Paolo Lemma: Italia e Polonia sempre più connesse

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Dal suo osservatorio privilegiato, Paolo Lemma, direttore dell’Ufficio ICE-Agenzia di Varsavia, analizza la feconda relazione economica tra Italia e Polonia. Due Paesi storicamente connessi dal punto di vista culturale e che col tempo stanno sviluppando una impressionante integrazione economica.

Italia e Polonia, un interscambio sempre più forte tra due paesi i cui legami economici affondano le radici a prima della caduta del Muro di Berlino. 

Negli ultimi anni il valore dell’interscambio commerciale tra Italia e Polonia è effettivamente in crescita. A parte il rallentamento nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19, nel periodo 2017-2022 si è passati da 22,5 miliardidi euro a 33,6 miliardi di euro, di cui il 58% è costituito dalle esportazioni italiane verso la Polonia. Un risultatorecord. L’Italia, infatti, è il 4° partner commerciale mondiale della Polonia dietro a Germania, Cina e Repubblica Ceca. Inoltre, con le esportazioni che nel 2022 valgono circa 19,4 miliardi di euro, l’Italia rappresenta il 3° Paese fornitore della Polonia a livello mondiale, mentre la Polonia è l’8° mercato di sbocco commerciale del nostro Paese. La solidità dei rapporti commerciali è favorita certamente da storici legami culturali e politici tra i due Paesi, ma è anche il risultato concreto di un progressivo processo di integrazione industriale tra Polonia e Italia, dovuto non solo allo scambio di prodotti e servizi appartenenti a settori diversi, ma soprattutto allo scambio cosiddetto intra-industriale, cioè di beni e servizi all’interno della stessa industria/settore, prima fra tutti quella dell’automotive.

Da quando sei all’ufficio di Varsavia in quale settore le relazioni economiche italo polacche sono cresciute maggiormente?

In termini assoluti di valore, su tutti è cresciuto maggiormente il settore siderurgico (ferro, acciaio, ghisa e loro lavorati), seguito da automotive, macchine agricole ed apparecchiature

Matteo Pilotto, Sebastiano Giorgi, Paolo Lemma

elettriche. Bene anche chimica e farmaceutica, quest’ultima grazie soprattutto ai vaccini. In termini relativi, invece, sta andando bene il settore aeronautico e spaziale, per il quale l’Italia è il primo partner commerciale della Polonia nell’ambito dei Paesi UE e secondo a livello globale dopo gli Stati Uniti. Tutti settori altamente prioritari nelle strategie di sviluppo della Polonia, sui quali l’attenzione di Ambasciata, ICE-Agenzia e degli altri attori del sistema Paese è molto alta, come dimostrano i diversi recenti interventi promozionali realizzati con lo scopo di approfondire e sviluppare le eventuali opportunità di collaborazione per le aziende italiane: vedasi il Forum sull’Aerospazio organizzato a Varsavia il 6 dicembre scorso con la Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia e la società italiana Leonardo; e ancora il workshop sul settore farmaceutico tenutosi a Varsavia nel febbraio 2022 e co-organizzato da ICE-Agenzia e Ambasciata, in collaborazione con il Ministero polacco dello Sviluppo e Tecnologia e l’agenzia governativa polacca di ricerca medica ABM – Agencja Badań Medycznych.

Per quanto riguarda l’economia verde e la mobilità sostenibile, qual è la relazione tra i due Paesi?

Anche il tema della transizione energetica rientra tra le priorità del Governo polacco e coinvolge in diversa misura tutti i settori dell’economia offrendo buone opportunità di cooperazione. Se in Polonia il carbone la fa ancora da padrone, rappresentando il 69% del mix energetico nel 2022, la sua quota è in costante calo e la produzione di energia rinnovabile dovrebbe continuare a salire nei prossimi anni, anche per diventare indipendenti dalle forniture di risorse energetiche dalla Russia. Il Piano nazionale polacco per la ripresa e la resilienza ammonta a circa 36 miliardi di euro, di cui circa il 60% è

Fabio Troisi, Laura Ranalli, Luca Franchetti Pardo, Paolo Lemma

destinato alla nuova economia verde: 14 miliardi circa per l’energia pulita e la riduzione del consumo energetico (fotovoltaico, eolico e idrogeno) e 7,5 miliardi per la mobilità verde e intelligente (più autobus elettrici e a idrogeno, treni e ferrovie più moderni, prossimi bypass, strade più sicure). Il piano sostiene ambiziosi progetti con massicci investimenti nel settore eolico offshore e lo sviluppo di fonti di energia solare locali, che comporteranno in molte aree il ricorso alla cooperazione internazionale, ad esempio nelle energie rinnovabili, nel settore delle costruzioni e nei trasporti puliti, e dunque creeranno opportunità per i partner stranieri. In questo contesto l’Italia deve proporsi come interlocutore privilegiato, mettendo a disposizione le eccellenze ed il know-how maturati nel tempo dal proprio sistema imprenditoriale. È un tema di ampio respiro sul quale abbiamo avviato un confronto con le controparti polacche, ad iniziare dal convegno “European Green Deal Challenges for Industry: Building a Bridge between Italian and Polish Chemical Industry”, organizzato alla fine del 2021 insieme all’Ambasciata, in collaborazione con la Camera Polacca dell’Industria Chimica (PIPC – Polska Izba Przemysłu Chemicznego) e con il coinvolgimento dei più importanti gruppi polacchi del settore, tra cui PKN Orlen, Lotos, PGNIG e Grupa Azoty, e italiani come Tecnimont, SNAM, SAIPEM, Association H2IT, Ansaldo Energia, Terna oltre all’associazione Federchimica. Sul tema della mobilità pulita, invece, un altro appuntamento importante sarà la sesta edizione di IABM – International Automotive Business Meeting che si svolgerà il 9 e 10 maggio prossimi a Jaworzno, vicino Katowica. L’evento, ideato ed organizzato dalla Camera italiana, quest’anno sarà dedicato al progetto “Izera”, la prima automobile elettrica polacca, a cui sta lavorando la società di stato ElectroMobility Poland, partner strategico di IABM 2023. L’Agenzia ICE, in raccordo con l’Ambasciata, parteciperà come partner istituzionale dell’iniziativa con gli obiettivi specifici di esplorare le opportunità di collaborazione nel settore automotive polacco, con particolare riguardo alla filiera della mobilità elettrica, e quindi facilitare l’incontro tra associazioni di settore ed aziende italiane con le controparti locali, al fine di favorire l’aumento della presenza delle nostre imprese sul mercato polacco e lo sviluppo di nuovi affari.

Recentemente c’è stato l’evento Rebuild Ukraine a Varsavia, in un’ottica di una auspicata fine della guerra la Polonia assumerà un ruolo chiave nella ricostruzione del Paese?

Dall’inizio della guerra la Polonia è stata il principale centro logistico per gli aiuti all’Ucraina, esperienza che non potrà non essere estesa anche a centro logistico per la ricostruzione. Le autorità di Varsavia hanno stanziato notevoli risorse finanziarie per sostenere questo Paese. Il Ministero polacco dello sviluppo e della tecnologia, in collaborazione con PAIH – l’omologa polacca dell’Agenzia ICE – ha avviato il reclutamento di società polacche interessate a riprendere le esportazioni e a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina. E allo stesso tempo le stesse istituzioni polacche non stanno trascurando di dare sostegno anche all’imprenditoria e all’attività professionale dei cittadini ucraini, sia in Polonia che in Ucraina. Pertanto sta nei fatti che la Polonia, in collaborazione con paesi alleati, partner e istituzioni internazionali, sia destinata a svolgere un ruolo significativo nella ricostruzione dell’Ucraina. È proprio questo il messaggio che abbiamo voluto consegnare alle associazioni imprenditoriali e alle aziende italiane presenti all’evento “Rebuild Ukraine” a Varsavia il 15 febbraio scorso, segnalando l’importanza di instaurare e sviluppare collaborazioni con le controparti polacche interessate alla ricostruzione dell’Ucraina. Peraltro, alla luce dell’interesse manifestato dal nostro settore privato a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina, il prossimo 26 aprile l’Italia ospiterà a Roma un’apposita conferenza con l’obiettivo di presentare alle autorità di Kiev un quadro chiaro e articolato dell’offerta del sistema Italia, con particolare riguardo ai settori delle infrastrutture e trasporti, agribusiness, energia e digitale.

Dalla tua esperienza professionale in altri paesi come giudichi il sistema Italia, ovvero le relazioni tra istituzioni, aziende, mondo della cultura e della comunicazione italiani, in Polonia?

Quello che ho trovato in Polonia è un sistema Paese variegato ed esteso sul territorio, ricco di esperienze professionali e umane, in alcuni casi anche profondamente integrato nell’ambiente locale, e con tanta voglia di affermare l’Italia. Dal punto di vista dell’azione promozionale di ICE-Agenzia, in linea con la missione dell’Ambasciata, il contributo di ciascun soggetto ha pari importanza, soprattutto nell’ottica della cosiddetta “promozione integrata” che ha come obiettivo il raggiungimento di un risultato potenziato grazie ad un’azione il più possibile coordinata e unitaria. È l’unico modo per presentare bene la nostra immagine di sistema Paese, rafforzando la nostra visibilità e credibilità. Sono convinto che solo così possiamo raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi in Polonia, soprattutto ora in una prospettiva congiunturale che appare favorevole.