Lamborghini Sesto Elemento – impronta di carbonio

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Il nome “Sesto Elemento” si riferisce al sesto elemento della tavola di Mendeleev, il carbonio. Ne abbiamo sentito parlare tanto del carbone l’anno scorso, o meglio della sua scarsità, il che è strano perché fino a non molto tempo fa eravamo considerati una potenza mondiale nella sua estrazione.

Il carbonio come elemento è costituito dal 60% (lignite) al 97% (antracite) della materia prima generalmente nota come carbone. Sebbene in Cina già nel II secolo a.C. il carbone veniva utilizzato per il riscaldamento, in Europa solo la rivoluzione industriale del Settecento ne fece un uso massiccio, i cui effetti li stiamo vivendo proprio ora. Sebbene lo consideriamo un male, è innegabile quanto velocemente abbia sviluppato la nostra civiltà. Ricordiamo anche i suoi aspetti positivi, perché viene utilizzato nella produzione di medicinali, cosmetici e, ironia della sorte, perché utilizzato nei filtri dell’aria e dell’acqua, protegge la nostra salute. I suoi cugini stretti sono la grafite, il grafene e il diamante, soprattutto quest’ultimo difficilmente verrà da qualcuno disprezzato. Il carbonio come elemento è il quarto elemento più comune nell’universo dopo l’ossigeno, l’idrogeno e l’elio; almeno nell’universo che conosciamo oggi. Senza di esso non potrebbe vivere nessun essere vivente. Dopo l’ossigeno [65%], è il secondo elemento [18,5%] della nostra struttura corporea. Il nome polacco “carbonio”, così come d’altronde molti altri elementi, tra cui magnesio, azoto, idrogeno, ecc., fu proposto dal chimico Filip Nerius Walter, nato a Cracovia nel 1810. Grazie a lui, per la prima volta è stato distillato il cherosene dal petrolio greggio, da cui poi è stato semplice arrivare ai combustibili utilizzati oggi. Dal carbonio viene fatta anche la fibra di carbonio, un singolo filo del quale è decine di volte più sottile di un capello umano. Il suo inventore Joseph Swan già nel 1860 ne trovò un’applicazione pratica nella produzione di lampadine. Perché originariamente i compositi, cioè una combinazione di materiali diversi uniti in uno, [per esempio il compensato già conosciuto nell’antichità], a base di fibra di carbonio, erano terribilmente costosi. Ancora all’inizio del 21° secolo costavano quasi 35 volte di più dell’acciaio, venivano usati molto raramente.

Oggi, grazie allo sviluppo della tecnologia per ottenerlo, il prezzo non supera dieci volte il prezzo dell’acciaio, e questo consente già un uso più ampio di questo composito estremamente leggero e resistente, tra l’altro nelle costruzioni aeronautiche e automobilistiche.

Il veicolo progettato da Filippo Perini era basato sul modello Gallardo Superleggera, del peso di 1340 kg. Lamborghini ACRC (Advanced Composites Research Center) in collaborazione con Boeing ha utilizzato la tecnologia CFRP, un composito rinforzato con fibra di carbonio combinato con vari tipi di polimeri, nella costruzione del telaio, della carrozzeria, degli interni e della meccanica. Tali soluzioni sono più leggere del 30% rispetto all’alluminio, il che ha permesso di ridurre il peso totale della nuova vettura a 999 kg. La lotta per ogni chilogrammo è particolarmente visibile negli interni spartani, dove al guidatore spettano sedili avvolgenti sottilissimi e un traliccio futuristico, anch’esso in carbonio, al posto di un tipico cruscotto. Quanto del peso dell’auto è stato risparmiato grazie ad esso? Probabilmente non più di 3 o 5 kg. Cosa possa voler dire questo? Poche hypercar sono in grado di raggiungere i 100 km/h in 2,5 secondi come la Sesto, certo che ci riescono le Bugatti Veyron e Chiron, ma hanno bisogno di un motore da 8 litri e ben 1001 o 1500 CV. In termini di prezzo, Chiron e Sesto costavano all’incirca lo stesso, meno di 11 milioni di zloty, ma in prospettiva 20 auto con il marchio Lamborghini si riveleranno sicuramente un investimento migliore di ciascuna delle 500 Chiron o quasi 1000 Veyron. Un’eccezione potrebbe essere la versione Veyron L’Or Blanc, decorata con molti elementi di porcellana bianca come la neve, della manifattura reale di Berlino.

Se siete a Dubai di sicuro riuscirete a vedere una di queste Bugatti nel vialetto di un albergo a 5 o 7 stelle. Il Sesto Elemento sarà difficile da scorgere in quanto non è omologato per le strade pubbliche. Per vedere questa macchina occorrerà una determinazione pari a quella del protagonista del film “I sogni segreti di Walter Mitty”, e la pazienza del fotografo [Sean Penn] mostrata lì, a caccia di una foto della pantera delle nevi nelle Himalaya. Ma guardando attraverso il prisma di questo film, la cui quintessenza è l’affermazione del fotografo che lascia l’obiettivo nel momento decisivo, “la bellezza non chiede attenzioni”. Beh, non è meglio, invece di cercare lo scatto migliore, lasciarsi trasportare da un momento simile e viverlo appieno?

Questo modello di Lamborghini è stato un banco di prova, in cui i costruttori di Sant’Agata hanno dimostrato alla concorrenza che né la potenza, né la velocità di punta, sono fattori determinanti per le macchine supersportive. Le stesse, se non migliori, prestazioni di riduzione del consumo di carburante sono state ottenute utilizzando materiali ultramoderni e leggeri. Quando hanno aggiunto una molto aerodinamica, pesante solo 190 kg, carrozzeria e trazione integrale, hanno creato un’ottima macchina da guidare. Un’auto completa che non richiede alcuna messa a punto aggiuntiva da parte dei suoi proprietari, e qualsiasi tuning qui sarebbe una profanazione. Il corpo della carozzeria opaco, nero, predatore, è spezzato solo da pochi elementi rosso fuoco. Minimalismo perfetto

Gallardo nel 2013 è stato anche il seme per il primo prototipo monoposto dell’azienda, futuristicamente estremo, “Egoista”.

Basta guardare il modello per apprezzare quanto impegno AUTOart ha messo nella produzione di una replica fedele di un’auto reale. È da togliere il fiato la struttura “in carbonio” della carrozzeria e i dettagli meravigliosamente realizzati del motore e degli interni. È senza dubbio uno dei modelli meglio riusciti di questa rinomata ditta e dovrebbe trovarsi in ogni collezione rispettabile.

Anni di produzione: 2010-12
Esemplari prodotti: 20 esemplari
Motore: V 10
Cilindrata:5204 cm3
Potenza/RPM: 570 KM / 8000
Velocità massima: 350 km/h
Accelerazione 0-100 km/h (s): 2,5
Numero di cambi: 6
Peso:999 kg
Lunghezza: 4580 mm
Larghezza: 2045 mm
Altezza: 1135 mm
Interasse: 2560 mm

Trent’anni fa
20.02.1993 mori
a Perugia il fondatore
dell’azienda Ferruccio
Lamborghini.

Tłumaczenie it: Aleksandra Gryz
Foto: YrczaQ

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