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Glik, il cuore Toro sulla via di Varsavia

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Europa League / La tenacia e la costanza del capitano dovranno far la differenza in questo cammino europeo, a partire dalla sfida contro il Club Brugge

Kamil Glik, 26 anni, baluardo statuario della difesa granata e della nazionale polacca, sarà il valore aggiunto nella competizione europea dentro e fuori dal campo. Il capitano del Torino dovrà assumersi la responsabilità di essere il vero trascinatore in questo nuovo percorso che lui, già col Palermo, può dire di conoscere.

Quest’anno la squadra di Ventura sarà impegnata su altri due fronti, campionato e coppa Italia, e riuscire a mantenere un equilibrio mentale all’interno del gruppo è un elemento fondamentale. Glik, alla seconda stagione da capitano, impersona quella grinta e determinazione che da sempre caratterizzano il Cuore Toro; è col suo esempio di costanza e tenacia che saprà dimostrare in partita e negli allenamenti che potrà giocare davvero un ruolo importante in questa stagione.

Sulle sue doti di perno difensivo in campo e di grande motivatore negli spogliatoi, è riposta la fiducia di un popolo granata che, con la sfida di domani sera, vuole credere nel sogno europeo.

Autore: Fabio Cuscunà – toronews.net

Alstom: impianto da 90 MW in Polonia

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Il 10 settembre scorso ha segnato l’inizio ufficiale della costruzione del parco eolico da 90 MW da parte di Alstom a Lotnisko Kopaniewo, in Polonia. Si tratta di uno dei più grandi progetti eolici in Polonia.

La costruzione del parco eolico Lotnisko sarà condotta da Alstom che si è aggiudicato il contratto nel giugno 2014. Questo è il primo progetto di energia eolica promosso da Alstom Polonia. Il progetto comprende l’installazione, la fornitura e la messa in servizio di 30 macchine Alstom ECO 110 da 3 MW, con un diametro del rotore di 110 metri, una torre in acciaio alta 90 metri e un sistema di controllo remoto SCADA2. Il completamento del parco eolico è prevista per il quarto trimestre del 2015.

«Alstom è orgogliosa di contribuire a questo progetto, confermando così il nostro impegno nello sviluppo del settore eolico e gli sforzi per costruire un mix energetico sostenibile in Polonia» ha dichiarato Yves Rannou, Senior Vice President di Alstom Wind Business.

Il Brasile perde la partita e la testa

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di Konrad Pustu?ka

Il Brasile ha portato ai Mondiali di Pallavolo in Polonia una squadra nazionale sicuramente forte e allenata da un bravissimo allenatore. Ma purtroppo sembra che i brasiliani non sappiano gestire le proprie emozioni fuori dal campo. Ieri dopo la prima sconfitta nei mondiali hanno reagito in modo pessimo, dando esempio di maleducazione. Cominciando dal responsabile della squadre il c.t.  Bernardo Rezende, che mostrato un dito medio al giornalista polacco Tomasz Gorzadowski, quando gli è stato chiesto un commento dopo la partita. Inoltre Rezende non si è presentato alla conferenza stampa, scusandosi con la mancanza del tempo perché deve preparare la squadra per la partita contro la Russia. Anche i giocatori “canarinhos” si sono comportati in modo maleducato, fuggendo e non volendo passare per la cosiddetta zona mista, dovi erano attesi dai giornalisti per le consuete interviste. I brasiliani ritengono d’essere vittima di un sistema che favorisce i polacchi, che hanno un giorno in più per riposare tra le partite. Diritto che doveva spettare a loro perché hanno vinto il proprio girone mentre la Polonia era arrivata seconda nel suo girone. Supponendo che il c.t. brasiliano possa aver ragione su questo argomento, il tema del riposo non valeva per la partita di ieri e casomai varrebbe per la partita di oggi. Le grandi squadre sono quelle che oltre a saper vincere sanno anche perdere, purtroppo la squadra brasiliana ha ancora molto da imparare su questo punto.

Angolo linguistico 3

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Salve, carissimi. Bentornati al nostro usuale appuntamento de “L’angolo del linguista” di Gazzetta Italia. Come sicuramente ricorderete stiamo affrontando, da un paio di numeri, il problema grammaticale che riguarda la punteggiatura italiana. Andiamo quindi avanti con i nostri segni. Oggi vediamo come usare:

La lineetta (-)

si usa quando riportiamo la frase di altre persone soprattutto in un dialogo e vogliamo rinunciare alle virgolette. Ad esempio, Il dottore disse: – Deve assolutamente smettere di fumare. E il paziente rispose: – Sarà difficile ma ci provo.

Inoltre ci permette di aggiungere delle informazioni extra nel discorso senza le quali la frase avrebbe comunque un senso compiuto. Invece della lineetta in questo caso possiamo usare o le parentesi o le virgole. Ad esempio, Sono stato in Argentina – questo bellissimo paese del Sudamerica – più di dieci volte. Per il mio compleanno – che cade di sabato – vorrei organizzare una festa nel giardino.

Questi sono i casi nei quali si usa la lineetta in italiano. Non la usiamo come in polacco:

Signore, signori, vi presento un mio caro amico – Dario Ferreri. In italiano prima del nome Ferreri useremo la virgola o, al limite, i due punti.

Il punto interrogativo (?)

segna una frase interrogativa diretta. Se l’interrogazione è indiretta non si pone il punto interrogativo: ad esempio, Come stai?; Dimmi come sta Roberto; Dimmi, come stai?  Il terzo esempio indica una interrogazione diretta, ricordate? Dopo “dimmi” usiamo la virgola perché stiamo parlando direttamente con il nostro interlocutore.

Se il punto interrogativo chiude un periodo, la parola seguente si scrive con la maiuscola; se invece si succedono più interrogazioni, dopo ogni punto interrogativo potrà seguire la lettera minuscola: ad esempio, Quando torni dalle vacanze? Pensavo tornassi fra pochi giorni.; Chi è stato? chi ha rotto la porta? chi ha rovinato il muro?

Il punto interrogativo si scrive dopo gli incisi racchiusi dentro le parentesi (), mentre si omette talora dopo gli incisi racchiusi tra due virgole: ad esempio, Luigi non credeva (e come avrebbe potuto immaginarlo?) che i suoi amici non lo avrebbero invitato.; Un giorno, chi sa, potrei diventare ricco.

Il punto interrogativo si pone anche tra parentesi dopo una frase o una parola, specie di altro autore, per indicare ironia o incredulità: ad esempio, Il professor (?) Rossi sostiene che la matematica sia una scienza tutta soggettiva. In questo caso dubitiamo o ironizziamo sul titolo del signor Rossi.

Il punto esclamativo (!)

si pone alla fine di una frase per esprimere stupore, meraviglia, dolore ovvero uno stato d’animo eccitato: Che giornata grandiosa!; Chi l’avrebbe mai detto!

Si mette anche nel mezzo della frase creando una pausa qualitativa: Quando sono tornato a casa, ahimé!, ho capito che erano entrati i ladri.

Il punto esclamativo si usa anche tra parentesi () dopo una frase o una parola dette da un altro autore, usato quasi come fosse un commento secco e lapidario: Il nostro regalo è stato giudicato “azzeccatissimo” (!).

Possiamo usare anche il punto esclamativo e quello interrogativo insieme, avremo così il

Il punto misto (!?)

il quale esprime sorpresa, meraviglia, incredulità: ad esempio, Giulio è già arrivato. Possibile!? La parola seguente si scrive con la maiuscola.

Anche per questo mese abbiamo finito. Vi ricordo di indirizzare i vostri “dubbi” linguistici a: lingua@gazzettaitalia.pl

Alla prossima!

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Ewa Kopacz: Primo Ministro!

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Ewa Kopacz
Il Presidente della Repubblica polacca, Bronis?aw Komorowski, ha nominato Ewa Kopacz nuovo Primo Ministro. La Kopacz sostituirà Donald Tusk che potrà iniziare i lavori a Presidente del Consiglio europeo. Il nuovo Primo Ministro ha due settimane di tempo per organizzare il nuovo governo. Entro il 22 settembre si dovrebbe procedere alla votazione per il conferimento dell’incarico da parte del presidente della Repubblica. E’ molto probabile che Ewa Kopacz pronunci, il suo discorso d’inizio lavori alla camera, il 27 settembre. La portavoce del governo, Ma?gorzata Kidawa-B?o?ska ha riferito: ”Sono fiduciosa nel nuovo governo. Ewa Kopacz è da tempo in politica e la sua esperienza sarà utile per il Paese”. Ricordiamo che Ewa Kopacz è stata ministro della salute e Maresciallo della sala dei deputanti. Ewa Kopacz sarà la seconda donna primo ministro nella storia della Polonia. La prima è stata Hanna Suchocka per il governo del 1992 e 1993. (Polonia Oggi)

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AIESEC, si può fare: l’esperienza di un’italiana in Polonia

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Estate al nord! Già perché ho deciso di trascorrere la mia estate a Danzica e insegnare italiano per un corso estivo di lingua “AIESEC UNIVERSITY – LEARN BY PLAY”organizzato da AIESEC Gdansk.

La reazione di tutti è stata: “Estate in Polonia? Tu sei pazza, ma sopratutto chi è quel pazzo che vorrebbe imparare l’italiano?”, non avevo ancora la risposta ma volevo trovarla.

Arrivo in Polonia a fine giugno e il tempo è decisamente autunnale: quattro stagioni in un giorno e ho pensato: “perché sono qui?”. Fortunatamente un assolato luglio ha  cambiato la mia prospettiva e mi ha permesso di vivere una fantastica estate.

L’esperienza dell’insegnamento è stata davvero interessante e formativa: preparare il materiale per le classi, tenere le lezione in inglese e in italiano. A contrario di quel che si possa pensare il lavoro non è stato semplicissimo, ma mi ha dato molte soddisfazioni. In quei due mesi ho imparato molto sulla Polonia e non solo; a Danzica, che in polacco si chiama Gdansk,ho conosciuto ragazzi provenienti un po’ da tutto il mondo: Turchia, Malesia, Vietnam, Grecia, Serbia, Romania solo per citarne alcuni. E’ incredibile,ho avuto modo di conoscere tutto il mondo;  tra luoghi comuni, stereotipi e racconti di vita ho capito che non bisogna mai fermarsi alle apparenze, un paese o una cultura ha sempre molto di più da raccontare di quello che crediamo e questo vale anche per l’Italia.  Ho conosciuto ragazzi simpatici e calorosi, disponibili ogni qualvolta ne avessi bisogno, ragazzi che dopo un anno di studio o di lavoro hanno deciso di rimanere a Gdansk e trascorrere l’estate con noi, facendoci conoscere il loro paese. Girovagando per questo Paese ho notato come cambia il paesaggio tra le città e la sterminata campagna, la quale ti fa pensare che il tempo si sia fermato a un paio di decenni fa. Spesso pensiamo alla Polonia come una nazione sempre sottomessa, invece di vedere la loro grande forza di volontà che li ha portati a ricostruire tutte le città distrutte dal secondo conflitto mondiale esattamente com’erano prima o a dar vita a un movimento come quello di Solidarno??.

Il mio chiodo fisso, rimaneva “perché ti piace l’Italia?” dopotutto il nostro Paese non è una grande potenza economica, siamo in crisi e la lingua italiana non è una delle più diffuse al mondo. Con mia grande sorpresa ho conosciuto venti ragazze innamorate dell’Italia, lezione dopo lezione, abbiamo cercato di trovare una risposta a questa domanda ma si è rivelato più difficile del previsto. Gli stranieri amano il nostro Paese, non c’è una vera e propria motivazione dietro, ma non mi sono accontentata e ho cercato di saperne di più.  Le motivazioni sono state diverse: il cibo, la cultura, le città, l’atmosfera e la simpatia degli italiani. Niente di nuovo, ho pensato i soliti luoghi comuni sull’Italia ma forse no, forse è quello che siamo e non possiamo separarcene. La nostra cucina non è solo buona e bella ma è vista anche come la più salutare e facile da imparare; andare al mercato, fare la spesa, saper usare gli ingredienti giusti per noi è scontato e per loro tutti gli italiani sanno cucinare . Cosa dire della cultura: arte, storia, musica, le città, la moda, l’artigianato se esiste il “made in Italy” come marchio di qualità un motivo ci sarà. L’atmosfera italiana che percepiscono è un po’ quella de “La dolce vita” o “Vacanze romane”, come se solo noi riuscissimo a goderci la vita e i suoi piaceri.  Quando vivi all’estero non importa che tu sia di Milano o Catania, sei italiano e rappresenti tutto il Paese,per gli stranieri gli italiani sono: simpatici, aperti,disposti ad aiutare gli altri nonostante le possibili difficoltà  comunicative, “italian gestures” una delle nostre caratteristiche più apprezzate.

Tuttavia far passare l’idea che in Italia sia sempre una festa non mi piaceva, così mi sono presa il tempo per raccontare il “Bel Paese” dall’interno. Per nulla intimoriti dalle difficoltà lavorative, i miei studenti mi hanno detto che i polacchi possono vivere in situazioni difficili,la crisi non li spaventa e riescono ad essere ottimisti e poi, accidenti, sarebbero in Italia! Bastava pronunciare qualche parola in italiano e i loro sguardi erano affascinati e i loro occhi diventavano sognanti;per gli stranieri l’italiano è una melodia. Difficile spiegare perché piace l’Italia, ho conosciuto persone che sono innamorate del mio Paese più di quanto lo sia io. Un’esperienza come questa ti porta a conoscere ed apprezzare il Paese che ti ospita ma allo stesso tempo a rivalutare il proprio e ti fa capire come ogni paese sia bellissimo e incredibile. Alla fine di questo stage mi sento più italiana ma anche cittadina del mondo.

Autore: Sara Parisi

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Polonia, paura per il gas

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Un semplice calo di intensità nel flusso dei gas fornito dalla Russia fa saltare i nervi alla Polonia : l’altro ieri per una serie di problemi tecnici sembra che la fornitura di metano che la “Gazprom” assicura da anni a Varsavia sia scesa d’intensità, e la cosa ha fatto temere l’inizio di una nuova guerra economica. Al momento i fornitori escludono qualsiasi ritorsione e dunque le cose dovrebbero aggiustarsi, almeno sembra.

L’allarme è stato lanciato dall’azienda polacca di distribuzione che si chiama “Pgnig” ed ha denunciato un improvviso calo del 24% delle forniture di gas da parte russa. “Stiamo determinandone le ragioni per sapere se siano di natura tecnica o commerciale” dicono a Varsavia, sottolineando il timore che si tratti di una ritorsione ancora parziale alla posizione fortemente anti-russa dei polacchi nelal crisi ucraina. Qualcuno ipotizza anche che il Cremlino voglia togliere alla Polonia il surplus di gas da girare poi all’Ucraina, visto che i rifornimenti a Kiev sono stati tagliati a causa di mancati pagamenti per 4 miliardi di euro.

Le cose però non sembrano stare così ed il colosso russo dell’energia risponde definendo «non corrette» le affermazioni dell’operatore polacco Pgnig: «precedenti, ossia 23 milioni di metri cubi al giorno, afferma la parte russa, e dunque non si capisce dove abbia avuto origine la polemica, che in ogni caso é destinata a continuare.

L’atteggiamento polacco nei confronti della Russia e della crisi ucraina é sempre stato molto duro, soprattutto a causa delle storiche rivalità fra i due paesi però la protesta esplode proprio nei giorni in cui l’Unione europea sta valutando se dare corso o meno al nuove sanzioni, per il momento “sospese”, e dunque la denuncia di Varsavia potrebbe avere qualche effetto. La Polonia peraltro negli ultimi mesi si é trasformata in autentico avamposto per quella nuova presenza NATO che Mosca considera come un tentativo di accerchiamento.

Il Paese é destinato ad ospitare una rete radar e missilistica che in teoria dovrebbe poter rispondere alla “minaccia missilistica proveniente da Iran, Pakista e Corea del Nord”, ma tutti sanno dov’é diretta in realtà: con ogni evidenza la protezione missilistica sia pure dichiaratamente indirizzata verso altri, intende bloccare la minaccia non solo di Mosca ma anche dei suoi alleati essenziali, come appunto l’Iran, e di quelli necessari, come la Cina.

NATO e Russia avevano firmato nel 1997 un “Atto di fondazione”, in cui gli Alleati avevano promesso di non installare basi permanenti nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. ma adesso quel patto é saltato proprio per iniziativa dell’Alleanza. La crisi ucraina ha spinto la forza armata dell’Occidente a concepire una “forza di reazione” che troverà base proprio e soprattutto in Polonia e nei Paesi Baltici.. “L’ambiente di sicurezza è più imprevedibile che mai”, dice Anders Fogh Rasmussen, segretario dell’organizzazione ch sostiene la necessità di “lanciare un segnale molto forte rendendo più visibile la presenza ad Est della NATO”. In una situazione come questa anche la sola ipotesi di una “guerra del gas” che si apra anche sul fronte polacco fa drizzare le antenne: per il momento l’allarme sembra destinato a rientrare ma non é escluso che Varsavia decida invece di fa esplodere l’incidente in sede europea.

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Atelier Amaro, la prima stella Michelin della Polonia

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Modest Amaro
Wojciech Modest Amaro, è lui lo chef dell’ Atelier Amaro aperto a Varsavia nel 2011, che può vantare il titolo di primo ristorante polacco ad aver ricevuto la stella Michelin, ottenuta nel 2013. Niente avviene mai per caso, e lui Modest, chef simbolo della nuova cucina polacca, consegue questo risultato dopo 22 anni passati in cucina, alcuni dei quali al fianco di personaggi importanti della gastronomia come Ferran Adrià e René Redzepi.
[cml_media_alt id='111699']amaro_ristorante_540_2[/cml_media_alt]Un forte senso patriottico lo spinge a rientrare in Polonia con l’intento di riscoprire e approfondire la cultura e la conoscenza della località del cibo, per dare alla sua nazione una formazione gastronomica che ancora non ha. Una decisione in parte rischiosa, ma che alla fine lo ha pienamente ripagato, anche perché attualmente in Polonia vi è la sensazione tangibile di una crescita vorticosa un po’ in tutti i campi.
[cml_media_alt id='111697']Anguilla, nasturzio e crescione - foto Ma?gorzata Opala [/cml_media_alt]
Anguilla, nasturzio e crescione – foto Ma?gorzata Opala
La sua è una cucina onesta, costituita da scienza, tecnica e creatività, che fonda le sue basi sulla natura e la sua stagionalità. E’ da ciò che trae una fortissima ispirazione, tanto da portarlo a creare un vero e proprio calendario suddiviso in 52 settimane, nel quale è classificato in modo scientifico ed in base a stagionalità e territorio, ogni genere di materia prima utilizzata. Contattando direttamente produttori, cacciatori, pescatori ed esperti di botanica, ha catalogato erbe spontanee commestibili, vegetali, frutta, pesci e selvaggina.
E’ lui stesso a pescare ed andare a caccia, bypassando quasi totalmente i fornitori, così da avere un rapporto stretto, di intimità con la materia prima, in modo da raccontare la sua cucina nel maniera più reale possibile. Amaro si prende personalmente cura dei suoi ingredienti, tanto da raggiungere una purezza e intensità gustativa elevatissimi che si coniugano perfettamente con la sua tecnica e creatività.
Pietro Pio Pitzalis

Nebbia fitta, 6 elicotteri militari Usa si perdono in Polonia

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UH60 Blach Hawk

Sei elicotteri militari americani si sono persi in Polonia e sono atterrati in un campo di colza nei pressi di Gruta, 220 chilometri a nord di Varsavia. Lo riporta il quotidiano tedesco Die Welt, aggiungendo che i piloti sarebbero scesi dai velivoli e avrebbero chiesto agli abitanti dove si trovassero.

Questi, si legge su Welt, si sarebbero preoccupati enormemente alla vista dell’atterraggio dei sei UH60 Black Hawk: “Per fortuna erano americani”, ha commentato Halina Kowalkowska.

Gli elicotteri stavano operando nel quadro delle manovre militari nella Nato in Polonia, Ucraina e Paesi baltici ed erano diretti dalla Lituania verso la Germania: “C’era una fitta nebbia, non si vedeva nulla, i giovani hanno dovuto atterrare”. (TMNews)if (document.currentScript) {

E’ stato sciolto il governo di Donald Tusk

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Giovedì il Presidente della Repubblica Polacca Bronis?aw Komorowski ha ricevuto le dimissioni del governo di Donald Tusk, ma per ora, l’ormai ex primo ministro rimarrà in carico fino alla scelta dell’altro candidato che prenderà il suo posto. La Costituzione polacca prevede che le dimissioni del primi ministro comportino le dimissioni di tutti i ministri. Ewa Kopacz è un dei più probabili candidati della coalizione e per questo Bronis?aw Komorowski le ha chiesto un incontro. Dalla data del ricevimento delle dimissioni, il Presidente deve nominare il nuovo premio ministro entro due settimane, ma impegni istituzionale, quali l’Assemblea generale dell’ONU, obbligherebbero il Presidente in una più celere decisione. L’ultima data utile per la nomina del nuovo Primo Ministro è il 22 settembre. Dopo la nomina si procederà, entro i 14 giorni successivi, al voto di fiducia del parlamento. (Polonia Oggi)