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Home Blog Page 219

Cucina italiana: gli errori più comuni

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Affascinati dai sapori della cucina italiana, sempre più volentieri introduciamo la pasta nel nostro menù. Ci incoraggia anche il fatto che i pasti italiani si basano su ricette semplici e poco complicate. Inoltre, per preparare la pasta italiana, non abbiamo affatto bisogno di ingredienti ricercati. Basta la pasta di grano duro (per esempio uno dei numerosi tipi di pasta offerti da Barilla, un marchio ormai riconosciuto in Polonia), olio di oliva e uno spicchio d’aglio. Questi ingredienti sono il punto di partenza per quasi tutte le paste italiane. Anzi, bastano solamente questi tre ingredienti  per preparare il piatto più semplice di pasta, noto in Italia come aglio-olio.

E tuttavia, non sempre riusciamo a preparare un piatto veramente italiano. Spesso incappiamo in errori comuni che deludono i nostri amici italiani, quando, invitandoli a cena in buona fede prepariamo uno dei loro piatti nazionali. Il grado di simpatia perde importanza e affiora la delusione sul volto del nostro amico italiano che magari trova nel piatto i fusilli stracotti.

Siccome le relazioni italo-polacche, una buona digestione e un’atmosfera piacevole a tavola sono per noi importanti, vi presentiamo gli errori più comuni da evitare se vogliamo preparare dei piatti veramente italiani:

  1. Risparmiare sugli ingredienti. La cucina italiana è semplice, e il segreto del suo successo sta nella qualità degli ingredienti, dunque per  cucinare veramente all’italiana, usiamo una vera pasta italiana (solo di grano duro), un vero parmigiano e olio di oliva extravergine.
  2. Pasta stracotta. Solamente la pasta cotta al dente viene apprezzata dal palato degli italiani.
  3. L’uso di poca acqua per cucinare. La pasta quando viene cotta ha bisogno di tanta acqua altrimenti rischia di diventare un blocco colloso.
  4. Versare l’acqua fredda sulla pasta appena cotta. La pasta deve essere calda al momento in cui viene unita al sugo, per tirare fuori pienamente il suo gusto ed il gusto degli ingredienti.
  5. Versare il sugo sulla pasta già messa nel piatto. Uniamo la pasta con sugo in padella, in modo che questi due componenti si mescolino adeguatamente.
  6. Riscaldare la pasta. La pasta italiana viene sempre servita subito dopo la preparazione!
  7. Spezzare gli spaghetti oppure tagliare la pasta con il coltello. La forma di ogni singolo tipo di pasta viene abbinata adeguatamente ai piatti, quindi essa deve rimanere invariata dal momento dell’apertura della confezione fino a quando viene mangiata.

 

Traduzione in italiano: Karolina Romanow

Polonia Oggi: Grande varietà di mostre al Museo Civico di Breslavia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Sarà un anno ricco di nuove mostre al Museo Civico di Breslavia, che, grazie anche alle sue sedi distaccate, pianifica di allestirne almeno dieci. Si inizia con la mostra dedicata ai 50 anni di carriera della professoressa Ewa Poradowska-Werszler, che si occupa tra le altre cose di tessuti artistici. Dal prossimo 12 gennaio sarà presentata presso lo Stary Ratusz la collezione dei tessuti creati da lei negli ultimi dieci anni. La rassegna “Dalì Warhol – geniusz wszechstronny” (Dalì Warhol – genio versatile) è prevista invece per l’inizio di aprile e sarà allestita al Museo del Teatro im. Henryka Tomaszewskiego, sede distaccata del Museo Civico di Breslavia. “La mostra farà vedere i successi di Dalì e Warhol e, allo stesso tempo, i vari scandali che hanno segnato le loro carriere”, ha dichiarato Maciej Łagiewski, direttore del museo. I quadri in mostra durante l’esposizione, organizzata da un’azienda esterna all’ente museale, provengono da collezioni private. A maggio il Museo Storico ospiterà la rassegna sul pittore Stanisław Kukla, autore di ritratti, nature morte, scene di genere e vedute della città di Breslavia nonché di paesaggi di altri paesi, quali Germania, Russia e Italia. A giugno sempre al Museo Storico sarà possibile visitare la retrospettiva dedicata a Gertrud Staats e si potrà chiudere l’anno in bellezza nel Museo Archeologico con la presentazione di quanto ritrovato durante gli scavi condotti nella città di Breslavia.

Fonte: pap.pl

Foto: Kuba Atys

Polonia Oggi: Il 47% dei polacchi è contro l’introduzione dell’euro

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Secondo il sondaggio di dicembre di Kantar Public il 47% dei polacchi è contro l’introduzione dell’euro, il 14% è favorevole, il 20% non ha espresso alcun parere. Paragonando i risultati con il sondaggio di giugno 2017, è cresciuto del 3% il numero delle persone favorevoli all’introduzione dell’euro. Il 57% degli intervistati sostiene che l’introduzione dell’euro avrebbe un impatto negativo sulla situazione economica delle famiglie, solo per il 12% degli intervistati l’introduzione dell’euro porterebbe ricadute positive mentre il 10% non esprime alcun parere. Il sondaggio è stato fatto tra il 1 e il 6 dicembre 2017, su uno spaccato rappresentativo di 1.059 di cittadini polacchi maggiori di 15 anni.

Fonte: biznes.pap.pl

A Breslavia mostra sul Rinascimento cinese

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Al Museo Nazionale di Breslavia è possibile ammirare oltre un centinaio di reperti artistici risalenti al periodo della dinastia Ming nell’ambito della mostra “La vita nella Cina post-dinastia Ming” (Życie mieszkańców Chin pod koniec panowania dynastii Ming). La rassegna è frutto della collaborazione tra il Museo Nazionale di Breslavia e il Museo della Capitale di Pechino, che ha dato le opere in prestito. Le opere d’arte e i manufatti artigianali di notevole qualità e maestria esposti risalgono alla dinastia Ming, definita dalla curatrice della mostra, Dorota Róż- Mielecka, come “uno dei momenti più gloriosi della storia dell’Asia centrale”. L’esposizione è allestita con oggetti della vita quotidiana e strumenti di lavoro appartenenti alla casta dei dotti funzionari di corte, che plasmavano la vita culturale e dettavano le mode dell’epoca. Saranno presenti anche rotoli dipinti, ventagli, porcellane e sculture di giada legate al buddismo e al taoismo. Yang Dandan, vicedirettrice del Museo della Capitale, ha sottolineato che la mostra permetterà ai polacchi di avvicinarsi e conoscere meglio la cultura cinese. A sua volta Piotr Oszczanowski, direttore del Museo Nazionale di Breslavia, ha annunciato un’esposizione sulla Slesia barocca in programma a Pechino per la fine del 2018. La mostra sulla dinastia Ming rimarrà aperta al pubblico fino all’11 marzo.

L’informazione e la foto provengono da http://pap.pl

Polonia Oggi: Più vicina la beatificazione del Cardinale Wyszyński

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Lunedì, in occasione dell’incontro con il Cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Papa Francesco ha firmato il decreto sulle virtù eroiche del Cardinale polacco Stefan Wyszyński. La decisione del pontefice segna la conclusione della prima fase della causa di beatificazione del “Primate del millennio”, come spesso veniva chiamato il Cardinale. Ora la Congregazione per le Cause dei Santi indagherà sul presunto miracolo avvenuto per intercessione del Cardinale Wyszynski, ovvero la guarigione di una ragazza di 19 anni. Se la sua autenticità sarà confermata dalla commissione di medici e cardinali, allora il processo di beatificazione si potrà dire concluso e il Papa stabilirà la data di beatificazione.

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: La Polonia pronta a lanciare il programma spaziale nazionale

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L’Agenzia spaziale polacca (PAK) ha svelato ieri il lancio di un programma spaziale nazionale che rientra nell’ambito della cosiddetta strategia per lo sviluppo responsabile, partorita dalle idee del Premier Morawiecki quando ancora era Ministro dello Sviluppo. La PAK ha informato che il bilancio previsto per otto anni di attività è di 1 miliardo e 429 milioni di złoty. Il programma prevede investimenti “in progetti prioritari legati allo sviluppo dei sistemi satellitari nazionali” e un sostegno governativo per centri di ricerca, università, organizzazioni non governative e compagnie private che lavorano per sviluppare la tecnologia spaziale. Il programma spaziale deve essere sottoposto a consultazioni prima di essere definitivamente approvato. Ancora a novembre Morawiecki aveva affermato che investimenti nel settore spaziale “creano sinergie e vari effetti indiretti in molti altri settori industriali”.

Fonte: pap.pl

Foto: Fotolia

Mafodda: si chiude un 2017 di grande successo commerciale tra Italia e Polonia

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Antonino Mafodda, direttore dell’ufficio ICE-Italian Trade Agency di Varsavia, fa il punto sui rapporti commerciali tra Italia e Polonia a partire dai dati sull’interscambio.

“Anche nel 2017 l’interscambio Italia-Polonia si è mantenuto a livelli molto alti, per un valore (nei primi dieci mesi dell’anno) di 17 miliardi di euro, di cui 8,6 miliardi di nostre esportazioni e 8,3 miliardi di importazioni dalla Polonia. Sulla base di questo andamento non è difficile pronosticare un interscambio, per l’intero anno, di circa 20 miliardi di euro. Ciò vuol dire che sicuramente la Polonia confermerà la sua posizione di 8° partner commerciale dell’Italia su scala mondiale. L’Italia si conferma il 4° fornitore della Polonia, dopo Germania, Cina e Russia ed il 5° cliente, alle spalle di Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca e Francia. L’interscambio è caratterizzato nei due sensi dalla netta prevalenza di beni capitali, grazie al grande numero di aziende italiane esistenti in Polonia ed operanti principalmente nel settore automotive, meccanico e chimico. Le principali voci delle nostre esportazioni sono quelle relative a macchinari e apparecchiature, articoli metallici, autoveicoli, chimica-farmaceutica, abbigliamento ed agroalimentare. Nei primi 10 mesi del 2017 sono cresciute le nostre esportazioni relative a chimica, farmaceutica, metallurgia, articoli di gomma e plastica. Verso l’Italia la Polonia esporta prevalentemente autoveicoli, macchinari e apparecchiature, agroalimentare (carni, latte, produzioni casearie) e elettrotecnica”.

Quali sono le prospettive dell’economia polacca?

“L’economia “reale” continua a crescere sulla base dell’interesse degli investitori stranieri, dei consumi interni, oltre che per il traino del settore delle costruzioni infrastrutturali, prevalentemente finanziate da fondi UE, di cui la Polonia è il principale destinatario. In relazione a tali fattori la crescita del PIL è stata rivista più volte al rialzo da tutte le Agenzie di rating e dal FMI che la valuta oltre il 4%, caso unico nei paesi UE. La disoccupazione è inferiore al 6% su scala nazionale, ma tutti sappiamo che nelle principali aree industrializzate le aziende faticano a trovare manodopera ed i salari stanno crescendo piuttosto rapidamente. Anche sul fronte dell’equilibrio dei conti interni i vari provvedimenti presi a favore delle famiglie (cosiddetto 500+) o “in itinere” (abbassamento dell’età pensionabile) non dovrebbero avere un impatto importante sull’equilibrio macroeconomico, almeno finché la crescita continuerà a questi ritmi. Il reddito medio (14.000 euro) continua a crescere e si avvicina gradualmente a quello medio dei paesi UE. In altre parole, fino ad oggi, alcune prese di posizione governative (soprattutto il continuo attrito con la Ue su diversi “dossier”) non hanno inficiato il positivo quadro macroeconomico del Paese, che mostra anche una crescita verso i mercati internazionali, come dimostrano i supporti governativi all’internazionalizzazione delle imprese polacche”.

Com’è la percezione del “Made in Italy”?

“Ho prima citato i dati relativi all’interscambio che fanno capire l’intreccio esistente fra le economie italiana e polacca testimoniato dalla presenza di tante aziende italiane radicate in Polonia: Fiat/FCA, Brembo, Mapei, Ferrero, Marcegaglia e tanti altri nomi si possono citare, oltre ad un fitto tessuto di medie imprese, venute sulla scia di grandi clienti e che hanno saputo cogliere le tante opportunità offerte dall’economia polacca, che non ha conosciuto recessioni dal momento dell’entrata nella Unione Europea nel 2004. L’Italia è un partner ed un investitore storico ma sarebbe un errore non esplorare anche altre tipologie di intervento e nuove modalità di interazione fra aziende, soprattutto giovani ed orientate verso settori “nuovi” quali la protezione ambientale, la biotecnologia, le varie applicazioni dell’ICT. È quello che abbiamo fatto noi, come Ufficio ICE, organizzando a metà novembre un seminario sulla possibilità di interazione fra “start-up” italiane e polacche, così come l’Ambasciata d’Italia ha organizzato, ad inizio dicembre, un evento sulla cooperazione tra i due paesi nel settore farmaceutico e delle “scienze della vita”. La Polonia è un mercato “maturo”, stabilizzato nei settori di base dell’economia, del quale vanno studiate analiticamente le tendenze sociali e quelli sui consumi, dove il successo va cercato nelle “nicchie’ di mercato, accompagnato da investimenti e ricerca. Da questo punto di vista l’attrazione che continua ad esercitare la cultura italiana, intesa nel senso più lato del termine, che comprende anche abitudini e stili di vita, è molto positivo perché è qui che possono allargarsi anche gli spazi commerciali dei nostri beni di consumo, primi fra tutti i prodotti agroalimentari, la moda ed il design. Nel corso dell’anno abbiamo svolto diverse iniziative a favore dei vini e dell’agroalimentare, sia a Varsavia, che a Cracovia oltre a far visitare aziende e zone di produzione a 95 operatori polacchi, nel corso delle varie missioni di incoming che la Sede Centrale dell’ICE ha organizzato in Italia per far apprezzare anche aree meno conosciute del nostro paese, quali quelle del Sud Italia. Da questo punto di vista va segnalato che i prodotti del Sud stanno andando benissimo in Polonia. Basta pensare al successo di una varietà di vino pugliese, il Primitivo, per citare il caso più clamoroso, oltre alla richiesta di prodotti dolciari e da forno tipici del Meridione. Nel 2018 continueremo con queste iniziative ed il primo appuntamento sarà quello della “Borsa Vini italiani” in programma il prossimo 8 febbraio a Varsavia. Abbiamo anche in programma iniziative nel Design e proseguiremo il progetto per creare sinergia e collaborazione fra “Start up” italiane e polacche. Colgo l’occasione per ringraziare Gazzetta Italia (rivista bilingue italiano-polacco distribuita in tutta la Polonia, n.d.r.) che è stata testimone delle iniziative da noi organizzate e colgo l’occasione per inviare i migliori Auguri per le prossime Festività ai suoi lettori e a quelli di Panorama Polonia”.

Contatti:

Agenzia ICE -Ufficio di Varsavia

ul. Marszałkowska 72
00-545 Warszawa
Tel: +48 22 6280243
varsavia@ice.it

 

 

 

La nuova normativa in materia agroalimentare, un’eccellente opportunità per le imprese italiane

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In un’epoca densa di innovazioni scientifiche e tecnologiche, le ultime tendenze del mercato sono attente all’origine e alla qualità dei prodotti e non viene verificata soltanto la lista degli ingredienti (tra cui il famoso codice “E” indicativo degli additivi alimentari), ma anche la provenienza. È ovvio che alcuni paesi risultano più attraenti rispetto ad altri.

La Polonia negli ultimi anni è diventata un paese molto apprezzato a livello internazionale e, sovente, il marchio Polonia è riconosciuto come sinonimo di qualità e di sapori ricchi di tradizione. Si pensi, tra gli altri, alle bevande alcoliche, alla carne, ai latticini ma anche alla frutta, verdura e dolci polacchi.

Il riconoscimento dei prodotti di origine polacca desta sempre maggiore interesse non solamente per i produttori polacchi, ma anche per gli operatori stranieri indipendentemente dal loro volume di affari. La tendenza mondiale in materia di alimentazione, consistente nel prestare sempre più attenzione all’origine del prodotto, è un incentivo per gli imprenditori polacchi e stranieri per creare partnership e collaborazioni.

La modifica della normativa polacca relativamente all’etichettatura dei prodotti agricoli ed alimentari può senza dubbio dare un impulso a nuove opportunità. Già a partire dal 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la riforma sulla Qualità commerciale dei Prodotti di Origine agricola e alimentari, la quale ha introdotto delle novità relative alle modalità e ai criteri di etichettatura degli alimenti nonché la dicitura “Prodotto polacco”.

Prima della predetta riforma, l’origine del prodotto era vincolata dal luogo della sua produzione o dall’ultima modifica rilevante realizzata durante il processo di produzione (si veda il Regolamento UE 952/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio) e l’obbligo di inserire l’informazione relativa all’origine era prevista in casi particolari. Ai sensi del Regolamento UE 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio, era obbligatorio indicare nell’etichetta solamente il luogo di origine nel caso in cui la sua omissione avrebbe potuto indurre il consumatore in errore relativamente all’origine e alla provenienza del prodotto.

Quindi, con la riforma predetta, dovrà essere indicata l’origine degli ingredienti utilizzati per il prodotto, il che costituisce un elemento molto importante per i consumatori.

Nell’ambito della suddetta riforma, l’etichettatura dei prodotti non trasformati di origine agricola e alimentare può essere corredata dalla dicitura “Prodotto polacco” nel caso in cui la produzione, la coltivazione, l’allevamento, la caccia o la pesca hanno avuto luogo nel territorio della Repubblica di Polonia.

Riguardo alla carne, la riforma ha previsto una disciplina più dettagliata: in questo caso è fondamentale definire il luogo di nascita dell’animale assieme all’indicazione che l’allevamento e la macellazione sono stati posti in essere in Polonia. Di contro, nel caso di prodotti trasformati di origine agricola e alimentare, si potrà apporre la dicitura “Prodotto polacco” nel caso in cui non solo la produzione sia avvenuta in Polonia, ma anche tutti gli ingredienti abbiano come origine la Polonia.

Unica eccezione è data nel caso di componenti importati che non possono essere sostituiti e che costituiscano massimo il 25% del peso totale del prodotto (ad eccezione dell’acqua), in questa fattispecie il prodotto avrà la dicitura “Prodotto polacco”.

A seguito della novella legislativa, l’indicazione di origine polacca dei componenti del prodotto potrà essere considerata anche uno strumento di marketing ed essere utile alle imprese italiane del settore. Anche nel caso di commercializzazione del prodotto polacco in Italia, tale dicitura “Prodotto polacco” costituirà un fattore di forte differenziazione e sarà sinonimo, oltre che di convenienza economica, anche di qualità.

 

Contatto:

Alfio Mancani

Avvocato – Italian Desk

M: +48 504 230 461

E: Alfio.Mancani@dzp.pl

“Loving Vincent” vince l’EFA come miglior film d’animazione europeo

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Il cinema polacco si è tolto alcune soddisfazioni in occasione degli European Film Awards, corrispettivo europeo degli Oscar, che sono stati consegnati il 9 dicembre a Berlino. Ben tre statuette sono state riportate a casa: Anna Zamecka ha vinto il premio per il miglior documentario europeo con “Komunia”, Katarzyna Lewińska si è aggiudicata il riconoscimento nella sezione costumi per il film “Pokot” di Agnieszka Holland, ma la menzione d’onore spetta a “Loving Vincent” di Dorota Kobiela e Hugh Welchman, che si è imposto come miglior film d’animazione europeo 2017. Il film è frutto di una co-produzione polacco-inglese, che in 95 minuti racconta la storia della misteriosa morte del grande pittore olandese Vincent Van Gogh.

“Loving Vincent” non è un film d’animazione qualsiasi, perché per la prima volta nella storia del cinema è stato girato con attori veri che solo in fase di post-produzione sono stati “trasformati” in dipinti su tela. Per ottenere questo straordinario risultato, è stato necessario il lavoro di oltre 100 artisti, che hanno rielaborato più di mille dipinti, riproducendo lo stile di Van Gogh.

La tecnica utilizzata è sorprendente e, dopo i primi minuti di spaesamento, è bello ritrovarsi immersi nei colori e nelle pennellate che associamo al maestro olandese vissuto tra il 1853 e il 1890. A farla da padrone è il giallo dei campi di grano, ma non mancano il blu, il verde e il nero dei corvi che compaiono nel celeberrimo “Campo di grano con volo di corvi”, realizzato nel 1890 non molto prima di morire a Auvers-Sur-Oise. Pure i personaggi raffigurati nel film sono stati creati sulla base degli innumerevoli dipinti che ci ha lasciato Vincent Van Gogh.

A colpire lo spettatore non è solo l’esplosione di colori, ma anche l’accattivante storia che viene narrata. L’intera vicenda è ambientata in Francia poco dopo la morte di Van Gogh, quando il giovane Armand Roulin inizia una ricerca sull’ultimo periodo di vita del pittore olandese per rintracciare le cause e gli avvenimenti che ne hanno preceduto il suicidio.

Al momento della consegna del premio EFA, Dorota Kobiela ha ringraziato l’Academy e ha dichiarato: “Sono stata molto fortunata a incontrare persone che hanno creduto in questo progetto e lo hanno reso possibile, mettendo insieme questa pazza visione con un senso di sicurezza”. Hugh Welchman, co-autore di “Loving Vincent” e marito di Kobiela, ha voluto ricordare lo spirito europeo di Van Gogh, che “è nato in Olanda, ma ha vissuto e lavorato in Inghilterra, Belgio e Francia come un vero cittadino europeo”. Il film è già candidato nella sezione animazione per i Golden Globe del 2018, ma la speranza dei produttori è ottenere la nomination per arrivare sul red carpet la favolosa notte degli Oscar.

La Polonia sulla crisi dei migranti: sì a un aiuto economico, no all’accoglienza

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Giovedì 14 dicembre i Primi Ministri del Gruppo di Visegrád (un’alleanza che raggruppa Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Ungheria) hanno incontrato il Premier italiano Paolo Gentiloni e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker prima del vertice UE di Bruxelles. I temi dell’incontro sono stati la politica europea sull’immigrazione e sull’asilo e i contributi al Fondo fiduciario per l’Africa.

Durante la riunione, il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki, l’ungherese Viktor Orban, lo slovacco Robert Fico e il ceco Andrej Babis hanno annunciato la loro disponibilità a trasferire 35 milioni di euro per sostenere l’Italia in progetti volti a fermare l’immigrazione illegale dalla Libia. Ciascun paese membro – inclusa la Polonia – donerà circa 9 milioni di euro. ”Vogliamo dimostrare la nostra solidarietà all’Italia. Confermo che io e i primi ministri degli altri paesi membri del V4 (Gruppo di Visegrád, n.d.r.) siamo persino disposti a fornire finanziamenti all’Italia, se necessario. Per ora offriamo 35 milioni di euro”, ha dichiarato ai giornalisti il Capo di governo slovacco Robert Fico. Il pacchetto di finanziamenti è destinato a progetti di formazione, alla fornitura di attrezzature per la guardia costiera e apparecchiature di controllo delle frontiere libiche, compresi i confini meridionali del paese.

L’iniziativa è stata accolta con una certa soddisfazione dal Presidente della Commissione europea Juncker, che ha affermato: “Questa è la prova che anche i paesi del V4 sanno essere solidali con l’Italia e gli altri paesi”. Dal suo canto, il Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni ha ringraziato il Gruppo di Visegrád per il sostegno finanziario nell’affrontare l’ondata migratoria, ma ha ribadito che per il governo italiano la questione delle quote obbligatorie stabilite dall’Europa per la ricollocazione dei migranti rimane ancora attuale. Gentiloni ha riconosciuto il gesto “come un fatto positivo, da apprezzare”, ma ha aggiunto: “Per noi i muri e le chiusure sono sbagliate, e le quote obbligatorie sono il minimo sindacale per l’Unione europea. Questi Paesi hanno un’opinione molto lontana. Ma è significativo che questa differenza che resta (…) non abbia impedito un’iniziativa politica che ritengo rilevante e di cui ringrazio”.

Finora Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria non hanno contribuito al sistema di ripartizione dei migranti stabilito nel 2015 a Dublino per aiutare Italia e Grecia a ricollocare i rifugiati sbarcati sulle coste del Mediterraneo. Per questo motivo, la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione, entrata nella sua seconda fase, che minaccia di deferire i tre paesi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Sulla vicenda il governo di Varsavia ha trovato un alleato inaspettato nel Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che recentemente ha suggerito di abbandonare il meccanismo delle quote, perché ritenuto “inefficace e divisivo”.

La mossa del Gruppo di Visegrád di finanziare il progetto italiano in Libia sembra confermare la volontà dei quattro paesi di prendere una posizione autonoma e diversa rispetto alle politiche dell’Unione Europea sul tema delle migrazioni. Alle accuse sulla mancata accoglienza di rifugiati, la Polonia risponde che sta assorbendo l’ondata migratoria proveniente dall’Ucraina.

La foto proviene dal seguente sito web: http://www.governo.it/media/il-presidente-gentiloni-bruxelles/8654