Il Mundial dei giornalisti

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

“Uè ragazzi giochiamo la prima contro l’Austria e come nelle notti magiche di Italia Novanta vinciamo con gol di Schillaci!” urla il Boga-viola nella sala del consiglio comunale di Cracovia! Tra seriosi rappresentanti delle istituzioni, impeccabili organizzatori, sexy hostess che sfilano con le coppe e professionali team di giornalisti sportivi, provenienti da Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Lituania, Ucraina e Polonia, c’è anche la squadra italiana e si nota subito… “Qui sono tutti giornalisti sportivi giovani ed allenati, noi siamo un manipolo di scappati di casa in Polonia”, commenta salace il nostro capitano. Poco male siamo fierissimi e pronti a batterci incuranti della scarsa forma atletica di buona parte di noi. Ma torniamo alla genesi dell’avventura: quando a marzo Marcin Lepa, noto giornalista di Polsat, al termine dell’intervista per Gazzetta Italia buttò là un “perché non organizzate la squadra italiana e partecipate al campionato internazionale di giornalisti in campo da 11?”, la mia risposta fu cortese ma tiepida. Primo non avevamo 18 giornalisti da schierare, secondo gli amici italiani di stanza in Polonia giocano soprattutto a calcetto. Dubbi subito dissolti da President ottimismo Fenzi: “andiamo!”. Non toccando palla da un anno, causa rottura della caviglia, lascio all’entusiasta Fenzi il bandolo della situazione. Così, prima di venerdì 27 aprile, avevo solo vaghe news riguardo un gruppo di entusiasti che un paio di sere la settimana, rinunciando al tepore familiare o ad altri calori serali, si allenavano guidati dal ferreo Mister Mirko all’aperto incuranti del clima e dell’ardua impresa che li attendeva. Un gruppo solido pronto a tener alto l’italico spirito fin dalla stazione di Varsavia dove quel venerdì ci siamo dati appuntamento. Il sabaudo Fenzi, degno capo comitiva del “Gruppo Vacanze Piemonte”, aveva organizzato tutto: cordata umana al binario per bloccare le porte d’accesso ai vagoni, schema 5-3-2-1 con lanci lunghi di valigia per accaparrarsi i posti negli scompartimenti e poi bibite ricchi premi e cotillon! Ma il treno gioca in contropiede e ferma 50 metri più avanti! Catena umana vanificata e corsa (per chi ce la fa) all’ultima porta dell’ultimo vagone. Si entra a fatica e dentro è un girone dantesco, e non siamo certo la testa di serie… Milord Migliorisi, vista la mal parata, alla prima fermata saluta il gruppo e attende comodo il treno seguente. Dopo circa 4 ore arriviamo stremati, sudati, ma alcuni di noi arricchiti di biondi numeri cellulare, in quel di Cracovia. Il pullman ci attende per portarci in albergo. Abbiamo solo un’oretta per rinfrescarci e prepararci per i sorteggi ufficiali nella sala del consiglio comunale. Schierati in prima fila al centro della sala seguiamo con interesse le estrazioni e con ancor maggiore attenzione lo sfilare delle lunghe gambe delle hostess. Girone A: Austria, Ungheria, Italia, Lituania. Girone B: Polonia giornalisti, Repubblica Ceca, Ucraina, Polonia scrittori. Il sorteggio è positivo abbiamo evitato i ragazzini dell’Ucraina che, dall’atteggiamento e dalle impeccabili tute da riposo, sembrano i più freschi ed organizzati. Il giorno dopo si giocherà al mattino con Austria e Ungheria e al pomeriggio con la Lituania. Buon senso vorrebbe che si andasse a dormire presto… Io mi limito a ricordare una generosa cena a base di pesce, spritz, prosecco e grappa al ristorante italiano Acqua e Vino e un successivo taxi per l’albergo preso con il tifoso Truppa, con figlio al seguito, e con Gian Marco giunto a Cracovia in serata. Del resto del gruppo ho notizie vaghe e confuse ma dagli occhiali da sole inforcati fin dalla colazione alle 7.30 del mattino posso forse intuire qualcosa…

È il gran giorno! Il Mister nello spogliatoio catechizza la squadra: padri di famiglia, studenti in Erasmus, DJ, rappresentanti di prodotti italiani, stimati manager, playboy, insegnanti di lingue, carabinieri ed un giornalista (sì ho calzato i scarpini da calcio pure io) sono pronti alla pugna! In avanti abbiamo la qualità e la freschezza di Gennaro e Giacomo, dietro un solido mix intergenerazionale guidato dal sosia del rapper Fabri-Fibra. In mezzo un sapiente gruppo di mazzolatori. In conclusione un ottimo 4-4-2 dotato di italico spirito contropiedista. Si parte forte è 3-0 contro l’Austria alla fine del primo tempo. Secondo tempo dopo un minuto è già gol per gli attempati danubiani, poi arriva anche il 2-3 ma si regge fino alla fine. Non c’è tempo di rilassarsi. Eccoci al secondo match. È un 2-0 secco all’Ungheria che gioca bene, macina gioco ed occasioni da gol ma si trova davanti saracinesca-GencAperol, mentre la nostra coppia d’attacco è infallibile. La squadra prende fiducia. In attesa del terzo match si discute animatamente se la matematica sia un’opinione o una scienza esatta, ovvero se siamo già qualificati o no? E mentre gli altri team si radunano e si allenano compatti, sia fisicamente che formalmente, la banda azzurra, per l’occasione bianca visto l’uso della seconda maglia, si segnala per aver occupato le panchine del bar. Si notano birre medie, sigarette, cerotti per unghie rotte, cavigliere e ginocchiere e poi i veri segni distintivi italiani: occhiale da sole e cellulare!

E siamo alla Lituania. Solito sprint iniziale, si va sul 3-1. Poi una sofferenza biblica. I lituani capiscono che fisicamente non ci siamo più e che di testa siamo leggerini. Così il secondo tempo è un bombardamento di cross. Noi a difendere nel bunker, la metà campo è un luogo remoto e ameno. Rocco e Trapattoni sarebbero fieri di noi! Arriva il 3-2… Alterniamo tutti i giocatori possibili, abbandoniamo le punte al loro destino…è difesa ad oltranza! Arriva il 3-3! Ma neanche il tempo di battere la ripresa del gioco che l’arbitro polacco fischia la fine! Siamo in semifinale! L’impresa è fatta, la nostra bella figura anche, a dispetto di tutto e tutti abbiamo tenuto alto il nome dell’Italia! Poco importa che tra il sabato e la domenica ci sia ancora una serata di mezzo… E poco importa che il giorno successivo cediamo esausti, ma solo nel secondo tempo, all’Ucraina (0-3 finale). L’avventura è stata bellissima e da ripetere, magari evitando il viaggio in treno-merci… Un grazie va a Marcin Lepa per l’invito e complimenti a tutta la squadra per il terzo posto (torneo meritatamente vinto dalla fortissima Repubblica Ceca) e soprattutto a Gennaro giustamente premiato come miglior giocatore del torneo!

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