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I principali settori di esportazione della Polonia

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Le esportazioni della Polonia vanno a gonfie vele. Il settore in cui il paese dell’Europa centro-orientale va più forte è quello di frutta e verdura, come ad esempio le mele, che sono conosciute in tutto il mondo e hanno ritrovato presto una posizione importante nonostante l’embargo posto dalla Russia. Basti dire che nell’Unione Europea una mela su tre viene dalla Polonia. Lo stesso vale per le ciliegie, che costituiscono esattamente un terzo del mercato europeo. Se invece prendiamo le fragole, solo la Spagna si pone davanti alla Polonia, che al momento detiene il 17% di questo mercato. Tra le verdure, la terra di Chopin gode del primato di carote e cetrioli, mentre è tra le prime cinque posizioni per i pomodori. Nel complesso, nel settore frutta e verdura, la Polonia è il sesto produttore dell’Unione europea.

Sempre nell’ambito dei prodotti alimentari, il paese detiene una posizione di assoluta leadership per quanto riguarda i funghi prataioli: in questo il caso primato non è solo europeo, ma anche mondiale, dato che un terzo di questi funghi proviene dalla terra polacca. Ottimi risultati sono conseguiti anche nelle esportazioni di pollame, dove al momento il primo posto nell’UE è appannaggio dell’Olanda, ma, se la produzione polacca continuerà a crescere al ritmo attuale, il 2018 potrebbe essere l’anno del sorpasso. Il più alto gradino del podio a livello continentale è raggiunto dalla Polonia anche per il salmone: in questo caso, si deve ringraziare il fondamentale apporto dell’azienda Morpol di Stettino, che fa parte del gruppo norvegese Marine Harvest. Questa collaborazione permette al paese sulla Vistola di essere il terzo produttore e riesportatore di pesce nell’Unione europea.

Lasciando la cucina, la Polonia si distingue anche in altri importanti settori. Il primato più soddisfacente è probabilmente quello delle finestre: in questo ambito, Varsavia si trova al primo posto dal 2016 con esportazioni per un valore di 1,5 miliardi di euro e una quota di mercato europeo del 21,5%. La competizione in questo settore non è propriamente delle più facili, perché il secondo posto con dati leggermente inferiori è detenuto dalla Germania. Anche nei metalli preziosi, i risultati polacchi sono positivi: grazie all’azienda KGHM Polska Miedź, la Polonia è al primo posto europeo per la produzione ed esportazione di argento, mentre una dignitosa sesta posizione è ottenuta per quanto riguarda il rame. La medaglia di legno arriva nel settore dei mobili, dove la Polonia si piazza dietro a Cina, Germania e Italia con una produzione dal valore di 10 miliardi di dollari. Quasi la totalità della produzione è esportata all’estero, in particolar modo in Germania.

La leadership europea si nota anche nel caso degli elettrodomestici, con riferimento soprattutto a lavatrici e frigoriferi: l’85% di ciò che viene prodotto in Polonia è infatti esportato all’estero. Un altro mercato in crescita è quello dei cosmetici, che sono venduti in 130 diversi paesi. I prodotti di prima fascia sono quelli per i capelli (35%), seguiti dai profumi (13,5%), dai cosmetici per uomini (10,5%) e dai trucchi (9,7%).

La Polonia riesce a mantenere questa posizione dominante nelle esportazioni perché gode di un mercato abbastanza grande e perché, in realtà, importa molte merci, che poi riesce a rivendere a prezzi competitivi con profitto. L’esempio standard è quello del salmone menzionato sopra, ma grandi risultati sono ottenuti anche con caffè, tè e agrumi. Inoltre, nel corso degli anni gli imprenditori hanno imparato a gestire i rischi legati alle oscillazioni sul mercato valutario e ad approfittare di un tasso di cambio favorevole.

FCA Poland, leader della produzione di automobili in Polonia nel 2017

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FCA Poland è la più grande delle 17 società del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in Polonia, e il suo stabilimento di Tychy rientra nel gruppo dei migliori siti/impianti di produzione del Gruppo FCA. La fabbrica di Tychy è una delle poche al mondo che hanno ottenuto la medaglia d’oro nel sistema di classificazione del World Class Manufacturing (una metodologia integrata di gestione aziendale secondo i più alti standard mondiali in materia di sicurezza, tutela dell’ambiente, manutenzione, logistica e qualità). Ecco alcuni dati:

  • L’aumento della domanda delle Fiat 500 e Abarth 500 ha fatto sì che nel 2017 FCA Poland ne abbia prodotte complessivamente il 4% in più rispetto al 2016.
  • Lo stabilimento di Tychy, considerato il numero di automobili prodotte nel 2017, è uno tra i tre primi stabilimenti europei di FCA.
  • Nel 2017, il 99% delle auto prodotte nello stabilimento di Tychy è stato destinato ai mercati esteri.
  • Il 2017, rispetto al 2016, ha visto un incremento nella domanda di Fiat 500.

Nel 2017, lo stabilimento FCA di Tychy ha prodotto un totale di 263.424 esemplari, suddivisi tra Fiat, Abarth e Lancia. Nello specifico, le proporzioni sono queste: 178.989 esemplari di Fiat 500, 62.085 esemplari di Lancia Ypsilon e 22.350 esemplari di Abarth 500.

Grazie alla costante crescita della domanda per la 500 – auto ormai divenuta un cult – nel 2017 la produzione del marchio da parte del Gruppo FCA è aumentata di oltre 2.000 unità rispetto al 2016. Venendo incontro alle crescenti esigenze e aspettative dei clienti, il 2017 ha visto il lancio sul mercato di nuove versioni della Fiat 500. Tra queste c’è principalmente la Fiat 500 Anniversario, creata appositamente in occasione del suo sessantesimo anniversario. Inoltre, sono state prodotte le versioni Fiat 500 Mirror e 500 Mirror Special, che utilizzano gli ultimi sviluppi tecnologici in grado di connettere lo smartphone con il sistema multimediale Uconnect e che si distinguono per il colore blu e l’estetica associata al mondo delle telecomunicazioni moderne avanzate. Nella fabbrica di Tychy sono state prodotte anche le nuove versioni Abarth, tra cui la prima Abarth 695 Rivale, che è stata progettata in collaborazione con Riva (produttore di barche). I suoi tratti caratteristici si intravedono nelle particolari soluzioni stilistiche che fanno riferimento alla vela e alle prestazioni tipiche dell’Abarth. Tuttavia, questo non è l’unico modello Abarth prodotto nel 2017.

Al primo modello Abarth sono successivamente seguite altre due versioni. La prima Abarth 595 Pista, costruita per vivere ogni istante come se fosse una gara, si nutre di adrenalina e contraddistingue il marchio per particolari, design e stile. La seconda Abarth 695 XSR Yamaha rafforza la posizione del marchio, presentando al meglio il grande spirito sportivo e il senso di rivalità in pista. Questi però non sono gli unici motivi per cui lo stabilimento di Tychy può sentirsi fiero, visto che, in base ai piani di produzione, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile FCA Polonia celebrerà un evento molto particolare: la linea di produzione raggiungerà il traguardo di 2 milioni di esemplari prodotti a Tychy.

Nonostante i molti successi, FCA Poland non riposa sugli allori. Il riconoscimento conferito dal WCM Association obbliga lo stabilimento di Tychy a un costante sviluppo, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione e il miglioramento dell’organizzazione del lavoro. Inoltre, lo stabilimento di Tychy è uno dei maggiori datori di lavoro della regione, dato che alla fine dello scorso anno impiegava 2.808 persone.

È ovvio che le esportazioni hanno un peso significativo per l’economia polacca, specialmente quelle riguardanti il settore automobilistico. Secondo i dati di “Rzeczpospolita” e “Lista 500”, per il secondo anno consecutivo FCA Poland si piazza al secondo posto tra i maggiori esportatori dell’economia polacca e al primo per il settore automobilistico. Le entrate provenienti dalle esportazioni sono pari a 12,4 miliardi di złoty (dati del 2016). Il 99% delle auto prodotte nel 2017 (per la precisione, 261.658 esemplari) è stato esportato in 57 mercati esteri. Di seguito sono riportati i dati a seconda del modello:

 

Fiat 500 177.314 unità
Abarth 500 22.263 unità
Lancia Ypsilon 62.081 unità

 

L’elenco dei 10 maggiori paesi esteri che hanno beneficiato delle auto prodotte a Tychy:

ITALIA unità 120.960
GRAN BRETAGNA unità 27.907
FRANCIA unità 25.653
GERMANIA unità 21.609
SPAGNA unità 17.943
BELGIO unità 7.513
GIAPPONE unità 6.647
OLANDA unità 5.808
AUSTRIA unità 5.055
SVIZZERA unità 3.751

 

 

 

La seguente notizia è tratta dal sito web di FCA Poland (il link oryginale è il seguente: https://tinyurl.com/y9gulvp3).

La traduzione dell’articolo è dal polacco all’italiano è stata effettuata da Amelia Cabaj.

Polonia: le più importanti novità del 2018 per gli imprenditori

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Fin dal momento del cambio di sistema, la Polonia vive un periodo di continua crescita economica, di sviluppo commerciale e anche sociale. L’entrata nell’Unione europea, avvenuta ormai oltre 10 anni fa, ha costituito un grande volano di sviluppo, il quale ha dotato il paese di nuove infrastrutture e di risorse finalizzate ad accrescere e specializzare il capitale umano. Un aspetto caratterizzante il sistema Polonia è la frequenza con cui vengono apportate modifiche al sistema legislativo e fiscale; tuttavia, il nuovo anno si presenta particolarmente interessante per la quantità e la portata delle novità legislative, le quali interesseranno diversi aspetti: a titolo esemplificativo, dalla tutela dei dati personali alle modalità di pagamento dei contributi previdenziali.

Lo scopo di questo articolo è quello di informare l’imprenditore già presente in Polonia, o il soggetto interessato ad entrare in questo paese, sui rischi derivanti dalla mancata applicazione delle nuove normative.

 

L’evoluzione della protezione dei dati personali: il regolamento comunitario non è tutto

A partire dal 25 di maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (REPD). Tutti i soggetti esercenti un’attività imprenditoriale devono tenere conto di questa novità legislativa e non solo.

Il trattamento dei dati personali (dalla raccolta all’eliminazione) presenterà un livello di rischio particolarmente alto e risulterà necessario armonizzare le disposizioni relative alla loro protezione sia da parte degli amministratori che dei gestori (imprese).

Il nuovo regolamento prevede, tra l’altro, la possibilità che un organo di supervisione (Presidente della Sezione della Protezione dei Dati Personali) possa emettere sanzioni pecuniarie per un importo massimo di 20 milioni di euro (oppure del 4% del volume delle vendite generali di una determinata impresa). La possibilità di applicare sanzioni particolarmente alte, accanto a quella di poter procedere per il loro pagamento, ha costituito uno dei principali motivi per i quali le imprese si interessino particolarmente al tema della protezione dei dati personali.

Anche se il REPD regola la maggior parte delle questioni relative al trattamento dei dati, in Polonia si sta elaborando una nuova legge di protezione dei dati di carattere personale avente come obiettivo quello di specificare alcune disposizioni del REPD. Nel mese di marzo 2017, il Ministero della Digitalizzazione, responsabile per l’attuazione del regolamento in Polonia, ha pubblicato un primo disegno di legge sulla protezione dei dati personali. La nuova legge non sarà l’unico strumento giuridico avente come obiettivo l’assicurazione dell’applicazione adeguata del REPD nell’ordinamento giuridico in Polonia. Con l’entrata in vigore del REPD si riformerà un importante numero di leggi e altri atti legislativi che regolano il trattamento dei dati in settori come, per esempio, le istituzioni finanziarie o le telecomunicazioni. Inoltre, come annunciato dal Ministero della Digitalizzazione, i cosiddetti emendamenti settoriali avranno anche ad oggetto il Codice del Lavoro comprendendo, tra l’altro, le disposizioni relative alla protezione, all’interno delle imprese, dei dati biometrici dei lavoratori. Pertanto, è da sottolineare il fatto che, nell’evoluzione della protezione dei dati personali che è in corso, l’attuazione unicamente delle soluzioni del REDP può risultare insufficiente.

 

La nuova legge sulla trasparenza pubblica

Dal punto di vista dell’attività posta in essere da un imprenditore, le modifiche previste dalla nuova legge sulla trasparenza pubblica (che entrerà in vigore all’inizio dell’anno) danno una particolare importanza a:

  • l’attuazione o, almeno, l’applicazione delle soluzioni interne anti-corruzione in base alle nuove esigenze, nonché la garanzia di un sistema di controllo che renda possibile la prova della loro reale applicazione ed efficacia;
  • l’introduzione di un sistema di seminari regolari per i dipendenti e per i collaboratori il quale abbia ad oggetto le condizioni e le procedure anticorruzione;
  • la verifica periodica del funzionamento delle soluzioni anticorruzione adottate nella prospettiva della loro efficacia, comprensiva dell’introduzione di un adeguato metodo di documentazione dell’applicazione delle predette soluzioni (adeguati processi di audit e di controllo) – nel caso di accuse della loro inefficacia o della loro natura fittizia (e.g. nomina di organi collegiali interni per l’applicazione, come comitati compliance/comitati);
  • l’introduzione di un sistema interno effettivo di whisteblowing;
  • l’introduzione di un sistema di verifica dei contraenti in termini di affidabilità e credibilità;
  • la verifica dei contratti stipulati nonché dei modelli di contratto nella prospettiva della loro conformità alle nuove esigenze della regolazione (in particolare nell’introduzione di clausole anticorruzione);
  • la definizione degli standard appropriati per la comunicazione interna ed esterna;
  • la predisposizione dell’organizzazione e della formazione dei dipendenti nel caso di controllo dell’Ufficio Centrale Anticorruzione (CBA) attraverso ad esempio delle simulazioni.

La violazione degli obblighi di introduzione e applicazione di procedure interne anticorruzione comporta il rischio di controlli da parte dell’Ufficio Centrale Anticorruzione e l’applicazione di sanzioni pecuniarie fino a 10 milioni di zloty (circa 2,5 milioni di euro) nonché il divieto quinquennale di partecipare a bandi pubblici. Il pericolo di controlli e di sanzioni previsti dalla nuova legge, inoltre, costituisce anche un rischio per la reputazione e il buon nome dell’imprenditore.

 

Modifiche nel diritto tributario

Diverse modifiche interesseranno anche la disciplina dell’IVA: verrà introdotta una procedura uniforme (File di Controllo Uniforme o FCU) per i microimprenditori, si procederà con l’applicazione del metodo Split payment dell’imposta sul valore aggiunto con la relativa tenuta del registro generale delle fatture al fine di garantire la liquidità dell’azienda.

I soggetti a IVA che tengono la loro contabilità con il supporto di dispositivi elettronici e di software (oltre 1,6 milioni di soggetti nel paese) saranno obbligati a tenere il registro elettronico in base al FCU ed adempiere agli obblighi derivanti con cadenza mensile.

Per quanto riguarda l’introduzione dello Split payment, verrà modificato l’art. 108a comma 1 della legge sull’Imposta sul Valore Aggiunto dividendo così il pagamento: l’imposta a titolo di IVA verrà versata, in tutto o in parte, su un numero di conto dedicato solamente per il pagamento IVA, la rimanente quota (in tutto o in parte), verrà invece destinata in un conto dedicato (conto di cooperativa o cassa di risparmio e credito) o sarà soggetta ad altro regime. Il pagamento soggetto allo split payment, sarà effettuato utilizzando dei messaggi che verranno formulati direttamente o dal conto di cooperativa o dalla cassa di risparmio e credito.

 

Le nuove zone economiche speciali

L’anno 2026 vedrà la conclusione del sistema di aiuti pubblici che ha caratterizzato le 14 zone economiche speciali in Polonia. In breve, l’aiuto pubblico consisteva nell’esonerare gli investimenti in queste particolari zone dal pagamento dell’imposta sul reddito delle società. La peculiarità dell’attuale sistema è quella di limitare il regime degli aiuti pubblici a determinate aree del paese (generalmente le più depresse o quelle a maggiore vocazione imprenditoriale). In questi mesi si sta formulando una nuova concezione di aiuti pubblici che verrà formalizzata nella nuova legge sulle zone economiche speciali che, secondo la concezione del Ministero dello Sviluppo, avranno la particolarità di non essere più legate a determinate confini geografici. Ciò significherà che l’aiuto pubblico sarà garantito in tutto il territorio nazionale, a seconda del tipo di investimento e della sua portata.

 

Unico conto ZUS (ente previdenziale polacco)

Di carattere meramente tecnico, ma non per questo meno importante, è la modifica introdotta a partire dal 1 di gennaio di quest’anno per cui ogni imprenditore ha un proprio numero di conto individuale per il versamento dei contributi previdenziali. Tutti i contributi (sociali, sanitari, fondo del lavoro, fondo di garanzia e di pensione) saranno quindi pagati non più al conto unico ZUS (ente di previdenza nazionale polacco), ma al conto ZUS individuale.

 

Aumento dello stipendio minimo

Infine, lo stipendio minimo previsto per il 2018 è di 2.100 PLN (circa 500 euro), rispetto al 2017 si è visto un aumento di 100 PLN (circa 25 euro). La tariffa oraria minima è di 13,70 PLN (circa 3.30 euro), aumentata di 0,70 PLN rispetto al 2017.

 

Ovviamente la presente informativa è finalizzata a dare un quadro sinottico e sintetico delle maggiori novità che interesseranno la Polonia nel 2018, per maggiori informazioni o richiesta di ulteriori chiarimenti, restiamo a completa disposizione.

 

Contatto:

Alfio Mancani

Avvocato – Italian Desk

M: +48 504 230 461

E: Alfio.Mancani@dzp.pl

Lumbersexual, i taglialegna del terzo millennio

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Gli uomini delicati e ben curati, fenomeno lungamente discusso negli ultimi anni, sono già tramontati. Il termine “uomo metrosexual” introdotto da Mark Simpson ha provocato grande scompiglio mettendo da una parte della barricata gli uomini che hanno cura di se stessi, quelli sempre ben vestiti, che usano cosmetici, insomma per farla breve, quelli che restano in contatto stretto con la parte femminile della loro natura e dall’altra quelli che definiscono il prendersi cura della propria estetica come patologia e negazione totale della mascolinità.

Da qualche tempo tutti parlano degli uomini lumbersexual, la nuova moda maschile che sorprende chi finora ha trattato gli uomini barbuti come una novità passeggera. Nella nostra società si sta imponendo oggi un tipo d’uomo totalmente nuovo e direi non metrosexual. Lumber “taglialegna” significa ritorno alle radici e la simbiosi con la parte naturale e selvaggia della natura maschile. Il taglialegna porta la barba, i tatuaggi, le camicie a quadri e le scarpe comode e pesanti. Vive con disinvoltura la sua corporeità. È un uomo irresistibile di carne e ossa.

Cathy Nhung, la redattrice di moda del Guardianes del Tiempo lo commenta così: Per me un uomo sportivo con la barba (ma non troppo lunga) che porta una camicia di flanella è molto più attraente di quello raso in un t-shirt aderente e pantaloni stretti. È vero anche che dopo quasi 10 anni il tipo “metro” ci ha annoiato. Era prevedibile, che apparisse un modello nuovo, alternativo. Non si tratta neanche di ribellione ma di bisogno di cambiamento. Lo si vede anche sulle passerelle: Bottega Veneta, Dior o Hermes hanno iniziato a promuovere questa stagione un trend nuovo, un look più operaio. Da tanto non si vedeva un trend così fresco privo di riferimenti relativi a retro, metro o sadomaso. Ho solo paura che gli uomini inizieranno a trattare questo trend come il via libera non solo per la barba (questo è super) ma soprattutto per smettere di avere cura di se stessi. Brr!

Condivido sia l’entusiasmo di Nhung che le sue paure legate a questo tema. Mi ricordo quando il tema delle discussioni femminili era l’evoluzione maschile e le inquietudini legate alla direzione che prendeva. Osservando l’ideale maschile degli ultimi dieci anni non poche volte ho avuto l’impressione che siamo in un processo di civilizzazione mortale ed il nostro genere è condannato all’estinzione. Così sono molto felice vedendo questo nuovo ideale d’uomo. Dall’altra parte sto riflettendo se questo trend nuovo non sia un travestimento insidioso del narcisista o una scusa per i pigri. In ogni caso gli do fiducia. Penso che il taglialegna ben curato sia un cambiamento piacevole nella scena della cultura popolare contemporanea.

Entrando nei dettagli più profondi di questo fenomeno, abbastanza inquietante è quel bisogno di ritorno alle radici ed alla natura nella sua forma completa. I taglialegna invadono oggi le strade delle città come un nuovo trend o forse come un indizio di bisogni interiori? La lumbersessualità è un grido dell’ego maschile? Vale la pena farsi queste domande in tempi in cui le donne assomigliano sempre di più gli uomini. Sto pensando alle questioni legate all’indipendenza che è diventata il valore principale per le donne che vivono nelle società di massa. Il fabbisogno di forza fisica, caratteristica del ruolo maschile, scompare e di conseguenza si rompe l’interdipendenza naturale tra le donne e gli uomini. In questa prospettiva la situazione potrebbe essere giudicata come una crisi e il nuovo trend come un tentativo disperato di ristabilire il vecchio ordine. Gli uomini si fanno crescere la barba perché è l’unico modo che gli permette di sottolineare il loro ruolo maschile nella società. E parallelamente si diffondono i valori del ritorno alla tradizione e alla natura e di una alimentazione sana ed ecologica. Forse i taglialegna contemporanei sono l’annuncio del Rinascimento della mascolinità?

 

Non solo pistacchi, l’importanza della frutta secca oleosa

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Non solo pistacchi, ma anche noci, nocciole, mandorle, arachidi, pinoli, anacardi. Nella nostra alimentazione quotidiana dovrebbe essere presente una porzione di frutta secca oleosa, alimento fondamentale per combattere le cosiddette “malattie del benessere” quali diabete, ipercolesterolemia, obesità.

Partiamo dall’acquisto: come sceglierla? Sgusciata, tritata, tostata… Senza dubbio si presenta in confezioni molto golose, ma attenzione: anche se si trova in contenitori sigillati, per essere messa in commercio richiede l’aggiunta di sale e antiossidanti artificiali, necessari per evitare l’irrancidimento dei grassi e prolungare i tempi di conservazione. Meglio quindi preferire sempre quella ancora con il guscio.

Ricca di proprietà benefiche ma ahimè, anche di calorie, la frutta oleosa dev’essere consumata in sostituzione (e non in aggiunta!) ad altre fonti lipidiche meno salutari (come i grassi animali). In particolare bisogna cambiare l’abitudine di mangiucchiarla al termine del pasto. Meglio invece aggiungerla al nostro piatto principale: nello yogurt per colazione, nell’insalata, oppure macinata e ridotta in crema per condire la pasta oppure per accompagnare carne e pesce.

Una porzione ragionevole non dovrebbe comunque superare i 50 gr al giorno (una manciata circa).

Ma perché la frutta oleosa è così importante nella nostra alimentazione? Innanzitutto i grassi si presentano sotto forma di acidi grassi insaturi e polinsaturi (i famosi Omega-3 e Omega-6), i quali contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Molto importante è anche il contenuto proteico, intorno al 13% per noci e nocciole, fino al 30% per arachidi e pinoli. Percentuale molto alta se si considera l’assenza di controindicazioni, rispetto alle proteine animali. Ancora, è molto ricca anche di Vitamina B ed E, di cui sono note le proprietà antiossidanti, e di sali minerali.

Tornando ai nostri pistacchi, fra i vari tipi di frutta oleosa, sono in testa per il contenuto di ferro (7,3 mg ogni 100 di alimento), di calcio (131 mg), di fosforo (500 mg) e di potassio (972 mg). Ottima scelta!

Torino: tra un caffè e un tramezzino, tutte le sfumature dello shopping

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Un po’ fashion e un po’ sabauda dove il classico e il moderno convivono. Lussuosi department store e boutique di alta moda si alternano a concept store e negozi nei quali l’avanguardia e la ricerca sono protagonisti assoluti. Passeggiare lungo le strade del centro e scoprire il fascino che si nasconde sotto i diciotto chilometri di portici che attraversano la città è un’esperienza che, anche per chi non è amante dello shopping sfrenato, regala un’atmosfera magica e coinvolgente. Fare shopping a Torino non è mai stato così bello.

Dalla centralissima piazza San Carlo basta percorrere l’elegante Via Roma, cuore e simbolo di Torino, per imbattersi negli esclusivi negozi delle grandi firme della moda italiana ed internazionale come  Gucci, Prada, Armani, Marina Rinaldi, Hermes, Louis Vuitton, Salvatore Ferragamo, Calvin Klein, Guess, e i marchi più accessibili famosi in tutto il mondo come Zara, Stardivarius e Bershka del gruppo Inditex e la svedese H&M , i fratelli Rossetti per ciò che concerne le calzature di lusso e poi gli sporting store di Foot Locker, Robe di Kappa e Lacoste, l’affollato  Apple Store – il più grande d’Italia – e la lussuosa gioielleria Damiani.

L’area pedonale di via Lagrange è frequentata dai turisti che amano il lusso e l’alta oreficeria. Qui svetta l’imponente centro commerciale “La Rinascente” e le luccicanti vetrine delle grandi firme Chanel, Prada, Miu Miu e Trussardi.

Decisamente più popolare, frequentata soprattutto dai giovanissimi che ne fanno anche un luogo di ritrovo è la vivace Via Garibaldi, il più lungo percorso pedonale della città che unisce Piazza Castello con Piazza Statuto. Qui si possono trovare negozi di diversi marchi in particolare legati al mondo della moda giovanile e low cost, abbigliamento in stile urban e anche accessori di tendenza. Jeanserie, profumerie, gelaterie, noti marchi in franchising e poi piccoli negozi che si succedono senza soluzione di continuità, offrendo articoli a prezzi competitivi.

Per chi ama uno shopping più “pittoresco” è consigliabile visitare anche il grandissimo mercato di Porta Palazzo: luogo di incontro di cultura e folklore, un tripudio di profumi e colori accoglierà i visitatori più curiosi che potranno perdersi tra le innumerevoli bancarelle dalla varia merceologia etnica.

Unica al mondo, è la possibilità che offre Torino di alternare lo shopping a lunghe pause in uno dei tanti famosi caffè storici. Consumare un espresso o tuffarsi nella dolcezza della pasticceria artigianale e della più gustosa cioccolateria piemontese, è una sensazione che si può provare solo nella prima capitale d’Italia.  Ed ecco che da piazza San Carlo fino a piazza Castello, Via Po e Corso Vittorio è facile perdersi nelle atmosfere di questi caffè con le salette ricche di specchi, le tappezzerie di raso, le poltrone rivestite in velluto, marmi pregiati e pezzi unici rimasti intatti nel tempo. Il Caffè Torino, il Caffè del Cambio, il Platti, il San Carlo, il Fiorio, il Caval d’Brons, il Bicerin, dove nacque l’omonima bevanda tipica piemontese fatta con caffè, cioccolato e crema di latte, il Baratti e Milano e il piccolissimo Mulassano che nel 1925 inventò il tramezzino, sono le soste preferite dei turisti e una piacevole abitudine per i torinesi. In questi caratteristici locali con affreschi e quadri che rievocano l’atmosfera risorgimentale, con personale rigorosamente in divisa, un tempo erano soliti fermarsi i Reali di Savoia, gli intellettuali, gli aristocratici e le grandi personalità politiche come Camillo Cavour. Successivamente sono stati ospiti i grandi nomi del cinema e della musica come Totò, Frank Sinatra, Brigitte Bardot e Ava Gardner. Oggi in questi raffinati salotti è facile incontrare industriali, campioni del calcio e cantanti.

Ma la Torino dello shopping non finisce qui. Attorno all’Università, nelle vicinanze di Piazza Carlo Emanuele II, nelle strade della zona di Via della Rocca si trovano negozi un po’ intellettuali e un po’ blasé che riescono a stupire anche i più esigenti e sofisticati appassionati di shopping internazionale. E osservando vetrina per vetrina senza accorgersi del tempo trascorso ci si trova in Piazza Vittorio Veneto, la più grande piazza d’Europa, sul fiume Po, attorniata da edifici costruiti nel medesimo stile, punto d’arrivo e di partenza per un nuovo itinerario che può spingersi fino alla zona pre collinare anch’essa ricche di attraenti negozi e laboratori d’artigianato di grande qualità.

E nella città che diede i natali all’aperitivo, quando più di 200 anni fa nel lontano 1786 Antonio Benedetto Carpano cominciò a produrre in una bottega sotto i portici della centrale Piazza Castello, un vino aromatizzato ottenuto con infuso di erbe e spezie, è obbligatorio, dopo una giornata di shopping, finire il pomeriggio con un drink o un’apericena in qualche locale alla moda sorseggiando sofisticati ed elaborati cocktail creati dalle sapienti mani di barman dal look super trendy.  Il Carpe Diem in via Po, con la simpatia e la professionalità di Gianni e Max uno dei punti più ambiti. Elegante e raffinata ma anche underground e di tendenza, Torino punta sull’originalità, e tra un tramezzino e un bicerin, potrete dare sfogo ai vostri desideri di shopping!

Il presidente Duda a New York

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

“Abbiamo ufficialmente aperto la presenza biennale polacca nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, nell’ambito dell’adesione non permanente della Polonia al Consiglio di sicurezza. Le questioni sollevate dal Consiglio riguardano anche la sicurezza del nostro paese dunque sono contento che anche noi potremo influire sulla soluzione di tali questioni”, ha detto ieri il presidente Andrzej Duda durante la sua visita a New York. Prima il presidente ha anche partecipato al dibattito aperto sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’ONU. Tra gli argomenti sollevati all’incontro del Consiglio, Duda ha anche menzionato il problema siriano, l’accordo nucleare con l’Iran, nonché il problema “dell’occupazione di una parte del territorio dell’Ucraina“.

L’informazione e la foto provengono da http://pap.pl

L’Organizzazione Turistica Polacca promuove il turismo nazionale

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

L’Organizzazione Turistica Polacca (POT) invita albergatori, ristoratori, imprenditori turistici, organizzazioni e altre istituzioni legate al settore turistico a partecipare all’edizione primaverile dell’iniziativa “Polska zobacz więcej – weekend za pół ceny” (Polonia, visitala di più: weekend a metà prezzo). L’evento si svolgerà dal 9 all’11 marzo e le iscrizioni sono aperte fino al 13 febbraio, basta compilare l’apposito formulario disponibile sul sito www.polskazobaczwiecej.pl. “L’iniziativa mira a presentare l’offerta turistica nazionale e a invogliare i polacchi a usufruire delle risorse e dei servizi turistici nazionali anche nei periodi fuori stagione, contribuendo a mantenere dinamico questo settore”, ha dichiarato Grzegorz Cendrowski, portavoce di POT.

L’informazione e la foto provengono da http://rp.pl

50 nuovi tram di ultima generazione a Cracovia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il consorzio delle aziende Solaris Bus&Coach e Stadler Polska ha siglato con l’Azienda di Trasporti Urbani di Cracovia (MPK SA) l’accordo quadro per la fornitura di 50 tram alla città, nonché il contratto relativo alla consegna nel 2020 già dei primi 35 mezzi, costati 314 milioni di zloty. Si tratta del nono progetto finanziato dall’Unione Europea. Gli investimenti ammonteranno a più di 1,6 miliardi di zloty, di cui un miliardo proviene da fondi Ue. Tra le caratteristiche dei nuovi tram a pianale ribassato segnaliamo l’installazione della speciale pedana che renderà ogni mezzo facilmente accessibile alle persone disabili costrette a spostarsi sulla sedia a rotelle e la presenza di emettitrici automatiche per l’acquisto di biglietti direttamente a bordo tramite pagamento in contanti o carta di credito. Nei corrimani non mancheranno persino le porte USB per la ricarica di smartphone e tablet dei passeggeri.

L’informazione e la foto provengono da http://forsal.pl

“Ispirato dai pittori italiani del primo Rinascimento”

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Nato a Zamość nel 1981, dove ha frequentato il Liceo Artistico, Marcin Kowalik ha studiato presso la Facoltà di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Cracovia scrivendo la tesi di dottorato sotto la guida del professor Adam Wsiołkowski, di cui oggi è assistente.

Kowalik è un pittore che suddivide la sua opera in cicli che restano aperti perché, come ammette lo stesso artista, non è in grado di chiuderli: Spaziodeiviaggi, Paesaggionellascatola, nel quale fa riferimenti alla natura, allo spazio del paesaggio; Regnosconosciuto nel quale cerca il dialogo pittorico con gli antichi maestri, tra cui anche gli italiani Paolo Uccello, Piero della Francesca, Masaccio; BacktoBasics in cui si concentra sugli elementi della pittura, sullo spazio della fisica pittorica; Fasedellospecchio, un ciclo ispirato al romanzo di Lewis Carroll, all’osservazione di se stesso nello specchio, al lavoro di Jacques Lacan, la cui teoria ha tradotto nelle sue opere con macchie colorate che spingono chi le guarda a crearsi un proprio spazio pittorico mentale.

Kowalik ritiene che le immagini abbiano una vita propria, e cerca di ascoltarle, di non criticarle cercando di trovarne l’intrinseca ricchezza. Tenta di trarre i fili che lo ispirano anche dalle sue prime opere. Parla del concetto di studio mentale e del vedere attivo. Si figura un luogo dove crea gli abbozzi, progetta un quadro intero, immagina tutti i suoi elementi, li dispone nello “studio”, visualizza la fase iniziale della pittura e solo poi si mette a lavorare.

Com’è nata la collaborazione con Adam Wsiołkowski e che cosa è il progetto 66 33?

Conosco Adam Wsiołkowski dal 2001. Ho studiato pittura nel suo studio presso l’Accademia di Belle Arti, poi, dopo la laurea magistrale, ho fatto il dottorato sotto la sua direzione. Dal 2010 lavoriamo insieme, sono assistente nel suo laboratorio di pittura. Le sue opere mi sono state di ispirazione. Vi è una certa similitudine negli elementi pittorici dei nostri quadri, entrambi ci troviamo bene nell’ambito della geometria in senso ampio, ma abbiamo opinioni completamente diverse sull’approccio verso un quadro, sul processo creativo, sulla tematica. Pensavamo da tempo di mettere in confronto le nostre opere, e cercavamo un interessante denominatore comune. La convergenza delle nostre date di nascita è stata un impulso. I miei 33 anni sono esattamente la metà dell’età del professore (66).

Com’è nato e si è evoluto il suo approccio alla pittura?

Già al Liceo Artistico sapevo che avrei voluto occuparmi solo di questo, dipingevo centinaia di paesaggi, nature morte, figure, ritratti. Ad un certo punto, durante gli studi all’Accademia, ho sentito che riprodurre la realtà nei dipinti non era più sufficiente per me. Sulla base di quello che avevo imparato dalla natura, ho cominciato a costruire immagini prodotte dalla mia fantasia.

Come si sviluppa il suo processo creativo e cosa vuole comunicare a chi guarda le sue opere?

Il destinatario è importante. Mi piace ascoltare le opinioni degli altri sui miei quadri. Dipingendo mi immedesimo nel ruolo di chi osserva, dimentico che sono io il creatore di un quadro per guardare in modo critico il mio lavoro distaccandomene. Cerco di avvicinarmi a chi guarda, di dialogare con lui, mi interessa se il messaggio della mia opera è almeno in parte comprensibile. Vorrei che i miei quadri fossero percepiti in modo multi-dimensionale. In modo che ognuno possa trovare in essi qualcosa per se stesso. Sono contento quando l’immagine contiene una deliziosa combinazione di colori avendo contemporaneamente profondità concettuale.

Da dove trae l’ispirazione per ogni ciclo?

L’impulso alla creazione di un nuovo ciclo è dato dal desiderio di affrontare un nuovo percorso artistico. Per esempio ho capito la mia attrazione verso la pittura antica nel ciclo Regno sconosciuto. Mi attrae in particolare il primo Rinascimento con le sue paradossali gaffe prospettiche. È più facile per me mantenere una distanza da quella pittura, in modo che io possa immergermi in questi dipinti e costruire le mie ipotesi su quello che riguarda le origini dei pittori, ovvero perché così, e non in altro modo, hanno risolto un certo problema. Sulla base di questi “studi” costruisco il mio messaggio. La più preziosa fonte di ispirazione per me sono i pittori italiani del primo Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca e recentemente Masaccio.

“La fede nella pittura”, “Pittura in poche parole”, da dove vengono le idee per questi
progetti?

Sono aperto al prossimo, sempre alla ricerca del contatto con il pubblico, cerco di attrarlo nel fantastico mondo della pittura e anche nella vita cerco di essere utile per il mio ambiente. La fede nella pittura è una borsa di studio che ho creato per i giovani artisti della mia nativa Zamość. Pittura in poche parole è un ampio progetto in cui i bambini dell’Ospedale Pediatrico di Cracovia progettano un quadro che poi realizziamo con i miei studenti. Già due di questi dipinti sono esposti all’Ospedale.

Come si insegna a dipingere?

È difficile “insegnare” la pittura. Si deve stare attenti a non “danneggiare” la delicata individualità dei giovani artisti. Voglio insegnare loro quello che ho imparato, farli sviluppare, aiutarli a credere nel loro
talento.

Qual è la cifra dell’arte contemporanea polacca nel panorama mondiale?  

Attualmente abbiamo molti artisti polacchi di livello internazionale, però il mercato artistico in Polonia è ancora ai primi passi, è necessaria l’educazione e il risveglio nella gente “comune” del bisogno d’arte. Per quanto riguarda il mondo accademico dell’arte, la Polonia è ancora il rifugio dalla pappa postmoderna, paese in cui arrivano gli studenti stranieri non solo con lo scopo di crescere artisticamente ma anche per imparare il mestier.