordiamo che si tratta di un V12 “made in Maranello”, quindi con un pieno [91 l] e guidando in modo abbastanza tranquillo si percorrono solo 450 km. Nel 2016 è stato lanciato sul mercato il modello GTC4 Lusso, successore della FF. La forma della carrozzeria, che è cresciuta di alcuni centimetri ed è diventata più aggressiva, non si discosta molto da quella del suo predecessore.

Nonostante l’aumento della potenza a 690 CV, la velocità massima è rimasta invariata. Tutti i sistemi elettronici sono stati aggiornati, compreso quello responsabile dell’intrattenimento a bordo. La novità più importante della GTC4 Lusso è la maggiore manovrabilità e stabilità di guida ottenute grazie all’introduzione delle ruote dell’asse posteriore sterzanti. Un anno dopo è apparsa la versione T con motore V8 turbo e trazione posteriore. Nell’agosto 2020 è stata interrotta la produzione di entrambi i modelli, che dal 2023 sono stati sostituiti dal primo SUV della storia della Ferrari, il modello Purosangue, con trazione integrale. Il tempo dirà se sarà un altro [>>] per Maranello.

Il modello Hot Wheels della serie Elite è “nella media”, né scadente né eccezionale. Molti collezionisti si lamentano abitualmente dei finestrini laterali non chiusi bene, ma a me non dà fastidio. Per arrivare al motore bisogna armeggiare un po’ con il cofano, che [forse solo nel mio caso] è molto ben fissato. Dopo 13 anni in vetrina non ho notato alcun difetto nella verniciatura, cosa che invece capita ai produttori più rinomati. Ah, da Hot Wheels non dobbiamo pagare nulla in più per gli “scudetti” laterali della Ferrari.

Ferrari FF

Anni di produzione:                          2011 – 2016     

Esemplari prodotti:                           2291

Motore:                                             V-12 65° 

Cilindrata:                                         6262  cm3  

Potenza/RPM:                                   660 KM / 8000 

Velocità massima:                             335 km/h 

Accelerazione 0-100 km/h (s):         3,7 s 

Numero di cambi:                             7+2 

Peso:                                                 1790 Kg  

Lunghezza:                                       4907 mm  

Larghezza:                                        1953 mm 

Altezza:                                            1379 mm  

Interasse:                                          2990 mm 

Traduzione IT: Wojciech Wróbel