Venerdì scorso la marcia a Varsavia contro la violenza sulle donne

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“No alla violenza domestica” questa frase scandivano tutti i partecipanti alla marcia contro le violenze domestiche, preparata dalle organizzazioni femministe in risposta alla decisione del governo Morawiecki di uscire dalla cosiddetta “Convenzione d’Istanbul” che tutela i diritti contro gli abusi delle donne. Urszula Nowakowska del Centro dei Diritti delle Donne ha commentato la situazione dicendo che la Convenzione è un apprezzata da tante organizzazioni che combattono la violenza e che non si capisce come mai dopo cinque anni dalla ratifica di essa devono ancora combattere per non farla sparire. Nowakowska aggiunge che, nonostante la Convenzione d’Istanbul, c’è sempre tanto da fare nel campo dei maltrattamenti domestici perché ancora capitano dei casi di femminicidi e ha aggiunto che la prospettiva di uscire dalla Convenzione porta con sé solo l’abbassamento della protezione dei diritti delle donne. Alla marcia erano presenti anche altre organizzazioni come Warszawskie Dziewuchy, Ogólnopolski Strajk Kobiet, Wielka Koalicja za Równością i Wyborem e Warszawski Strajk Kobiet. La manifestazione è partita alle 17:30 dalla sede di Ordo Iuris a Varsavia (che è uno dei gruppi ideatori dell’iniziativa “Si per la famiglia, no per gender” e richiede la cancellazione della Convenzione d’Istanbul) ed è finita alle 19:00 sotto la sede del Ministero della Famiglia, Lavoro e Politica Sociale. Simili proteste si sono svolte anche in altre città della Polonia. La Convenzione d’Istanbul ha come obiettivo proteggere le donne contro ogni forma di violenza e pone una connessione tra il maltrattamento e la disuguaglianza di trattamento uomo-donna e vieta qualsiasi giustificazione delle violenze anche quelle motivate religiosamente. La Convenzione è stata firmata dalla Polonia nel 2012 e ratificata nel 2015. Il Ministro Maląg la settimana scorsa spiegava che l’uscita dalla convenzione non è sicura ma il Vicecapo del Dipartimento della Giustizia Romanowski nella conversazione con PAP ha confermato che il Ministero è pronto per svolgere i lavori formali in merito, in quanto secondo lui La Convenzione va contro la nostra Costituzione. La Settimana scorsa Ordo Iuris ha annunciato una raccolta di firme per cancellare la Convenzione usando gli stessi argomenti e sottolineando che in questo modo lottano per i diritti dei genitori alla libertà nell’educazione dei propri figli.

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