Il Santuario di Oropa e altre perle del Biellese

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Lo scorso agosto una giornata della mia parentesi estiva italiana, prima del rientro in Polonia, è stata dedicata ad un corposo itinerario culturale col mio amico Davide. Territorio prescelto quello della provincia di Biella, la meno estesa del Piemonte, con numerose chicche selezionate da andare a gustare, ed un “piatto” principale rappresentato dal maestoso Santuario di Oropa.

La prima tappa di questa avventura risponde al nome di Bondarte, un esiguo gruppo di case quasi nascoste tra le colline che vanno a formare un autentico museo a cielo aperto, grazie a splendidi dipinti, mosaici e sculture. Forse il luogo meno “di grido” della giornata, ma certo il più calzante con la mia idea di turismo selezionato e peculiare.

La seconda meta del programma è il collante con il successivo borgo da visitare – alle porte della Valle d’Aosta – ovvero la Panoramica Zegna che è ben più di una semplice strada. Inserita in un incantevole contesto naturalistico, esaltato al meglio grazie all’opera del celeberrimo imprenditore tessile Ermenegildo Zegna sin dagli anni ’30, lascia ammaliati tornante dopo tornante con emozionanti panorami.

È poi dunque la volta di Rosazza, affascinante paesino che deve il proprio nome e la nuova vita al suo mecenate, in questo caso Federico Rosazza: una figura caratterizzata da un velo di mistero, che ricade ed avvolge in qualche modo tutto il borgo stesso, contraddistinto da particolari scelte architettoniche e da una enigmatica simbologia sparsa in svariati punti.

Ricaricate le pile con un gustoso pranzo tipico, è tempo del preannunciato cuore della giornata, uno dei luoghi di culto più importanti di tutto il Nord Italia, ossia il Santuario di Oropa, dedicato alla Madonna Nera. A rendere più fruttuosa l’esperienza in loco una esaustiva visita guidata con Linda Angeli, responsabile della comunicazione del Santuario, disponibile ed illuminante per comprendere appieno la storia e le specificità del complesso.

“Quello che rende speciale questo luogo, anche secondo il parere di chi viene ad Oropa, è”, racconta Linda Angeli, “l’insieme di tanti elementi forti. Si avverte infatti un aspetto profondamente spirituale, legato alla fede, all’ascesi e alla presenza della Madonna. C’è poi un ambiente paesaggistico straordinario, incontaminato, ed anche un ambiente fatto di arte, cultura e architettura. L’unione di queste tre cose, tre elementi così forti nello stesso luogo, credo che siano rari da trovare tutti assieme”. Un altro tratto che distingue certamente il Santuario è la possibilità per le persone di potervi pernottare, come evidenzia Angeli: “L’accoglienza esiste da quando c’è il Santuario, e storicamente anche su questo Oropa è originale: non nasce infatti in seguito ad un miracolo o ad una apparizione, ma proprio con la vocazione all’accoglienza, che ha mantenuto nei secoli. Quella “domus et ecclesia” citata nei documenti del 1200 era questo, un luogo che ospitava le persone che transitavano da Biella verso la Valle d’Aosta e viceversa, cercando accoglienza spirituale, oltre a cibo e un ricovero per dormire”.

Un elemento di vicinanza con la Polonia è ovviamente la già detta presenza della Madonna Nera, come nell’importante centro di Jasna Góra. Il legame è concreto: l’inno di Oropa ricalca la musicalità di quello cantato a Częstochowa, ed inoltre un importante convegno del 2010, organizzato dai piemontesi sul tema delle madonne nere, ha visto la preziosa partecipazione dei polacchi. La statua lignea di Oropa è stata peraltro da poco impreziosita di una componente in assoluto unica nel suo genere, un Manto della Misericordia, ultimato già in piena pandemia, nella primavera del 2020, ma presentato soltanto nell’agosto 2021, lungo 25 metri e formato da 15 mila pezzi di stoffa donati da migliaia di persone, che hanno lasciato un’intenzione di preghiera insieme al proprio tassello. Linda Angeli spende poi due parole sul Sacro Monte di Oropa, che sorge proprio al fianco del Santuario: “Patrimonio Mondiale Unesco dell’Umanità assieme agli altri otto Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, è dedicato alla storia della vita di Maria. Ci sono 12 cappelle con statue di terracotta, dall’Immacolata Concezione fino all’Incoronazione. Era un modo per avvicinare i pellegrini, soprattutto nel 1600 e 1700, a quella che era la storia della Madonna, e farla conoscere attraverso mestieri e abiti tradizionali, avvicinandola alla quotidianità che la gente viveva”.

Terminata la visita in quel di Oropa, è tempo di ridiscendere verso la pianura per le ultime due tappe del ricco itinerario. Dapprima il Ricetto di Candelo, una fortificazione medievale che era destinata alla custodia di beni, quali prodotti agricoli e vinicoli, per ogni evenienza. Muovendosi tra le vie di ciottoli di questa struttura, tra le meglio conservate in Europa del suo tipo sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo. Ed infine, a pochi minuti di distanza, non si può che chiudere il programma con la città capoluogo di provincia: Biella. Dopo una passeggiata per il centro della “capitale della lana”, tra il Duomo di Santo Stefano in stile neogotico (visitato nel suo particolarissimo interno) e il Battistero di San Giovanni di epoca romanica, è tempo di cenare ripensando a tutto quanto visto nell’arco della giornata, prima di ritornare poi a casa incredibilmente arricchito, come tutte le volte in cui posso dedicare del tempo a questo genere di esperienze.