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Home Blog Page 289

Missione in Polonia, si conclude positivamente la fase esplorativa

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Valutazione positiva per questa prima missione in Polonia, completamente autofinanziata. I 20 imprenditori e tecnici guidati dal presidente di Confapi Matera, Enzo Acito, esprimono soddisfazione per le premesse costruite nel corso degli incontri organizzati nella città di Wroclaw (Breslavia).

“Il progetto di internazionalizzazione che abbiamo avviato – ha dichiarato il presidente Acito – doveva, in questa fase esplorativa, la più delicata probabilmente, verificare le possibilità esistenti e “la fattibilità delle idee”. Due elementi essenziali per dare senso all’intero progetto e a eventuali proposte che le aziende locali avrebbero costruito. All’interno di questo orizzonte di concretezza abbiamo quindi definito il percorso da seguire mettendo al centro la necessità di fare gemellare aziende omologhe, le nostre e le loro, per realizzare quelle che sono le comuni ambizioni di crescita. Nel corso dell’incontro con il capo di gabinetto del sindaco di Wroclaw abbiamo infatti illustrato quelle che sono le capacità imprenditoriali del territorio soffermandoci sulle potenzialità che future intese tra le nostre imprese e le loro omologhe potrebbero sviluppare. Non solo una esperienza locale ma anche vere e proprie eccellenze internazionali che contribuirebbero a valorizzare la loro economia e ad allargare le prospettive di crescita del tessuto imprenditoriale di cui Confapi è portavoce.”

Molto interessante la visita del Parco tecnologico di Wroclaw, che da dieci anni è esempio di innovazione a livello mondiale. Conoscenze e specializzazioni che li rendono particolarmente competitivi sul mercato internazionale.

Alla missione esplorativa, lo ricordiamo, hanno partecipato imprese operanti nei settori agroalimentare, costruzioni edili, impiantistico, energie rinnovabili, ascensoristico, impianti di detergenti e produzione di cosmetici, ingegneria e ICT, disinfestazione e pulizia in ambito ospedaliero, rimozione di amianto, lavanderie industriali, grande distribuzione, telecomunicazioni e comunicazioni satellitari.

“Le nostre imprese vantano una produttività significativa soprattutto in termini di qualità, ma se vogliamo crescere dobbiamo intensificare il livello di internazionalizzazione così da correggere quella che in molti definiscono come una vera e propria “mancata propensione” all’export. Il mercato emergente della Polonia, Paese che si caratterizza per la stabilità economica e finanziaria, – ha concluso il presidente Enzo Acito – offre opportunità importanti in tal senso. Perché la Polonia oltre a rappresentare un mercato diretto, trovandosi nel cuore dell’Europa e quindi al centro degli scambi commerciali tra est e ovest e tra nord e sud, si pone come comodo punto di accesso anche verso i mercati limitrofi.”

“La missione in Polonia, autofinanziata dagli stessi imprenditori, fa seguito a quella condotta a Malta qualche mese fa – ha dichiarato il direttore di Confapi Matera, Franco Stella – e si inserisce in una serie di iniziative promozionali delle nostre imprese all’estero, nella consapevolezza che l’internazionalizzazione può essere la carta vincente per rilanciare la nostra economia”.

“Torneremo presto in Polonia a consolidare i rapporti commerciali avviati – ha concluso Stella -, e nei prossimi mesi organizzeremo ulteriori missioni in altri Paesi europei e no.”

Tusk, un presidente pragmatico per l’Unione Europea

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Fra molti sorrisi e un pizzico di ironia, si è svolto ieri il passaggio di consegne fra Herman Van Rompuy e Donald Tusk, nuovo Presidente del Consiglio Europeo. L’ex premier polacco succede a un Van Rompuy che ha traghettato l’UE in questi anni di crisi economica e cambiamenti istituzionali, essendo stato il primo nella storia a ricoprire questa carica. La palla passa ora a Tusk, una personalità più politica, ma che allo stesso tempo dovrà dimostrare di saper negoziare e favorire gli accordi fra gli Stati membri.

Tusk è nato a Gdansk, nella Polonia settentrionale, nel 1957 ed ha alle spalle una lunga esperienza nei movimenti di opposizione al regime comunista di Varsavia. Durante i suoi studi universitari, si è impegnato attivamente nelle forze studentesche di opposizione democratica e nel 1980 è stato fra i fondatori di NZS, un movimento di opposizione affiliato a Solidarno??. Dopo che il Generale Jaruzelski impose la Legge Marziale nel 1981, il futuro Primo Ministro fu costretto a entrare in clandestinità, prima di essere arrestato nel 1983. Dopo poco tempo, fu rilasciato, grazie a un’amnistia per i prigionieri politici.

Dopo alcuni anni trascorsi lavorando sulle ciminiere, Tusk fu uno dei protagonisti della fase politica successiva alla caduta del regime comunista. Fu tra i fondatori del primo partito polacco a favore del libero mercato e dell’integrazione europea, il Congresso Liberale Democratico: lo slogan con cui si presentò alle elezioni del 1991 dice molto della sua carriera politica e del suo approccio al dibattito pubblico europeo: “né la destra, né la sinistra, ma diritti verso l’Europa”. Nella sua prima esperienza parlamentare, Tusk si occupò di privatizzazioni e smantellamento dei monopoli industriali di Stato.

All’inizio del nuovo millennio, Tusk ha fondato Piattaforma Civica, con cui ha vinto le elezioni nel 2007, diventando Primo Ministro della Polonia. Con orgoglio, Tusk rivendica di essere stato il premier che più a lungo ha ricoperto la carica nella storia democratica polacca e di essere stato l’unico a venire rieletto. Sotto il suo governo, mentre l’Europa affondava nella crisi, la Polonia, dopo essere entrata nell’UE nel 2004, ha conosciuto una crescita sostenuta, un miracolo economico quantificato dallo stesso Tusk in una crescita del PIL di circa il 20% in pochi anni.

Conservatore e pragmatico, affiliato al PPE, Tusk dice di non amare le “strategie ventennali” e le “ideologie”: il suo primo obiettivo come Presidente del Consiglio Europeo è riportare in Europa “energia, ottimismo, impegno e fede: la mia specialità”. Il suo compito principale sarà quello di favorire accordi spesso difficoltosi fra i Paesi dell’UE su materie delicate come la governance economica, le strategie di politica economica, i rapporti con il vicinato in fiamme, la Russia e gli Stati Uniti.

Sono infatti queste le priorità elencate dal nuove Presidente nel suo discorso di insediamento: innanzitutto, difendere i valori fondamentali europei, come “solidarietà, libertà, unità”, sia dalle forze interne euroscettiche, sia dai “nemici” esterni. Sì, perché “la storia è tornata”: Tusk non cita mai la Russia, ma è evidente che, da ex premier polacco, è ben consapevole di come si siano deteriorate le relazioni con Mosca.

I governi Tusk in realtà si sono caratterizzati per una politica pragmatica verso il grande vicino orientale, concentrandosi sulle forniture energetiche e i legami economici. Ma dall’invasione russa della Crimea e l’escalation della crisi in Ucraina, la Polonia è diventata uno dei più accesi sostenitori della linea dura con Mosca. La crisi ucraina è ben lungi dall’essere risolta e Tusk dovrà conciliare sensibilità fra loro molto diverse per plasmare un approccio europeo unitario.

Le altre priorità devono essere invece l’uscita dalla crisi economica, l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria (che richiederà prima o poi l’ingresso del suo Paese natale nell’eurozona) e la relazione con gli Stati Uniti, “la spina dorsale della comunità delle democrazie”. I negoziati per l’accordo di libero scambio, il TTIP, saranno dunque al centro dei pensieri del Consiglio Europeo.

Con una battuta sulla propria conoscenza del francese, Tusk ha concluso il proprio breve discorso, presentandosi all’Europa come un leader più politico rispetto a Van Rompuy, da cui dovrà però imparare l’arte della “creazione di fiducia”. L’UE ha oggi un Presidente più forte: convincere gli europei spetterà proprio a Tusk e alla sua capacità di indirizzare gli altri leader.

Luca Barana – rivistaeuropae.eu

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Commemorazione militare a Brindisi, in onore degli aviatori polacchi in difesa di Varsavia

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Martedì 25 Novembre,  nella ricorrenza del 70° Anniversario  dei voli su Varsavia,  presso il Reparto salentino, alla presenza del Comandante Logistico dell’A.M., Generale di S.A. Gabriele Salvestroni, e di una Delegazione interministeriale polacca composta dal Ministro Prof. Andrzej Krzysztof Kunert (Cultura, Rada OPWiM) e dal Primo Consigliere Dr. Krzysztof Strzalka (Esteri, Dipartimento Diplomazia Culturale), è stata scoperta una targa dedicata ai piloti polacchi ed Alleati che compivano dall’aeroporto di Brindisi nel 1944 missioni d’aiuto per l’Armata Nazionale e per i combattenti insorti nella Capitale polacca.

Il Generale Salvestroni,  al suo arrivo a Brindisi è stato ricevuto dal Comandante del Reparto, Colonnello Luca Bianciardi.

All’evento, oltre al Prof. Leonardo A. Losito, storico militare e promotore dell’iniziativa, sono intervenute le Autorità religiose, civili e militari della Città capoluogo.

Particolarmente toccanti sono stati i discorsi  delle  Autorità intervenute, che hanno rievocato una pagina di storia fra le più atroci (l’insurrezione della capitale polacca ai nazisti comportò la morte di oltre 200 mila civili) e della nobile e strenua azione di sostegno agli insorti, che  da  Brindisi  si  concretizzava  in  un ponte aereo con numerosissimi e continui voli del 301° Bomber Squadron, il reparto di volo della Royal Air Force britannica, attribuito ai piloti polacchi, che proprio a Brindisi, presso “Campo Casale” aveva la sua base.

L’Aeronautica Militare, con la cerimonia odierna, ha voluto rendere un omaggio duraturo e perenne alla memoria di quanti seppero e vollero sfidare  avversità di ogni genere, per portare in volo a più riprese da Brindisi a Varsavia ai loro compatrioti gli aiuti di cui avevano necessità.

La  lapide marmorea,  incisa con un toccante testo bilingue, riporta testualmente:

“L’aeronautica militare italiana ricorda ed onora gli eroici piloti polacchi ed alleati della 1586^ squadriglia polacca, 148^ e 178^ divisione britannica e 31^ sudafricana, che dall’ aeroporto militare di Brindisi volarono dal dicembre 1943 verso la Polonia invasa dal nemico, con aiuti per i patrioti combattenti. I soccorsi aerei ebbero un significato speciale per coloro che il 1° agosto 1944 insorsero contro gli occupanti nazisti, a Varsavia:  prima capitale europea ad essersi sollevata in armi per la riconquista della liberta’, in nome della solidarieta’  e  della  collaborazione tra i popoli d’Europa”.

NEL 70 ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE DI VARSAVIA
(1 AGOSTO – 5 OTTOBRE 1944)

Dopo lo scoprimento della targa  e la rituale benedizione da parte del Cappellano della Brigata Marina San Marco, Don Pietro Folino Gallo, è stata celebrata una messa in suffragio, officiata da S.E.R. Monsignor Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi–Ostuni.

Al termine della funzione religiosa il Generale Salvestroni si è intrattenuto con le autorità religiose, civili e militari della Città capoluogo, che sono intervenute alla cerimonia.

Accademie di Belle Arti a confronto: Roma – Varsavia andata e ritorno

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Ad ottobre gli studenti del corso di Miroslaw Balka, si sono confrontati a Varsavia con un gruppo di studenti di Donatella Landi del corso di Videoinstallazione, Biennio di Arti Multimediali e Tecnologiche, dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Ora, dal 30 novembre al 5 dicembre gli stessi studenti si incontreranno a Roma presso la Fondazione Pastificio Cerere, via degli Ausoni 7, per discutere e condividere le diverse pratiche artistiche che daranno origine ai lavori in mostra. L’Accademia di Belle Arti, all’ex Mattatoio, organizza inoltre, sabato 6 alle 11, una tavola rotonda sul ruolo dell’artista docente nelle accademie. Tanti gli interventi degli insegnanti fra italiani e polacchi: Miroslaw Balka, dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia, Cecilia Casorati dell’Accademia di Roma e ancora Katharina Hinsberg , Donatella Landi, Cesare Pietroiusti, Maria Rosa Sossai.

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Polonia, eletto primo sindaco omosessuale dichiarato

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Gli elettori polacchi hanno eletto il primo sindaco dichiaratamente omosessuale, un segnale di cambiamento in tema dei diritti dei gay in un Paese a larga maggioranza cattolica. Robert Biedron ha vinto al ballottaggio nella città di Slupsk, a nord della Polonia, con il 57% dei voti, ha riferito la commissione elettorale locale. Il 38enne esponente del piccolo partito di sinistra Twoj Ruch, “il tuo movimento”, correva come indipendente contro l’uomo del partito centrista di governo Piattaforma civica.

Biedron è stato eletto nel parlamento polacco, il primo deputato a dichiararsi apertamente gay, nel 2011, quando i polacchi hanno eletto anche la prima parlamentare transessuale, Anna Grodzka. Il 90% dei polacchi si definisce cattolico, anche a praticare sono sempre meno.

“Quando vuoi davvero qualcosa poi spostare montagne” ha detto Biedron dopo la vittoria. L’attivista per i diritti gay ha fatto una campagna sotto lo slogan “Cambiamento, finalmente”. Il suo programma prometteva wi-fi gratis in tutta la città e maggiore attenzione all’efficienza energetica. Biedron, che ha annunciato che andrà in comune in bici, è entrato quest’anno nella top ten dei migliori parlamentari stilata dal settimanale Polityka. (askanews)

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Polonia: Winnie the Pooh viene bandito dal parco giochi

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Tuszyn, Polonia centrale. Una piccola cittadina di settemila abitanti che negli ultimi giorni è finita al centro dell’attenzione di molti internauti per un motivo a dir poco curioso.

Durante una riunione del consiglio locale, convocata con lo scopo di scegliere la nuova mascotte per un parco giochi, infatti, salta fuori la proposta di Winnie the Pooh, famoso orsacchiotto creato dall’inglese A.A. Milne. Mai fu dato suggerimento più incauto.
Molti dei consiglieri locali presenti si indignano, iniziano a piovere obiezioni: è assolutamente inappropriato riempire un parco per bambini con l’immagine di un orso mezzo nudo, il personaggio è sessualmente ambiguo, non porta pantaloni perché non ha un sesso definito, è ermafrodito, il suo autore era inquietante, sicuramente aveva problemi con i suoi genitali, per questo li ha tolti a Winnie the Pooh.

Sebbene la decisione definitiva non sia ancora stata presa, il consiglio pare essere orientato verso un orso cartoon in versione locale, molto più indicato di Winnie perché, parole loro: Il nostro è vestito dalla testa ai piedi, al contrario di Pooh che è vestito solo dalla vita in su.

Resta in ogni caso una certezza, Winnie the Pooh non è tra i candidati.

Autotrasporto, Polonia numero uno in Europa

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Polonia numero uno nell’autotrasporto merci. Secondo i dati annuali appena pubblicati dall’agenzia francese CNR (Comité National Routier) le ditte di settore del Paese est-europeo hanno realizzato 147.274 milioni di tonnellate per chilometro di movimentazioni relative a traffici internazionali nel 2013, con un incremento del 10,5% rispetto all’anno precedente. Al secondo posto dietro la Polonia, rilevano lloydsloadinglist.com e Cisco, si è piazzata la Spagna, seguita dalla Germania, per quanto i traffici internazionali trasportati dai camionisti di questi Paesi siano calati dello 0,4% (per la Spagna) e del 6,6% (per la Germania).

Come mostrano le cifre della CNR gli autotrasportatori polacchi da soli trasportano quasi un quarto di merci internazionali via strada nell’Unione europea e hanno incrementato la propria attività di “cabotaggio” di circa il 40% nel 2013. Essi adesso dispongono di una quota del 27% del mercato di cabotaggio dell’Ue, vale a dire le movimentazioni di merci fra due o più mercati che non comprendono il paese di provenienza dell’autotrasportatore. I traffici internazionali complessivi nei 28 Stati membri dell’Unione nel 2013 sono aumentati del 6,1% rispetto ai 12 mesi precedenti. I 13 “nuovi” Paesi che si sono aggregati nel 2004 o dopo tale anno hanno fatto registrare una crescita media dei traffici di quasi il 10% rispetto al solo 2,2% dei 15 Stati che da tempo fanno parte dell’Ue. Questi i primi 10 della classifica: Polonia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Portogallo, Ungheria, Slovacchia, Lituania e Romania. Da notare che gli autotrasportatori del Regno Unito, della Francia e dell’Italia – tre delle maggiori quattro economie europee – non appaiono nella top ten.

In Polonia, cioè dove?

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Nell’ambito del progetto In Polonia, cioè dove? ideato da Ania Jagiello, curatrice d’arte dell’Istituto Polacco di Roma, e da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere avrà luogo la terza mostra che chiuderà il ciclo dedicato alla scena artistica contemporanea in Polonia – ?????. Myths. Students/Artists/Teachers. A process of exchange. La mostra si focalizzerà sulle tematiche legate al ruolo dell’artista nel processo educativo. La curatrice, da sempre interessata alle dinamiche formative che coinvolgono l’arte e gli artisti, ha invitato a collaborare Miroslaw Ba?ka, l’artista polacco, uno dei più grandi scultori polacchi. L’artista e i suoi studenti hanno lavorato assieme, sia a Varsavia che a Roma, agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Gli effetti dei loro lavori saranno in mostra presso Fondazione Pastificio Cerere dal 5 dicembre 2014 al 17 gennaio 2015. Sabato 6 dicembre alle ore 11 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, a cura di Donatella Landi, si svolgerà una tavola rotonda sul ruolo dell’artista docente nelle Accademie di Belle Arti e sui processi partecipativi. Il dibattito vedrà la partecipazione di Miroslaw Ba?ka, Cecilia Casorati (Accademia di Belle Arti di Roma), Katharina Hinsberg (HBKsaar), Donatella Landi (Accademia di Belle Arti di Roma), Cesare Pietroiusti (Università IUAV di Venezia) e Maria Rosa Sossai.}

Palazzo del Gusto di Orvieto vola a Varsavia accordi commerciali

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Missione a Varsavia di Luca Puzzuoli, direttore del Palazzo del Gusto e dell’Enoteca regionale dell’Umbria. Quattro giorni visite di contatti e incontri, con tour operator, buyers della grande distribuzione, scuole di cucina e importatori di vino. Puzzuoli, che era accompagnato da un gruppo di imprenditori orvietani, ha contraccambiato la visita fatta a Orvieto nella scorsa estate da Janusz Cichon, viceministro polacco dell’Economia.

Nell’occasione, sono state gettate le basi per progetti di scambi tra la regione polacca e il Palazzo del Gusto di Orvieto. In un successivo incontro, un’azienda orvietana di tartufi ha formalizzato un contratto commerciale con uno dei maggiori importatori di prodotti enogastronomici italiani, con sede a Varsavia. Una delegazione dell’azienda Spizarnia Polska srl (Dispensa Polacca), composta dal presidente della società, Miroslaw Hiszpanski, dal comproprietario e direttore commerciale, Jakub Kowalski, e dal direttore finanziario, Piotr Sikorski, è stata invitata a Orvieto per l’evento enogastronomico ‘La tavola del Natale’ che si terrà nella sede del Palazzo del Gusto dal 6 all’8 dicembre.

Puzzuoli e Cichon, per rendere più efficace la politica di scambi tra il territorio orvietano e la Masuria, hanno auspicato la nascita di una rete commerciale che serva da volano per le piccole e medie imprese impegnate nella promozione dei loro prodotti in Polonia. (adnkronos)

Craco, la città fantasma

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Craco è un piccolo paese della Basilicata a circa 54 km da Matera. I viaggiatori che si avventurano a Craco si ritrovano inaspettatamente immersi in un’atmosfera a dir poco surreale, circondati dal paesaggio lunare dei “calanchi” resi celebri dal romanzo “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Le prime tracce di una frequentazione umana in questa area sono alcune tombe risalenti all’VIII a.C. rinvenute in località S. Angelo.

Come altri centri vicini, è probabile che abbia offerto riparo ai coloni greci di Metaponto, quando questi si sono trasferiti in territorio collinare, forse per sfuggire alla malaria che imperversava nella pianura. Craco successivamente è stata un insediamento bizantino. Nel X secolo, monaci italo-bizantini hanno cominciato a sviluppare l’agricoltura, diventando un punto di riferimento per le comunità rurali locali.
La prima testimonianza del nome del paese risale al 1060, quando il territorio viene sottoposto all’autorità dell’arcivescovo Arnaldo di Tricarico e citato con il nome Graculum, ovvero “piccolo campo arato”.
Nel 1276 Craco diventa sede di una Universitas, ovvero un Comune. La sua fortuna si deve alla sua posizione strategic[cml_media_alt id='113309']Morgantetti - Craco (11)[/cml_media_alt]a tra le valli fluviali del Cavone e dell’Agri, in passato navigabili, vie privilegiate per chiunque volesse attraversare la Basilicata interna. La torre di Craco infatti costituiva, assieme ad altre fortificazioni della zona come la Petrolla di Montalbano, il castello normanno-svevo di Pisticci ed il castello di San Basilio, una rete di torri di avvistamento in grado di garantire il controllo assoluto dell’intera zona.

Purtroppo nel 1963,  a causa di una frana di vaste proporzioni, il paese è stato completamente evacuato e la popolazione si è trasferita a valle, in località Craco Peschiera. Allora il centro contava oltre 2000 abitanti.
Da quel momento Craco è diventato un vero e proprio paese fantasma, uno dei rari esempi in Italia, e da alcuni decenni entusiasma turisti e numerosi registi che hanno scelto proprio il centro lucano per girare alcune scene dei loro film come La lupa di Alberto Lattuada, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi, King David di Bruce Beresford, Saving Grace di Tom Conti, Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani, Terra bruciata di Fabio Segatori, Nativity di Catherine Hardwicke e forse uno dei più famosi, La passione di Cristo di Mel Gibson. Gli esterni di questa pellicola furono girati prevalentemente a Matera; Craco fu scelta dal regista come il paese che si vede sullo sfondo nella scena dell’impiccagione di Giuda. Sono stati inoltre girate nel paese alcune scene di The Big Question diretto da Francesco Cabras e Alberto Molinari, Nine Poems in Basilicata di Antonello Faretta, Agente 007 – Quantum of Solace di Marc Forster, con Daniel Craig e Giancarlo Giannini e Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo.

Chiunque voglia avventurarsi a Craco deve tenere presente che è vietato avvicinarsi alle abitazioni, in quanto sussiste il pericolo di crollo. L’intero centro è completamente recintato e vi si può accedere solo accompagnati da una delle guide autorizzate. Dopo aver indossato l’elmetto di protezione ci si  avventura tra gli edifici vuoti e pericolanti e, salendo per le stradine ripide e le antiche scalinate del paese, si possono ancora visitare alcuni edifici come  la chiesa Madre dedicata a  San Nicola del XIV secolo, alcuni palazzi nobiliari e, nella parte più alta del paese, il torrione  chiamato dagli abitanti di Craco “Il Castello” da cui si può ammirare un panorama mozzafiato che ripaga  ampiamente il visitatore della fatica e  del tempo impiegato per raggiungerlo.