Slide
Slide
Slide
banner Gazzetta Italia_1068x155
baner_big
Baner Gazetta Italia 1068x155_Baner 1068x155
De Wave
Bottega Italiana
Banner_1068x155px_final
ADALBERTS-gazetta-italia-1068x155-HAHICHA-i-MATCHA
New_Flavours_gazzettaitalia_banner_1056x155_px

Home Blog Page 310

Apple vola in Borsa: sale la febbre per il nuovo iPhone

0
Mario Tama/Getty Images

In casa Apple si continuano a registrare record. Questa volta a far sorridere la società di Cupertino è il mercato azionario: il titolo della mela martedì 19 agosto ha toccato quota cento dollari, per la prima volta da quando è avvenuto l’ultimo split azionario lo scorso 9 giugno. Con i 100,53 dollari ad azione Apple ha superato anche il valore più alto mai registrato, quello del settembre 2012 attestatosi a 100,30 dollari. Oltre alle buone previsioni effettuate dai principali analisti finanziari mondiali, secondo gli esperti l’andamento positivo del titolo AAPL è dovuto principalmente alle grandi aspettative riposte nei nuovi dispositivi in arrivo nei prossimi mesi.

Ci si aspetta infatti vendite milionarie per i nuovi iWatch, iPad e soprattutto per il prossimo iPhone. Lo smartphone di Cupertino, ormai elemento di punta della mela, dovrebbe essere messo sul mercato a metà settembre, e secondo gli analisti scatenerà una vera e propria psicosi di acquisto tra gli utenti. A leggere i numeri si capisce di cosa stiamo parlando: prospettive di vendita di 75 milioni di pezzi in poco più di tre mesi, 10 milioni di unità solo nel primo week end. A questi si aggiungerebbero poi altri 65 milioni di device, venduti nell’ultimo trimestre del 2014, che consentirebbero ad Apple di superare la quota più alta di vendite registrata fino ad ora, quella ottenuta tra ottobre e dicembre 2013, quando furono venduti 51 milioni di iPhone.

A convincere gli utenti ad acquistare il nuovo smartphone della mela dovrebbe essere l’aumento della grandezza degli schermi, caratteristica che spesso ha indirizzato chi acquista verso altri marchi, ma anche il materiale con cui questi verranno realizzato. Il cristallo zaffiro, altamente resistente, degli schermi dovrebbe essere la caratteristica peculiare dei nuovi iPhone. Tuttavia c’è anche chi sostiene che questo potrebbe rappresentare un fattore limitante, perché pare che lo zaffiro avrebbe portato a problemi di produzione che farebbero slittare al 2015 il lancio di iPhone 6 (anche sul nome però ancora non c’è assoluta certezza, ndr).

Tale successo però che va anche attribuito alla sapienza manageriale di Tim Cook e del suo team, su tutti l’ex capo di Burberry e nuovo responsabile del settore vendite di Apple Angela Ahrendts. Tante sono state le manovre, negli ultimi mesi, che hanno permesso ad Apple di non smettere di crescere: ad esempio la già citata scelta di effettuare uno split delle azioni con un rapporto di 7 a 1, dove in pratica chi aveva acquistato un’azione di Apple se ne sarebbe ritrovate sette con un valore nominale ridotto ma con un valore complessivo identico. Oltre all’intenzione di un programma di buy-back (riacquisto di azioni proprie) per 90 miliardi di dollari entro il 2015.

Appena qualche mese fa lo stesso Cook, commentando i risultati di una trimestrale oltre le attese, affermava con entusiasmo il fatto di «non vedere l’ora di introdurre nuovi prodotti che solo Apple può portare sul mercato». A lui, a cui troppo spesso si pone davanti il confronto talvolta ingombrante con il suo predecessore Steve Jobs, basta far parlare i numeri. E se questi poi raccontano di record battuti, di vendite in aumento e di crescita costante, allora è il caso di dire che il timone della nave è in mano a un degno capitano. A questo punto non rimane che aspettare l’uscita dell’attesissimo nuovo iPhone, e capire se sarà in grado di onorare le aspettative, superando magari gli ostacoli di quella saturazione di smartphone in Usa e Europa di cui tanto si parla.

Autore: Fabrizio Marino 

(fonte: www.linkiesta.it)

}

Iscrizioni aperte per il 9° Premio Arte Laguna

0

Pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance, arte virtuale e digitale

È aperta la nuova edizione del Premio Arte Laguna per l’anno 2014, il contest internazionale che espone le opere dei finalisti nei prestigiosi spazi dell’Arsenale di Venezia.

Pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance, arte virtuale e digitale sono le cinque categorie a cui gli artisti potranno iscriversi, sia via web sia via posta ordinaria.

Prima data di chiusura iscrizioni 15 ottobre

Modalità di iscrizione >>> http://www.premioartelaguna.it/index.php/iscrizione.html

La giuria internazionale che selezionerà i finalisti è presieduta da Igor Zanti e composta da:

Simone Frangi (Italia/Francia, Direttore Artistico di Viafarini DOCVA e Professore presso Ecole Supérieure d’Art e de Design de Grenoble-Valence)

Franck Gautherot (Francia, Co-Direttore di Le Consortium, Centro d’Arte Contemporanea di Digione)

Chus Martinez (Spagna, Direttrice Istituto d’Arte FHNW di Basilea)

Bartolomeo Pietromarchi (Italia, Direttore Fondazione Antonio Ratti di Como)

Domenico Quaranta (Italia, Critico e Curatore)

Veeranganakumari Solanki (India, Curatore indipendente e Art writer)

Philippe van Cauteren (Belgio, Direttore Artistico presso Museo S.M.A.K a Ghent)

Jonathan Watkins (Regno Unito, Direttore Ikon Gallery)

 

I PREMI

5 PREMI IN DENARO da 7000 euro ciascuno per il vincitore di ciascuna categoria

BUSINESS FOR ART (*per partecipare è necessario iscriversi con almeno due opere entro il 15 ottobre)

Si arricchiscono le collaborazioni con le aziende: 3 artisti saranno selezionati per collaborare con 3 eccellenze del Made in Italy nei settori del design, moda e vino:

– Pas de Rouge, 10.000 euro, progetto per il settore della calzatura;

– La Tordera, 5.000 euro, creazione di un’etichetta artistica;

– Riva1920, realizzazione di un oggetto di design in legno.

 

ARTIST IN RESIDENCE: Serigrafia Artistica Fallani – Venezia, Fonderia artistica Battaglia – Milano, Scuola del Vetro Abate Zanetti – Venezia, Art Stays – Slovenia

 

ARTIST IN GALLERY

Ogni galleria selezionerà un artista per una personale comprensiva di allestimento, opening, spese di trasporto, catalogo dedicato edito da ODE: Galleria Charlot, Francia; Galleria Fernando Santos, Portogallo; Galleria Isabelle Lesmeister, Germania

 

PREMIO SPECIALE OPEN

Selezione di un’opera di scultura e installazione per l’esposizione internazionale all’aperto a Venezia

 

Approfondisci tutti i premi >>> http://www.premioartelaguna.it/mobile/

Iscrizione >>> http://www.premioartelaguna.it/index.php/iscrizione.html
Seguici sui social network con #premioartelaguna #artelagunaprize

 

________________________________

Premio Internazionale Arte Laguna

tel. 041 5937242

info@premioartelaguna.it

www.premioartelaguna.it

Chazan, il medico polacco licenziato per l’obiezione di coscienza: «Il mio ospedale è intitolato alla Santa Famiglia, non alla polizia sovietica»

0

Multato, licenziato e linciato pubblicamente sui giornali. È questa la sorte toccata al direttore dell’ospedale della Santa Famiglia a Varsavia, il dottor Bogdan Chazan, per essersi rifiutato di praticare un aborto invocando l’obiezione di coscienza. «Il mio caso non è l’unico in Polonia, dove non si può esplicitamente fare obiezione di coscienza», ha dichiarato a Lifesitenews.

DISCRIMINAZIONE. «Ad esempio, conosco il caso di una donna molto conosciuta a cui hanno negato un post-dottorato per le sue posizioni a favore della vita», continua il medico. «Di recente un candidato al posto di direttore del reparto di ginecologia presso la Medical University è stato scartato dopo aver ammesso che aveva firmato la Dichiarazione di fede e coscienza (insieme a migliaia di altri medici in Polonia, rigettando l’aborto, ndr)».

MULTA DI 17 MILA EURO. Chazan è finito nei guai per essersi rifiutato di abortire il figlio di una donna concepito con la fecondazione assistita. Chazan, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non ha riferito la donna a un altro medico per l’aborto e lei lo ha denunciato. L’ospedale è stato condannato a pagare 17 mila euro di multa, misura che secondo Chazan «è punitiva. Soprattutto se si considera che in Polonia la maggior parte dei medici non pratica aborti per ragioni morali».
La norma che prevede di riferire chi vuole abortire a un medico disponibile è molto contestata in Polonia ed è attualmente oggetto di un ricorso al Tribunale costituzionale da parte del Consiglio nazionale dei medici.

«NON È L’OSPEDALE DZERZHINSKY». Il sindaco di Varsavia ha anche annunciato il licenziamento del medico, «anche se ancora non ho ricevuto nessuna comunicazione. È una punizione dolorosa e ingiusta visto che sotto di me l’ospedale si è sviluppato e modernizzato, diventando uno tra i più popolari di Varsavia». Un ospedale «in cui però io non voglio praticare aborti. Altrimenti al posto di Santa Famiglia, dovremmo chiamarlo Felix Dzerzhinsky (membro polacco della polizia segreta sovietica, ndr)».

«MERITANO IL NOSTRO AMORE». La madre del bambino aveva richiesto l’aborto perché il feto mostrava anomalie. Il bambino, che alla fine è nato, è morto pochi giorni dopo il parto. «I problemi del bambino non sembravano così seri allora e sembrava possibile operarlo», spiega Chazan. «Io penso che non dovremmo trattare le persone a seconda di come appaiono. Il dottor Debski (che si è recato in televisione per dire che il bambino non doveva nascere perché malformato, ndr) ha assunto un atteggiamento crudele verso il bambino, violando la sua umanità e dignità». Anche se i bambini presentano difetti, ha proseguito Chazan, «non significa che non dobbiamo amarli. Loro meritano il nostro amore».

L’OFFERTA DI CURE. Dopo che due ospedali si erano già rifiutati di fare abortire la donna, questa si era rivolta a Chazan. Il medico, pur opponendosi all’interruzione di gravidanza, aveva promesso alla donna di seguirla prima, durante e dopo il parto per cercare di curare il figlio.

Fonte: Polonia, Chazan: «Impossibile fare obiezione di coscienza» | Tempi.it

Est Europa cresce: Polonia +3,2%, Repubblica Ceca +2,6%

0

L’Eurozona viaggia sulla crescita zero, l’Italia rivede la recessione e anche la Germania torna in territorio negativo, ma le economie dell’Est Europa continuano a segnare ritmi di crescita interessanti.

La Polonia ha registrato una crescita del Pil del 3,2% nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2013, e una crescita dello 0,6% sul primo trimestre 2014.

Nello stesso periodo la Repubblica Ceca è cresciuta del 2,6% (crescita zero sul primo trimestre), l’Ungheria del 3,9% (0,8%), la Romania dell’1,4% (-1%), la Slovacchia del 2,5% (0,6%) e la Bulgaria dell’1,6% (0,5%). La stima flash di Varsavia conferma l’alta crescita della prima economia dell’Est Europa, che nel primo trimestre era cresciuta del 3,5% sul 2013 e dell’1,1% sul trimestre precedente. (ANSA).

Międzynarodowy Konkurs Poetycki – Triuggio, Edycja 24

0

Centro Giovani e Poesia w Triuggio, we współpracy z Gminą Triuggio, bankiem Banca di Credito Cooperativo Valle del Lambro, Parco Valle Lambro (Park Krajobrazowy Dolina Lambro), Centrum Kuturalnym Włosko-Rumuńskim w Mediolanie, wydawnictwem Prometheus Editrice w Mediolanie, sponsorowane przez gazetę “il Cittadino” w Monzy, Uniwersytet Czasu Wolnego Valle del Lambro, Pro Loco Triuggio, I.P.A. “Brianteo” Komitet, ogłasza 24. Edycję Międzynarodowego Konkursu Poetyckiego dla autorów w języku włoskim.

Konkurs dzieli się na 6 kategorii:

A) młodzież do 12 lat

B) specjalna Szkoły

C) młodzież od 13 do 17 lat

D) dorośli od 18 lat

E) wybór wierszy niepublikowanych;

F) Foto-Poezja na temat Przyroda/Środowisko/Społeczeństwo.

Uczestniczy się w konkursie:

e kategorie A, C, D – maksymalnie 3 wiersze na dowolny temat;

e kategoria E minimum 20 i maksymalnie 35 wierszy;

e kategoria B – może uczestniczyć jedna lub kilka klas, wysyłając pracę na dowolny temat, która będzie wynikiem wspólnego projektu zrealizowanego w ramach zajęć szkolnych;

e kategoria F -poezja zilustrowana zdjęciem.

Wszystkie prace muszą być niepublikowane, wysłane w 7 egzemparzach (tylko w kategorii F w 2 egzemplarzach), z których tylko jeden z podaniem danych osobowych autora. Do prac w kategorii C należy załączyć kserokopię dokumentu tożsamości z datą urodzenia. Dla autorów z krajów nie należących do Unii Europejskiej możliwość gratisowego uczestniczenia w konkursie, wszyscy autorzy zagraniczni proszeni są o przesłanie pracy w oryginale wraz z tłumaczeniem na język włoski.

Opłaty: kategorie A i B gratis; kategorie C-E € 10,00; kategoria. D € 15,00; kategoria. F € 5,00. Opłatę można przesłać bezpośrednio lub przelewem na pocztowy rachunek bieżący założony na nazwę ASS. CENTRO GIOVANI E POESIA (IBAN:IT80Z0890133930000000008481-SWIFT: ICRAITRRP10).

Nagrody: pieniężne (od € 150,00 do € 250,00), medale srebrne, puchary, dyplomy, książki i innne nagrody specjalne. Termin przesyłania prac: 31 styczeń 2015. Uroczystość nagradzania: 1 czerwiec 2015.

Sekretariat: CENTRO GIOVANI E POESIA – Via Indipendenza, 25 – 20844 Triuggio (MB) Włochy.

Dodatkowe informacje: tel. i fax: +390362970302;

e-mail: alex.villa@alice.it

Messaggio di saluto dell’Ambasciatore Riccardo Guariglia

0
S.E. Riccardo Guariglia, Ambasciatore d'Italia in Polonia

“Cari connazionali e frequentatori dei siti dell’Ambasciata d’Itala a Varsavia,

nell’approssimarsi della mia partenza definitiva da questa Sede per fare rientro a Roma, dove sono chiamato ad assumere nuove funzioni, desidero formulare un sincero, amichevole e, se me lo consentite, fraterno saluto a tutti Voi.

Il mio saluto vuole innanzitutto essere un ringraziamento per tutti quanti coloro che, nel mio periodo di permanenza alla guida dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia, mi hanno da un lato stimolato a compiere un lavoro che spero abbia risposto alle effettive esigenze di tutti e dall’altro trasmesso, facendomi partecipare alle rispettive esperienze di vita in Polonia, dei valori anche sul piano umano che credo veramente non abbiano prezzo.

Il mio saluto vuole poi essere al tempo stesso un riconoscimento della maturazione che tutti gli italiani residenti in Polonia hanno saputo compiere, con le loro svariate attività, in un contesto di sempre maggiore e migliore integrazione europea, e un incoraggiamento a dare sempre più credito alla Polonia, Paese straordinario che sa guardare e che sa soprattutto credere nel futuro.

Questi due anni e mezzo in cui abbiamo vissuto insieme hanno visto un rilancio convinto delle relazioni strategiche che esistono tra Italia e Polonia, che hanno dimostrato di essere mature e dinamiche. Sul piano politico, innumerevoli sono stati gli scambi di visite e gli incontri: fra tutti, vorrei ricordare la Visita di Stato in Polonia compiuta dal Presidente Napolitano e ben due Vertici intergovernativi, uno a Roma e l’altro a Varsavia. Sul piano economico, numerose imprese italiane si sono aggiudicate importanti commesse e diverse si sono affacciate con successo sul mercato polacco. Sul piano culturale, non sarà sfuggita a nessuno la miriade di iniziative realizzate in tutto il territorio polacco: una per tutte, la spettacolare mostra su Guercino realizzata al Museo Nazionale di Varsavia, citata finanche dal New York Times come una delle più belle mostre del periodo in cui è stata esposta.

Infine, il mio saluto vuole essere un augurio affinché dal fruttuoso rapporto avuto con Voi in questi anni, siano essi stati dei semplici contatti informativi o di più ampia collaborazione (ringrazio qui tutti quanti coloro che, con consigli e talvolta anche con critiche costruttive, hanno fornito un valido apporto allo svolgimento dell’azione dell’Ambasciata), possano svilupparsi nell’avvenire, con l’impegno e il contributo di ciascuno, preziose sinergie nell’interesse di tutti.

Auguri, dunque, care Amiche ed Amici italiani e polacchi e, anche a nome di mia moglie, un grazie di cuore per come ci avete accolto fra Voi, accoglienza che certamente non scorderemo!

Riccardo Guariglia”

La politica e le riforme

0

Ancor prima che si attuino le riforme va detto e senza equivoci che da prima è da riformarsi la politica, il modo di far politica. Non è politica quella di chi resti in silenzio dinanzi alle istanze di singoli cittadini, di gruppi sociali o della più vasta comunità. Qui non è in discussione la forma di democrazia statuale, ma il modo di intendere la democrazia.  La democrazia è popolare o secolarizzata e istituzionale, quando incapace di rispondere alle ragioni essenziali della partecipazione civile e sociali dei cittadini nella gestione della cosa pubblica? Può la politica dimostrarsi capace di tutelare i diritti dei singoli e nel contempo gli interessi e i diritti comuni? Può mai esservi una democrazia autoreferenziaria, racchiusa nelle sue istituzioni e pur a dirsi di amplio respiro liberale e democratico?

Non sono in gioco i valori, ma e sempre solo in gioco la stessa credibilità della politica e della politica istituzionale. Il problema è più che annoso quando di fatto diritto e progresso sembrano non poter procedere di pari passo. Una democrazia che non sa rispondere alle ragioni sociali dei singoli, né al diritto dei singoli a fronte degli interessi sociali e degli intenti comuni, è una democrazia liberale formale.

La crescita di un Paese può valutarsi nella misura in cui si sappia rispettare il diritto privato a salvaguardia degli interessi comuni, mentre chi di contro si pone nelle ragioni del silenzio, di fatto propone il suo dissenso e trincera la democrazia nel silenzio istituzionale e della politica, di fatto indebolisce lo Stato, causando fratture sociali e divisioni tali e gravi da sostenere il non men grave male della crisi sociale a fronte dei continuum della crisi economica.

Rinaldi Angelo

Lettera alla redazione

Ultimo giorno di pace – “IL SILENZIO”

0

Il 27 Luglio scorso, anniversario dell’ultimo giorno di pace in Europa prima dello scoppio della Grande Guerra, un’onda musicale si è propagata in tutto il mondo. Su proposta dell’Italia, in quello stesso giorno, trombettisti di numerose nazioni coinvolte nel conflitto hanno intonato il Silenzio per ricordare tutti i caduti: un atto dovuto, di memoria e omaggio espresso nell’unica lingua universalmente condivisa e riconosciuta: la musica.

Rai Storia, con tutti i filmati realizzati il 27 luglio, ha creato un unico grande Silenzio che è stata trasmessa in anteprima mondiale il 3 agosto appunto, il giorno in cui, cento anni fa, la guerra divenne mondiale.

Il progetto internazionale, nato da un’idea del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, con la partecipazione per l’Italia del trombettista e compositore Paolo Fresu, è promosso e coordinato dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Ministero degli Esteri.

Paolo Fresu in Italia ha intonato il Silenzio alle ore 14, sull’Altopiano di Folgaria, come omaggio alle vittime della Grande Guerra, che si è esteso in altre Nazioni – Regno Unito, Stati Uniti, Grecia, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Romania, Fyrom, Montenegro, Australia, Russia, Serbia, Albania e Polonia – dove altri musicisti hanno eseguito le stesse note.

Comunicazione Polska ha contribuito al documentario con le immagini riprese dal milite ignoto a Varsavia.

Mauro di Silvestre, pittore del tempo perduto

0

Mentre tutti partono per le vacanze, Mauro Di Silvestre, pittore italiano, per tutti quelli che rimangono in città, propone tramite i suoi quadri onirici (colori forti e tecnica di collage) esposti nella galleria romana z20 un viaggio diverso, metaforico, dentro se stessi, dentro il passato che cerca, come dice in un’intervista registrata a Roma, di “immortalare insieme alle persone, oggetti, ambienti e situazioni destinati a sparire”. Come K.I. Ga?czy?ski, poeta polacco del Novecento, vuole “salvare dall’oblio” la sua arte, la sua memoria, le persone a lui care. Premiato frequentemente (Premio Lissone, Premio Celeste), scoperto dal famosissimo critico d’arte, Achille Bonito Oliva, e studente di uno stimato artista americano, Frank Gauna, Mauro Di Silvestre, per Gazzetta Italia rivela il suo lato artistico e la sua anima “folle e commossa”, non negando che tra tutti i paesi del mondo, è proprio la Polonia il posto che storicamente lo interessa di più.

I tuoi quadri sono collage con un tema fisso: ricordo del passato nascosto tra eventi, persone e luoghi. Quel passato è personale, intimo, tuo. Chi sono i tuoi personaggi e perché il passato è così importante per te?

Le mie opere sono come dei diari intimi, dove mi piace appuntare le cose a me care, quelle che vorrei che non sparissero mai e che non fossero mai dimenticate. Vorrei che mi sopravvivessero come tutte le altre opere d’arte che la storia conserva. Parleranno ai posteri di me, ma anche dell’epoca in cui ho vissuto. Mi concentro spesso sul passato perché è la cosa che mi emoziona di più e credo che ognuno di noi dovrebbe occuparsi delle cose che più lo appassionano, nel lavoro come nella vita. Passato e tempo che scorre (e che non torna più) sono come delle ossessioni. Quello che cerco di fare è rivivere spesso un tempo perduto o immortala[cml_media_alt id='113192']Longawa - Di Silvestre (1)[/cml_media_alt]re, per sempre, delle persone, oggetti, ambienti e situazioni destinati altrimenti a sparire.

La tua prima mostra personale è stata presentata da Achille Bonito Oliva nel 2007. Ti ricordi com’è andata?

Incontravo spesso Achille al Bar della Pace, un famoso caffè nel centro storico, poi nel ristorante accanto, meta di artisti e attori. Spesso il proprietario ci metteva a mangiare allo stesso tavolo viziandoci con delle prelibatezze partenopee. Si chiacchierava del più e del meno e un giorno disse che se gli fossero piaciuti i miei lavori mi avrebbe presentato la mia prima mostra personale. Dopo circa cinque anni arrivò finalmente il tempo della mia prima mostra e gli chiesi se era ancora della stessa idea… venne al mio studio, gli piacquero i miei quadri e decise di scrivere il testo per il catalogo.

Dove hai esposto le tue opere? Cerchi sempre di esserci in persona? Ti confronti con il tuo pubblico?

Ho esposto in diverse gallerie e in qualche museo, soprattutto in Italia. Cerco sempre di presenziare alle mie inaugurazioni. E’ un momento di festa ma anche di conferme e un gesto di affetto verso le persone che verranno al vernissage. Cerco di confrontarmi non solo col mio pubblico, continuamente, ma anche con i miei colleghi e gli addetti ai lavori in genere.

Quali paesi sono per te ancora sconosciuti e che vorresti?

Ho viaggiato tanto, ma non ho visto tutto quello che avrei voluto. A volte per una serie di circostanze, capita di ritornare negli stessi luoghi diverse volte, troppe, ma la curiosità continuerà a spingermi in luoghi mai visti prima, compresa la Polonia che storicamente mi interessa moltissimo.

Tra tutte le opere, quale quadro ti commuove di più? Perché?

Quello che mi “muove di più”, come direbbero gli inglesi, quello che smuove l’emozione e in parte com-muove mentre osservo un quadro, non è sempre l’opera in sé, il soggetto o la drammaticità che l’artista ha saputo dare, spesso mi commuovo sapendo chi l’ha dipinto. Van Gogh ha dedicato la maggior parte della sua vita alla pittura, ci si è tuffato dentro con tutto se stesso, rinunciando a tutto, ammalandosi, fino alla morte. Sapere che non è stato mai capito e che ha venduto un solo quadro in tutta la sua vita, questo mi fa commuovere e quando ammiro una qualsiasi sua opera, dal vero o in un libro, penso soprattutto a questo, senza ignorare la grandezza della sua pittura.

La maggior parte di grandi artisti viene identificata con i vari vizi e varie stravaganze. Com’è invece il vero Mauro di Silvestre?

L’artista è circondato da luoghi comuni, letteratura e cinema se n’è occupano da sempre, in parte sono veri in parte sono esagerati o addirittura inventati. Qualche artista ci si immerge e si sente a proprio agio, altri fanno di tutto per staccarsi da certe consuetudini. Quello che è vero (forse) è che per gli artisti l’arte viene prima di tutto e a volte si fa fatica a interagir con la vita reale, normale.

Sei nato a Roma dove sei rimasto per tutta la tua vita. Ti immagini una vita altrove? Che vuol dire per te essere artista romano?

In realtà ho vissuto per più di tre anni a Los Angeles dove ho imparato a dipingere da Frank Gauna, un bravissimo pittore non molto conosciuto a causa della sua diffidenza nei confronti delle gallerie e del sistema in generale, poi h[cml_media_alt id='113193']Longawa - Di Silvestre (1)[/cml_media_alt]o vissuto a Londra e addirittura nello Zimbabwe, facendo i lavori più diversi. Mi immagino continuamente la mia vita altrove, ma non sono sicuro di poter mai lasciare Roma, almeno per adesso. Essere un artista romano significa essere continuamente contaminato da questa città, dalla sua storia del passato come da quella più recente, dal suo caos e dalla bellezza che dal caos alcuni di noi riescono ad isolare e ad ammirare.

Tra tutto quello che è stato già detto o scritto su di te, qual è stata la frase che non dimenticherai mai?

Non è ancora stato scritto molto, perché anche se sono grande di età sono giovane artisticamente, ma tra le varie cose che si sono scritte, ce n’è una di un giornalista romano che ha scritto: “ i quadri di Mauro Di Silvestre sono felicemente malinconici”, ecco, credo che in due parole ci sia riassunto quasi tutto il mio lavoro.

Parlavamo del passato ed ora passiamo al presente e futuro. Su che cosa stai lavorando e quando e dove potremmo vedere la tua prossima mostra?

Sto lavorando da qualche tempo ad alcune incisioni, delle stampe per un progetto in Cina e ho cominciato proprio in questi giorni a lavorare sulla mia prossima mostra che si farà a Roma alla mia galleria di riferimento, la z2o.

“Siamo costretti, per rendere la realtà sopportabile, a coltivare in noi qualche piccola follia”, è d’accordo con questa frase dell’autore di “Alla ricerca del tempo perduto”, pittore della parola, Marcel Proust?

Essere un artista è in se una follia, lo è sempre stato. Essere alla continua “ricerca del tempo perduto” in un mondo continuamente proiettato verso il futuro, l’innovazione e “sviluppo”, anche questa è una follia.

} else {

CouchSurfing ovvero viaggiare navigando sui…divani?

0

Finalmente è arrivata l’attesa estate. Molti di noi, sentendo il calore del sole sulla pelle e guardando il cielo azzurro, stanno già progettando i viaggi vacanzieri. L’anno scorso, nel numero estivo della Gazzetta Italia, vi ho raccontato del sito internet “Blablacar” che si occupa di carpooling, grazie a cui si può trovare gente che a pochi soldi ci dà un passaggio.

Questa volta vorrei presentarvi un altra ‘idea’ per viaggiatori, grazie a cui i miei viaggi in Italia sono stati pieni di avventure, nuove amicizie e che di sicuro non scorderò mai: il CouchSurfing.

CouchSurfing, che letteralmente vuol dire ‘navigazione sui divani’ è un servizio di rete sociale che si occupa di scambio di ospitalità tra i suoi utenti. È un progetto che nasce nel 2003 ad opera dal programmatore statunitense Casey Fenton con la finalità di mettere in comunicazione persone disponibili a ‘scambiarsi ospitalità’. Couch Surfing è un servizio gratuito, e attualmente è il sito web dedicato allo scambio di ospitalità con il maggior numero di utenti attivi.

Prima del mio Erasmus questo era tutto il mio sapere sul portale. Però essendo in Italia per dieci mesi volevo sfruttare questo tempo nel modo migliore e vedere più posti possibile in tutta la penisola. Visto il fatto che assieme ai miei amici-viaggiatori siamo tutti studenti, cercavamo di organizzare le nostre escursioni in un modo molto economico. Di solito, quindi, ci spostavamo tra le città italiane usando il Blablacar. Invece per l’alloggio abbiamo cominciato a usare il CouchSurfing. Il sito funziona in modo simile a quello in cui sono gestiti altri servizi di rete sociale. Ci si può iscrivere inserendo l’indirizzo email e inventando la password, oppure tramite Facebook, dando agli altri utenti più informazioni su di noi, e nello stesso modo, semplificando la ricerca di ‘un divano’. Sul portale, o forse sarebbe meglio dire: nella comunità CouchSurfing, ci sono quelli che viaggiano e cercano l’ospitalità, Couch Surfers, e quelli che la offrono Couch Hosts. Iscrivendosi sul portale si può definire le possibilità di ospitare altri, quante persone possono venire, se possono portare animali, dove si trova esattamente la nostra casa, se possiamo fare da guida per i nostri Couch Surfers durante il loro soggiorno da noi, ecc. La ricerca comincia con il definire la meta del nostro viaggio e le date del soggiorno. Poi si guarda l’elenco delle persone che possono ospitare Couch Surfers nella zona che ci interessa. Possiamo vedere il profilo di ognuno, leggendo le informazioni su di loro, sui loro appartamenti, sui viaggi compiuti, i loro interessi, ecc. Mandando il messaggio con la richiesta d’ospitalità si aggiunge una breve descrizione di se stessi (età, occupazione, interessi) e si descrive in poche parole lo scopo del viaggio. L’importante da dire è che non solamente studenti viaggiano in questo modo (una volta ho ospitato a casa mia a Bologna tutta una famiglia di 4 persone!).

Durante il mio soggiorno in Italia ho usato diverse volte il CouchSurfing (sia come Couch Surfer, che come Couch Host). E devo ammettere che proprio grazie a questo portale i miei viaggi sono diventati molto più interessanti! Il fatto di non pagare per il soggiorno in un certo posto è il fattore importante. Gli utenti del portale sono delle persone particolari: molto aperti, che a volte hanno viaggiato in tutto il mondo, che spesso conoscono più di cinque lingue e sono sempre affamati di nuove avventure.

Questo modo di viaggiare, lo raccomando a chiunque voglia rendere il suo viaggio indimenticabile, vivere avventure stupende e stringere nuove amicizie con gente di tutto il mondo!