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Home Blog Page 339

Il Mundial dei giornalisti

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“Uè ragazzi giochiamo la prima contro l’Austria e come nelle notti magiche di Italia Novanta vinciamo con gol di Schillaci!” urla il Boga-viola nella sala del consiglio comunale di Cracovia! Tra seriosi rappresentanti delle istituzioni, impeccabili organizzatori, sexy hostess che sfilano con le coppe e professionali team di giornalisti sportivi, provenienti da Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Lituania, Ucraina e Polonia, c’è anche la squadra italiana e si nota subito… “Qui sono tutti giornalisti sportivi giovani ed allenati, noi siamo un manipolo di scappati di casa in Polonia”, commenta salace il nostro capitano. Poco male siamo fierissimi e pronti a batterci incuranti della scarsa forma atletica di buona parte di noi. Ma torniamo alla genesi dell’avventura: quando a marzo Marcin Lepa, noto giornalista di Polsat, al termine dell’intervista per Gazzetta Italia buttò là un “perché non organizzate la squadra italiana e partecipate al campionato internazionale di giornalisti in campo da 11?”, la mia risposta fu cortese ma tiepida. Primo non avevamo 18 giornalisti da schierare, secondo gli amici italiani di stanza in Polonia giocano soprattutto a calcetto. Dubbi subito dissolti da President ottimismo Fenzi: “andiamo!”. Non toccando palla da un anno, causa rottura della caviglia, lascio all’entusiasta Fenzi il bandolo della situazione. Così, prima di venerdì 27 aprile, avevo solo vaghe news riguardo un gruppo di entusiasti che un paio di sere la settimana, rinunciando al tepore familiare o ad altri calori serali, si allenavano guidati dal ferreo Mister Mirko all’aperto incuranti del clima e dell’ardua impresa che li attendeva. Un gruppo solido pronto a tener alto l’italico spirito fin dalla stazione di Varsavia dove quel venerdì ci siamo dati appuntamento. Il sabaudo Fenzi, degno capo comitiva del “Gruppo Vacanze Piemonte”, aveva organizzato tutto: cordata umana al binario per bloccare le porte d’accesso ai vagoni, schema 5-3-2-1 con lanci lunghi di valigia per accaparrarsi i posti negli scompartimenti e poi bibite ricchi premi e cotillon! Ma il treno gioca in contropiede e ferma 50 metri più avanti! Catena umana vanificata e corsa (per chi ce la fa) all’ultima porta dell’ultimo vagone. Si entra a fatica e dentro è un girone dantesco, e non siamo certo la testa di serie… Milord Migliorisi, vista la mal parata, alla prima fermata saluta il gruppo e attende comodo il treno seguente. Dopo circa 4 ore arriviamo stremati, sudati, ma alcuni di noi arricchiti di biondi numeri cellulare, in quel di Cracovia. Il pullman ci attende per portarci in albergo. Abbiamo solo un’oretta per rinfrescarci e prepararci per i sorteggi ufficiali nella sala del consiglio comunale. Schierati in prima fila al centro della sala seguiamo con interesse le estrazioni e con ancor maggiore attenzione lo sfilare delle lunghe gambe delle hostess. Girone A: Austria, Ungheria, Italia, Lituania. Girone B: Polonia giornalisti, Repubblica Ceca, Ucraina, Polonia scrittori. Il sorteggio è positivo abbiamo evitato i ragazzini dell’Ucraina che, dall’atteggiamento e dalle impeccabili tute da riposo, sembrano i più freschi ed organizzati. Il giorno dopo si giocherà al mattino con Austria e Ungheria e al pomeriggio con la Lituania. Buon senso vorrebbe che si andasse a dormire presto… Io mi limito a ricordare una generosa cena a base di pesce, spritz, prosecco e grappa al ristorante italiano Acqua e Vino e un successivo taxi per l’albergo preso con il tifoso Truppa, con figlio al seguito, e con Gian Marco giunto a Cracovia in serata. Del resto del gruppo ho notizie vaghe e confuse ma dagli occhiali da sole inforcati fin dalla colazione alle 7.30 del mattino posso forse intuire qualcosa…

È il gran giorno! Il Mister nello spogliatoio catechizza la squadra: padri di famiglia, studenti in Erasmus, DJ, rappresentanti di prodotti italiani, stimati manager, playboy, insegnanti di lingue, carabinieri ed un giornalista (sì ho calzato i scarpini da calcio pure io) sono pronti alla pugna! In avanti abbiamo la qualità e la freschezza di Gennaro e Giacomo, dietro un solido mix intergenerazionale guidato dal sosia del rapper Fabri-Fibra. In mezzo un sapiente gruppo di mazzolatori. In conclusione un ottimo 4-4-2 dotato di italico spirito contropiedista. Si parte forte è 3-0 contro l’Austria alla fine del primo tempo. Secondo tempo dopo un minuto è già gol per gli attempati danubiani, poi arriva anche il 2-3 ma si regge fino alla fine. Non c’è tempo di rilassarsi. Eccoci al secondo match. È un 2-0 secco all’Ungheria che gioca bene, macina gioco ed occasioni da gol ma si trova davanti saracinesca-GencAperol, mentre la nostra coppia d’attacco è infallibile. La squadra prende fiducia. In attesa del terzo match si discute animatamente se la matematica sia un’opinione o una scienza esatta, ovvero se siamo già qualificati o no? E mentre gli altri team si radunano e si allenano compatti, sia fisicamente che formalmente, la banda azzurra, per l’occasione bianca visto l’uso della seconda maglia, si segnala per aver occupato le panchine del bar. Si notano birre medie, sigarette, cerotti per unghie rotte, cavigliere e ginocchiere e poi i veri segni distintivi italiani: occhiale da sole e cellulare!

E siamo alla Lituania. Solito sprint iniziale, si va sul 3-1. Poi una sofferenza biblica. I lituani capiscono che fisicamente non ci siamo più e che di testa siamo leggerini. Così il secondo tempo è un bombardamento di cross. Noi a difendere nel bunker, la metà campo è un luogo remoto e ameno. Rocco e Trapattoni sarebbero fieri di noi! Arriva il 3-2… Alterniamo tutti i giocatori possibili, abbandoniamo le punte al loro destino…è difesa ad oltranza! Arriva il 3-3! Ma neanche il tempo di battere la ripresa del gioco che l’arbitro polacco fischia la fine! Siamo in semifinale! L’impresa è fatta, la nostra bella figura anche, a dispetto di tutto e tutti abbiamo tenuto alto il nome dell’Italia! Poco importa che tra il sabato e la domenica ci sia ancora una serata di mezzo… E poco importa che il giorno successivo cediamo esausti, ma solo nel secondo tempo, all’Ucraina (0-3 finale). L’avventura è stata bellissima e da ripetere, magari evitando il viaggio in treno-merci… Un grazie va a Marcin Lepa per l’invito e complimenti a tutta la squadra per il terzo posto (torneo meritatamente vinto dalla fortissima Repubblica Ceca) e soprattutto a Gennaro giustamente premiato come miglior giocatore del torneo!

Muzeum Historyczne Miasta Krakowa

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Iwona Pruszkowska

Muzeum Historyczne Miasta Krakowa istnieje od 1899 roku. Jego główna siedziba mieści się w Pałacu Krzysztofory przy Rynku Głównym. Początkowo muzeum istniało jako Archiwum Akt Dawnych Krakowa, dopiero od 1952 roku jego zbiory są udostępnione zwiedzającym. W roku ubiegłym, tj. w 2011, Muzeum Historyczne Miasta Krakowa odwiedziło łącznie 968 220 osób. W porównaniu z rokiem 2010, liczba zwiedzających podwoiła się. Najpopularniejszym oddziałem MHK jest Trasa Turystyczna Rynku Podziemnego w podziemiach Sukiennic – o tym świadczą choćby recenzje oceniające nas za obsługę turystyczną. Popularność tego oddziału nierozerwalnie związana jest z ilością zwiedzających, codziennie przychodzi tu około 1200 osób. Drugim co do ważności naszym oddziałem, jest Fabryka Emalia Oskara Schindlera na krakowskim Zabłociu. Tę ekspozycję, poświęconą opowieści o drugiej wojnie światowej w Krakowie, odwiedza rocznie około 200 000 turystów, spośród których około 1/3 to turyści zagraniczni. Trzecim co do popularności naszym oddziałem jest Stara Synagoga na krakowskim Kazimierzu, którą odwiedza corocznie około 115 000 turystów, w tym więcej niż połowę stanowią goście zagraniczni. Niewątpliwie najcenniejsze są zabytki cechowe. Cieszymy się z posiadania pamiątek związanych z wielowiekową historią Bractwa Kurkowego. Cenne w naszych zbiorach są pamiątki związane z władzami miasta. Posiadamy liczny zbiór zabytków rzemiosła artystycznego oraz bogatą kolekcję grafiki. Warto wspomnieć nasze militaria – broń sieczną i palną od średniowiecza do XX w. Wspomniałem wcześniej oddział w Starej Synagodze, więc nie sposób pominąć nasze judaica. Mamy w zbiorach wyjątkowe teatralia związane z wybitnymi postaciami teatru krakowskiego i polskiego, w tym związane z Wyspiańskim, Modrzejewską i Kantorem. W końcu mówiąc o naszych zbiorach nie można nie wspomnieć o szopkach bożonarodzeniowych, pięknym przykładzie wciąż żywego folkloru miejskiego. Najnowocześniejszymi oddziałami muzeum są niewątpliwie Rynek Podziemny i Fabryka Schindlera. W szczególności jednak podziemia, które przyjmują zwiedzających od 24.09.2010 r. Pierwsza myśl o stworzeniu Trasy Turystycznej Runku Podziemnego to rok 2004. Potem pomysł ten był coraz bardziej konkretyzowany, aż w 2009 r. powstał ogólny scenariusz ekspozycji.

Podziemia wyróżniają się niepowtarzalnymi reliktami przeszłości. Zabytkami in situ – świadkami ziemnymi, średniowiecznymi traktami drożnymi, reliktami osady wczesnośredniowiecznej.Ważnymi są tam zabytki ruchome, odzwierciedlające życie codzienne mieszkańców średniowiecznego Krakowa. Do tego ekspozycja ta wyróżnia się dużą ilością elektroniki i narzędziami do prezentacji multimedialnych (rekonstrukcje cyfrowe dawnej architektury, filmy 3d, dokumenty fabularyzowane). Są tam eksponaty odkryte w trakcie badań archeologicznych, prowadzonych w latach 2004 – 2010 na Rynku krakowskim, odnoszące się do okresu średniowiecznej egzystencji miasta. Nie ma tam eksponatów spoza miasta. Zasadniczo wszystkie eksponaty pochodzą z okresu od X do XV wieku.

Ok. 70% zwiedzających muzeum to turyści indywidualni. Wśród nich połowę stanowią osoby dorosłe od 27 do 65 roku życia. Drugą połowę stanowią uczniowie, studenci oraz osoby starsze. Pozostałe 30% to turyści zwiedzający Podziemia w grupach, przede wszystkim są to grupy szkolne. Około 10% wszystkich zwiedzających to turyści zagraniczni. Należy też wspomnieć, iż muzeum jest dostępne dla osób niepełnosprawnych. Oferumy również możliwość obsługi wycieczki z włoskojęzycznym przewodnikiem. Najłatwiej dokonać rezerwacji przewodnika poprzez stronę www.podziemiarynku.com lub skontaktować się z Centrum Obsługi Zwiedzających poprzez stronę www.mhk.pl lub telefonicznie pod nr 12 4265060. Centrum Obsługi Zwiedzających mamy zlokalizowane najdogodniej, jak tylko można w Krakowie, bo w Sukiennicach.

Euro 2012, cerimonie firmate Marco Balich

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Sarà Marco Balich, con la sua Filmmaster Group, ad aprire e chiudere Euro 2012. Il regista veneziano ha ricevuto l’incarico dall’Uefa per le cerimonie di apertura, a Varsavia l’otto giugno, e chiusura, a Kiev il primo luglio, dei Campionati Europei di Calcio. Un successo del “Made in Italy” visto che la Filmmamster Group è un’azienda interamente italiana, da anni leader del settore creative producer. Cresce ora l’attesa per capire come saranno le cerimonie, per vedere come Balich declinerà il suo credo artistico che forse possiamo sintetizzare in “la tecnologia al servizio dell’emozione”. Balich in passato ha stupito il mondo con la straordinaria cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e poi liberando immensi dinosauri animati in Piazza San Marco per il Carnevale di Venezia da lui diretto per tre edizioni. Filmmaster, con la regia di Balich, ha poi firmato molti altri eventi internazionali tra cui l’inaugurazione dello Juventus Stadium, le celebrazioni per il bicentenario del Messico e il 75° anniversario della formazione ucraina dello Shaktar Donetsk. Cerimonie e spettacoli affascinanti, evocativi e mai banali che hanno suscitato una planetaria attenzione mediatica oltreché impressionato e divertito i presenti. Ora Balich si mette in gioco per Euro 2012, un appuntamento importante perché i Campionati Europei di Calcio sono il maggior evento organizzato nella storia dei paesi ospitanti, un torneo che accenderà le luci della ribalta per un mese su Polonia e Ucraina. Intanto in attesa di conoscere i dettagli delle cerimonie di Euro 2012 è già arrivata la notizia che Marco Balich e Filmmaster Group hanno vinto la produzione delle cerimonie olimpiche di Rio 2016, e i maggiori eventi correlati, in partnership con la società brasiliana SRCOM.

 

Lo stadio più bello in una città di mare!

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Danzica sarà la più affascinante meta di Euro 2012! Lo stadio più bello, le spiaggie d’oro, la risacca del mare e una città ricca di storia e piena di vita. A Danzica non ci si potrà annoiare, al termine delle partite, la città offrirà la giusta dose di emozioni e di intrattenimenti! L’ambra si trova in mare vero? È stran, però, perchè io l’ho trovata camminando lungo la via Pokole? Lechii Gda?sk. Un’ambra insolita, bellissima ed enorme! Sì, si tratta della PGE Arena Gda?sk. È un impianto sportivo nuovo di zecca, costato circa 775 milioni di z?oty (189 milioni di euro). Lo stadio affascina per l’aspetto non comune, con il caldo colore d’oro e per la forma simile ad un’ambra che richiama la storia di questa città portuale. L’enorme quantità di calcestruzzo e di acciaio e le 82 travi che sostengono la costruzione sono state coperte dai pannelli in policarbonato in sfumature d’oro. Tutto questo fa si che lo stadio sia fantastico durante il giorno e la notte, quando viene illuminato crea una visione mozzafiato. L’interno dello stadio è in grado di soddisfare i bisogni dei tifosi. Il campo è circondato da tribune capaci di 42 mila posti e per i tifosi più esigenti ci sono 50 logge VIP a disposizione. Grazie ad oltre venti punti gastronomici allo stadio di Danciza non manca l’offerta gastronomica. La prima partita alla PGE Arena Gda?sk è stata giocata il 14 agosto 2011, quando nell’ambito del terzo turno di Extra-League si sono sfidati Lechia Danzica e Cracovia con risultato finale: 1-1. La nazionale polacca ha debuttato nel nuovo impianto di Danzica il 6 settembre 2011 in uno scontro emozionante contro i tedeschi. I polacchi, dopo i gol di Lewandowski e B?aszczykowski, erano in vantaggio 2-1 sui tedeschi guidati da Joachim Löw e sono stati ad un passo da una storica vittoria, ma negli ultimi secondi dell’incontro la Germania è riuscita a pareggiare. Durante Euro 2012 nella PGE Arena giocheranno i migliori giocatori europei. Perfino tre volte nell’impianto di Danzica vedremo i campioni attuali del mondo e di Europa: gli spagnoli. Giocherà anche l’Italia campioni del mondo nel 2006 in Germania, gli irlandesi, guidati dall’esperto allenatore italiano Giovanni Trapattoni, e i croati, solamente in teoria la squadra più debole del gruppo C. Ognuna delle squadre soprannominate giocherà una partita. Inoltre a Danzica verrà giocato anche uno dei quarti del torneo. Euro a parte l’Arena di Danzica è lo stadio delle partite interne del Lechia Gda?sk. La squadra, fondata nel 1945, non vanta grandi successi. Tra i maggiori ci sono la vittoria della Coppa e della Supercoppa polacca nel 1983 quando Lechia era solamente una squadra di terza divisione. L’ottenimento della coppa nazionale ha acconsentito ai biancoverdi di partecipare al primo turno della Coppa delle Coppe nella stagione 1983/84. Comunque i giocatori di Danzica hanno rapidamente concluso la loro avventura in Europa perché hanno dovuto affrontare la grande Juventus, che a Torino ha sommerso il Lechia 7-0 e nel ritorno in Polonia ha vinto 3-2 con il gol vittoria segnato da Zbigniew Boniek. L’attuale allenatore del Lechia è l’ex selezionatore della nazionale polacca Pawe? Janas. I suoi giocatori, nella stagione T-mobile dell’Extraclasse conclusa poco fa, hanno ottenuto il 14° posto nella classifica, trovandosi tra gli ultimi posti. La squadra non ha mai vinto un campionato nazionale, ma vanta tifosi importanti come Lech Wa??sa e Donald Tusk. I Campionati Europei di Calcio non sono solamente football. È anche festa, divertimento e attrazioni per i tifosi polacchi e stranieri. Le autorità di Danzica si aspettano l’arrivo di una marea dei turisti perciò hanno preparato una marea di appuntamenti. Visti i suoi oltre mille anni di storia, la città è piena di monumenti. Malgrado la distruzione avvenuta durante la II Guerra Mondiale, la Città Vecchia è il luogo con il maggior valore architettonico nella regione. Il Municipio, la Corte di Artus e soprattutto la più grande chiesa in mattoni d’Europa, la basilica della Santa Vergine Maria, sono le mete da non perdere! Danzica offre ai visitatori un interessante itinerario turistico, conosciuto come Droga Królewska (Strada Reale), che corre da Brama Wy?ynna (Portone Wy?ynna) lungo la via D?uga, in cui si trova tra l’altro il palazzo di Uphagen, il palazzo Lwi Zamek e la Fontanna di Neptuno. Andando avanti troveremo una delle piazze più belle di Europa, D?ugi Targ, con il bellissimo palazzo Kamienica Z?ota. La via si conclude con Zielona Brama (Portone Verde) in cui attualmente si trova la sede del Museo Nazionale. Il luogo da non perdere per ogni turista è di sicuro il quartiere Oliwa, in cui troveremo un’abbazia cistercense che una volta ha respinto l’invasione svedese. Danzica è una città che ha giocato un ruolo importante nella strada verso la libertà. La città si è trovata spesso sotto il governo tedesco, ma poi tornava sempre all’interno dei confini polacchi. Due volte nella storia (negli anni 1807-1814 e 1920-1939) è stata una città-stato. Il 1 settembre 1939 Danzica, nella penisola Westerplatte, ha subito l’attacco della corazzata tedesca Schleswig-Holstein cedendo all’invasione tedesca. Oltre quarant’anni più tardi è stata Danzica a dare il segnale di lotta per tutta l’Europa Centrale e dell’Est contro il regime comunista con lo sciopero dei lavoratori del Cantiere Navale di Danzica. Il 31 agosto 1980 Mi?dzyzak?adowy Komitet Strajkowy (Comitato dello Sciopero delle Varie Fabbriche) con Lech Wa??sa a capo ha firmato un accordo con le autorità del paese. Subito dopo il sindacato Solidarno?? ha vinto le prime libere elezioni al Parlamento. Una svolta nella storia d’Europa iniziata con Wa??sa, che ha scavalcato il muro del cantiere navale, e finita con la demolizione del Muro di Berlino. Il 22 giugno nell’aula storica del Cantiere Navale di Danzica ci sarà l’incontro tra il Premio Nobel Walesa e Michel Platini. Insieme a Gdynia e Sopot, Danzica costituisce Trójmiasto (Trecittà) il maggior centro di divertimento estivo della Polonia. I tifosi oltre al calcio potranno partecipare ad uno dei più vecchi festival musicali in Europa, cioè al Sopot TOPtrendy Festiwal (25-27 maggio), che per la seconda volta consecutiva si svolgerà nell’Ergo Arena. Inoltre, due giorni dopo la conclusione dei Campionati Europei, le autorità di Gdynia invita a partecipare al Heineken Open’er Festival. Un altro evento all’aperto è il Jarmark ?w. Dominika (Fiera di San Domenico), dove oltre ai concerti e alle parate si potranno comprare prodotti artistici artigianali. A Danzica gli appasionati di storia e di architettura potranno approfittare dall’ampia offerta riguardante i monumenti, che ricordano i tempi dello splendore anseatico. Tutti quelli a cui piace divertirsi verranno di sicuro attirati a Sopot e Gdynia dai vari festival, dalle discoteche in spiaggia e dal famoso liquore di Danzica Goldwasser. I più pigri, invece, potranno godersi il sole e oltre 20 chilometri di spiagge lungo Mar Baltico. Tutto questo nell’atmosfera emozionante di Euro 2012!

SHOE’S KILLIN’ WORM – nuovo album, nuova generazione di musica ‘dispersa nel cosmo’

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Gli Shoe’s killin’ worm nascono nel 2004 a Foggia dall’idea di Luca Rossetti (voce e chitarra) e Marco Maruotti (chitarra). Poi al gruppo s’aggiungono Gianluca Grazioli (synth, chitarra, sequenze), Michael Mitoli (basso) e Natale Riccia (batteria). Sin dall’inizio la scelta del gruppo è stata quella di dedicarsi ad una produzione basata sull’improvvisazione e questo nel nuovo secondo album degli Shoe’s (senza titolo) si sente soprattutto nel brano ‘Complesso di inferiorità’. I ragazzi hanno un talento spaventoso, la loro musica rapisce dal primo ascolto, ‘vola sugli immensi cieli’. È un nuovo rock cosmico, di un’altro pianeta, di un’altra dimensione, anzi, è un nuovo genere di musica che io chiamerei ‘onirismo quantistico’! Nonostante il ‘tocco originale’ nella loro musica sono presenti molte influenze: il post-rock dei Sigur Ros, Mum e Mogway, l’elettropop degli Air, l’elettronica di Bjork e il trip-hop dei Portishead e dei Massive Attack, l’indie-rock dei Motorpsycho e dei Radiohead e anche Marlene Kuntz, Negramaro, Coldplay. I suoni a volte psicadelici (bravissimi con la chitarra) ed i testi particolari, belli, sognanti portano chi li ascolta verso dei nuovi mondi. Non senza ragione i ragazzi hanno vinto il “Premio La Gazzetta del Mezzogiorno” (2005) nella categoria il miglior gruppo di Puglia e Basilicata. Forse se cantassero di più in inglese, potrebbero conquistare il pubblico internazionale.

 

Antico Pastificio Morelli, l’unica pasta toscana con germi di cereali

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Anna Wójtowicz – API Food

I primi giorni di maggio, così pieni di sole, sicuramente ispirano a pianificare le vacanze di quest’anno. Il posto più popolare tra i polacchi, per quanto riguarda i viaggi all’estero, è ovviamente la Toscana. Ma prima di scoprire la bellezza di questa terra, vale la pena iniziare risvegliando l’appetito, perché l’interesse gastronomico potrebbe diventare un punto di partenza per un viaggio estivo.

Morelli, il segreto nascosto nei germi di grano

A San Romano, nei pressi di Pisa, è attivo dal 1860 il pastificio della famiglia Morelli. Questa famiglia esercita con immutata passione il suo mestiere già da cinque generazioni, ammodernando costantemente l’immagine della società. Ed è proprio dall’unione di questa lunga tradizione con le moderne esigenze alimentari che è stata creata una linea di paste prodotte con germi di cereali. Soltanto pochi produttori possono vantare di aver prodotto una simile pasta, e Morelli ne ha fatto un elemento distintivo della propria azienda all’interno del ricco mercato dei produttori italiani di pasta.

Il germe costituisce una parte del chicco da cui crescono i germogli e che contiene i più preziosi componenti nutritivi. Nella produzione tradizionale, i germi vengono rimossi dalla farina, dal momento che è estremamente difficile mantenere intatta la loro freschezza per poterli conservare sufficientemente a lungo. Nel pastificio Morelli, alla semola di grano duro di altissima qualità si aggiungono i germi di grano, creando in questo modo una nuova qualità di pasta.

I germi sono gli embrioni di grano che accumulano tutte le sostanze indispensabili per il processo di germinazione, come, ad esempio, le vitamine e gli enzimi. Essi costituiscono una fonte di proteine sane: prive di glutine, contengono acidi grassi benefici e molti minerali come il selenio o il cobalto, estremamente importanti nel coadiuvare i processi metabolici. Inoltre, i germi di grano sono ricchi di fitosteroli che riducono il livello del “cattivo” colesterolo LDL nel sangue. I germi di grano sono particolarmente consigliati nella dieta delle persone affette da problemi cardiovascolari, da malattie della pelle e per chi sta attraversando un periodo di convalescenza.

Dopo gli anni di esperienza nell’utilizzo dei germi di grano, la pasta della società Morelli è diventata una vera e propria delizia, dal gusto eccezionale ed unico. Vale la pena sottolineare che durante la cottura della pasta, nell’aria si propagherà un odore di grano fresco e l’acqua acquisterà un colorito verde chiaro. Oltre ai valori di gusto e di benessere, le paste Morelli devono la propria qualità anche ad altri fattori: per la loro produzione viene utilizzata solo semola di ottima qualità e le modalità di produzione hanno la natura di un lavoro artigianale, raffinato da generazioni. Il processo dell’impasto si svolge in maniera libera, poi la pasta viene disposta a mano in una cornice speciale e infine viene sottoposta ad un lento processo di essicazione; la pasta a questo punto si asciuga in 36 ore ad una temperatura di 45-50°C. In questo modo, vengono mantenute intatte tutte le migliori proprietà nutrizionali e di gusto.

Linguine al limone e pepe “confuse”

Ingredienti per 2 persone

–    linguine limone e pepe (250gr)

–    2 spicchi d’aglio

–    sedano

–    un bicchiere di vino bianco secco

–    80 gr di tonno sott’olio

–    80 gr tonno fresco

–    5 pomodorini piccoli

–    olio d’oliva, sale quanto basta

Soffriggere 2 spicchi di aglio intero ma schiacciato in olio d’oliva.

Aggiungere abbondante sedano tritato e tonno fesco.

Lasciare soffriggere ed infine sfumare con un bicchiere abbondante di vino bianco secco.

Aggiungere 80gr di tonno sott’olio e una dadolata di pomodori piccoli  e completare la cottura della salsa.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata ed ultimarne la cottura saltandola in padella con il resto degli ingredienti.

Tagliatelle al farro con salsiccia e funghi

Ingredienti per 2 persone:

– tagliatelle al farro Morelli – 250gr

– 1 salsiccia tenera

– 2 scalogni

– 150 g funghi Champignon

– piccolo ciuffo di prezzemolo

– 2 cucciai di passata di pomodoro

– olio d’oliva, sale e peperoncino quanto basta

Spellate la salsiccia, sbriciolatela e fatela rosolare in una padella antiaderente senza aggiungere grassi. Mettetela poi da parte. Private i funghi della parte terrosa, spellateli e tagliateli a piccoli pezzetti. Sbucciate gli scalogni, affettateli sottili e rosolateli nella stessa padella con un cucchiaio d’olio. Unite i funghi e l’alloro e cuocete a fiamma vivace per 5-6 minuti, lasciando evaporare l’acqua di vegetazione. Togliete l’alloro e aggiungete la salsiccia, le due cucchiaiate di pomodoro passato e lasciate insaporire ancora per qualche istante. Aggiustate di sale e di peperoncino. Cuocete la pasta Morelli, scolatela al dente e saltatela nella padella con il sugo. Profumate infine con il prezzemolo tritato e il restante olio di oliva e servite subito.

Training per allenatori di calcio

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Nel weekend del 25-26 marzo 2012 a Brwinów, vicino a Varsavia, si è tenuto un training per allenatori organizzato in virtù dell’accordo tra l’Associazione Italiani in Polonia e “Seconda Panchina”, l’Associazione dei Giocatori di Riserva della Squadra Nazionale. Ad organizzare l’evento è stata l’azienda Shake. Per l’occasione è arrivato in Polonia il prof. Mauro Burbello, l’allenatore dell’Associazione Italiana di Calcio a Torino, che è anche uno scout della lega italiana dei giovani calciatori. Sabato mattina gli allenatori hanno partecipato ad un corso di teoria, nel pomeriggio invece si sono tenuti i corsi pratici a cui hanno partecipato i bambini dell’UKS Czerwone Smoki Brwinów (Club Sportivo degli Allievi “Draghi Rossi di Brwinów”). Il prof. Burbello è rimasto sorpreso della disciplina e della concentrazione dei bambini polacchi nell’eseguire gli insegnamenti.

Il giorno seguente nel primo pomeriggio si sono tenuti i corsi pratici degli allenatori che hanno mostrato le tecniche usate con i bambini. Poi si sono ripetuti i corsi con i bambini. L’intero allenamento si è svolto in italiano con l’aiuto importantissimo di Anna Go?kowska, traduttrice che ormai conosciamo molto bene. Il prossimo training per allenatori, stavolta della durata di 10 giorni, è programmato dal 30.06 fino al 9.07.

A Cracovia “Mozzarella e business”

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La redazione di Gazzetta Italia ha organizzato, in occasione dell’inaugurazione dell’Ufficio di Cracovia della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia, l’Italian Business Mixer @ Krakow, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia e la Camera di Commercio stessa. L’evento è stato organizzato grazie all’aiuto del Responsabile di Cracovia della Camera di Commercio, Matteo Redenti. Il Business Mixer consisteva in un aperitivo informale con alcuni brevi saluti da parte di Gazzetta Italia, di Donato Di Gilio il Presidente della Camera di Commercio e di alcuni partner e sponsor della serata tra cui: IMQ, Holiday Inn Hotel, Giandac&M.

La Sala Fontana del Palazzo Krzysztofory nel Rynek G?owny è stata la location dell’evento, cortesemente concessa dal Muzeum Historyczne Miasta Krakowa.

Il quotidiano Dziennik ha simpaticamente intitolato l’articolo sull’evento “Mozzarella e business“ perché agli ospiti è stato offerto un assaggio della vera mozzarella di bufala importata dall’azienda Giandac&M accompagnata ovviamente da ottimo vino italiano.

In questa occasione, tra l’altro, la Città di Cracovia ha ufficializzato la partnership con la Camera di Commercio per la cosiddetta “Strefa Kibica”, ossia l’area dedicata ai tifosi degli EURO2012 dove si potranno guardare le partite di calcio su maxischermi, partecipare a simpatiche attività organizzate dagli sponsor e degustare cibo e bevande.

Il grande successo di questo incontro sottolinea l’ottimo inizio di attività da parte del Consigliere della Camera di Commercio Matteo Redenti come referente per tutti gli imprenditori italiani che svolgono la propria attività nel territorio di Cracovia. Oltre 100 aziende hanno partecipato all’evento e nei giorni seguenti hanno dimostrato grande interesse verso questo tipo d’iniziative e si sono congratulate per l’ottima organizzazione. Non ci resta che augurare a Matteo Redenti buon lavoro!

Il successo del “Nuovo Cinema Italiano” al Kino Muranów

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Si è conclusa recentemente “Cinema Italia Oggi”, la rassegna del “Nuovo Cinema Italiano” in programma nelle sale del  Kino Muranów di Varsavia dal 29 marzo al 1 aprile.

Nel nome una dichiarazione d’intenti: “Cinema Italia Oggi” ha voluto promuovere la circolazione e la distribuzione del cinema contemporaneo italiano in Polonia ed allo stesso tempo regalare una panoramica sull’Italia contemporanea attraverso firme d’autore. La rassegna ha riscosso ad ogni proiezione un grande successo; il pubblico oltre ad essere accorso numeroso ha infatti partecipato vivacemente agli incontri con ospiti, registi ed attori presenti al termine dei titoli di coda.

Il progetto “Cinema Italia Oggi” è stato ideato dall’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia che ne ha curato la realizzazione con grande vitalità e professionalità insieme all’Istituto Luce – Cinecittà. Tra gli elementi che hanno determinato l’ottima riuscita della manifestazione c’è stata, oltre alla fondamentale collaborazione con il Kino Muranów, la scelta delle opere in programma. I film selezionati, pur restituendo l’immagine di realtà sociali e culturali diverse tra loro, riportano alcune problematiche della società italiana di stringente attualità tra cui quella dell’integrazione, della convivenza con la criminalità organizzata, del rapporto con la tradizione religiosa e della crisi finanziaria.

La serata inaugurale ha registrato alcuni ospiti d’eccezione tra cui l’attore italiano Remo Girone ed il maestro del cinema polacco Krzysztof Zanussi in platea. Dopo il saluto dell’ambasciatore d’Italia in Polonia, le proiezioni si sono aperte con “Il gioiellino” di Andrea Molaioli;  nei tre giorni successivi hanno fatto seguito: “Il villaggio di cartone” del grande regista ottantenne Ermanno Olmi, “Tatanka” di Giuseppe Gagliardi, regista presente in sala, film tratto dalla pagine de “La bellezza e l’inferno” di Roberto Saviano; “Isole” di Stefano Chiantini, film acclamatissimo al Toronto International Film Festival, il divertente “Senza arte né parte” del regista Giovanni Albanese anch’egli presente alla proiezione, l’opera prima della giovanissima Alice Rohrwacher “Corpo Celeste”, film passato per la Quinzaine des realizateurs all’ultimo Festival di Cannes e Nastro d’argento al miglior regista esordiente e per concludere “Scialla!” di Francesco Bruni, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore della sezione Controcampo italiano.

Se la rassegna ha conquistato il pubblico ed ha dimostrato la necessità di sostenere il cinema di qualità in controtendenza alle strategie di promozione del mercato hollywoodiano e dei multisala, a sua volta la sala gremita ad ogni proiezione ha confermato la capitale polacca come luogo felice per coloro che supportano il cinema d’autore e le produzioni minori.

La rassegna si è conclusa con la speranza che la collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura,  Cinecittà Luce e il Kino Muranów possa continuare e che la mostra si trasformi in un appuntamento annuale, sulla scia di altre iniziative a favore del cinema italiano promosse nel mondo dall’Istituto Luce quali gli Open Roads di New York o il Festival del Cinema Italiano di Tokyo, il Mittelcinemafest di Budapest, il Festival del Cinema Italiano di Madrid o l’Appuntamento con il Cinema Italiano di Istanbul.

Oltre a questo, l’auspicio di tutti, organizzatori e pubblico, è che dalle sale del Muranów sia arrivato un contributo all’inizio di una nuova stagione per le pellicole italiane sui grandi schermi delle città europee.

Gli asparagi

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Finalmente è arrivata la primavera. Devo dire che quest’anno mi è mancata parecchio, l’ultimo stralcio d’inverno è stato una vera tortura soprattutto per quello che siamo riusciti a trovare sui banchi dei mercati ortofrutticoli di questo paese meraviglioso per tanti versi, ma un po’ difficile per quanto riguarda frutta e verdura per colpa di un clima non esattamente felice.

Eppure vi è un momento di tre-quattro mesi in cui tutto arriva di colpo, una vera esplosione di primizie devo ammettere a volte fantastiche che finalmente allietano i nostri palati.

Il primo ad arrivare quasi in assoluto è sua maestà l’asparago, verde o bianco come preferite (i gusti personali non si discutono mai). Si è vero è un prodotto che si trova tutto l’anno ma in generale io sono contrario a tutto quello che è fuori stagione, che ha fatto settimane chiuso in un cargo e poi è maturato in un magazzino. In questa mia convinzione per fortuna non sono solo e per questo ne parlo con Luca Dolfi, executive chef del ristorante San Lorenzo a Varsavia, nato in provincia di Firenze, cresciuto in ottime cucine toscane e dal 2001 in pianta stabile nella capitale polacca.

Caro Luca certo non è facile strapparti dichiarazioni o interviste, da questo punto di vista sei un cuoco ancora della vecchia scuola, ovvero poca sala e apparizioni ed invece tanta cucina?

“Si è vero mi sento molto meglio in cucina che davanti a un microfono o peggio ancora una telecamera. Questo non vuol dire che il contatto con il cliente mi dia fastidio, anzi mi stimola tanto che chiedo sempre alle ragazze in sala come reagiscono e quali osservazioni fanno i clienti.”

Insomma ti esprimi meglio con i tuoi piatti?

“Senza dubbio è così, e poi io non faccio una cucina complicata ma abbastanza semplice ed immediata, come del resto è la cucina italiana oggi, vale a dire basata su ingredienti di assoluta qualità manipolati e stravolti il meno possibile.”

Io ho avuto la possibilità di collaborare con te creando menu speciali per le serate che organizziamo insieme, segno che sei uno curioso che non temi gli esperimenti?

“La fantasia in cucina è l’ingrediente segreto, l’unico limite che mi impongo è la qualità dei prodotti, se non sono buoni da me non entrano e basta. Il San Lorenzo è sul mercato da più di 10 anni quindi è più facile per me parlare così. I clienti ci danno ragione, anche se da noi c’è una clientela internazionale ci sono tantissimi polacchi e soprattutto uno zoccolo duro di italiani che continuano a venire da noi e che “vigilano” sulla nostra italianità.”

Torniamo agli asparagi. Finalmente è finito l’inverno e arriva uno dei tuoi prodotti preferiti.

“Resistere agli asparagi è difficile! Io, come faccio con ogni primizia di stagione, dedico un menu che va dall’antipasto con gli “asparagi alla milanese” con uovo e parmigiano, al carpaccio di manzo servito con un pesto di asparagi e uno zabaione al limone, oppure tagliatelle fresche con asparagi e la lombatina di vitello in salsa di asparagi. Insomma una vera goduria per chi apprezza questo ortaggio molto delicato in cottura ma con un sapore veramente deciso.”

Nel ringraziarti per la piacevole chiacchierata posso chiederti una ricetta per i lettori di Gazzetta Italia, magari la mia preferita “asparagi alla milanese”?

“Ma certo con piacere, io prediligo gli asparagi verdi con un gusto più deciso che vanno spellati delicatamente partendo da 3 cm sotto la punta, poi scottati in acqua salata per 1 minuto e messi a gratinare ricoperti da un uovo al burro e parmigiano fino a quando il parmigiano non si scioglie.”

Grazie Luca e Buon appetito a tutti!