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UpTo, sintonizzati sugli eventi!

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Arrivando per la prima volta a Varsavia ci si può sentire smar­riti e, soprattutto se si ha intenzione di passare qualche tempo nella capitale, c’è l’esigenza di trovare eventi e di fare amici­zia in modo rapido e informale. A risolvere questo problema ci ha pensato un team italo – polacco che ha inventato un’uti­lissima applicazione mobile, UpTo, grazie alla quale possiamo partecipare ad eventi interessanti nella zona o organizzarli noi stessi invitando amici attuali o potenziali. UpTo agevola così l’integrazione dei nuovi arrivati contribuendo contemporaneamente allo sviluppo culturale della città. UpTo è nata a Varsavia ma sta già puntando ad espandersi nelle altre città polac­che, i suoi inventori sono quattro italiani ed un italo¬ polacco: Fabio Morelli, Pierluigi Zaccaria, Alessandro Marchinionni, Farbod Ameri e Mat­tia Castiglione. Della storia e delle modalità di utilizzo dell’app ne parliamo con Fabio Morelli CEO di UpTo.

Intanto com’è cominciata l’esperienza in Polonia?

Nel 2016 ho fatto l’Erasmus a Varsavia ed in quel periodo ho pensato per la prima volta a creare UpTo. Poi mi sono laureato ed ho ricevuto un’of­ferta da Accenture, dove tuttora lavoro. A Varsa­via ho conosciuto Mattia, Pierluigi, Farbod e Ales­sandro che sono come me i fondatori di UpTo e con loro, circa un anno fa, abbiamo deciso di dar vita a questo progetto. È il mio primo business personale perché in passato ho sempre lavorato per altre aziende o come freelancer. Lo stesso vale per gli altri membri di UpTo, fatta eccezione per Mattia Castiglione che è proprietario del ristorante SpaccaNapoli.

È stato facile lanciarsi sul mercato polacco?

Aprire una startup non è stato molto complicato, ci è servito circa un mese. Certamente, l’aiuto di Mattia che è per metà polacco ed ha esperienza per quanto riguarda la costituzione e l’apertura di una società ci ha facilitato un po’ le cose. Tuttavia, ho avuto l’im­pressione che forse in Polonia è più facile aprire un’azienda rispetto all’Italia dove c’è più burocrazia e maggiori costi e tasse. In Italia ci piace complicare le cose, mentre qui è stato abbastanza semplice. A questo aggiungiamo che essendo noi degli imprenditori digitali, abbiamo potuto sviluppare la nostra app in outsourcing e grazie a questo siamo riusciti a limitare diversi costi trovando il supporto esterno di alcuni professionisti del settore. Per quanto riguarda il nostro apporto, abbiamo lavorato a stretto contatto con gli svilup­patori guidandoli nella creazione dell’app, ne abbiamo curato nel dettaglio il progetto sia come concetto che come design, creato il sito web, il piano di marketing e soprattutto la community su cui si basa il concetto di UpTo.

Com’è nata l’idea di UpTo?

Il progetto è scaturito pensando alla nostra vita da “expats”, cer­cando di capire di che cosa potessero avere bisogno persone come noi per conoscere nuovi amici in una città e in un paese diverso da quello di origine. Per chi si trasferisce in una nuova città per motivi di studio o lavoro non è sempre facile conoscere nuovi amici. E per questo molte volte ci si ritrova a dover utilizzare dating app come Tinder o Badoo, oppure a cercare eventi su Facebook, non sem­pre con successo. Per questo motivo abbiamo cercato di immaginare quale app ci sarebbe piaciuto utilizzare in prima persona per conoscere nuovi amici e così abbiamo pensato ad UpTo. Volevamo una app che fosse facile da utilizzare e che in pochi secondi per­mettesse di scoprire che cosa succede in città tenendo conto anche dei gusti personali dell’utente. Su UpTo infatti è possibile partecipare ed organizzare ogni tipo di evento come feste in casa, cene, incontri per guardare una serie televisiva o magari una partita di calcio, fino ad eventi culturali o legati ai giochi da tavolo o allo yoga. Non ultimo, si ha la possibilità di guadagnare facendo ciò che più piace ed interessa.

A quale pubblico si rivolge l’app?

Il nostro gruppo di riferimento sono gli utenti di un’età compresa tra i 18 ed i 35, quindi un pubblico abbastanza giovane, studenti, Erasmus e giovani lavoratori. Ma devo ammettere che, analizzando le nostre statistiche, ci sono anche alcuni utenti compresi tra i 35 ed i 55 anni. Per quanto riguarda le nazionalità invece è bello notare come, oltre a molti utenti “expats”, vi sia anche una forte rappre­sentanza di utenti locali polacchi.

Ci presenti il team di UpTo?

I miei compagni di viaggio sono Pierluigi Zaccaria, con il ruolo di Chief Comunication Officer, che gestisce la nostra community, lo user on boarding e la comunicazione a 360°; Farbod Ameri, Chief Financial Officer, che si occupa degli aspetti finanziari, oltre che delle relazioni con potenziali investitori e a cui dobbiamo l’idea del nome UpTo; Alessandro Marchionni, il nostro Chief Marketing Offi­cer, che segue attività di marketing, la gestione dei social media ed il reclutamento; infine, last but not least, Mattia Castiglione, con il ruolo di Chief Operations Officer che si occupa di tutte le questioni burocratiche oltre che dell’ideazione e gestione di eventi legati al food, che sono ovviamente la sua specialità. Per quanto riguarda il mio ruolo, oltre a guidare il nostro team e lo sviluppo dell’app, seguo molto le attività di marketing e digital marketing, soprat­tutto basate sul growth hacking, oltre che le relazioni con poten­ziali partner sia per collaborazioni sia per la realizzazione di eventi.

Quali progetti avete per il futuro?

Attualmente stiamo lavorando ad alcune partnership per poter portare ancora più valore ai nostri utenti. Ad esempio, stiamo cer­cando di chiudere un accordo con un brand di food delivery. L’i­dea sarebbe di fornire ai nostri utenti la possibilità di ordinare una pizza o un hamburger durante eventi quali serate Game of Thro­nes o partite di Champions League, usufruendo di uno sconto. Vor­remmo poi introdurre un “Coin System”, permettendo in questo modo di premiare gli utenti per le loro azioni nell’app guadagnando delle monete virtuali, che poi possono essere spese per sbloccare ad esempio delle Amazon Gift Card. Altro obiettivo è quello di espan­derci in altre città. Attualmente abbiamo già la concreta possibilità di allargarci a Danzica, Sopot, Gdynia ed a Cracovia. Infine, un obiettivo importante è senza dubbio quello di trovare degli investitori che cre­dano nel nostro progetto. Sino ad ora la realizzazione dell’app, come le attività di marketing, sono state finanziate con i nostri risparmi per­sonali, ma è chiaro che poter aver accesso a maggiori capitali, ci per­metterebbe di fare un grosso salto di qualità per migliorare l’app e per espanderci sia in altre città che in altri paesi. Oltre che in Polonia, mi piacerebbe portare UpTo a Barcellona perché è un’altra città dove ho vissuto e dove ho diversi contatti. Penso poi all’area dell’Europa orientale, a città come Praga, Budapest o Bucarest che proprio come Varsavia stanno attraversando un periodo di forte espansione econo­mica e dove le comunità di espatriati continua a crescere.

E in Italia?

Ovviamente mi piacerebbe portare UpTo anche in Italia ma non adesso. Nel nostro paese è sempre un po’ difficile lanciare cose nuove, oltre al fatto che nelle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino o Bologna non ci sono grandi comunità di giovani stranieri come nelle città che ho menzionato prima. Comunque a Milano è da poco nata un’app che si basa su un concetto simile al nostro, siamo già in contatto con loro e potrebbe nascere una collaborazione.

Per scaricare l’app di UpTo visitate il sito web upto-app.com

Scienziati polacchi creano nuovo farmaco antidolorifico

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il composto chimico creato da un squadra di scienziati dell’Università di Varsavia contiene proprietà analgesiche 5.000 volte superiori di quelle già disponibili sul mercato. Il farmaco appartiene alla famiglia di peptidomimetici e ha l’impatto sul recettore oppioide, che dissolve il dolore e sul recettore melanocortina 4 che è responsabile del segnale che inizia il dolore. Il farmaco offre una completa eliminazione del dolore è non dà dipendenza contrariamente alla morfina. Attualmente il farmaco è in corso di brevetto in Polonia e in alcuni paesi stranieri.

pap.pl

Vicenti Cracovia campione alla settima edizione del Torneo di Calcetto Italiani in Polonia

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Alla sua terza fale il Vicenti Cracovia sfata il tabù e trionfa finalmente per la prima volta nel Torneo di Calcetto Italiani in Polonia. La settima edizione della maggiore manifestazione sportiva italiana in Polonia si è svolta l’8-9 giugno a Wroclaw grazie alla splendida ospitalità offerta dal team locale. Al Torneo, patrocinato dall’Ambasciata Italiana in Polonia, e supportato da: Associazione Italiani in Polonia, Comites, Gazzetta Italia, scuola Bona, Elica, Polonia2go, Pub Felicità, hanno partecipato sei squadre che si sono sfidate in una interessante formula con girone all’italiana e successive sfide ad eliminazione diretta.

Una settima edizione molto bella ed equilibrata sul piano del gioco e dei risultati che non ha fatto mancare emozioni anche metereologiche vista l’apertura del Torneo tra pioggia e vento e chiusura sotto il sole cocente. Al termine del girone all’italiana la classifica era la seguente: Vicenti Cracovia, A.C.Wawa, Poznan, Regno delle due Varsavie, Wroclaw, Lodz. Parziale ribaltone nelle sfide ad eliminazione diretta con semifinali Vicenti Cracovia-Wroclaw (5-2) e A.C. Wawa-Lodz (2-0). Poi l’attesa finale Vicenti Cracovia- A.C. Wawa, replica dell’epilogo del 2017 ma con risultato diverso perché stavolta ad imporsi sono i bianco-blu cracoviani per 1-0 al termine di una sfida tiratissima fino all’ultimo secondo. Scoppiettante finale per il terzo quarto posto tra Wroclaw e Lodz vinta dopo supplementari e rigori per 5-4 dai padroni di casa. Nella finale per il 5° posto Poznan ha battuto nettamente il Regno delle due Varsavie per 4-1.

Al termine i festeggiamenti di tutti i partecipanti alla presenza della console italiana a Wroclaw Monika Kwiatosz sulle note di “We are the Champions” con premio speciale per il miglior giocatore al granitico difensore Valerio Polchi, per il miglior portiere al giovane Angelo Cherubini, promessa del calcio cresciuta proprio giocando in questo Torneo, e al miglior cannoniere il portoghese Josè Nelson Goncalves Fernandes. Una manifestazione che come ogni anno ha riunito italiani provenienti dalle varie città polacche e tanti polacchi e stranieri di altre nazionalità che, grazie alla regola che consente d’avere due non italiani in ogni squadra, rendono il torneo internazionale. Un plauso speciale va alla squadra di Lodz per le sue sempre impeccabili divise da gioco e da riposo, al pubblico femminile che ha tifato furiosamente per i propri mariti e fidanzati e a Fabio Cortese che incurante di pioggia, vento e poi sole cocente ha ininterrottamente girato salamelle sulla griglia per sfamare i giocatori accogliendoli poi la sera al Pub Felicità dove sui maxischermi abbiamo festeggiato la vittoria della nazionale italiana sulla Grecia. Insomma a Wroclaw abbiamo vissuto un bellissimo weekend nel segno del calcio e dell’amicizia e siamo già in attesa della ottava edizione!

Quo vadis Europo? W Krynicy o przyszłości kontynentu

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[English version below]

Jeśli początek września, to Forum Ekonomiczne. Jeśli Forum Ekonomiczne, to Krynica. Od dwudziestu dziewięciu lat to najważniejsze spotkanie politycznych i ekonomicznych elit Europy Środkowo-Wschodniej. W tym roku hasło przewodnie konferencji brzmi – „Europa jutra. Silna, czyli jaka?”

Polityczna i ekonomiczna stolica kontynentu – na trzy dni, to nieco ponad 10-tysięczne miasto, urasta do miana miejsca, w którym zapadają najważniejsze decyzje i strategiczne plany nie tylko na Polski, ale całej Europy. Na krynickim deptaku spotkać można prezydentów, premierów i ministrów, a obok nich o wielkich pieniądzach rozmawiają szefowie największych międzynarodowych korporacji. Wszyscy zgodnie podkreślają, że klimat tego miejsca pozwala na niezwykle merytoryczne rozmowy, które przy okazji toczą się w pięknych okolicznościach sądeckiej przyrody. Taki entourage musi sprzyjać każdym negocjacjom.

Tegoroczne hasło Forum – „Europa jutra. Silna, czyli jaka” ma dać odpowiedź na pytanie o to, jak Stary Kontynent będzie sobie radził w nadchodzącej dekadzie. Ma także pokazać strategie, którą powinny przyjąć europejskie rządy w globalnym układzie politycznych oraz ekonomicznych sił. – Europa od dłuższego czasu nie może sobie poradzić z wewnętrznymi problemami, w których na pierwszy plan wychodzi Brexit. Wielka Brytania od 29 marca powinna być już poza strukturami Unii Europejskiej, a końca negocjacji w sprawie opuszczenia Wspólnoty wciąż nie widać. Na naszych oczach zanika idea Grupy Wyszehradzkiej, z powodu małej aktywności Czech i Słowacji. Wciąż nie wiadomo co z inicjatywą Trójmorza, w której wiodącą rolę chce grać Polska, co nie do końca podoba się państwom Europy Zachodniej. W polityce globalnej mamy amerykańsko-chińską wojnę celną i potężne napięcia na linii Stany Zjednoczone – Iran. To wydarzenia, które mogą mieć olbrzymi wpływ na światową politykę i ekonomię w najbliższym czasie, ale ich konsekwencje mogą się ciągnąć latami – mówi Zygmunt Berdychowski, Przewodniczący Rady Programowej i pomysłodawca Forum Ekonomicznego w Krynicy. – Tylko wspólny głos Europy może pokazać jej siłę. Rozbieżności w najważniejszych kwestiach, daje pole do forsowania własnych interesów krajom o największym potencjale gospodarczym i militarnym. A przecież europejscy liderzy potrafią rozmawiać, czego doskonałym przykładem może być sprawa Macedonii Północnej i Grecji. Ten konflikt o nazwę kraju udało się zażegnać po bardzo wielu latach. W takim zjednoczeniu, wspólnym patrzeniu w przyszłość, ale z szacunkiem dla historii i poszanowaniu interesów, rysuje się wizja Europy, która może być silna i konkurująca ze światowymi mocarstwami. Myślenie o własnych interesach ostatecznie do niczego nas nie zaprowadzi. Choć ekonomicznie stoimy dobrze, to społeczeństwo europejskie najszybciej się starzeje i prędzej czy później ten wyścig przegra – dodaje Berdychowski.

http://www.forum-ekonomiczne.pl/category/wydarzenia/forum-ekonomiczne/forum-ekonomiczne-2019/

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Europe of Tomorrow. ‘Strong’ Meaning What?

The beginning of September means that business life resumes after summer break. Nowhere else can you feel it as much as in Poland’s ski resort of Krynica. Organised for over a quarter-century, The Krynica Economic Forum has grown into the most impactful meeting of political and economic elites in Central and Eastern Europe.

For 3 days, Krynica becomes a political and economic heart of the continent. Heads of state and government, ministers and MPs mix with business executives and renowned experts to discuss big issues of the day. Everyone agrees that the atmosphere and natural beauty of this unique place help achieve mutual understanding, making for a perfect entourage for negotiations.

As suggested by this year’s leading theme “Europe of Tomorrow. ‘Strong’ Meaning What?”, the conference will focus on how the Old Continent will cope in the next decade and on strategies that should guide the European governments in the global system. “For a long time, Europe has not been able to deal with its internal problems, above all Brexit. The United Kingdom was supposed to leave the EU from 29 March, but the fate of Brexit negiotations hangs in balance. In the CEE region, cooperation flourishes within the Visegrad Group. Likewise, the Three Seas Initiative, although frowned upon in Western Europe, keeps developining. In global politics, we can see unfold the US-China trade war and mounting tensions between the United States and Iran. These are incidents that may have a huge impact on world politics and economy in near future, and their consequences may endure for years,” says Zygmunt Berdychowski, the conference founder and chairman of its programme council. “Only speaking with a common voice  can Europe show its strenght. Divergences on fundamental issues lead to fragmentation, with the stronegest players eventually pushing through their interests. One good exaple of when European leaders managed to find common ground was the settlement of the years-long conflict between governments in Skopje and Athens over what what eventually became Northern Macedonia. Only a united, shared vision of the future, respecful of individiual historical experiences and interests, can secure strength and competitive advantage that Europe needs to count as a superpower. Egoism will get us nowhere in the end. Although economically strong, Europe is ageing fast and risks falling out of the race,” adds Berdychowski.

http://www.forum-ekonomiczne.pl/category/events/economic-forum/forum-ekonomiczne-2019-en/?lang=en

Walter Prati: i polacchi amano la moda straniera

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Dei 251 miliardi di euro di giro d’affari della moda mondiale, Italia e Francia hanno quote simili che si aggirano sui 17 miliardi. Ma mentre in Francia il settore è in mano ad una trentina di grandi gruppi in Italia il business è declinato in un ampio tessuto produttivo fatto di centinaia di imprese. A livello mondiale l’Italia rimane il paese di riferimento per la moda e il triangolo geografico lombardo-emiliano-veneto è l’epicentro produttivo di un settore che vale 4 punti di PIL del Belpaese. Nato a Brescia Walter Prati viene proprio dal cuore di questa laboriosa area industriale. Pioniere nel settore stock (l’acquisto delle rimanenze) e nell’apertura di negozi in vari mercati. Prati è il fondatore di GPoland, realtà di spicco nel mercato della moda in Polonia, da oltre 20 anni canale distributivo dei maggiori brands italiani nel territorio polacco. Quando ti sei avvicinato alla moda?

“Ho iniziato negli anni Ottanta nel settore degli stocchisti, con il mio socio diventammo leader europei nelle aperture di negozi outlet sia in Italia che all’estero. Negli anni Novanta alla ricerca di nuove opportunità guardai all’Est Europa. La Polonia mi sembrò il paese giusto in cui investire, con un grande potenziale fashion ancora inesplorato. Nel 1995, in via Swietokrzyska a Varsavia, aprimmo, un negozio Max Mara, il primo punto vendita del segmento del fashion di lusso aperto in Europa orientale. Qualche tempo dopo ne aprimmo un secondo in Chmielna e poi una boutique multimarca di lusso in Plac Trzech Krzyży. Via via siamo arrivati ad essere il maggiore importatore di marchi italiani della moda in Polonia e il riferimento per tutte le aziende che vogliono penetrare questo mercato.”

Puntare sulla Polonia si è rivelata un’ottima scelta?

“Nel 2004 sono entrati nell’Unione Europea otto paesi dell’area orientale, un totale di 80 milioni di persone di cui quasi la metà polacchi. Questi numeri fanno della Polonia uno dei paesi più attraenti per l’export italiano. Qui il mercato della moda è cresciuto in maniera costante dagli anni Novanta al 2006, quindi c’è stata un’impennata fino al 2009, seguita da un rallentamento protrattosi fino al 2012, e poi di nuovo ripresa. La nostra azienda ha continuato a crescere in maniera costante. Attualmente siamo un’agenzia che gestisce oltre 50 marche italiane (tra cui, Emporio Armani, Trussardi Jeans, Love Moschino, Elisabetta Franchi, Gas, Furla, Lju Jo, Patrizia Pepe) contando su una organizzazione di circa cento professionisti il cui cuore operativo è la sede di quasi 8 mila metri quadrati a Varsavia.”

Come descriveresti il mercato fashion polacco?

“Quando all’estero si pensa alla Polonia molti la accomunano erroneamente ai canoni estetici, un po’ eclatanti, dei russi, invece i polacchi hanno un approccio più discreto al fashion e con una maggiore attenzione alla qualità del prodotto. Per i marchi italiani presenti su questo mercato è l’abbigliamento femminile a determinare l’80% del fatturato. Bisogna comunque fare attenzione al fatto che la clientela polacca non è particolarmente attratta dal prodotto di nicchia o di tendenza. Qui il cliente è più diffidente che entusiasta e quindi tende a scegliere un marchio noto, al contrario di quanto avviene in Francia e Italia dove c’è una grande attenzione alle nuove tendenze e ai brand di ricerca.  Al contempo il cliente polacco sta evolvendo e si sta aprendo al cambiamento, dalla mia esperienza del mercato credo che l’evoluzione del gusto locale porterà sempre più a guardare alla ricercatezza e alla qualità. Da qualche tempo anche l’uomo polacco ha iniziato a prestare attenzione al vestire, anche se escluderei che possa mai diventare “modaiolo” come l’uomo italiano.”

La moda è un fattore che riguarda soprattutto le grandi città?

“Diciamo che la richiesta di moda è diffusa ovunque ma l’offerta è diversa a seconda dell’area geografica. Varsavia, Cracovia, Wroclaw e altre grandi città polacche sono ormai realtà in cui si respira un’atmosfera internazionale e quindi sono più ricettive ad una proposta di look più fashion. Per fare un esempio, una pochette colorata che esce dal taschino della giacca da uomo te la puoi permettere a Varsavia e Cracovia, mentre in altre città ti guardano ancora come fossi una persona eccentrica. Detto questo non possiamo però dimenticare il ruolo rivestito da televisione, internet e social media, che oggi fanno entrare nelle case di tutti gli abiti indossati da star, blogger, influencers e che diffondono capillarmente, senza barriere geografiche, il gusto e le tendenze internazionali.”

L’Italia dagli anni Settanta ai Novanta ha scritto la storia della moda ma oggi, di fronte all’esplosione del fast fashion a prezzi stracciati, sta perdendo terreno?

“Il mercato è cambiato non c’è dubbio. Oggi anche chi si può permettere una borsa Gucci o Louis Vuitton poi magari la accompagna ad un vestito Zara o HM. È la conseguenza della globalizzazione dei mercati e del gusto, non ritengo che la moda italiana sia penalizzata dall’avvento del fast fashion. In Polonia le marche italiane, sia della fascia premium che del fast fashion, vanno molto bene e hanno ancora enormi margini di crescita. Tutto sta nel saper cogliere il Fast fashion come un’opportunità e non una minaccia”

L’online sta stravolgendo le modalità di vendita?

“Non si può negare che l’online stia crescendo con percentuali in doppia cifra e questo è un problema per il negoziante ma, guardando in prospettiva, non riesco ad immaginare la vendita esclusivamente tramite internet. Il negozio fisico- dove un cliente può guardare, toccare e provare i prodotti – rimane un traino imprescindibile per l’acquisto online.”

E i marchi polacchi?

“In Polonia ci sono molti stilisti creativi e una lunga tradizione manifatturiera che aveva in Lodz uno dei maggiori centri europei di produzione tessile. Il mercato della moda polacca sta evolvendo velocemente e ci sono stilisti emergenti che mi auguro possano avere successo ed affermarsi in ambito estero. In futuro mi piacerebbe poter supportare i marchi polacchi nel processo di espansione nel resto d’Europa.”

GAZZETTA ITALIA 75 (giugno-luglio 2019)

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Gazzetta Italia 75: La freschezza floreale che circonda una donna affacciata sul balcone è la splendida copertina di Gazzetta 75 disegnata dall’artista Dagna Szwaja ispirata dall’articolo sull’importanza del balcone nella vita degli italiani. Un numero bellissimo impreziosito dal racconto di una protagonista dell’ultimo concorso di bellezza nella PRL, nel 1989, l’anno della vittoria di Aneta Kręglica che segnò il passaggio tra due epoche. Gazzetta vi farà poi viaggiare, questa volta tra Umbria e Toscana, e vi proporrà la storia di simboli italiani come Luisa Spagnoli, nella moda, e la Fiat 124 Spider nei motori. Nel nuovo numero, oltre a tanti altri articoli, tra cui il resoconto del Premio Gazzetta Italia, troverete poi le consuete rubriche di cucina, benessere, lingua e storia.

Festival Internazionale dell’Arte di Mimo a Varsavia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Festival Internazionale dell’Arte di Mimo a Varsavia
Dal 7 al 16 giugno in Scena a Wola del Teatro Drammatico a Varsavia si terrà il 19° Festival Internazionale dell’Arte di Mimo. Nel festival parteciperanno, tra gli altri, i gruppi di pantomima dalla Germania, dalla Repubblica Ceca e dalla Spagna. Ormai il festival varsaviense, accanto a quello di Londra e di Sueca in Spagna, è uno dei festival di mimo più vecchio al mondo, dichiara Bartłomiej Ostapczuk il direttore artistico. “Scegliendo gli spettacoli è molto importante per me fare riferimento alla tradizione e alle radici di pantomima. Tutti gli spettacoli devono esprimere le emozioni non solo senza parole ma oltre alle parole per far vedere che nonostante il paese di provenienza ci commuovono e fanno ridere le stesse cose”, dice il direttore. A parte gli spettacoli di tutti i gruppi teatrali, in occasione del centenario della nascita di Henryk Tomaszewski, il precursore di questa forma teatrale, il festival proporrà una serata speciale intitolata “Incontri con pantomima” che si svolgerà in Scena Przodownik del Teatro Drammatico.

Varsavia baricentro dell’informazione dall’area di Visegrad

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L’Ambasciata italiana a Varsavia è stata la prestigiosa cornice della firma dell’accordo tra Agenzia Nova e Comunicazione Polska teso a rafforzare la comunicazione dall’area di Visegrad verso l’Italia. “Le notizie di quest’area, e della Polonia in particolare, sono spesso riportate dai media italiani con un approccio influenzato da una determinata visione politica nostrana. Registro quindi con grande piacere la scelta di Agenzia Nova di aprire una sede di corrispondenza qui a Varsavia che sarà molto utile anche per le tante importanti aziende italiane che lavorano con successo in quest’area,” ha commentato l’Ambasciatore Aldo Amati che poi ha aggiunto un suo personale ringraziamento ai giornalisti Fabio Squillante di Agenzia Nova e Sebastiano Giorgi di Comunicazione Polska per l’accordo raggiunto. Alla presentazione dell’accordo erano presenti il direttore dell’Agenzia ICE di Varsavia Antonino Mafodda, il presidente della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia Piero Cannas, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Roberto Cincotta, insieme ad un ampio spaccato di manager delle maggiori aziende italiane in Polonia.

L’Ambasciatore Amati inaugura la mostra digitale Leonardo Opera Omnia

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Il Museo Nazionale di Varsavia ha inaugurato la splendida mostra dei capolavori di Leonardo da Vinci riprodotti 1:1 in forma digitale con una speciale retroilluminazione che ne esalta i dettagli. La mostra resterà aperta fino al 30 giugno. “Opera Omnia” ha il merito di offrire l’intero corpus dei dipinti di Leonardo nel cinquecentenario della sua morte. “Un artista – ha commentato l’ambasciatore Aldo Amati – che rappresenta al meglio il genio italiano e la capacità di innovare dedicandosi alle più diverse arti.” Tra gli intervenuti anche il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Varsavia Roberto Cincotta e il direttore del Museo Nazionale Jerzy Miziolek.

Mare e Monti, autentyczne włoskie smaki w Łodzi

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Makarony, pieczywo, domowe słodkości, tylko oryginalne produkty najlepszej jakości, tradycyjne przepisy wyszukane ze smakiem. To właśnie kuchnia Enrico Monti, właściciela i szefa kuchni restauracji Mare e Monti, lokalu wyróżniającego się w gastronomicznym krajobrazie Łodzi.

„Jestem samoukiem. Czytam, uczę się i eksperymentuję od pięciu lat”, opowiada Enrico, który odziedziczył pasję do jedzenia po ojcu, który lata temu przybył do Polski do pracy.

“Mój ojciec, pochodzący z Como, strasznie tęsknił za kuchnią włoską, za naszymi klasycznymi przepisami: spaghetti z pomidorami i bazylią, filetem z zielonym pieprzem, przegrzebkami. Postanowił więc nabyć lokal z kuchnią, do którego od czasu do czasu zapraszał przyjaciół na jedzenie. Używanie lokalu tylko przy jakimś okazjonalnym obiedzie wydawało mi się absurdem, więc zaproponowałem zmianę tego miejsca w prawdziwą restaurację dostępną dla wszystkich. “

 

I tak właśnie w lutym 2014 roku powstało Mare e Monti, restauracja, która od razu się przyjęła ze względu na szczególną dbałość o produkty i obsługę.

„Mam świetną ekipę, zarówno w kuchni jak i na sali, z którą pracuję od lat. Poza zdolnymi osobami w kuchni, za niezbędne uznałem także stworzenie obsługi wysokiej jakości, co w Polsce jest dosyć rzadkie. Kiedy zatrudniam nowych pracowników, robię kurs szkoleniowy, ponieważ w moim lokalu ci, którzy obsługują stoliki muszą wiedzieć jak opowiedzieć o daniach, które przynoszą, oraz na bieżąco reagować na potrzeby klientów.”

 

Poszukiwanie jakości szybko zmieniło Mare e Monti w jedną z najbardziej pożądanych restauracji w Łodzi, zauważoną także przez Magdę Gessler, restaurację, która gości sławnych klientów, takich jak Jerzy Stuhr, który przyszedł zjeść kolację w Mare e Monti przy okazji ostatniego festiwalu Cinergia w Łodzi.

„Powiedzmy, że poziom gastronomii w Łodzi nie jest jeszcze taki jak w Warszawie, Krakowie czy Wrocławiu, ale rośnie, a także klienci powoli stają się coraz bardziej wymagający i są w stanie docenić jakość produktów. Nasz wybór od początku był jasny – robimy prawdziwą włoską kuchnię, bez poddawania się keczupowi albo śmietanie w carbonarze. Wręcz przeciwnie, jesteśmy bardzo selektywni i wymagający, zarówno przy zakupie produktów, które wybieram osobiście, często udając się do Włoch, jak i przy przygotowywaniu potraw, które w całości robione są w domu. Makaron wytwarzany przy użyciu narzędzi z brązu, pieczywo, sosy, słodycze, wszystko przygotowywane jest na świeżo w naszej kuchni. Ten, kto do nas przychodzi ma pewność co do jakości tego, co je. Także wino, które wybieramy pochodzi z małych winnic, ponieważ chcemy mieć produkty ekskluzywne i świeże. Ser burrata, który podajemy, przybywa do nas bezpośrednio z Apulii w 24, maksymalnie 48 godzin, tak jak ryby pochodzące z Chioggi lub z rynku mediolańskiego.”

Krótko mówiąc, taka świeżość i jakość zdecydowanie zasługują na spróbowanie!