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Home Blog Page 217

“Cantate! La musica è terapeutica!”

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La musica è condivisione di emozioni ma con la musica si può anche cambiare il mondo. Ne è convinta Jadwiga Niebelska che ci racconta come ha realizzato il suo sogno: diventare cantante d’opera.

 

Qual è il percorso per diventare cantante d’opera?

È una strada lunga, ci vogliono almeno una decina d’anni. Generalmente si fanno 3-4 anni di studi già al liceo e poi 5 anni d’università.

 

Quali lezioni si frequentano presso il dipartimento di canto?

Il programma è abbastanza equilibrato. Nel corso di laurea ci sono molte discipline umanistiche come filosofia o storia dell’arte. Si studiano anche le lingue straniere e si fanno attività pratiche, oltre alle lezioni di canto, abbiamo pianoforte obbligatorio, recitazione, danza e movimento scenico e lezioni di canto in coro.

 

Che lingue straniere studiate?

Quando ho frequentato a Danzica c’erano solo lingue obbligatorie: italiano, russo e tedesco. A Varsavia è possibile scegliere la lingua, ma l’italiano è sempre obbligatorio!

 

La lingua italiana è molto importante nella professione di un cantante?

La verità è che un buon cantante dovrebbe essere un poliglotta. Deve conoscere almeno alcune lingue a livello primario: italiano, tedesco, inglese, russo, e, poi la fonetica spagnola. L’italiano è da sempre il linguaggio internazionale della musica, nonostante il fatto che a livello comunicativo sia stato sostituito dall’inglese, è tuttora importante nelle marcature e dinamiche musicali.

Condividi il parere di Artur Ruciński che l’italiano è la più bella lingua da cantare?

Sì, sono d’accordo. L’italiano è la lingua più comoda per cantare, soprattutto per i polacchi. Non ha suoni difficili per un polacco.

 

Hai mai lavorato con italiani?

Purtroppo, non ho preso parte a progetti nel Bel Paese, ma ho avuto diversi contatti con italiani. Sono persone molto aperte e in fondo un po’ simili a noi polacchi. Abbiamo il medesimo calore umano così come il desiderio di aiutare e di partecipare.

 

Quali sono i tuoi compositori preferiti e i ruoli che sogni interpretare?

Mi piacciono un sacco di tendenze musicali d’opera, tra queste il barocco. Adoro compositori come Händel o Monteverdi. Vicino al mio cuore è anche Verdi. Il ruolo che sogno, per il quale sono ancora troppo giovane, è Azucena ne ”Il Trovatore” di Verdi. Il mio ultimo compositore preferito è Britten, ho avuto l’opportunità di partecipare a due delle sue opere: “Lo stupro di Lucrezia” e “Sogno di una notte di mezza estate.”

 

Ci parli del vostro progetto “Messia”?

“Messia” è stato un concerto-appuntamento natalizio, con quattro solisti: Aleksandra Klimczak, Andrzej Marusiak, Tomasz Raff e la sottoscritta. Abbiamo lavorato con il complesso “Gradus ad Parnassum’’ che suona musica antica. Brani della Sacra Scrittura sono stati letti dall’attore Adam Fidusiewicz. L’obiettivo del nostro progetto era stimolare il pubblico a fare una pausa di riflessione nel periodo natalizio e magari spingere le persone a farsi gli auguri di persona partecipando con gli amici ad un concerto invece che limitarsi ad inviare il solito formale e virtuale messaggio d’auguri.

 

Non è la prima volta che organizzate qualcosa di speciale, sentite d’avere una missione?

Siamo una sorta di artisti bohémien, ci conosciamo dai tempi degli studi. Organizziamo concerti non tanto per mostrare il nostro talento, ma più per evidenziare un tema importante, una ricorrenza o anche per contribuire a risolvere un problema sociale. Vogliamo rimuovere la distanza tra l’artista e il pubblico che dev’essere co-protagonista insieme a noi. L’obiettivo naturalmente è quello di promuovere la musica e il suo messaggio ideale di cambiamento. Inoltre a livello personale tengo corsi estivi con l’Associazione di Artisti “Euforis’’, insieme a Eliza Szulińska. Se siete curiosi potete visitare il sito dell’Associazione: www.euforis.pl.

 

Ci sono persone che hanno svolto un ruolo importante nella tua formazione?

Devo molto alla professoressa Jolanta Janucik che tiene anche corsi di canto in Italia. Oltre alle questioni tecniche, mi ha aiutato a trovare la maturità delle scelte autonome professionali. Vorrei anche menzionare la giovane direttrice, straordinariamente professionale, del Teatr Wielki, Marta Kluczyńska, con la quale ho lavorato quando ero ancora studentessa. La ammiro per la sua capacità di percezione della musica e per come sa comunicare agli artisti la sua visione.

 

Quali consigli daresti a chi volesse iniziare a cantare?

Innanzi tutto: cantate! La musica aiuta in tutto, fa bene ai sensi, sviluppa il cervello, le abilità, spiritualizza, offre un orizzonte più ampio, agevola i contatti. Ricordatevi di cantare principalmente per voi stessi, se ne sarete in grado sarà poi bello anche per gli altri ascoltarvi. E non dimenticate mai di cantare con amore per l’arte e per il prossimo.

 

Siti web:

Sito web di Jawiga Niebelska: http://jadwiganiebelska.com/

Progetto ,, Messia ‘’: http://mesjasz2014.pl/

Società degli Artisti ,,Euforis’’: www.euforis.pl

 

Pietro Bembo e le prose della volgar lingua

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Fa certamente parte della natura stessa di ogni idioma l’esistenza di differenze tra scritto e parlato, ed è normale che il livello elevato, letterario e colto, si contrapponga spesso all’uso corrente. Ma in Italia la cosiddetta “questione della lingua” ha assunto caratteristiche veramente specifiche, in presenza dell’accentuato e prolungato particolarismo amministrativo e del caleidoscopio di volgari neolatini, esiti di radicate identità locali.

A chi chiedesse: “Ma cosa significa lingua italiana?”, credo che risulterebbe molto difficile far capire in poche parole come la risposta alla sua richiesta non possa essere né univoca né rapidissima. Infatti, se consideriamo che uno dei presupposti più semplicistici per definire una lingua è di solito quello di assimilarla all’espressione scritta e parlata di un popolo e di uno stato politico, per l’Italia ci troveremmo di fronte ad immediate difficoltà di allineamento, visto che nessuno mette in dubbio che Dante, nato nel 1265, sia senz’altro il più importante scrittore italiano, ma data anche l’evidenza che il primo Stato unitario italiano risale solo a dopo il 1861, quando Manzoni già da anni aveva scritto (e scritto in quel modo proprio perché ancora non c’era un’Italia unita) I Promessi Sposi.

A partire dal Trecento, nelle varie corti della penisola italiana s’era progressivamente formata una sorta di comunità itinerante di dotti e di letterati, che il problema aveva cercato di eluderlo, utilizzando una lingua cortigiana molto poco stabile, che si dimostrerà però assolutamente inadeguata quando alla fine del Quattrocento si porrà anche una questione pratica e professionale, divenuta particolarmente pressante: la sempre più fiorente industria della stampa esigeva infatti uniformità e una precettistica grammaticale chiara e univoca.

E sarà proprio nella stamperia di Aldo Manuzio, il più grande libraio del tempo, che Pietro Bembo, curando agli inizi del Cinquecento innovative edizioni dei testi di Dante e di Petrarca, cominciò ad elaborare la sua proposta per l’unificazione linguistico-letteraria italiana, ritenendo che potesse avvenire solo sulla base della tradizione letteraria illustre, applicando lo stesso metodo utilizzato per il latino classico, che si era esemplato sui modelli per eccellenza di Cicerone, per la prosa, e di Virgilio, per la poesia.

Così nel 1525, con le Prose della volgar lingua, un trattato divenuto fondamentale per la nostra storia letteraria e linguistica, il veneziano Bembo convinse tutti a usare il toscano letterario come lingua “italiana”, ovviamente solo scritta; indicando come modelli la lingua e lo stile del Canzoniere di Petrarca (che aveva imitato Virgilio), per la lirica, e la lingua e lo stile della cornice del Decameron di Boccaccio (che aveva imitato Cicerone), per la prosa.

Akrai: Missione archeologica polacca in Sicilia

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La Sicilia, la più estesa tra le isole del Mar Mediterraneo, da secoli attrae con sole perennemente  splendente, ottima cucina e panorami  mozzafiato. Tra i suoi numerosi tesori, a prescindere dall’aromatico gustoso olio d’oliva e dal paesaggio vario e sublime, raffigurato anche da William Turner in una serie di quadri dedicati ai suoi viaggi in terra siciliana, ci sono anche le numerose testimonianze dell’antichità che da secoli affascinano turisti, viaggiatori e ricercatori. L’innegabile fascino di quest’isola mediterranea era noto fin dagli antichi Greci. La Sicilia era spesso meta finale delle spedizioni durante il periodo della grande colonizzazione ellenica, compreso tra l’VIII e il VI sec. a.C. I greci approdati sulle coste italiche fondarono numerose città e villaggi che goderono della grande prosperità dovuta al notevole potenziale dell’isola. Con il trascorrere del tempo i greci iniziarono a esplorare le aree interne collinari, ovvero quelle più difficilmente accessibili, ma ancor più affascinanti. Tra i coraggiosi coloni si distinse un gruppo di Dori provenienti da Siracusa. Alla ricerca di un punto strategico ideale per vigilare sui territori circostanti della metropoli costiera in continua crescita, giunsero alla catena dei Monti Iblei, che venne scelto come luogo ideale per fondare nel VII secolo a.C la colonia di Akrai, in latino “Acrae”. Per secoli Akrai, difficilmente attaccabile proprio perché situata nella pittoresca parte sud-orientale dell’isola, svolse il ruolo di “custode” della colonia siracusana, una delle più importanti colonie del periodo ellenistico. Stimolata anche dal culto di Demetra, la dea della fertilità dei campi, la città si sviluppò dal punto di vista economico. Le condizioni favorevoli e l’alleanza stretta con il potere di Siracusa garantirono benessere alla città. Akrai fu costruita in base al modello urbanistico greco cioè lungo la strada principale cui venivano connesse strade minori. Anche i suoi abitanti, come quelli di altre colonie greche, erano fieri di avere il tempio costruito sulla sommità di un colle e il centro con degli edifici pubblici tra cui il teatro e il bouleuterion, cioè il luogo di riunione del Consiglio cittadino. L’alto grado di sviluppo economico-sociale della città venne mantenuto anche dopo l’invasione dell’isola da parte dei romani, in seguito alla quale, nel 241 a.C la Sicilia divenne la prima provincia di Roma. Tuttavia, con l’afflusso di nuovi arrivati, si hanno meno notizie riguardo a Akrai e al suo passato che sembra essere avvolto nel mistero. La storia della scoperta di Akrai inizia nel XVI secolo. Il crescente interesse nei confronti della misteriosa città è dovuto al ritrovamento delle antiche testimonianze scritte ma anche allo sviluppo del viaggiare tra XVI e XVII secolo, estremamente intenso in quest’isola attraente sia per la posizione geografica, sia per l’ambiente incantevole. Le fonti antiche pervenuteci sono state verificate da Tommaso Fazello, il monaco siciliano che nel XVI secolo ha identificato il sito dell’antica città. Le prime importanti scoperte risalgono, invece, all’inizio del XIX secolo, quando la ricerca delle pittoresche rovine venne accelerata dalla fioritura del romanticismo in Europa. Alla fine del secondo decennio del XIX secolo Akrai divenne oggetto di studio del barone Gabriele Judica, che per condurre da vicino le indagini sull’antico sito si trasferì a Palazzolo Acreide, non distante dall’area archeologica. Tuttora, nella città è presente un palazzo storico con la targa commemorativa dedicata allo studioso che analizzò in particolar modo l’antica necropoli, situata nella zona delle cave. Al barone Judica si deve inoltre la scoperta dei resti del teatro greco-romano. Alla fine del XIX secolo, Akrai diventa oggetto d’interesse di Paolo Orsi, considerato il padre dell’archeologia siciliana. Anche lui, come il barone Judica, focalizza la sua attenzione sull’intensivo studio delle cave e necropoli. Nella metà del XX secolo, la ricerca sull’antica città viene intrapresa da Luigi Bernabò Brea che dedica la sua attenzione soprattutto sull’edificazione urbana di teatro, bouleuterion e tempio. Fino agli anni ’70 del XX secolo nell’area di Akrai vengono portati alla luce vari edifici pubblici. La costruzione più antica è il tempio dorico dedicato ad Afrodite, situato su un lieve rialzo del terreno. Tra i monumenti più suggestivi della città va annoverato il teatro greco-romano. Quest’ultimo anche se di modeste dimensioni e posizione inferiore rispetto a quella del tempio, offre una vista impressionante sulle catene montuose circostanti e, durante le giornate limpide, sulla più alta parte del maestoso vulcano Etna. Sicuramente meritano attenzione anche le cave adattate a necropoli. Numerose catacombe, scavate nella roccia calcarea con funzione funeraria, sono rimaste in uso fino al V sec. d.C., quando Akrai divenne uno dei centri siciliani del cristianesimo. Oggi la città di Akrai è di nuovo sottoposta all’indagine ma questa volta da parte della missione archeologica polacca, diretta dall’eccezionale archeologa Roana Chowaniec. La prima ricerca polacca in Italia è resa possibile grazie a un accordo internazionale tra l’Università di Varsavia e la Soprintendenza dei Beni Culturali e Artistici di Siracusa ed è finanziata  dai contributi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Ministero della Pubblica Istruzione e sponsor privati. L’obiettivo di questa prestigiosa spedizione è scoprire un quartiere residenziale di Akrai, in precedenza mai sottoposto a ricerca, che certamente permetterà di capire meglio com’era la vita quotidiana degli abitanti di quest’antica città.

Polonia Oggi: Boom di visite al Museo Nazionale di Cracovia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Nel 2017 circa 1,3 milioni di persone hanno varcato la soglia del Museo Nazionale di Cracovia. “È stata una buona annata per il museo, come dimostrato dal significativo aumento del numero di visitatori rispetto agli anni precedenti”, ha dichiarato in conferenza stampa il direttore del museo, Andrzej Betlej. Ha aggiunto anche che l’anno appena concluso è stato caratterizzato da rassegne di rilievo, 27 in tutto, tra cui “#dziedzictwo”, “Wyspiański”, “Skarby baroku”, “Twarzą w twarz. Sztuka w Auschwitz” e “Onna – piękno, siła, ekstaza”. Si è aggiudicata la maggior parte delle visite (più di 129 mila persone) la “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, in mostra nella sezione principale dal 16 maggio e oggetto della curiosità soprattutto di giapponesi, italiani e francesi. “Tężnia”, l’installazione di Robert Kuśmirowski che campeggia nella piazza antistante al museo, è stata ammirata da oltre 117 mila visitatori, mentre la mostra “#dziedzictwo” conclusasi domenica ha registrato più di 67 mila ingressi.

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: La 26^ Finale della Grande Orchestra per la Beneficenza di Natale

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120 mila volontari per le strade di 109 città polacche e straniere, concerti, eventi podistici, sfilate, aste di beneficenza. Così è iniziata ieri mattina la 26^ Finale della Grande Orchestra per la Beneficenza di Natale (WOŚP), impegnata per la settima volta a raccogliere fondi per macchinari e attrezzature da destinare a vari reparti di neonatologia. Anche se la raccolta fondi iniziava ufficialmente alle 8.30, già alle 7 della mattina erano stati depositati sul conto della Grande Orchestra ben 7 milioni e 631 mila złoty. Del resto, oltre alle caratteristiche scatole usate dai volontari per raccogliere le offerte, sono stati messi a disposizione circa 20 canali attraverso cui versare la quota desiderata. Tra gli oggetti venduti all’asta c’erano il papillon del Presidente Duda, il tailleur indossato dalla First lady in occasione della visita in Polonia del presidente Trump, una copia della Costituzione con la dedica dell’ex presidente Aleksander Kwasniewski, una passeggiata con il professore Leszek Balcerowicz, una poltrona e una penna di Andrzej Wajda o l’invito al campo sportivo di Anna Lewandowska. La manifestazione si è conclusa ieri sera con il grande concerto finale e il magnifico spettacolo di fuochi d’artificio a Varsavia in Piazza Defilad. L’anno scorso la Fondazione WOŚP è riuscita a raccogliere una cifra record di 105 milioni di złoty e in 25 anni sono stati versati sul suo conto di beneficenza circa 825 milioni di złoty.

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: Carlos Santana in Polonia per il Tauron Life Festival Oświęcim

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“Il chitarrista Carlos Santana salirà sul palco il 15 giugno in occasione del Tauron Life Festival Oświęcim. L’esibizione di Santana a Oświęcim sarà l’unica tappa polacca del suo tour mondiale Divination Tour in programma per quest’anno”, hanno annunciato ieri gli organizzatori del festival. “La Musica può essere un collante che unisce le persone. È questo il messaggio che sento da quando ero giovane e ci credo ancora’’ ha scritto nella sua autobiografia Santana. Gli organizzatori hanno ribadito che questo spirito riflette perfettamente l’idea alla base del Tauron Life Festival Oświęcim, previsto dal 14 al 16 giugno: creare relazioni pacifiche oltre i confini culturali e nazionali e condannare ogni forma di razzismo e antisemitismo. Non è un caso che tale messaggio parta proprio da Oświęcim: durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti avevano scelto la città per costruirvi il campo di concentramento di Auschwitz Birkenau. Al festival hanno già partecipato nel corso degli anni Peter Gabriel, Sting, Elton John, Eric Clapton, i Queen e gli Scorpions.

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: Tutto pronto per la Notte dei Biologi

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Domani sarà un giorno speciale per gli appassionati di biologia: in occasione della Notte dei Biologi circa 30 istituzioni culturali, tra università, centri scientifici, parchi zoologici e giardini botanici, saranno impegnate in conferenze, lezioni in laboratorio, gite e mostre. Eventi dedicati si terranno a Stettino, Zielona Góra, Poznań, Opole, Katowice, Cracovia, Rzeszów, Lublino, Bydgoszcz, Toruń, Poznań e Varsavia. La maggior parte dei workshop e degli appuntamenti avrà luogo il pomeriggio e la sera di domani e per partecipare è necessario prenotare. Gli organizzatori hanno presentato sulla pagina web dell’evento moltissime sorprendenti scoperte biologiche fatte a cavallo tra il XX e il XXI secolo. “Sembra proprio che il XXI secolo sarà il secolo della biologia e non sorprende che questo affascinante campo attiri folle di curiosi pronti a scoprirne tutti i misteri”, scrivono gli organizzatori del festival. La prima edizione della Notte del Biologi, concepita dal dipartimento di biologia dell’Università Adam Mickiewicz di Poznań, risale al gennaio di sei anni fa, quando presero parte circa 16-20 mila partecipanti. Da allora è stata abbinata alla Notte dei Musei, che ogni anno attrae sempre più visitatori. Maggiori informazioni sul programma si trovano sul sito web ufficiale: http://nocbiologow.pl/noc/index.php#home

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: Il 92% delle aziende straniere è soddisfatto di aver investito in Polonia

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L’Agenzia polacca di investimenti e commercio (PAIH) ha condotto insieme a HSBC e Grant Thornton un’indagine intitolata “Il clima di investimenti in Polonia”, dal quale risulta che il 92% degli investitori stranieri è contento di aver investito in Polonia. Il mercato polacco è ritenuto attraente dalle aziende straniere, che sviluppano innovazioni tecnologiche e creano posti di lavoro per personale altamente qualificato. Il rapporto segnala che il 64% delle aziende considera le condizioni per gli investimenti in Polonia buone o molto buone, il 30% le valuta in maniera intermedia, mentre le critiche sono arrivate dal 4% degli intervistati. Gli elementi che potrebbero costituire un ostacolo, come il reclutamento di lavoratori, sono compensati da fattori positivi, quale la favorevole congiuntura economica. A convincere gli investitori stranieri sono soprattutto la stabilità economica, la grandezza del mercato interno, la disponibilità di materiale e componenti, nonché la collaborazione delle amministrazioni locali. Altri punti di forza sono lo sviluppo delle infrastrutture, la lealtà, l’efficienza e la cultura del lavoro dei polacchi. I fattori da migliorare sono la stabilità del sistema legislativo, l’efficienza dei tribunali e le formalità relative al sistema fiscale. Nel 2018 il 70% delle aziende spera che le entrate siano superiori all’anno precedente, il 56% prevede di assumere più dipendenti e il 48% si dichiara intenzionato a investire maggiore denaro. Il sondaggio è stato condotto tra 76 aziende straniere che operano in Polonia.

Fonte: forsal.pl

Polonia Oggi: Il 2017 anno record per gli aeroporti polacchi

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Il settore aereo in Polonia sta crescendo come il vento. Non è tutto merito dell’aeroporto Chopin della capitale, perché anche negli altri aeroscali del paese cresce il traffico passeggeri. L’aumento totale del numero di viaggiatori è stato pari al 17,7%. Nell’aeroporto Chopin di Varsavia il trend è in constante crescita: basti pensare che nel 2017 ha registrato un transito di 15,75 milioni di persone. Si batte bene anche l’aeroporto di Katowice a Pyrzowice, con un incremento del traffico passeggeri pari al 21,7% (3,89 milioni di persone). Gli scali di Cracovia e Danzica vantano risultati altrettanto buoni, anche se i loro numeri crescono più lentamente rispetto alla media nazionale. Tuttavia l’aeroporto di Bydgoszcz ha registrato un calo dell’1,8%, fermandosi a quota 331 mila viaggiatori. Il 2017 è stato particolarmente positivo anche perché per la prima volta il numero totale di passeggeri ha superato i 40 milioni, in base a quanto annunciato dal sito web fly4free.pl. Nel 2016 erano stati appena 36 milioni, nel 2015 30 milioni e nel 2010 appena 20 milioni. Il risultato sarebbe stato addirittura migliore, se non fosse stato per i gravi problemi della Ryanair, che ha cancellato centinaia di voli a causa del contenzioso con i piloti.

Fonte: rp.pl

Le iniziative ICE in Polonia nel primo trimestre 2018

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Nel corso del primo trimestre del 2018 l’azione dell’Ufficio di Varsavia dell’​ICE-Agenzia ​avrà come “focus” la promozione dei macchinari e della tecnologia italiana, che sono la prima voce del nostro export verso la Polonia e dell’agroalimentare, che vede non solo una rapida crescita delle importazioni polacche ma anche un progressivo cambiamento delle abitudini e un orientamento verso una dieta pi​ù ricca di frutta e verdura e prodotti di ​qualità​.
 
Di seguito il calendario delle principali iniziative previste:
  • ​”Borsa Vini Italiani 2018″- ​ Varsavia​, 8 febbraio 2018;​
  • “Mostra Autonoma Prodotti Agroalimentari del Sud Italia” – ​Varsavia, ​7 Marzo​ 2018 (con possibile seminario a Cracovia e/o Breslavia​ in data da definirsi​);
  • Iniziativa sul Design italiano in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ​la prima settimana di ​m​arzo;
  • Presentazione Fiera Emo di Milano (macchine utensili) – ​Varsavia, ​12 marzo​ 2018 (data da confermare);
Oltre alle iniziative realizzate in Polonia l’ufficio I​CE-Agenzia di Varsavia organizza sistematicamente Missioni ​in Italia ​di operatori e “opinion leader” polacchi per visite alle principali aree di produzione e​ alle principali manifestazioni fieristiche italiane.
 
Nel primo​ trimestre sono previste delegazioni di operatori polacche in occasione di:
  • ​Vicenzaoro – Vicenza, 18-21 gennaio 2018​;
  • ​Altaroma​ (Moda) – Roma, 24-28 gennaio 2018;
  • ​HOMI (Complementi d’arredo) ​- Milano 26-29 gennaio 2018;
  • Incoming agroalimentare in Puglia in ambito Piano Export Sud – Bari, 28 gennaio-1 febbraio 2018;
  • Fiera del Fuoco (Impianti per la produzione di calore ed energia)​ – Verona, 21-23 febbraio 2018.

Contatti:

Agenzia ICE – Ufficio di Varsavia

ul. Marszałkowska 72
00-545 Warszawa
Tel: +48 22 6280243
varsavia@ice.it