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Vino e divinità

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Per i Greci Dioniso, per i Romani Bacco, erano gli dei del vino e dell’estasi.

Secondo la versione più diffusa del mito, Dioniso era nato dall’unione di Zeus con Semele, figlia di Cadmo, re di Tebe. Zeus per avvicinare la donna, che era mortale, le aveva nascosto il suo vero aspetto, ma Semele, istigata dalla gelosa Era, gli chiese di poterlo ammirare nella sua forma di dio del cielo, ed essendogli Zeus comparso con la folgore, restò incenerita. Zeus allora salvò dal suo corpo il piccolo Dioniso e lo cucì nella propria coscia per portarne a compimento la gestazione; quando il bimbo nacque, lo affidò alle ninfe del monte Nisa affinché lo allevassero. Cresciuto nella solitudine dei boschi, educato da Sileno, Dioniso piantò la vite, inebriandosi dell’“umòr che da essa cola”. 

“Il giovanotto con la bella capigliatura azzurra ondeggiante e un mantello scuro sopra le forti spalle” (inno omerico), insegnò agli uomini la viticoltura percorrendo il mondo su un carro trainato da pantere (simbolo d’irrazionalità) con al seguito un corteo di musici, danzatrici, baccanti e divinità minori.

Su questo dio, descritto perpetuamente giovane, esistono molte leggende. In alcune appare mite, generatore di entusiasmo e benevolo consolatore delle afflizioni umane, grazie al vino che allieta il cuore e libera dall’inibizione. In altre saghe viene presentato crudele e violento. Il suo nome presso i romani divenne Bacco “colui che strepita”, per via del rumore e delle grida che facevano i suoi seguaci.

Omero narra che nell’Olimpo il banchetto era il passatempo preferito degli dèi: «Per tutto il giorno, fino al tramonto del sole, essi se ne stanno al festino e il loro cuore non deve lamentarsi di un pranzo in cui tutti hanno la propria parte».

Secondo Ateneo, gli alimenti dell’eterna giovinezza trasudavano dai corni della capra Amaltea, ed erano ambrosia e nettare, bevanda dolce e profumata. Il banchetto, allietato da musica e conversazione, era il simbolo della loro spensierata felicità. In origine anche gli uomini sedevano al banchetto degli dei, Esiodo ricorda: «I pasti allora erano comuni e comuni i seggi fra gli immortali e gli uomini mortali».

Poi venne l’inganno di Prometeo, il quale rubando per gli uomini il fuoco scatenò l’ira e la punizione di Zeus. Da allora gli uomini diventarono mortali, e furono obbligati a lavorare per nutrirsi e ad accoppiarsi per riprodursi.

L’uomo che, per una qualche straordinaria evenienza, fosse stato ammesso di nuovo a nutrirsi del cibo degli dei, avrebbe acquistato l’immortalità. Ed è per questo che Ulisse, aspirando a far ritorno a Itaca, pur dividendo il letto e la tavola con la dea Calipso, mangia alla sua mensa solo cibi «umani», appositamente imbanditi per lui, rifiutando l’offerta dell’immortalità. La corrispondenza del latino Bacco e del greco Dioniso è pressoché totale: così come il dio latino è figlio di Giove e Semele, analogamente Dioniso nasce secondo la mitologia greca dall’incontro tra Zeus e Semele nota anche come “Luna”. Le modalità con cui avvenivano le celebrazioni in onore di Bacco e Dioniso sono in pratica le stesse anche se in Grecia il culto di Dioniso risale a tempi molto più antichi. Tali feste, dette Baccanali, consistevano in celebrazioni all’insegna della sfrenatezza alle quali partecipavano quasi sempre esclusivamente donne

Flavia Paulon: la Dogaressa della Mostra del Cinema

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F. Paulon con l'attore americano Edward G. Robinson

Unica donna nello staff originario della Mostra del Cinema di Venezia che si distinse per la sua capacità organizzativa e per la sua passione per l’arte cinematografica, al punto da diventare, nell’arco di pochi anni, la colonna portante e la memoria storica di quel primo festival del cinema al mondo. Critica, giornalista, saggista e studiosa di cinema, lavorò nell’organizzazione del festival veneziano per oltre cinquant’anni cominciando dalla prima edizione del 1932.

Flavia Guidini nacque in Inghilterra nel 1906, figlia di Giuseppe, italo svizzero laureato a Ca’ Foscari, e Sophia Sorgudjan, discendente da una famiglia aristocratica e poliglotta di Costantinopoli che si trasferì a Londra per fuggire dalle persecuzioni dell’impero ottomano. A Venezia, dove risiedeva la sua nonna paterna Carlotta Zorzi, Flavia arrivò ancora adolescente con sua madre che si dedicò all’arte e nel 1936 espose un’opera alla Biennale. Flavia invece iniziò a frequentare il liceo Marco Polo e presto si innamorò della città diventando una vera veneziana. Sposò felicemente un giovane architetto Mario Paulon con cui ebbe quattro figli. Come madrelingua inglese e conoscendo il francese non ebbe difficoltà a trovare lavoro a Venezia che all’epoca, oltre che del turismo, viveva anche di affari mercantili.

Le connessioni con il giornalismo iniziarono da una collaborazione con la rivista “Lido”, scritta in inglese grazie a cui conobbe Elio Zorzi, allora capo ufficio stampa della Biennale d’Arte. Così iniziò la sua lunga avventura con la Biennale e la Mostra dove ebbe la possibilità di sfruttare appieno il suo talento organizzativo. 

F. Paulon con l’attore americano Edward G. Robinson

La Biennale di Venezia era una realtà dominata dagli uomini (e lo è ancora adesso se pensiamo che nella sua lunga storia non c’è mai stata una donna alla direzione). All’epoca l’unico incarico a cui poteva aspirare una donna era quello di segretaria però la funzione che svolgeva Flavia era molto più complessa. Tra i mutabili direttori lei resisteva ed era un punto di riferimento sicuro ed affidabile per produttori e registi. Tanti di loro le mandavano le pellicole direttamente a casa scrivendo sulla busta: “Flavia Paulon – Venice – Italy”. Nel colophon del catalogo della XXVI Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si legge “Flavia Paulon – Ufficio Mostre: con l’incarico particolare della Mostra del Film Documentario e di curare i rapporti con i produttori italiani ed esteri e di collaborare alle ricerche e alle selezioni dei film. Collaborazione con l’Ufficio Stampa alla preparazione del Catalogo Generale”. Questa descrizione illustra perfettamente il fondamentale ruolo di questa “segretaria” che concentrava in sé un lavoro che oggi è suddiviso tra numerose persone. Bisogna inoltre sottolineare che il suo lavoro si divideva tra la Biennale d’Arte e la Mostra del Cinema e lei si muoveva con abilità tra entrambe.

Grazie al suo incarico la Paulon conobbe i fratelli Lumière nonché i maggiori intellettuali, artisti, registi e produttori, che in caso di bisogno si recavano solo da lei. Peggy Guggenheim chiese proprio a Flavia un aiuto prima dell’acquisto di Palazzo Venier dei Leoni. Ma non serve andar lontano anche gli stessi direttori della Mostra si rivolgevano sempre alla Paulon  perché nessuno conosceva meglio di lei i meandri della storia festivaliera. Tutto questo succedeva prima dell’era digitale, in un piccolo ufficio tramite telefono e lettere e grazie ai mille contatti della Paulon. Il suo ufficio veniva spesso descritto come angusto ed affollato di gente che parlava diverse lingue chiedendo suggerimenti e indicazioni, e lei in tutto ciò continuava a lavorare piena di entusiasmo, ironica e sempre sorridente.

F. Paulon, Peggy Guggenheim

Sicuramente non le mancava la passione, la dedizione e lo spirito d’iniziativa in tutto quello che faceva. “Le idee mi nascono come delle viole nel cervello e si moltiplicano”, disse una volta in un’intervista e lo confermano le numerose iniziative firmate con il suo cognome. Ha saputo sfruttare l’esperienza acquisita in  anni di Biennale per creare una serie di eventi cinematografici di cui alcuni esistono ancora. Era tra le co fondatrici del Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste (attivo fino al 1982), del Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista (adesso Asolo Art Film Festival), della Rassegna Internazionale del Film Scientifico e Didattico di Padova (attivo fino al 1975; inizialmente Mostra del Documentario, una sezione speciale del Festival di Venezia), dell’Omaggio alla Mostra di Venezia (una rassegna dei film che resero gloriosa la Mostra di Venezia, fondata nel 1978 su commissione dell’Istituto di Cultura Palazzo Grassi).

La Paulon fu inoltre l’ideatrice della rivista “Film, rassegna internazionale di critica cinematografica” nonché l’autrice di numerosi libri tra cui “La Dogaressa Contestata” (1971) la prima dettagliata storia della Mostra che conteneva eventi, situazioni e personaggi legati al Festival dalla nascita fino al 1970. Puntuale e pungente nelle ricostruzioni, ma scritto con umorismo e leggerezza di stile. La continuazione della storia della Mostra è conservata nell’archivio di famiglia e non è mai stata pubblicata. 

Flavia lavorò instancabile fino alla morte (nonostante che dal 1968 fosse in pensione) che la colse all’improvviso nella primavera del 1987, alla scrivania, durante i preparativi per la Mostra di agosto. 

Robert Lewandowski ha vinto il premio FIFA “Calciatore dell’anno”

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Per la prima volta un calciatore polacco ha vinto il premio di Calciatore dell’anno della FIFA battendo icone come Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Il vincitore viene scelto da una giuria composta da allenatori, capitani delle squadre internazionali, giornalisti sportivi e tifosi su internet. Lewandowski ha ottenuto la maggioranza dei voti in tutti i gruppi quindi un voto massimo di 52. Al secondo posto è Ronaldo con un risultato di 38, e al terzo Messi con il punteggio di 35. Quest’anno la cerimonia si è svolta online, a Zurigo erano presenti solo il direttore della FIFA Gianni Infantino e Robert Lewandowski. “È un grandissimo successo per me e la mia squadra. Voglio dire ‘grazie’ agli allenatori, a tutto lo staff del Bayern Monaco e alla nazionale. Mi sento benissimo”, ha detto il vincitore. Ha anche parlato degli altri calciatori premiati nel plebiscito: “Essere paragonato a Ronaldo e Messi è un onore grandissimo”. Nella stagione precedente Lewandowski ha segnato 34 gol nella Bundesliga, 15 nella Champions League e 6 nella Coppa di Germania. Per quanto riguarda gli altri vincitori, Lucy Bronze ha vinto la Calciatrice dell’anno, Juergen Klopp riceve per la seconda volta il titolo del miglior allenatore, invece l’allenatrice dell’anno è Sarina Wiegman. A causa della situazione sanitaria e la cancellazione della cerimonia tradizionale non è stato assegnato il Pallone d’oro.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C778196%2Cplebiscyt-fifa-robert-lewandowski-najlepszym-pilkarzem-2020-roku.html

[Aggiornamento 17.12.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora nuovi casi di COVID-19, ma con la velocità di diffusione dell’epidemia che si conferma in calo.

Il numero complessivo dei malati attivi è sceso a 244.160 (scorsa settimana 288.357), di cui in gravi condizioni 1.721 (scorsa settimana 1.775), ovvero circa lo 0,7% del totale. Gli ultimi dati al 17 Dicembre mostrano un numero di nuovi casi di 11.953, con 431 morti. Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 2.715 morti dal 10 dicembre, ma in lieve calo rispetto ai dati precedenti (2.802).

Il Voivodato della Grande Polonia (1.555), la Masovia (1.318), la Kuyavian-Pomerania (1.138), la Pomerania Occidentale (1.124) e la Slesia (964) sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono sostanzialmente stabilizzati con pressione in calo sulle strutture sanitarie polacche. Attualmente sono 36.477 i posti letto per pazienti COVID-19, di cui occupati 18.707, mentre le terapie intensive sono 3.089, di cui occupate 1.721.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi aperti al pubblico, anche all’aperto. Sono chiusi al pubblico bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio delle strutture alberghiere. Bar e ristoranti possono effettuare il solo servizio di asporto.

Da segnalare questa settimana la presentazione del piano di vaccinazione e l’appello del Governo polacco ad evitare spostamenti ed assembramenti durante le feste del periodo natalizio.

Sono inoltre previste nuove restrizioni a partire dal 28 dicembre al 17 gennaio 2021, tra cui coprifuoco serale per capodanno, quarantena di 10 giorni per le persone che arrivano in Polonia e nuove restrizioni per gli hotel.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

A seguito del DPCM 3 dicembre 2020 in Italia sono state varate restrizioni da parte del Governo italiano, per il periodo delle feste natalizie, tra cui il divieto di spostamento tra regioni dal 20 dicembre e al 6 gennaio.

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Le ferrovie polacche entrano nella rete dei treni transeuropei

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

“La Polonia vuole entrare sui binari europei. Nel 2021 ci sarà la pianificata riattivazione dei treni Trans Europe Express (abbrev. TEE) che collegheranno le più grandi città europee”, leggiamo nel giornale “Rzeczpospolita”. Uno dei primi percorsi sarà Varsavia – Berlino – Bruxelles. I treni saranno confortevoli, moderni e con la velocità che risale a 230 km/h. “Il TEE sarà una marca premium, quasi un hotel a grande velocità”, ha detto Michał Beim, un esperto dall’Istituto di Sobieski. Anche PKP Intercity (una società delle ferrovie statali polacche responsabile del trasporto a lunga distanza) ha espresso la sua voglia di partecipare nel progetto Trans Europe Express 2.0. Secondo il portavoce della società, sono pianificate collaborazioni con gli operatori stranieri e l’amministrazione europea per rendere possibile l’attivazione del primo percorso verso il Belgio. Anche il Ministero dell’Infrastruttura ha espresso il suo sostegno verso i collegamenti transeuropei anche durante le ore notturne, spiegando che questo tipo di trasporto diventerà un’alternativa a poco costo del traffico aereo.

https://www.polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2639936,Szybko-komfortowo-i-bez-przesiadki-do-europejskich-miast-Ambitne-plany-PKP

Cheescake al limone

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INGREDIENTI:

Per la base:

  • 180 gr di biscotti secchi tipo Digestive
  • 100 gr di burro fuso 

Per il ripieno:

  • 500 gr di ricotta fresca
  • 250 gr di formaggio spalmabile
  • 160 gr di zucchero a velo
  • La scorza di 2 limoni 
  • 100 ml di succo di limone
  • 12 gr di gelatina in fogli
  • 100 ml di panna fresca

Per la copertura:

  • 100 gr di succo di limone 
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 50 gr di amido di mais
  • 200 gr di acqua

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa, realizzate la base. In un cutter frullate i biscotti fino ad ottenere una polvere. Trasferiteli in un contenitore e aggiungetevi il burro fuso portato a temperatura ambiente. Mescolate con una spatola. 

Foderate il bordo e il fondo di una teglia apribile di 22-24 cm di diametro e versatevi dentro l’impasto, compattate bene schiacciando con il dorso di un cucchiaio. Mettetelo in frigorifero a raffreddare mentre preparate il ripieno.

Per prima cosa mettete a bagno in acqua molto fredda i fogli di gelatina e lasciateli ammorbidire per circa 10 minuti.

In una capiente ciotola mettete la ricotta e il formaggio cremoso e mescolatele bene con una frusta. Aggiungete il succo del limone filtrato e la scorza e mescolate ancora. Unite lo zucchero a velo e amalgamate.

Portate sul fuoco o scaldate al microonde la panna, strizzate la gelatina e unitela alla panna calda, mescolando per farla sciogliere. Fate poi intiepidire bene e unite al composto di formaggi, mescolando sempre con la frusta.

Riprendete la base dal frigorifero, versatevi sopra la crema, coprite con pellicola e fate rassodare in frigo per 2-3 ore circa.

Quando la base sarà fredda, preparate la copertura: mettete in un pentolino l’amido di mais e lo zucchero, aggiungete a filo il succo di limone e l’acqua mescolando con una frusta per evitare che si formino grumi. Portate a fuoco medio e cuocete finché la crema non si sarà addensata. Se volete ottenere un colore giallo, che ricordi quello del limone, aggiungete qualche goccia di colorante alimentare. Fate raffreddare la gelatina, mescolando spesso. Versate sulla crema di copertura e rimettete la cheesecake in frigorifero per altre 3-4 ore.

Al momento di servire, sformate la torta dallo stampo con delicatezza e trasferitela su un piatto da portata. A piacere, decorate con qualche fetta di limone biologico. 

Fabbrica di auto, Electromobility Poland, sorgerà a Jaworzno

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La fabbrica di auto elettriche Izera, della società Electromobility Poland (Emp), sorgerà a Jaworzno, in Slesia. Lo ha comunicato oggi la società automobilistica, aggiungendo che la produzione prenderà il via nel 2024 e l’investimento darà lavoro a 15 mila persone, di cui 3 mila nella fabbrica e altre 12 mila nell’indotto. Oggi a Katowice il ministro del Clima e dell’Ambiente Michal Kurtyka, rappresentanti di Emp, dell’Area economica speciale di Katowice (Ksse), dell’ufficio per le foreste statali, dell’amministrazione slesiana e di quella di Jaworzno hanno firmato un memorandum di collaborazione per la preparazione dell’area in vista della costruzione dello stabilimento. La scelta è ricaduta su Jaworzno dopo l’esame di una trentina di siti possibili. “Questa scelta e il sostegno finanziario del governo polacco consentiranno l’inizio dell’investimento dall’autunno del 2021”, ha dichiarato Emp. “Intorno al progetto siamo riusciti a unire diversi partner da molte istituzioni. Ora tutte le parti devono lavorare intensivamente per condurre alla finalizzazione del progetto”, ha detto il ministro Kurtyka. La presentazione del marchio di auto elettriche Izera è avvenuta a fine luglio di quest’anno, quando Emp ha presentato due prototipi di auto elettrica in versione Suv e berlina. All’epoca il presidente di Emp, Piotr Zaremba, aveva dichiarato che le prime auto sarebbero uscite dalle linee di produzione nel terzo trimestre del 2023. La società Emp è sorta a ottobre 2016 in qualità di iniziativa di alcune compagnie del settore dell’energia polacco, Pge, Energa, Enea e Tauron, che ne possiedono il 25 per cento ciascuna.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C776197%2Celectromobility-poland-fabryka-polskich-samochodow-elektrycznych-w

Dominika Zamara, la voce della passione

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La storia della soprano Dominika Zamara è una bella avventura che parte dalla natia Wroclaw per arrivare sui palcoscenici di tutto il mondo, un percorso di successi in cui l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale.

“La svolta nella mia carriera è avvenuta quando nel 2006 ho vinto la borsa di studio per studiare in Italia, al Conservatorio Statale di Verona. Quella esperienza è stata illuminante, mi ha aiutato tantissimo a crescere nel mio percorso professionale, credo che per un cantante lirico studiare e confrontarsi con il mondo musicale italiano sia una tappa di crescita ineludibile. In Polonia il livello delle scuole musicali in solfeggio e pianoforte è altissimo ma nel canto bisogna formarsi in Italia.”

Tornata a Wroclaw Zamara si laurea con il massimo dei voti alla Università Musicale e comincia una carriera che la porta a cantare in Europa e nel mondo più che nel suo paese. Il suo disco “Mauro Giuliani Gold Edition For Soprano and Guitar Op. 39 & Op. 95” con Cavatine e Ariette di Mauro Giuliani, registrato in collaborazione con maestro Amadeo Carroci, è aquistabile nel nostro negozio online.

“È successo a tanti cantanti polacchi di avere prima successo all’estero e poi essere considerati in Polonia, una situazione dovuta anche al fatto che, diversamente dall’Italia dove ci sono le agenzie artistiche, in Polonia i cantanti sono dipendenti fissi dei teatri e quindi c’è scarsa rotazione. Ma a me va bene così perché se canti in Italia, dove c’è un pubblico preparato ed esigente, poi puoi cantare ovunque.”

Dove e con che ruolo hai debuttato?

“Dal 2008 al 2009 ho cantato in Montenegro al Teatro Nazionale alla Presenza del Capo dello Stato, con ripresa televisiva in diretta. Poi ho interpretato Giorgetta ed Amante nell’opera Il Tabarro di G. Puccini a Bari, ma il mio vero debutto fu a Padova, al Teatro Verdi, nel ruolo di Mimì nell’opera La Boheme di Puccini.”

Quando ti sei accorta che volevi diventare una cantante?

“Ah subito! Fin da bambina, cantavo sempre, in fondo è, fino ad oggi, l’unica cosa che so fare! L’ispirazione musicale sicuramente viene da mio nonno che era organista e mi insegnò a suonare. Poi devo dire che sono stata stimolata anche dall’incontro con grandi personaggi che mi hanno dedicato tanto tempo aiutandomi a crescere come ad esempio il maestro De Mori a Verona.”

Il successo ha portato Zamara a cantare in tanti teatri, solo per citare il suo intenso 2019 la soprano di Wroclaw si è esibita ad esempio al Avery Fihser Hall di New York, la Manuel Ponce Hall di Città del Messico con i lieder di Chopin, ne Il Tramonto di Respighi all’Auditorium Pollini di Padova, a Milano nella Chiesa di San Marco nel Requiem di Mozart diretta dal maestro Aldo Bernardi. Ha fatto il suo debutto a Buenos Aires presso l’Auditorium Beethowen. A Firenze all’Auditorium CDR ha cantato nello Stabat Mater di Pergolesi diretta da Alan Freiles, al Teatro de la Sena di Feltre ha interpretato il ruolo di Sesto nell’opera Livia di Caldara in prima mondiale diretta da Fabrizio Da Ros. A Świdnica ha eseguito la prima della Missa Brevis del compositore polacco Pawel Pudlo, nel torinese si è esibita nel Festival Organalia ed a Treviso nell’opera Don Giovanni di Mozart nel ruolo di Donna Elvira, al Teatro Marcello di Roma nell’opera La Serva Padrona di Pergolesi nel ruolo di Serpina ed a Pavia al Teatro SOMS nell’opera La Traviata di Verdi nel ruolo di Violetta Valléry sotto la direzione di Gian Marco Moncalieri. A Varsavia si è esibita al Teatr Palladium diretta da Anna Duczmal-Mróz per il 100° anniversario della firma del Trattato di Versailles e poi ha cantato nello Studio Koncertowe Polskiego Radia im. Witolda Lutosławskiego di Varsavia accompagnata da Agata Steczkowska.

Dei tanti palcoscenici che hai calcato qual è il tuo preferito?

“Sicuramente il Teatro Olimpico di Vicenza, che ha un’acustica fantastica ed è stato progettato dal Palladio. La città in cui mi sento più a casa è invece Padova perché c’è una grande comunità di polacchi. Ho però avuto la fortuna di esibirmi praticamente in tutte le regioni italiane e in tanti teatri nel mondo da New York alla Corea. Lo scorso luglio ho avuto il piacere e l’onore di esibirmi anche al Vaticano”.

L’incrocio culturale italo-polacco è un valore aggiunto per un cantante?

“Sì, ma in genere credo sia un valore aggiunto per tutti quelli che vivono questa relazione tra due popoli che hanno comuni passioni e simile temperamento”.

Blindato della II Guerra Mondiale donato dall’Italia al Museo di Poznan

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Il blindato da ricognizione canadese, Fox, donato dall’Italia al Museo delle Armi Corazzate di Poznan è stato sottoposto ad un’importante restauro. Martedì il veicolo è arrivato al museo e sembra uscito direttamente dalla fabbrica. Sempre martedì, dopo la riparazione e il restauro, nel museo è arrivato anche il cacciacarri M36 Jackson, un veicolo acquistato dal Museo Militare sloveno di Pivka. Entrambi i veicoli sono rarità nella collezione del museo polacco. Il blindato Fox è stato trovato dai soldati polacchi in una discarica in una base militare in Sicilia nel 2018. Finora, nessun museo polacco aveva una tale esposizione nella sua collezione, ma nell’aprile 2020 l’Ambasciata d’Italia in Polonia ha annunciato che l’Italia avrebbe donato il veicolo al Museo delle Armi Corazzate di Poznań dicendo che “è un’importante testimonianza dell’impegno delle Forze Armate polacche nella campagna di liberazione italiana durante il più grande conflitto mondiale del XX secolo”. Insieme a Fox torna la memoria dei soldati polacchi del generale Anders. Il veicolo è stato sottoposto ad una completa ristrutturazione del telaio, dei freni, dell’impianto elettrico e di propulsione insieme al motore a benzina originale GMC 270. L’intera carrozzeria del veicolo, compresa la torretta, è stata sottoposta a manutenzione. Per di più sono stati ricostruiti il sedile del conducente e il cruscotto.

https://polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2641015,Kompleksowa-renowacja-Unikatowe-eksponaty-w-Muzeum-Broni-Pancernej-wygladaja-jak-nowe

A Biedronka multa di 723 milioni di PLN

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Una sanzione di 723 milioni di PLN è stata inflitta al proprietario della catena di negozi Biedronka, la società Jeronimo Martins Polska, per aver utilizzato il vantaggio contrattuale. L’Ufficio per la Tutela della Concorrenza e dei Consumatori sostiene che la società abbia arbitrariamente imposto riduzioni di compenso ai fornitori. Secondo le loro informazioni, i contraenti sono stati informati della necessità di concedere uno sconto solo alla fine del periodo di liquidazione dopo che le consegne erano state effettuate. Pertanto, i contraenti al momento della conclusione del contratto non sapevano quanto avrebbero guadagnato, perché in qualsiasi momento il proprietario di Biedronka poteva chiedere una riduzione della remunerazione. Secondo l’Ufficio a causa del potere di mercato di Biedronka i fornitori hanno accettato condizioni sfavorevoli per loro, temendo che la cessazione della collaborazione potesse comportare perdite finanziarie ancora maggiori. Agendo in questo modo il proprietario di Biedronka avrebbe guadagnato oltre 600 milioni di PLN nel 2018-2020. Durante questo periodo le attività hanno interessato oltre 200 entità, con quasi l’80% dei casi relativi a fornitori di frutta e verdura. In casi estremi, l’importo dello sconto ingiusto ha superato il 20% del fatturato totale generato con Biedronka. L’Ufficio ha inoltre informato che sta esaminando altre catene di vendita al dettaglio in Polonia e che la possibilità di evitare sanzioni severe è l’immediata modifica dei meccanismi di applicazione di riduzioni retroattive sfavorevoli per i fornitori.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C775472%2Cuokik-nalozyl-723-miliony-zlotych-kary-na-biedronke.html