Il Redentore, la festa più amata dai veneziani

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Nel ricchissimo calendario veneziano di feste popolari, consolidate nei secoli tra ricorrenze sacre e profane, ce n’è una che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero provare: la Festa del Redentore. Centomila persone, migliaia di barche a gremire il Bacino di San Marco, quaranta minuti di fuochi d’artificio, sono i numeri di una straordinaria serata veneziana in cui i più fortunati assaporano cibi tradizionali, come “l’anatra arrosto” o le “sarde in saor”, mangiati in barca o serviti su lunghissime tavolate preparate dai veneziani nei campi e lungo le rive. E perfino in questi anni di massicce invasioni turistiche della città, che in parte spogliano dell’anima autentica gli eventi lagunari, la Festa del Redentore rimane invece un baluardo di venezianità, un momento vissuto con protagonismo dal popolo serenissimo. Il Redentore si celebra ogni anno il terzo weekend di luglio, quest’anno la sera del 20 luglio ci saranno i fuochi d’artificio ed il 21 le regate di voga alla veneta. Una due giorni in cui ci si riappropria di una venezianità verace che si è invece diluita in molte altre feste veneziane oltreché purtroppo nella quotidianità di una città che fatica a trattenere residenti e attività tradizionali. Ma diamo qualche cenno storico sulla festa. Il Redentore è una manifestazione popolare che mescola, come spesso avviene nelle celebrazioni a Venezia, sacro e profano. Una festa amata dai veneziani che ancora oggi vivono “la notte famosissima dei foghi” come un appuntamento liberatorio in ricordo di quel lontano 1577 in cui Venezia uscì da una delle più gravi epidemie di peste che si ricordino. La leggenda narra come il morbo sia stato diffuso da topi (a loro volta infettati dalle pulci) scaricati nei magazzini veneziani insieme alle merci che le galere veneziane portavano dall’Oriente. E proprio in quei tempi i gatti, predatori di topi, diventarono degli animali quasi sacri per i veneziani tanto da essere addirittura importati in gran numero dalla Siria (gatti soriani) perché contribuissero a combattere il flagello. Oggi invece perfino i gatti randagi sono rarissimi in città… Ma nella tradizione veneziana si ricordano naturalmente le devozioni pubbliche al Cristo Redentore nonché il voto solenne fatto dal Doge in nome della città, di erigere un tempio magnifico qualora la Serenissima fosse scampata al totale annientamento della popolazione che tali epidemie minacciavano. Si pensi che quella famosa epidemia di peste del 1577 si portò via oltre 50.000 abitanti, tra cui anche il grande pittore Tiziano Vecellio. Scemata la peste la Serenissima volle mantenere il voto fatto dal Doge, commissionando ad Andrea Palladio la progettazione di una maestosa chiesa alla Giudecca. Posta la prima pietra del grande tempio, si costruì provvisoriamente, nella 3^ domenica di luglio, una chiesetta in legno e quindi venne gettata una lunghissima passerella galleggiante su centinaia di chiatte per unire l´isola della Giudecca a Piazza S. Marco. Da qui, in segno di gratitudine, sfilarono in processione verso il tabernacolo il Doge Sebastiano Venier alla testa delle Scuole d´Arti e Mestieri, delle Confraternite Religiose e del popolo. La chiesa definitiva fu sollecitamente portata a termine e da quattro secoli, quindi, le proporzioni classiche della chiesa del Redentore ricordano ai veneziani e agli ospiti della città il terribile dramma occorso all´allora Dominante. Una tradizione arrivata fino ai giorni nostri compreso il ponte galleggiante che oggi nel weekend del Redentore unisce la riva delle Zattere alla Giudecca. La “notte famosissima”, tra il terzo sabato di luglio e la domenica, calamita migliaia di veneziani e foresti in un Bacino S. Marco brulicante di barche ricolme di persone e piatti tipici. Fin dalla mattina del sabato dei “foghi” alcuni veneziani, quelli che solitamente s´incaricano dell´organizzazione, iniziano a preparare la cena del Redentore. C´è chi cucina per decine di commensali, chi cerca già il posto barca migliore in Bacino S. Marco e chi appende i palloncini colorati alla barca, all´altana (la famosa terrazza in legno che si può ammirare sui tetti di molte case veneziane) o alla terrazza da dove poi con gli amici si guarderanno i “foghi”. Alle 23.30 il via ai fuochi d´artificio, che illuminano di colori palazzi e acqua, nel palcoscenico più bello che l´uomo abbia mai realizzato. Come tutte le feste popolari, anche quella del Redentore si è arricchita nei secoli di manifestazioni collaterali: oltre allo spettacolo del sabato, la tradizione prevede la festa con le bancarelle e la pesca al patronato della chiesa del Redentore e le regate alla veneta che si svolgono la domenica nel canale della Giudecca che così, almeno per un giorno, non è sferzato dal moto ondoso creato dai mezzi a motore.

Il programma

SABATO 20 LUGLIO 2013

Ore 19.00 Apertura del ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca.

Ore 23.30 Spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco

DOMENICA 21 LUGLIO 2013, nel pomeriggio

Regate del Redentore – canale della Giudecca:

Regata dei giovanissimi su pupparini a 2 remi

Regata su pupparini a 2 remi

Regata su gondole a 2 remi

Santa Messa Votiva presso la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca

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