
Via il dente, via il dolore, subito. Il Mondiale di calcio in corso in Canada, Messico e Stati Uniti, in programma dall’11 giugno al 19 luglio, è senza margine di discussione alcuno l’attuale (e non?) evento sportivo più importante al mondo, appunto. L’assenza delle nazionali italiana e polacca fa male, e non può non essere considerata un fallimento, pur con due storie diverse per giungere al triste ma egual esito. Se ben 48 selezioni sono ora impegnate nella maggior rassegna intercontinentale, Polonia e Italia qui non sono purtroppo protagoniste, qui non sono al cuore dello sport, e hanno invece giocato le loro ultime gare, un paio di amichevoli a testa, a cavallo tra la fine dello scorso mese di maggio e l’inizio del corrente giugno. Ho avuto modo di assistere allo stadio PGE Narodowy di Varsavia al secondo impegno dei biancorossi, mercoledì 3 giugno, un divertente 2-2 contro la Nigeria, suggellato da un gol nel finale dalla lunga distanza del difensore ex Spezia e Venezia Wiśniewski. Un impianto lo stadio nazionale della capitale che mi dà sempre tanta emozione ogni volta che vi metto piede dentro, ma anche solo passandoci davanti da fuori, e che vi propongo come copertina in una fotografia in quell’assolatissima serata pre-partita. La nazionale polacca sta già vivendo e continuerà a vivere indubbiamente un grande ricambio generazionale (basti vedere la distinta del match sottostante, con i biało-czerwony pressoché a pieno regime, a differenza delle Super Aquile con svariate assenze di spicco): negli ultimi anni hanno lasciato il portierone Szczęsny e il muro difensivo Glik , autentici punti di riferimento del reparto difensivo, mentre davanti ci sarà prima o poi da avere a che fare con il naturale addio di Robert Lewandowski. Ad agosto saranno 38 gli anni per il sesto marcatore più prolifico della storia del calcio (sì, proprio di tutti i tempi, solo in cinque han segnato più di lui), e sebbene sia un’autentica macchina, i conti col tempo purtroppo sono un discorso da affrontare per tutti. Io, come qualsiasi altro appassionato, spero di poter apprezzare il più a lungo possibile questo campione, che sta anche probabilmente per uscire dai radar del calcio europeo: terminata l’esperienza al Barcellona, si parla di un trasferimento nella MLS americana. Non sono pronto all’addio alla nazionale, o peggio ancora al calcio, non si vedrà più per tantissimo tempo un giocatore così in Polonia. Occhi puntati per presente e futuro però, come già scritto tempo fa, soprattutto su Oskar Pietuszewski. Anche per l’Italia, alla terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale, quasi tristemente una prassi ormai, si potrebbe affrontare un discorso simile per certi tratti, ma molto diverso per altri. Quello che bisogna assolutamente sottolineare è che nelle due dette amichevoli, entrambe vinte di misura, il tecnico ad interim ed ex selezionatore dell’Under 21 Silvio Baldini ha giocato quasi esclusivamente con ragazzi giovanissimi ed esordienti assoluti nella rappresentativa maggiore, cercando di dare un importante segnale. Le nazionali giovanili italiane hanno raccolto tanti risultati importanti in questi recenti anni, per ultimo il titolo Europeo Under 17 meno di due settimane fa. Chissà cosa riserverà il futuro di Polonia e Italia, ma lo potremo cominciare a vedere da fine settembre, con l’inizio per entrambe le nazionali maggiori della Nations League. Girone di ferro per gli Azzurri, ancora ufficialmente privi di un CT, impegnati con Francia, Belgio e Turchia. Per gli uomini di Jan Urban invece gli ostacoli sono rappresentati da Bosnia-Erzegovina, Svezia e Romania. Il mese di settembre vedrà però anche la Polonia ospitare il Mondiale femminile Under 20, alla sua prima partecipazione nella prestigiosa competizione di categoria. Tra le altre 23 squadre impegnate tra Łódź, Katowice, Sosnowiec e Bielsko-Biała, non mancherà ovviamente l’Italia.
Se per le nazionali ci può dunque e deve essere margine di crescita e terreno su cui lavorare, il discorso deve assolutamente valere anche per le squadre di club dei rispettivi campionati, tanto in patria quanto a livello internazionale. A febbraio e marzo c’era stato il doppio incrocio europeo italo-polacco in Conference League per la Fiorentina contro Jagiellonia Białystok prima e Raków Częstochowa poi. Ero presente sugli spalti in entrambe le gare in territorio biancorosso, giocate ad esattamente un mese di distanza l’una dall’altra il 19. In questo pezzo parlavo per l’appunto della crescita del calcio polacco a livello di ranking internazionale, che avrebbe portato, ed ora ha a tutti gli effetti portato, con l’imminente inizio di stagione fissato a praticamente un mese da oggi, per la prima volta cinque squadre a contendersi un posto nelle coppe europee. Il 21 luglio il Lech Poznań, campione di Ekstraklasa 2025/2026, e la seconda classificata Górnik Zabrze, sfideranno in un doppio confronto nel proprio primo turno dei playoff (il secondo nell’ottica complessiva della Champions League) i danesi dell’Aarhus e i turchi del Fenerbahçe; un sorteggio veramente durissimo quello occorso alla squadra della Slesia. In caso di sconfitte, si retrocede alle qualificazioni di Europa League, dove c’è anche proprio il sopra citato Jaga, ancora ignaro del suo cammino. Quanto alla terza competizione continentale, la Conference League di cui si è parlato pocanzi, ancora il Raków potrebbe farne parte per la stagione 2026/2027, superando come primo scoglio i maltesi del Valletta, ed anche la novità GKS Katowice, che dovrà però attendere per conoscere la propria sfidante. La formazione gialloverde aveva strappato il pass europeo all’ultimo respiro dell’ultima giornata, scavalcando il Legia Varsavia, che affronterà la stagione numero 110 della propria storia senza coppe europee e senza lo storico capitano e giocatore più titolato Artur Jędrzejczyk, salutato nella giornata di ieri. Il campionato prenderà il via subito dopo le prime gare europee, a partire esattamente dal giorno successivo, venerdì 24 luglio; la gara d’esordio alle ore 18 mette di fronte Radomiak Radom e Wieczysta Kraków, terza squadra di Cracovia neopromossa nella massima serie, così come lo storico Wysła Kraków, e che andranno dunque a far compagnia all’ormai stabile Cracovia. Sulla Serie A italiana, al via praticamente un mese più tardi nel weekend del 22 e 23 agosto, con calendario preciso ancora da definire, ritorneremo con più dettaglio in seguito, sicuramente con un pezzo aggiornato sui giocatori polacchi che saranno ai blocchi di partenza il prossimo anno, così come fatto l’anno scorso.
Lasciamo il pallone e saliamo in sella alla bicicletta. Dopo avervi portato un mesetto fa al Giro d’Italia, restiamo sempre nel Bel Paese ma nell’ambito di una competizione estera, ossia il Tour de Suisse. La corsa della vicina Svizzera era considerata fino a qualche anno fa forse la più importante rassegna dopo l’intoccabile trio Tour de France-Giro d’Italia-Vuelta di Spagna, e in questa edizione ha presentato una novità mai vista prima d’ora. Oltre al fatto che per la 89esima edizione si partisse per la prima volta dall’Italia (così come accaduto con il Tour del 2024 e la Vuelta del 2025, eventi storici per me imperdibili), nello specifico da Sondrio, in Valtellina, non così lungi dal territorio elvetico, per la cinque giorni tra il 17 e il 21 giugno è stato previsto che uomini e donne si cimentassero negli stessi giorni negli stessi luoghi nelle stesse tappe, con un chilometraggio ridotto per le seconde. Per la prima volta in vita mia dunque, mercoledì 17 giugno ho potuto vedere una frazione di uomini e donne nel contesto di una gara UCI World Tour nella stessa giornata. Se per gli uomini non vi poteva essere un vincitore annunciato diverso dal fenomeno sloveno Tadej Pogačar, per le donne il discorso era più variegato, vista la presenza di diverse frecce. A conquistare la tappa è stata l’olandese Femke De Vries, ma c’erano anche e soprattutto le quotate campionesse nazionali italiana Elisa Longo Borghini e polacca Kasia Niewiadoma, agli estremi della prima fila alla partenza che vi propongo nella fotografia poco sotto, con le rispettive speciali casacche tricolore e biancorossa. Sulla destra potete anche scorgere la bandiera del via che sarebbe sventolata di lì a poco per mano di quella ragazza col caschetto biondo, a proposito di campionesse… Nientemeno che Arianna Fontana, nativa proprio di Sondrio, l’atleta italiana olimpica più medagliata della storia, bottino arricchito anche nei recenti Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Ancora un paio di giorni dunque per decidere le sorti del Tour de Suisse maschile (possibilità di podio per l’atleta di Sondrio Andrea Bagioli, il cui fratello ha realizzato il trofeo che andrà al vincitore, che storia!) e femminile (al momento comanda la graduatoria proprio Longo Borghini, Niewiadoma insegue con poco meno di un minuto di ritardo). Alle porte per loro e tante altre cicliste e ciclisti c’è l’appuntamento più importante della stagione, ossia il Tour de France, tre settimane nel mese di luglio per gli uomini, 9 giorni ad inizio agosto per le donne. C’era a Sondrio e ci sarà al Tour de France Michał Kwiatkowski, uno dei corridori chiaramente più acclamati anche allo scorso Tour de Pologne, giocando in casa, che vi ho raccontato nel dettaglio e che tornerà ancora ad inizio agosto. Appuntamento da lunedì 3 a domenica 9, con un percorso sempre più variegato in varie e sparse zone del Paese, da nord a sud, con partenza da Gdynia e classico arrivo a cronometro finale a Wieliczka. L’edizione femminile avrà invece luogo tra il 24 e il 26 luglio, prettamente all’interno del voivodato di Lublino, stavolta quindi prima e non dopo la corsa maschile.
Chiudiamo questa panoramica o rassegna che dir si voglia con lo sport che forse ci sta dando più soddisfazioni in assoluto, e non è stato da meno negli ultimissimi tempi, ossia il tennis. Archiviato da poco un leggendario Roland Garros, a fine giugno scatterà l’ora di Wimbledon. L’anno scorso ci ricordiamo bene come è andata a finire, con il doppio trionfo Sinner –Świątek a regalarci il più facile “impettimento” d’orgoglio per i nostri due campioni, autori di una impresa incredibile. Chissà se il prossimo 12 luglio potremo rivivere una situazione simile. L’italiano, che ieri ha effettuato il primo allenamento in quel di Londra, dovrebbe aver smaltito i problemi che lo hanno limitato nel torneo parigino, estromettendolo anzitempo in maniera beffarda. Torneo che è stato vinto con merito da Zverev in finale su un fantastico Cobolli, altro orgoglio tricolore. E sarà proprio il tedesco il principale designato rivale di Sinner, con il mirino puntato anche sul secondo posto del ranking ATP, che sarebbe raggiungibile in caso di approdo in finale, scavalcando l’ancora assente (purtroppo, perché è una mancanza che fa male allo sport, e in qualche misura allo stesso Sinner paradossalmente) Alcaraz. Per quanto riguarda le donne, o più nello specifico le donne polacche, non si potrà certo dire che tutti i riflettori saranno puntati quasi soprattutto come ormai usuale su Iga Świątek, poiché Maja Chwalińska ha fatto qualcosa di troppo grande sulla terra rossa francese, e potrà ora calcare anche l’erba britannica, con gli occhi non solo della Polonia, ma di tutto il mondo addosso. La nuova numero 21 al mondo, salita di quasi 100 posizioni nel ranking dopo l’impresa parigina, ha avuto accesso al tabellone principale londinese mediante card, e giocherà da testa di serie. Tanti gli atleti e atlete italiani e polacchi già inseriti senza dover passare dalle qualificazioni. Per gli uomini mancherà ancora Musetti ma c’è spazio per Berrettini, che raggiunge così anche Arnaldi, Bellucci, Cobolli, Darderi e Sonego. Per la Polonia ecco Hurkacz (battuto proprio da Berrettini in semifinale nel 2021) e Majchrzak (che ha eliminato lo stesso Berrettini lo scorso anno al terzo turno). A rappresentare le donne italiane ci sono Paolini e Cocciaretto, mentre Linette e Fręch completano il quadro delle polacche. Infine voglio ricordare un altro appuntamento tennistico in agosto, tra il 2 e il 9 (stesse identiche date del Tour de Pologne contando anche la presentazione domenicale a Gdynia), ossia l’ATP Challenger Mazovia Open, nel centro sportivo di Kozerki, dove sicuramente cercherò di mettere piede, anche se per allora non avrò forse purtroppo ancora imparato a sdoppiarmi.
Testo e Foto: Alberto Mangili


















