La strategia dell’industria energetica polacca per prossimi anni: gas e impianti nucleari

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Lo scorso Mercoledì a Ruda Śląska si è svolta una conferenza dedicata alle questioni di sicurezza e autonomia della industria energetica polacca nel contesto del Green Deal europeo. Piotr Naimski, il ministro della infrastruttura energetica, ha assicurato che nei prossimi anni in Polonia si prevede lo sviluppo particolare di fonti gas, FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) ed energia nucleare, il che non significa una totale esclusione dei fonti di carbonio. Naimski informa che il progetto Baltic Pipe, ovvero il gasdotto che connette la Polonia con la piattaforma norvegese sarà completato fino al 1 ottobre 2022. Allo stesso tempo in Polonia vengono realizzati altri 30 progetti che assicurano il flusso di gas dalla costa baltica verso il Sud del paese e anche alla Ucraina. Per quanto riguarda l’energia nucleare, il costo della costruzione di 6-9 gigawatt dell’energia nel futuro ammonta a 60 miliardi di zloty. In totale, tutto il progetto è stimato sui 100-120 miliardi zloty per i prossimi 20 anni. Inoltre, Naimski ha sottolineato l’importanza di FER, però bisogna mantenere tutto il tempo l’energia da fonti diversi perché FER (nel caso di pale eoliche e impianti fotovoltaici) si basano sulle condizioni meteorologiche e non sempre si possono utilizzare. In sostanza, la Polonia è pronta per grandi cambiamenti e innovazioni nella sua industria energetica e nei prossimi anni si potranno vedere i primi effetti.

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