Maserati Quattro Porte I – al volante o sul divano?

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La Maserati è stata la prima azienda che ha fatto la macchina di classe Gran Turismo, combinando un motore ad alte prestazioni sportive con un corpo confortevole. Sono stati anche tra i pionieri che hanno unito il Gran Turismo con l’idea del lusso, lanciando un’auto con un tocco sportivo che al contempo consente di far viaggiare comodamente sia chi guida sia chi si sedeva dietro.

La prima Quattro Porte (allora si scriveva separatamente), è stata realizzata grazie al suggerimento del giornalista Gino Rancati, che è stato colto dal titolare della Maserati Adolfo Orsi. L’auto apparve nel 1963, e il nome stesso parlava dell’unicità di questa GT, prodotta nello stabilimento di Vignale a Torino. Il motore, ovviamente su progetto di Alfieri, aveva 260 CV ed era in grado di spingere questa grande macchina a 230 km/h. Pietro Frua era responsabile della carrozzeria. Grazie agli ampi finestrini e ai sottili sostegni del tetto, è riuscito a ottenere un effetto di leggerezza nonostante un corpo così grande. Celebrità come Marcello Mastroianni e Alberto Sordi sono rimasti entusiasti di questa vettura, anche se quest’ultimo, noto per la sua avarizia, diciamolo schiettamente, pagò a rate la sua auto preferita. Tra le 776 auto prodotte, c’erano anche cinque auto in versione pick-up davvero uniche. Le aveva commissionate Ermete Amadesi il capo di CEA Estintori, su richiesta del direttore di pista Imola Paolo Conti, per creare un “team di risposta rapida”, ciò é CEA Squadra Corse, per intervenire in caso di auto incendiate a seguito di incidenti. Sì, le Quattro Porte sono diventate anche autopompe grazie alla loro potenza e prestazioni. “Leoni”, come la stampa iniziò a chiamare questi coraggiosi vigili del fuoco, ancora oggi mettono in sicurezza le gare sui circuiti italiani, utilizzando, oltre alle più comuni vetture, anche Lamborghini Huracan e Urus adatte a questi diffi cili compiti, e il tutto è comandato dalle fi glie Ermete, Patrizia e Rosella.

La seconda generazione, marchiata Bertone, non suscitò molto interesse, in 3 anni dal 1976 furono vendute solo 13 vetture.

Nel 1978 l’ex partigiano Sandro Pertini divenne presidente d’Italia, come ricorda nel suo evergreen “L’italiano” Toto Cotugno. Il nuovo presidente fu il primo rappresentante dello stato italiano a riconoscere uffi cialmente i successi di Enzo Ferrari. Commosso da questo gesto, Ferrari disse: “Queste parole sono la più grande ricompensa per il mio lavoro”. È possibile che se la casa Ferrari avesse inserito nella sua offerta una macchina a quattro porte, forse sarebbe diventata la macchina presidenziale ufficiale, ma fino ad oggi un tale modello non è stato creato a Maranello. Nel 1979 il presidente Pertini ricevette una versione blindata della Maserati Quattroporte di 3^ generazione nel colore “Dark Aquamarine”, che soddisfava la speciale richiesta di un portapipa. La carrozzeria, questa volta disegnata da Giorgetto Giugiaro, fu un grande successo dell’azienda poi gestita da Alejandro de Tomaso, ne furono prodotti ben 2.145 esemplari della fabbrica Innocenti. All’inizio denominata 4porte, poi Quattroporte, per adottare il nome Royale dal 1981 per sottolineare il lusso regale che offriva. Quest’ultima fu costruita in soli 51 esemplari. Il 29 maggio 1983 Pertini visitò la fabbrica di Maranello, ma poiché arrivò lì con la sua Maserati, forse inconsapevolmente, rischiò di non incontrare il Commendatore. La Ferrari ha trattato la concorrenza modenese con una grande ostilità, che il popolo Maserati ricambiava. C’erano spesso dispetti reciproci, come quando la Ferrari perse una delle gare in cui trionfò la Maserati, la mattina dopo i lavoratori di Maranello videro un carro di legno pieno di fieno ai cancelli della loro fabbrica con la scritta “nutri il tuo cavallino, perché recentemente é così debole”. Tornando al memorabile incontro, l’etichetta imponeva al padrone di casa di avvicinarsi presso l’auto del presidente per salutarlo, ma Enzo non si mosse, tenendosi a distanza dalla carrozzeria ostile, e fu il Presidente della Repubblica italiana ad essere costretto ad avvicinarsi alla Ferrari. L’incontro poi, come riportato da Piero Ferrari, si è svolto in una bella atmosfera.

Marcello Gandini ha presentato il suo design Quattroporte di quarta generazione nel 1994 e anche se sembrava un Biturbo leggermente ampliato, aveva i suoi sostenitori, 2.400 esemplari erano stati venduti fino al maggio 2001.

La quinta generazione, presentata nel 2003 a Francoforte, è una soluzione completamente diversa. Lo studio Pininfarina ha impressionato, ad esempio, già con le emblematiche tre prese d’aria su ciascuno dei parafanghi anteriori. La duplice natura della Quattroporte è stata risolta offrendo ai clienti una versione arredata di lussuosa Executive GT [griglia cromata] e una seconda Sport GT più sportiva, dove l’interno è arredata di fibra di carbonio invece che di legno, e l’intera caratteristica di guida della vettura è pensata per la modalità sport. All’esterno, riconoscerete questa versione per la griglia a rete nera opaca e le strisce rosse sul tridente. Ho avuto l’opportunità di viaggiare a bordo della Quattroporte V seduto accanto all’autista. Contrariamente ai telai 2 + 2, il posto del passeggero è il peggiore per viaggiare in questa macchina perché non proverete il divertimento e le emozioni di guidare un’auto sportiva. Inoltre non proverete il comfort e il lusso del suo sedile posteriore. Il sedile posteriore 2+2, o meglio il suo surrogato, era chiamato il posto per i “fortunati” perché potevano viaggiare a bordo di una GT purosangue, ma il viaggio con le ginocchia sotto il mento faceva capire subito che era una “fortuna avversa”.

Dal 2013 [rinnovata nel 2016] abbiamo già la 6^ generazione di Quattroporte, sempre a firma Pininfarina. Un’auto che si presenta con grande classe, cosa nuovamente apprezzata dal successivo presidente della Repubblica italiana. La storia della Quattroporte rispecchia le alterne fortune di Maserati. Ogni generazione, a parte l’ultima, nasce sotto l’egida di proprietari in continuo mutamento, è stata disegnata anche da vari stilisti, ma fin dall’inizio è un’auto per chi cerca lusso, prestigio, comfort ed emozioni, e tutto questo è offerto dalla Quattroporte. Inoltre, fin dall’inizio, i suoi acquirenti hanno avuto sempre lo stesso problema, meglio guidare questa Gran Turismo o sedersi dietro? Ciascuna delle serie Quattroporte è apparsa in innumerevoli film, tra cui: Il Padrino III, Ocean’s 13, Untouchables, Youth, nelle serie True Detective e Gomorra, così come nell’ultimo Batman, dove la Quattroporte ha reso questo film noioso un po’ più eccitante.

Questa volta il modellino della Best of Show [BoS] è chiuso e limitato a mille pezzi. In questa combinazione di colori (vedi foto) il modellino è molto bello. Come vedete in foto, accanto al modello Best of Show c’è quello della 5a generazione di Hot Wheels, non so cosa stessero pensando i suoi progettisti, perché nell’auto, il cui attributo è la seconda coppia di porte, qui si aprono solamente le porte anteriori. Per chi non sapesse cosa sia la scala 1/18, sullo sfondo si può vedere la griglia del radiatore di dimensioni originali della Quattroporte V.

Anni di produzione: 1963-1969
Esemplari prodotti: 776
Motore: V-8 90°
Cilindrata: 4136 / 4719 cm3
Potenza/RPM: 260 / 290 KM / 5200
Velocità massima: 230/255 km/h
Accelerazione: 8,5 s
Numero di cambi: 5
Peso: 1650 kg
Lunghezza: 5000 mm
Larghezza: 1720 mm
Altezza: 1360 mm
Interasse: 2750 mm

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