“Impressioni italiane: Nervi”, i ricordi di viaggio di Henryk Sienkiewicz

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Nel racconto “Le chiare sponde” di Sienkiewicz leggiamo “Io credo che ogni uomo abbia due patrie; una è la sua personale, più vicina, e l’altra è l’Italia”. Così lo scrittore definisce chiaramente il suo atteggiamento verso l’Italia, dove ha viaggiato numerose volte iniziando dal 1879 fino al 1909.

Tra le varie destinazioni c’erano: Venezia, Milano, Firenze, Roma, senza dimenticare Como e le puntate oltreconfine a Lugano. I motivi dei viaggi in Italia erano diversi: curiosità, desiderio di vivere un’avventura, attrazione culturale, salute, scritturadi viaggio, amicizie oppure conquiste amorose. I soggiorni italiani erano legati anche alla ricerca del senso della vita e dell’equilibrio e lo aiutavano a scoprire la bellezza. Sotto il cielo mediterraneo Sienkiewicz scrisse i frammenti di “Quo vadis?” (1896), “Senza dogma” (1891) e “La famiglia Połaniecki” (1895) per citare solo le opere più importanti. Dei suoi viaggi raccontò sia nella corrispondenza privata sia nelle lettere pubblicate sulla stampa polacca. Tra i vari ricordi quello meno conosciuto è il testo “Z wrażeń włoskich. Nervi” (1893).

La primavera del 1893 Sienkiewicz la passò in Italia. Arrivò a Nervi il 27 febbraio e si fermò all’hotel Eden. Quel luogo – che allora era un piccolo paesino in Liguria mentre oggi invece è il quartiere est di Genova – incuriosì lo scrittore per il suo affaccio sul mare. E a Nervi l’autore avrebbe incontrato la sua futurasposa, la diciannovenne Maria Włodkowiczówna accompagnata dalla madre. In una delle lettere a Karol Podkański lo scrittore paragona la bellezza della natura al viso della giovanissima fidanzata: “Nervi non te la puoi immaginare. Caldo, chiaro, si passeggia senza cappotto, ovunque fioriscono gli alberi di mele, mandorle, pesche, ci sono inoltre innumerevoli arance, limoni e pinoli. Il mare è un piacere infinito. Non devo dirti come su questo sfondo si presenta la signorina Marynuszka”. Il clima italiano faceva bene non solo alla salute ma anche alle avventure amorose. In amore lo scrittore non ebbe successo. Inizialmente Sienkiewicz voleva sposarsi in Italia ma era impossibile portare tutti i documenti richiesti dalla chiesa perciò il matrimonio si svolse a Cracovia. Purtroppo durò soltanto sei settimane. Marynuszka, più giovane dello scrittore di 28 anni, scappò dal marito. Fu uno scandalo ampiamente commentato dalla borghesia polacca.

Gli appunti di viaggio sono sicuramente una delle più importanti forme di descrizione della quotidianità del Novecento. La scelta di Nervi per riposare non era casuale. Secondo Sienkiewicz era una destinazione poco popolare tra i turisti. All’epoca di solito si viaggiava in Italia per motivi di salute o per spendere soldi. I mezzi di trasporto più diffusi erano i treni o le carrozze. Se pensiamo a come ci muoviamo oggi possiamo immaginare quanto più complesso era viaggiare allora.

La vita quotidiana degli abitanti che affollavano le strettevie della città non interessava tanto a Sienkiewicz. Lo scrittore invece osservava Nervi e dintorni in modo bidimensionale. Si soffermava sui dettagli, spesso nascosti, che davano atmosfera alla città. Guardava anche ad angolo largo, cogliendo tutto il paesaggio fino all’orizzonte come un direttore della fotografia professionale. La prospettiva da vicino sorprende con la ricchezza dei dettagli ma è anche stancante. La seconda invece offre una libertà sconfinata. Sienkiewicz descrive il vagare dello sguardo sulla linea lontana dell’orizzonte che pian piano sparisce nel paesaggio, e ogni tanto viene interrotta da piante, edifici, uccelli o dalle barche che vanno alla deriva. Nella descrizione colpisce la varietà dei colori. Colori che attirano l’attenzione dell’osservatore, che cambiano a seconda del momento del giorno e che permettono di definire alcune forme ma nello stesso tempo i colori costringono anche alla riflessione su tutta la descrizione del panorama, proprio a causa dello passar del tempo. Soprattutto i tramonti offrivano uno spettacolo straordinario mescolando le sfumature di oro, rosa, verde e rosso che in continuazione cambiavano grazie al rispecchiarsi del sole nell’acqua fino a diventare rosso porpora che alla fine cedeva il posto al color lilla delicato sullo sfondo sempre più scuro del cielo. La descrizione dello scrittore è priva di richiami alla storia o alla contemporaneità, si concentra piuttosto sulla pura contemplazione della natura. A volte lo scrittore dedica un po’ di spazio a descrivere i palazzi d’epoca, però l’attenzione presto torna alle bellezze del paesaggio. Il potenziale della natura sta non solo nella diversità della specie ma anche nella competizione per lo spazio con l’attività umana. Nonostante la ricchezza della natura, il cuore di Nervi, secondo Sienkiewicz, era il mare. L’impressione della sua grandezza ha fatto sentire lo scrittore separato dal mondo e messo a confronto con uno spazio enorme. I temi marittimi citati da Sienkiewicz ci permettono di vedere una delle componenti più importanti del paesaggio locale: il movimento. Da un lato il mare è apparentemente costante e allo stesso tempo sempre mutevole. Questa osservazione è diventata un pretesto per una riflessione più ampia sul confronto della superficie dell’acqua con l’anima umana, che è calma, ma variegata. Così, l’osservazione del mare è un pretesto per una ricerca sulla profondità spirituale.

Sienkiewicz si paragona nel testo ad una nuvola in continuo movimento che permette al lettore di vedere tante sfumature diverse del suo soggiorno a Nervi. Questo modo di descrivere il paesaggio fa pensare all’impressionismo, specialmente nei frammenti di testo riguardanti il cielo e l’acqua. Il colore del paesaggio cambia sempre, è affascinante ed unico. Questa caratteristica è strettamente legata all’inafferrabilità del tempo, all’osservazione della realtà nei diversi momenti della giornata e al confronto costante delle proprie impressioni visive con il presente.

traduzione it: Agata Pachucy

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