Ieri, 22 ottobre, Comunicazione Polonia ha ospitato nella sua sede un gruppo di liceali italiani che sono arrivati a Varsavia nell’ambito del progetto “How to organise a marketing Company”. Gli studenti rappresentavano la scuola Giambattista Vico di Napoli. All’inizio agli studenti è stato presentato il profilo dell’azienda Comunicazione Polska (storia, di cosa si sta occupando e quali piani ha azienda per futuro). Poi si svolta una vivace discussione sul tema delle somiglianze e differenze nel fare business in Polonia e in Italia, ma si è discusso anche di molti altri temi interessanti che riguardano le relazioni tra i due paesi. Alla fine foto di gruppo!
Putin propose a Tusk la spartizione dell’Ucraina? Bufera politica sulle dichiarazioni di Sikorski
E’ una vera e propria tempesta politica, quella scatenata da Sikorski, che mette in difficoltà il governo di Varsavia. Sikorski, nel 2008, durante un’intervista con il portale americano Politico, ha ammesso che durante un incontro Tusk-Putin, ci fosse stata una proposta di spartizione dell’Ucraina tra Polonia e Russia da parte dell’attuale premier russo. Sikorski ieri non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti, le sue uniche parole le ha condivise con Wyborcza.pl dove dice chiaramente di non essere stato testimone di questo incontro. Nega anche riguardo la terminologia sostenendo che, “spartizione” non è una parola da prendere alla lettera, bensì un’interpretazione sbagliata da parte del giornalista americano Ben Judah. Su questa bufera politica interviene anche la premier Ewa Kopacz, la quale dopo essersi documentata, dice chiaramente che nel 2008 non c’è stato alcun incontro tra Tusk e Putin. Sikorski, trovandosi con le spalle al muro dice che l’incontro c’è stato, ma ancor prima della guerra in Georgia. “A Bucarest ci sono state le prime dichiarazioni pesanti di Putin secondo cui l’Ucraina non è altro che uno stato astratto, un miscuglio tra Russia, Romania, Ungheria e Polonia. Nella vicenda intervenne anche il leader del PiS, Jaros?aw Kaczy?ski, incolpando Sikorski di aver avuto informazioni importantissime e non aver detto nulla nemmeno al presidente polacco, il quale avrebbe potuto prendere provvedimenti. Kaczy?ski annuncia inoltre, di fare ricorso contro il ruolo di Presidente della camera di Sikorski, che viene definito “un irresponsabile e inadatto a ricoprire un ruolo istituzionalmente così importante”. I problemi per Sikorski sembrano appena iniziati, la tempesta scatenata dalle sue dichiarazioni non si esaurirà rapidamente. (Polonia Oggi)
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Intervista a Kasia Smutniak
Kasia Smutniak è una di quelle donne che viene bene in tutte le fotografie. Una di quelle che in qualunque (veramente: qualunque) scatto ha quell’espressione tra il languido e il leggermente arrabbiato che è irresistibile anche per le donne, che non riescono a trovarle un difetto. E pensano: va beh, è bellissima. Sarà antipatica come la morte. E invece no. Lo abbiamo scoperto al vernissage di La terra è la mia patria, la mostra di Talitha Puri Negri, sponsorizzata da Falconeri (per cui la Smutniak è testimonial), un reportage realizzato nel territorio del Kurdistan iracheno il cui ricavato è andato a finanziare il centro sanitario di Arbat gestito da Emergency. Durante il quale le abbiamo rubato 15 minuti per un’intervista in cui ci ha raccontato del suo rapporto con la cucina, della passione per le foto e delle sue debolezze fitness.
Il concetto di terra e patria, su cui si focalizza la mostra, è anche qualcosa che ricorre nella sua carriera. Lei dove si sente a casa?
Ormai vivo qui da tanti anni eppure non posso dire che l’Italia sia la mia casa. Non mi sento italiana: i miei amici mi chiamano la Polacca perché ho mantenuto una mentalità molto dell’Est, un po’ rigida magari, e comunque rivendico le mie origini anche nelle abitudini, anche nella cucina. Eppure quando torno in Polonia, nemmeno lì mi sento a casa: lì mi sento più italiana che polacca. Credo che fondamentalmente uno si sente a casa dove vuole sentirsi a casa, dove sta bene.
Qual è il luogo dove si sente bene?
Ho una casa alle porte di Roma, in campagna, dove mi sento protetta, a casa. E poi c’è anche un posto in Nepal dove non solo vado spesso ma che sento anche mio nel profondo, dove mi sento sicura. Ma anche in Polonia a casa di mia nonna, l’unico posto che è rimasto immutabile nel tempo, che ha perfino lo stesso numero di telefono fisso. l’unico che mi ricordo a memoria tra l’altro.
Momento più bello della giornata?
La mattina, perché è quando ancora tutto deve succedere. È come cominciare una vita nuova ogni giorno.
Prima diceva che cucina polacco. Le piace cucinare?
Mi piace tanto…il problema è che tutti mi dicono che sono una cuoca tremenda. Secondo me però non è vero!
Piatto forte?
Il ciambellone. Anzi no, non è vero, il ciambellone non lo faccio tanto bene. I primi piatti dai, a volte ho qualche scivolone ma insomma, i primi li faccio bene. E poi lo spezzatino mi viene molto bene, e anche le polpette. Va bene so già che quando i miei leggeranno l’intervista si sentiranno i fischi da qui in Polonia…
Come attrice, dovrà curare molto il suo aspetto.
So che dovrei, ho 35 anni, ma non faccio niente. In palestra non ci vado, facevo yoga ma ho smesso un anno fa. Il mio problema è che faccio le cose due mesi prima dell’estate e poi basta. Compro le creme, me le metto una settimana e poi le lascio lì.
Sarà attenta al look allora.
Nemmeno. Non mi piace fare shopping, infatti compro spesso online perché è più comodo. E quasi mai vestiti, mi piacciono più le cose per la casa, oggetti così.
Ultimo acquisto?
Un tappetino da yoga, fighissimo, con tutti i disegni. L’ho trovato su Pinterest, che mi piace un sacco, ci vado sempre. Mi sono detta: lo compro bello così poi lo uso. Speriamo.
Non compra mai abbigliamento, quindi?
Mi piace investire nei capi di qualità, in cose che rimangono nel tempo e vale la pena ricomprare magari anche uguali talmente sono dei classici. Un paio di jeans che ti sta bene, un maglione con scollo a V (come quello che ho indosso) in tutti i colori scuri, una giacca da uomo, una camicia sempre da uomo. Le All Star, che compri una volta e poi più sono rovinate e meglio è.
Tacchi?
Ma no, mai! per andare dove?
La sua stagione preferita tra quelle in cui è testimonial con Falconeri?
Quest’ultima, scattata da Peter Lindbergh. Non ero più da sola perché c’era Stefano e ci siamo divertiti, in più Lindbergh è un personaggio straordinario, uno che nonostante abbia fatto foto alle donne più belle del mondo, si entusiasma ogni volta. Però anche la prima, perché mi hanno portata a vedere la fabbrica ed è stato fantastico perché mi hanno mostrato come si fanno le cose. Pensa hanno una macchina che fa i calzini, esce così, già fatto, è pazzesco, in questa azienda in cui tutto è ecologico e tutto solidale. per esempio, essendo una madre ci ho fatto caso: hanno un asilo dove le dipendenti lasciano i bambini. Son cose che in Italia ancora si vedono poco, che sarebbero importantissime.
In assoluto invece, la sua stagione qual è?
Beh, io sono polacca, noi siamo autunnali. Quando è grigio, devi metterti il maglione e le foglie cadono.
Le piace andare in giro per mostre?
Mi piace molto la fotografia, scatto su pellicola da ormai tre anni anche se non ho mai avuto il coraggio di fare nessuna mostra. Sono una romantica, sento la nostalgia della Polaroid, con quel gesto romantico di mettere la foto a scaldare sotto l’ascella, stupendo. Adesso le foto non puzzano, ma era bellissimo.
Francesca Zaccagnini – marieclaire.itd.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);
Il regime della separazione e del divorzio in Polonia. La coppia può divorziare anche senza prima separarsi
- un tendenziale aumento nel corso degli anni 1995-2012 di matrimoni di coppie miste (ad eccezione del periodo 2009-2010, periodo in cui e’ entrata in vigore una legislazione piu’ restrittiva finalizzata a contrastare il fenomeno dei matrimoni fittizi) in un contesto di diminuzione generale dei matrimoni in Italia – fonte ISTAT -;
- la maggioranza dei matrimoni misti e’ formata da marito italiano e moglie straniera, per quanto riguarda i matrimoni con moglie straniera, si ha una prevalenza di donne provenienti dall’est Europa e la Polonia figura tra i primi cinque paesi.
1. LE REGOLE COMUNITARIE COMUNI PER LA DETERMINAZIONE DELLA COMPETENZA TERRITORIALE
- in cui i coniugi convivevano in costanza di matrimonio;
- in cui i coniugi hanno vissuto per l’ultima volta a condizione che uno di essi ancora vi risieda;
- in cui vive almeno uno dei coniugi se alla data di presentazione dell’istanza egli viva in tal paese da almeno sei mesi o se e’ cittadino di quel paese;
- nel caso in cui il coniuge non sia cittadino di un paese in cui almeno vive da un anno dalla data di presentazione della domanda, egli puo’ presentare istanza in tal paese.
2. IL DIVORZIO IN POLONIA
Conseguenze del divorzio
Le conseguenze del divorzio relativamente agli aspetti patrimoniali dei coniugi variano a seconda del regime patrimoniale per il quale i coniugi hanno optato. Ex lege in Polonia si applica il regime di comunione di beni secondo quanto stabilito dagli artt. 31 e ss. del Codice della Famiglia e delle Tutele. I coniugi possono optare per un regime diverso dalla comunione dei beni per mezzo di un contratto redatto in forma di atto notarile il quale puo’ essere stipulato precedentemente alla contrazione del matrimonio. Tale contratto puo’ essere modificato o rescisso nel corso del matrimonio, nel caso di rescissione si applichera’ automaticamente il regime di comunione dei beni. Nel caso di divorzio il tribunale puo’ stabilire la divisione dei beni della comunione i quali comprendono tutti i beni (ad eccezione dei beni personali di cui all’art. 33 del Codice della Famiglia e delle Tutele) acquistati dai coniugi successivamente al matrimonio. In regime di comunione dei beni, entrambi i coniugi sono titolari delle stesse quote nella comunione. In caso di gravi motivi, ogni coniuge ha il diritto di richiedere al tribunale la divisione della comunione secondo quanto ognuno di essi ha contribuito per l’acquisto della loro proprieta’. Nel caso di comunione della casa coniugale, il tribunale che decide sul divorzio stabilisce inoltre l’esercizio del diritto di abitazione relativamente alla casa coniugale.
3. LA SEPARAZIONE
- uno dei coniugi ha un’eta inferiore a quella richiesta dalla legge per sposarsi;
- uno dei coniugi e’ completamente incapace;
- uno dei coniugi soffre di malattia mentale;
- precedente valido matrimonio;
- vincoli di parentela in linea retta tra gli sposi (fratello e sorella, fratellastro e sorellastra ecc.) o affinita’ tra gli sposi;
- incapacità di intendere e di volere nel momento della celebrazione del matrimonio, errore di identita’ o minaccia.
- ex tunc: gli sposi riacquistano il loro status precedente al matrimonio, comprensivo dei loro cognomi, le relazioni di affinità con i parenti dell’altro sposo cessano come anche i diritti legati all’eredita’;
- `ex nunc: riguardo alle questioni relative alla proprieta’.
5. TRIBUNALE COMPETENTE E IMPUGNAZIONI
6. IL RICONOSCIMENTO DELLE SENTENZE DI DIVORZIO, SEPARAZIONE E ANNULLAMENTO EMESSE DA TRIBUNALI DI ALTRI PAESI
7. CENNI DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO POLACCO
Warsaw Spire, casseforme e impalcature Peri per la torre più alta della Polonia
Nella capitale della Polonia, Varsavia, è in fase di completamento “Warsaw Spire”, imponente complesso edilizio caratterizzato da una torre alta 220 m e da altri due edifici che la affiancono che raggiungono i 55 metri. La grande particolarità del progetto, firmato dallo studio belga Jaspers Eyers & Partners, è nella pianta ellittica che caratterizza tutti i piani a dimensioni tuttavia differenti. Al rustico la struttura raggiunge i 188 metri di altezza, che diventano 220 grazie alla spira posta sulla sommità.
Ultimata la parte strutturale, l’edificio sarà dotato di una copertura in vetro che ne accentuerà la sua forma slanciata, potenziata in particolare da un restringimento a metà della sua altezza. Man mano che si sale verso l’alto la copertura poi si allargherà di nuovo, sporgendo in modo significativo rispetto all’edificio. A edificio completo Warsaw Spire supererà di 12 metri in altezza l’adiacente Trade Tower, fino ad oggi il record di altezza a Varsavia, nonché diventerà la struttura più alta di tutta la Polonia.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio i sistemi di casseformi e impalcature fornite per realizzare i lavori, di grande interesse considerata la complessità della struttura, in particolare sul piano della sicurezza. Ci soffermeremo inoltre sul il sistema di ripresa auto-sollevante per il nucleo e i paramenti di protezione perimetrale per i bordi liberi dei solai.
Le casseformi, le impalcature e lo speciale sistema di ripresa auto-sollevante
Le casseformi e le impalcature necessarie per realizzare Warsaw Spire sono stati progettati ad hoc e forniti da Peri. Per garantire la massima sicurezza e il rispetto degli strettissimi tempi del cronoprogramma, il brand ha lavorato fin dalla fase di progettazione a stretto contatto con il committente Ghelamco Polonia e l’impresa incaricata della realizzazione del complesso edilizio, la Monting.
La sfida principale per i paramenti di protezione perimetrale della torre, destinata ad uffici, riguarda la necessità di adattarsi alle forme ellittiche sempre variabili delle solette. Inoltre, per rispettare i tempi di realizzazione, è necessario prevedere un ciclo di getto settimanale per ogni piano. La flessibilità richiesta per rispondere a questa esigenza è offerta dal sistema di ripresa su guide Rcs. Per l’ancoraggio alle solette sono state impiegate guide di ripresa in aggetto orizzontale che permettono di compensare facilmente le differenti sporgenze tra i piani, garantendo contemporaneamente che i paramenti di protezione siano saldamente ancorati alla struttura. Poiché i solai della Warsaw Spire devono essere pretensionati, il paramento di protezione è stato dotato di tre passarelle di servizio per consentire le necessarie operazioni ai bordi delle solette.
Per le casseforme delle pareti del nucleo, gli ingegneri Peri hanno scelto il sistema auto-sollevante Acs, nelle due varianti con piattaforma e con braccio di supporto. Mentre la versione con piattaforme offre ampi spazi per lo stoccaggio dei materiali e per le operazioni di pre-armo delle pareti del nucleo, la variante con bracci di supporto permette di tenere sospese le casseforme per le pareti esterne semicircolari. Grazie all’impiego della cassaforma a travi per pareti Vario Gt 24 il team di cantiere è in condizioni di rispettare con precisione le dimensioni delle pareti e di ottenere un alto livello nella loro finitura.
Il cantiere vede l’utilizzo anche di una piattaforma di carico Rcs: in combinazione con alcuni componenti a noleggio del sistema modulare Variokit, la piattaforma è diventata base di appoggio ideale per una scala a torre Peri Up alta da 4 a 6 piani. La scala garantisce l’accesso ai piani più alti – indipendentemente dallo stato di avanzamento delle scale all’interno del nucleo dell’edificio.
Il sistema di ripresa e il paramento di protezione sono movimentate da un piano all’altro senza l’ausilio della gru. Il sistema auto-sollevante Acs funziona tramite un dispositivo idraulico fisso che ha una potenza di sollevamento di 100kN, mentre il paramento di protezione viene spinto verso l’alto da un dispositivo idraulico mobile.
Pilastri, solai e ponteggi
La finitura superficiale dei pilastri circolari in tutti e tre gli edifici è ottenuta grazie all’impiego di Srs, la cassaforma circolare in acciaio per pilastri; per quelli rettangolari è impiegata invece la cassaforma per pilastri Trio.
I solai, che hanno una superficie molto ampia e piante ellittiche diverse tra loro, sono realizzati grazie all’impiego della cassaforma a telaio Skydeck. Il sistema in alluminio è composto da elementi particolarmente leggeri e facili da movimentare. La sequenza di montaggio semplice e sistematica accelera notevolmente le operazioni di armo. Inoltre, poiché il sistema Skydeck è dotato di meccanismo di testa a caduta, è possibile il disarmo parziale anticipato. In questo modo pannelli e travi così recuperati sono disponibili in tempi brevissimi per le fasi di getto successive. Il grande vantaggio per il cantiere è costituito senza dubbio dal minor fabbisogno di cassaforma necessario in cantiere.
Per i solai dei due edifici che affiancano la torre principale, oltre al sistema Skydeck, sono impiegati anche tavoli per solai: questi vengono sollevati con un solo tiro di gru al piano successivo insieme ai parapetti di protezione dei bordi del sistema Prokit che sono integrati ai tavoli stessi.
Va segnalato che Peri sta contribuendo al progetto anche sotto altri aspetti, che vanno oltre la mera fornitura di materiale. Si è reso necessario adeguare la pianificazione delle casseforme alle esigenze della committenza, tenendo conto però delle difficoltà operative per l’impresa costruttrice. Durante le fasi di costruzione della struttura, il polo logistico Peri di Plochocin ha messo a disposizione le corrette quantità di materiale necessarie al cantiere per riuscire a rispettare le ristrette tempistiche previste.
In più, è stato fornito anche il ponteggio Peri Up per la realizzazione dei lavori in facciata, che garantisce alti livelli di efficienza grazie alla facilità di montaggio e al sistema di auto-bloccaggio degli impalcati.
La stretta e proficua collaborazione tra il fornitore e l’impresa realizzatrice per la gestione delle casseforme e delle impalcature ha ridotto al minimo la necessità di interfacciarsi, migliorando trasparenza ed efficienza durante le fasi di esecuzione dei lavori.
Bicchierini di cous cous allo zafferano e verdure croccanti
Ingredienti x 8 bicchierini; circa (4 persone)
- 250 g cous cous precotto
- 250 ml di acqua
- 1 zucchina grande o 2 piccole
- 1 peperone rosso
- 1 carota
- 1 scalogno o mezza cipolla dolce
- 10 pomodorini
- qualche foglia di basilico
- 1 bustina di zafferano
- 100 g di fontina o emmentaler
- sale, pepe o peperoncino, olio extravergine d’oliva
- 2-3 cucchiai di vino bianco secco
Procedimento:
Mondate e lavate tutte le verdure: tagliate la zucchina, il peperone e la carota a dadini piccoli. Tagliate lo scalogno a fettine e inseritelo in una pentola antiaderente piuttosto capiente. Aggiungete 2 cucchiai abbondanti di olio e fate rosolare; poi aggiungete le verdure tagliate a dadini, sfumate con il vino bianco, regolate di sale e pepe e fate cuocere per al massimo 5-7 minuti, tenendo le verdure croccanti. Unite a questo punto i pomodorini, anch’essi tagliati a pezzetti e fateli andare assieme alle verdure per un paio di minuti. Togliete dal calore e fate raffreddare.
In un pentolino portate ad ebollizione l’acqua con due pizzichi di sale; aggiungete all’acqua il contenuto della busta di zafferano. In una ciotola resistente al calore mettete il cous cous. Quando l’acqua con lo zafferano sta per raggiungere il bollore, versatela sul cous cous e, aiutandovi con una forchetta, mescolate bene. Aggiungete un paio di cucchiai d’olio, coprite la ciotola con un piatto e lasciate riposare per circa 10 minuti.
Intanto tagliate il formaggio a piccoli cubetti e spezzettate con le mani le foglie di basilico.
Riprendete il cous cous, sgranatelo bene con la forchetta e, se necessario, aggiungete ancora un filo d’olio. A questo punto, versatevi dentro le verdure croccanti e mescolate bene; per ultimo unite il formaggio e il basilico.
Trasferite il cous cous, aiutandovi con un cucchiaio, dentro dei bicchierini, di vetro o di plastica. Decorate ogni bicchierino con una foglia di basilico fresco.d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);
Polonia: due arresti per spionaggio a favore di ‘potenza straniera’
Le autorità polacche hanno arrestato un ufficiale di polizia e un civile sospettati di spionaggio a favore di “una potenza straniera”. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, non confermate dalle autorità, il civile sarebbe un magistrato in possesso della doppia cittadinanza polacca e russa. Entrambi gli arrestati sarebbero sospettati di spionaggio a favore della Russia. Il ministero della Difesa e la magistratura militare non hanno fornito ulteriori dettagli sulla vicenda. (AdnKronos/dpa)
Da Jean-Luc Nancy a Santiago Sierra: il corpo in mostra alla Zachęta di Varsavia
Messo a nudo, lesionato, abusato, umiliato: è il corpo esibito presso la Zachęta – National Gallery di Varsavia, che ospita fino al 19 ottobre un’ampia selezione di lavori mirati al tema della corporalità.
La mostra prende spunto, e titolo, da uno dei testi cardine della filosofia contemporanea, Corpus (1992), opera di riferimento del filosofo francese Jean-Luc Nancy. Esponente di rilievo del pensiero decostruzionista, Nancy delinea in questo saggio la funzione del corpo nella tradizione occidentale: sacrificato allo spirito in ambito religioso, declassato dalla macchina nell’era contemporanea dominata dalla tecnica, discriminato e sfruttato nella sfera politica, il corpo è stato degradato nei secoli ad una funzione prettamente “rappresentativa”: sintomo concreto, garanzia reale di un principio Assoluto, esso è descritto da Nancy come elemento strumentalizzato, non più libero, ma un oggetto subordinato e senza alcuna autonomia.
La mostra apre con il video Status (One Hour with Timercode) (2005) di Dominik Lejman, chiaro riferimento al Cristo Morto di Mantegna: un corpo anonimo e senza vita è steso su un letto in attesa di un ritorno o, in altre parole, di una resurrezione: un timer scorre ai piedi dell’uomo, e mentre nulla cambia, accresce la consapevolezza del vuoto di fronte al senso di finitezza che caratterizza ogni vita.
Il rapporto con la morte, col corpo esanime, è anche quello approfondito da Marina Abramović, presente in mostra col video della performance Nude with Skeleton (2005), o da Zbigniew Libera, col film Intimate Rites (1984), in cui l’artista polacco è ripreso mentre con dedizione è chiamato a prendersi cura della nonna morente, lavandola e vestendola in un rituale intimo e commovente. Il video di Libera, per la semplicità e la carica patetica, è tra i lavori più significativi tra quelli in mostra, capace di deviare da ogni ovvietà trattando il tema in questione con sensibilità e poesia.
Altro lavoro centrale è sicuramente 250 cm Line Tattooed on Six Paid People (1999) di Santiago Sierra: sei giovani cubani in piedi uno accanto all’altro tatuati con una linea continua sul dorso per un corrispettivo di 30 dollari. Quello di Sierra è un corpo politicizzato, perché degradato e sottomesso alla violenza imposta dal sistema economico dominante. Parallelo e affine a questo è il corpo di Valie Export, anch’esso tatuato, ma per diverse ragioni: l’opera Body Sign Action (1970) è una foto in cui l’artista è rappresentata con un reggicalze tatuato sulla gamba, un marchio sulla pelle che designa simbolicamente discriminazione di genere e sessualità repressa.
E poi ancora il corpo malato e ferito proposto da Alina Szapocznikow e Marek Konieczny, quello nudo che reclama emancipazione di Vanessa Beecroft, fino al corpo-accessorio di Sarah Lucas, che con i suoi assemblaggi di oggetti richiama ad una versione del tema cinica e carnale.
Le opere scorrono, proponendosi in sequenza a ritmo incalzante. La lista di artisti presenti in mostra è infatti lunga, e i lavori si susseguono accavallandosi l’un l’altro. Quello che manca, più che la quantità proposta, è semmai una selezione mirata e che punti ad osservare il tema da un punto di vista diverso e illuminato.
Ingolfata e senza respiro, l’installazione lascia invece poco spazio alla riflessione, proponendo una manciata di opere necessariamente connesse al tema della corporalità, ma nel complesso non capaci di conferire alla mostra un taglio curatoriale diverso da quel che ci si sarebbe potuto aspettare prima di varcare l’entrata: tanta nudità, e una visione del tema esplicita, seppur mai provocatoria o volgare, ma raramente brillante. Un esempio di come spesso l’audacia e l’inventiva del curatore soccombano di fronte alla pesantezza e alle responsabilità di certe tematiche.
La mostra sarà aperta fino al 19 ottobre 2014
Salini-Impregilo si aggiudica un contratto da 239 milioni di euro
L’italiana Salini-Impregilo si è aggiudicata un nuovo importante contratto in Polonia (valore 239 milioni di euro) ad un mese di distanza dall’aggiudicazione della S8. Il gruppo Salini Impregilo costruirà circa 18,4 km del lotto B della superstrada S7 che attraversa l’intero Paese fino al confine slovacco e la tratta su cui interverrà l’azienda italiana è quella tra Milomlyn e Olsztynek. I lavori dureranno 26 mesi. Il Lotto B comprende l’adeguamento della S7 nel tratto che attraversa da Nord a Sud la città di Ostroda (totali 9,7 km) e la variante della strada DK16 (totali 8,7 km) che rappresenta il bypass di Ostroda. Considerata l’importanza e la vocazione turistica della città di Ostroda, nonché il sistema di laghetti e corsi d’acqua comunicanti attraversati dal tratto urbano della S7 da adeguare, grande attenzione è stata posta al progetto per la protezione dell’ambiente. Con questo nuovo contratto Salini-Impregilo conferma la sua competitività e consolida la propria presenza nel settore infrastrutture della Polonia, paese dov’è l’azienda italiana è già impegnata nella A1 e S8. “L’aggiudicazione di nuovi ordini ci permette di conservare una consistenza del portafoglio ordini tale da costituire una base solida per la crescita del Gruppo nei prossimi anni» ha commentato l’amministratore delegato Pietro Salini. (Polonia Oggi)
Wikipedia avrà il suo monumento celebrativo in Polonia
Dopo la sua nascita nel 2001, Wikipedia si è mostrata una risorsa sempre più utile, in alcuni casi indispensabile ed è entrata ormai nell’uso collettivo e quotidiano nelle abitudini di tutti gli internauti sparsi per il mondo. Non stupisce quindi che oggi, forse potremmo dire “finalmente”, sia stato dedicato un monumento alla creatura di Jimmy Wales, che è entrata nella nostra vita quotidiana da parecchi anni e che probabilmente ci resterà per altrettanti.
L’idea è partita da Krzysztof Wojciechowski, professore del Colegium Polonicum, che si è messo alla ricerca di un luogo dove le autorità locali dessero il via al suo progetto. Lo ha trovato nella cittadina di Slubice in Polonia, ai confini con la Germania: la statua, alta circa due metri rappresenta il logo di Wikipedia sostenuto da quattro persone, ed è realizzata in fibra e resina laminate, per apparire color ottone; l’inaugurazione è prevista per il prossimo 22 ottobre nella piazza della cittadina.
Il costo è di circa 15.000 euro, cifra che la città di Slubice ha sborsato volentieri, speranzosa che il monumento possa attirare turismo nella zona e nella cittadina stessa, per far girare anche un po’ l’economia in un momento in cui l’Europa di certo non se la passa bene. Quindi tutti pronti a partire per andare a vedere il primo monumento dedicato a Wikipedia, e magari farsi un bel selfie da pubblicare su Facebook.
(fonte: www.macitynet.it)





















