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Polonia Oggi: “Civil March for Aleppo” candidata al Nobel per la pace

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Civil March For Aleppo è stata candidata al premio Nobel per la pace di quest’anno. L’iniziativa – una marcia da Berlino al confine con la Siria – è nata da un’idea della polacca Anna Alboth, giornalista, viaggiatrice e blogger. Dal 26 dicembre 2016 e per 232 giorni, 3.500 persone provenienti da 62 paesi diversi hanno attraversato i confini di 12 nazioni per chiedere la fine del conflitto in Siria. Commentando la notizia della candidatura, gli organizzatori della marcia hanno ribadito che vogliono “ancora una volta invocare una soluzione pacifica al conflitto in Siria e l’interruzione delle violenze sul suo territorio. Una seconda questione sollevata durante la marcia è il respingimento da parte dei paesi UE di molti richiedenti asilo. […] La candidatura al premio Nobel per la pace non è solo per noi, ma per tutti coloro che nel mondo tentano di fare qualcosa per gli altri”.

Fonte: kobieta.onet.pl

La storia dell’hejnał mariacki, uno dei simboli di Cracovia

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La melodia nota come hejnał viene suonata allo scoccare di ogni ora del giorno e della notte, in estate così come in inverno, e ripetuta quattro volte, una per ogni punto cardinale. Questo suono di tromba, che accompagna quotidianamente residenti e turisti, è uno degli elementi più distintivi della città vecchia di Cracovia e della Polonia più in generale. Nonostante si tratti di una delle tradizioni più distintamente polacche, l’etimologia del suo nome è a dire il vero ungherese. Deriva da ‘hajnal’, che significa ‘alba’. I polacchi l’hanno adottato nella forma hejnał, che potremmo tradurre come ‘suono di tromba’. Originariamente, nel periodo medievale, serviva in effetti a segnalare l’alba e il tramonto, quando la guardia cittadina apriva e chiudeva le porte della città. Il segnale poteva anche essere suonato per avvertire la popolazione dello scoppio di un incendio o dell’avvicinarsi del nemico a Cracovia.

La prima menzione dell’uso attuale appare soltanto a metà del XV secolo. Secondo alcuni storici, i cracoviani preoccupati che il trombettiere si distraesse, magari per una pennichella, e non badasse alla sicurezza della città, imposero che la melodia venisse suonata ad ogni ora. Il significato dell’hejnał come avvertimento contro il pericolo si associa anche alla più celebre leggenda sulla sua origine. Secondo la tradizione, durante l’invasione tatara della Polonia nel 1241, una sentinella stava suonando la melodia dalla torre della chiesa di Santa Maria per mettere in guardia la popolazione, quando all’improvviso una freccia tatara la colpì alla gola, interrompendola bruscamente. L’eroico sacrificio dell’anonima sentinella non fu però vano, perché diede ai cracoviani il tempo di trovare rifugio dall’invasore. Pare che questa leggenda abbia iniziato a circolare per merito di un giornalista e scrittore americano, Eric P. Kelly. Kelly lavorò brevemente all’Università Jagellonica di Cracovia e nel 1928 pubblicò un romanzo storico intitolato The Trumpeter of Krakow (Il trombettiere di Cracovia). Questo suggerisce ad alcuni storici la possibilità che si tratti di un’invenzione del secolo scorso, che nel tempo si è trasformata in leggenda. Altri però ritengono che possa trattarsi di una storia più risalente, rimasta a lungo confinata alla tradizione orale.

A complicare le cose c’è il fatto che esiste anche un’altra storia che pretende di spiegare l’origine dell’hejnał. Ksawery Pruszyński, giornalista che visitò l’Asia centrale al seguito del 2° Corpo d’Armata Polacco del generale Anders, pubblicò nel 1945 un breve racconto, intitolato Trębacz z Samarkandy (Il trombettiere di Samarcanda). Nel racconto l’hejnał viene interpretato dai tatari invasori come una preghiera e la sua cruenta interruzione da parte di un arciere diventa una maledizione. La cattiva sorte non avrebbe abbandonato i tatari finché un trombettiere lechita non avesse suonato il resto della melodia nella piazza centrale di Samarcanda. A causa di questa profezia, gli uzbeki che accolsero i soldati di Anders furono molto ospitali e convinsero uno dei suoi suonatori di tromba a mettere fine alla maledizione, suonando l’hejnał a Samarcanda.

Non è noto chi abbia composto la melodia. Il primo trombettiere di cui conosciamo il nome è Iwan Mikulski, che appare nei registri cittadini del 1629. Altro nome celebre è quello di Antoni Dołęga, che il 3 luglio 1901 morì mentre suonava la melodia. Fino all’inizio del Novecento la torre dalla quale viene suonato l’hejnał era priva di scale fisse e per raggiungerne la sommità si usavano scale a pioli. Il tempo necessario a salire e scendere era tale che il suonatore incaricato se ne stava praticamente sempre in cima. Oggi la sua vita è sicuramente più facile: dopo l’ultimo restauro nel 2014, ci sono ora 272 scalini, percorribili in circa 3 minuti.

Oltre all’abilità nel suonare la tromba, al trombettiere è richiesta anche una formazione da pompiere. Coloro che desiderano intraprendere questa singolare carriera devono obbligatoriamente superare un corso presso una scuola per vigili del fuoco. La giornata lavorativa dura ben 24 ore, dalle 8 alle 7 del giorno dopo, al termine delle quali c’è una pausa di 48 ore. Ad ogni turno sono sempre in servizio due trombettieri, che oltre all’hejnał suonano anche brani storici e religiosi in determinate occasioni ufficiali. La loro squadra include complessivamente sette persone.

 

 

 

Polonia Oggi: Oltre il 50% dei lavoratori soffre di stress

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Stando ai dati dell’Ispettorato polacco del lavoro (PIP), lo stress colpisce tra il 50% e il 70% dei lavoratori e si presenta quando i compiti richiesti superano le capacità di adattamento dell’uomo, il che può avere conseguenze nocive per la salute mentale e fisica. Lo stress sui luogo di lavoro comporta costi anche per le aziende: minore produttività, aumento del rischio di infortuni e assenze più frequenti. Tra i fattori che causano maggiore stress ci sono: l’insicurezza del posto di lavoro, i contratti a breve termine e il carico di lavoro. Il Consiglio per la protezione del lavoro ritiene necessario il proseguimento delle ispezioni da parte del PIP presso le aziende al fine di verificare il rispetto delle leggi in materia. Altrettanto necessario è il monitoraggio dei cambiamenti nel mercato del lavoro, che pongono nuovi rischi psicosociali, e il loro impatto sulla salute dei dipendenti.

Polonia Oggi: Złoty sempre più debole rispetto all’euro

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La valuta polacca continua a subire le perdite rispetto alle monete straniere, soprattutto l’euro. Secondo il quotidiano Puls Biznesu, lo złoty è oggetto di pressioni internazionali dovute alla guerra dei dazi in corso tra USA, Cina e UE. La situazione induce gli investitori a puntare su valute più sicure, come lo yen giapponese, e questo danneggia le valute e le borse dei paesi emergenti. A ciò si aggiunga che il fiorino ungherese e la corona ceca hanno perso circa l’8% del loro valore nel corso degli ultimi 8 mesi e questo ha un impatto sullo złoty. Ieri mattina il cambio euro/złoty oscillava intorno a 4,3460, il più alto dal marzo 2017. Secondo gli analisti di Puls Biznesu è improbabile che venga superata la soglia di 4,40, salvo imprevisti.

Fonte: pb.pl

Polonia Oggi: 4 milioni di ettari danneggiati dalla siccità

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In una conferenza stampa svoltasi la scorsa settimana, il premier Mateusz Morawiecki ha annunciato aiuti per gli agricoltori danneggiati dalla grande siccità. Alla presenza del nuovo ministro dell’agricoltura Jan Krzysztof Ardanowski, Morawiecki ha rivelato che bisogna agire subito intraprendendo azioni concrete, fra le quali l’ammortamento dei contributi per il KRUS (Cassa di Assicurazione Agricola Sociale) e l’introduzione della possibilità di ottenere prestiti a tassi contenuti per rinnovare le coltivazioni. “Sicuramente non diremo ai coltivatori che dovevano pensare a un’assicurazione agricola”, ha ribadito il premier, riferendosi a una famigerata dichiarazione fatta dall’ex premier Cimoszewicz nel 1997, quando il Sud della Polonia era stato devastato da un’alluvione. Come risulta dai dati raccolti da 660 stazioni meteorologiche, 4 dei 14 milioni di ettari di terra coltivabile nel paese sono stati segnati dalla mancanza di pioggia.

Polonia Oggi: Traffico di armi online dalla Polonia all’Italia

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La Polizia italiana ha condotto un’operazione contro il traffico di armi online nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Enna. Sono state fatte decine di perquisizioni in diverse località della penisola. 78 persone sono accusate di acquisto di armi per corrispondenza e detenzione illegale di armi comuni da sparo e armi clandestine. Tra il 2016 e 2017 gli indagati hanno acquistato online da un sito polacco armi ad aria compressa con potenza superiore ai limiti consentiti dalla legge italiana. L’autorità giudiziaria polacca ha fornito alla magistratura italiana 81 fatture di acquisto di armi che hanno permesso agli investigatori di identificare gli acquirenti.

Fonte: pap.pl

“Finché c’è prosecco c’è speranza”, il giallo con le bollicine dal 6 luglio nelle sale cinematografiche polacche

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Dopo il grande successo durante l’ultima rassegna del nuovo cinema italiano CinemaItaliaOggi, “Finché c’è prosecco c’è speranza” di Antonio Padovan entra nelle sale cinematografiche polacche. Dal 6 luglio, grazie alla distribuzione di Aurora Films, potremo fuggire tra le colline dolci di Conegliano e Valdobbiadene dove si coltiva l’uva dedicata solo alla produzione del prosecco, il vino che sta conquistando sempre più ammiratori anche in Polonia.

Tra il tono leggero del racconto, l’ironia delle battute e l’incantevole bellezza e delicatezza delle immagini con una grande attenzione ai dettagli, pian piano ci cattura la storia di Desiderio Ancilotto, proprietario di un vasto terreno dedicato alle vigne il cui modo di lavorare la terra, senza pesticidi e facendo “riposare” parte del terreno, è considerato da altri una pessima strategia d’affari. Ancillotto si suicida, però è comunque al centro delle indagini quando iniziano ad essere uccise persone legate al cementificio che lui riteneva inquinasse la zona. A investigare sul caso c’è l’ispettore Stucky (Giuseppe Battiston) che con il suo goffo ma simpatico modo di fare, cerca di conquistare la gente chiusa del posto per arrivare alla verità.

Come nasce l’idea del film?

Antonio Padovan: “Nasce soprattutto dalla nostalgia della mia terra dopo aver vissuto dodici anni a New York. Sai, quando vai via da un posto e poi ci torni apprezzi di più la bellezza e a volte anche la bruttezza della città nativa. Chi ci abita si abitua un po’ a queste cose. Io invece tornando una o due settimane all’anno notavo di più la bellezza dei dettagli di un palazzo o della piazza dove sono cresciuto. Quindi ho la doppia anima dell’abitante e del turista a casa mia. E sempre di più mi è venuta voglia di farne un film perché non ci sono molte pellicole che raccontano questa terra a parte il capolavoro “Signore e Signori” di Pietro Germi. Tra l’altro nel film volevo fare l’omaggio a quel film girando la scena con i piccioni in piazza. Purtroppo uno dei sindaci ha fatto sterminare tutti i piccioni a Treviso perciò ho dovuto portare 24 piccioni per girare quella scena. Sono stati pochi ma insomma un richiamo al grande film sono riuscito a farlo.”

Da dove arriva l’ispirazione per la sceneggiatura?

“Una volta ho letto un libro che mi ha suggerito mia sorella. La storia mi è piaciuta, soprattutto due cose: il fatto che fosse un giallo che come storia su un grande schermo si vende sempre bene e che il protagonista è mezzo persiano mezzo italiano. Poi il caso ha voluto che, sempre a Treviso, ci fosse un incontro con l’autore, Fulvio Ervas. Gli ho detto, “Guarda, non ho soldi né produttore ma mi piacerebbe fare un film basato sul tuo libro” e lui mi ha detto subito di sì e abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura.”

Come si convince un attore così richiesto come Giuseppe Battiston a recitare in una produzione indipendente?

È stato un colpo di fortuna! Lui mi è sempre piaciuto come attore quindi, anche se sapevo che sarebbe stato difficile, ho deciso di mandargli la sceneggiatura. Ho fatto bene perché poi Battiston stesso mi ha confessato che da sempre sognava di interpretare il ruolo dell’investigatore in un film poliziesco. Aveva già avuto la promessa di un ruolo simile in un progetto di Carlo Mazzacurati ma visto che il regista è mancato, il film non è mai stato realizzato. Quindi quel suo sogno l’ho realizzato io.”

È la tua prima esperienza da regista?

“Questa è la mia opera prima. Da 5-6 anni faccio le pubblicità, ho fatto qualche corto di cui alcuni hanno fatto il giro dei festival, uno è andato perfino a Cannes e questo mi ha dato un po’ di visibilità.”

Hai altri progetti in cantiere?

“Sì, insomma non è ancora ufficiale ma da ottobre dovrei cominciare un nuovo film. Dovrebbe essere sempre con Battiston, girato in Italia ma non in Veneto. Purtroppo il Veneto è un problema perché non ha la film commission. Il mio film, senza polemiche, è l’unico film italiano che ha avuto un po’ di successo ed è uscito senza nessun finanziamento pubblico perché parla un po’ dell’inquinamento, tema che per alcuni può essere scomodo.”

The Great Sicilian Escape

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The Great Sicilian Escape è il nome del progetto di Daga Szolc, un’appassionata del sole siciliano e della corsa; un connubio il cui frutto sarà il primo tentativo di stabilire un nuovo record polacco: il giro più veloce intorno alla Sicilia, lungo il perimetro dell’isola. La sostenitrice dell’ONG Stowarzyszenie Amazonki intende concludere la corsa in meno di 30 giorni percorrendo soprattutto le spiagge ed i litorali siciliani (circa 1300 km). È un’impresa che nessuno ha mai fatto prima. La “maratona” inizierà il primo giorno di ottobre 2018 ed alcuni dei profitti provenienti dagli sponsor saranno dedicati all’associazione Amazonki per la prevenzione e la cura del cancro al seno. Dagmara è costantemente sotto la guida professionale dell’allenatore e fisioterapista di Fit Adept – Paweł Janiak. La redazione ed i lettori della Gazzetta Italia incrociano le dita per Daga e per le temperature moderate ad ottobre!

Nel numero di giugno-luglio di Gazzetta Italia, attualmente in vendita, potete leggere un’intervista con l’ideatrice di questo interessantissimo progetto.

Sul sito www.greatsicilianescape.pl potete trovare tutte le informazioni aggiornate sul progetto, i nomi degli sponsor e dei partner, nonché il link alla pagine Facebook e al blog dell’autrice.

 

Polonia Oggi: “Italian Jewellery in Warsaw” a cura dell’ICE

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Si è aperta stamattina a Varsavia la due giorni di workshop sulla gioielleria organizzata dall’ICE. Un evento che offre al settore italiano della gioielleria l’occasione di incrociare operatori provenienti da tanti paesi dell’Europa Orientale, oltre naturalmente ai buyer polacchi. “In Italia spesso non si ha la percezione della forza economica e del grande potenziale di sviluppo della Polonia”, ha dichiarato l’Ambasciatore Alessandro De Pedys intervenendo all’incontro con le 34 aziende italiane che espongono i loro prodotti a Varsavia. De Pedys ha quindi ricordato l’importanza dell’interscambio tra i due paesi: “la Polonia è l’ottavo mercato di export per l’Italia, un paese che sulla nostra bilancia commerciale conta più di Turchia, Giappone e Russia.” Il direttore dell’ICE Antonino Mafodda ha poi approfondito il tema della gioielleria: “La domanda di gioielli in Polonia riguarda soprattutto articoli in argento e ambra, materiali di cui il Paese vanta grande disponibilità e una lunga tradizione in termini di lavorazione. Gran parte della produzione polacca viene esportata e la domanda interna di gioielli è sempre più interessata ai prodotti di importazione e in particolare ai prodotti Made in Italy che sono ritenuti di alta gamma, soprattutto per quanto riguarda le catene d’oro e d’argento. I consumatori polacchi preferiscono nettamente il negozio di gioielleria (85%) e la bottega orafa artigianale (18%). L’e-commerce mostra forti dinamiche di sviluppo, anche se il suo utilizzo riguarda ancora prevalentemente la promozione dei prodotti. Il consumo dei coralli e cammei è invece ancora limitato. Da segnalare che il sistema distributivo polacco è concentrato in alcune grandi aziende leader che veicolano oltre il 30% delle vendite al dettaglio.” Al workshop di Varsavia sono presenti 34 aziende provenienti da tutta Italia e oltre 60 operatori del settore arrivati da 15 paesi limitrofi: Albania, Armenia, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Kosovo, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia e Ucraina.