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Home Blog Page 74

Elezione dei comitati degli italiani all’estero (COM.IT.ES.) 2021

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Il 3 dicembre 2021 sono in programma le elezioni per i COMITES.

Tutti i nostri connazionali all’estero saranno chiamati a votare per le elezioni dei Com.It.Es., che si terranno il 3 dicembre del 2021. Per partecipare al voto occorre iscriversi nell’elenco degli elettori entro e non oltre il 3 novembre 2021.

Cosa sono i Com.It.Es. e cosa fanno?

I Comitati degli italiani all’estero (Com.It.Es.) sono organi di rappresentanza della collettività italiana nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari e operano per l’integrazione della comunità italiana residente nel Paese straniero in cui si trovano.

Chi può essere eletto?

Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare e iscritti all’AIRE, e candidati in una delle liste presentate, e che siano in possesso dei requisiti per essere candidati alle consultazioni elettorali amministrative. La candidatura è ammessa soltanto in una circoscrizione e per una sola lista.

Chi può votare?

A questo importante appuntamento elettorale potranno partecipare gli elettori, in possesso dei requisiti di legge per l’elettorato attivo, residenti e iscritti all’AIRE nella circoscrizione consolare da almeno 6 mesi (rispetto alla data delle elezioni).

Come si vota?

Il voto si svolge per corrispondenza, ma – a differenza delle elezioni politiche e dei referendum – il plico elettorale viene spedito SOLTANTO agli elettori che abbiano presentato espressa richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites, almeno trenta giorni prima della data stabilita per le votazioni. Per partecipare al voto è possibile richiedere sin da ora l’iscrizione agli elenchi elettorali, tramite il Portale Fast-IT, oppure inviando l’apposito modulo (non vicolante) via posta ordinaria, posta elettronica ordinaria (varsavia.elettorale@esteri.it) e certificata (amb.varsavia@cert.esteri.it), o consegnandolo direttamente allo sportello.

Maggiori informazioni relative sono pubblicate alla pagina web dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia.

Videoclip “Comites, dalla parte degli italiani nel mondo”:

https://www.youtube.com/watch?v=-Sh-FrJWDwM 

La lista dei candidati che parteciperà alla tornata elettorale è pubblicata alla seguente pagina web: https://ambvarsavia.esteri.it/ambasciata_varsavia/it/ambasciata/sala-stampa/avvisi-e-informazioni/2021/10/pubblicazione-della-lista-dei-candidati.html

Il congelamento del Recovery Fund farebbe ritardare molti progetti tra cui quelli del nuovo aeroporto centrale

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Projekty budowy CPK/fot. CPK

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il possibile congelamento dei fondi europei del Recovery Fund per la Polonia potrebbe avere gravi conseguenze su molti progetti tra questi la costruzione del Centralny Port Komunikacyjny, il nuovo aeroporto centrale su cui il governo PiS punta molto. “Senza questi fondi il progetto sarà realizzato in tempi più lunghi”, ha detto Marcin Horała, viceministro dell’infrastruttura e l’agente del governo per il CPK. Secondo Horala la costruzione dell’infrastruttura ferroviaria potrebbe essere ritardata perfino di 7 anni, perché dovrebbe essere finanziata al 100% dai mezzi finanziari polacchi. Così, dalla data di realizzazione prevista per il 2035 si passerebbe al 2042. L’eventuale perdita, o congelamento, dei fondi europei a causa della disputa sullo Stato di diritto tra Polonia ed UE, non influenzerebbe invece la costruzione dell’aeroporto perchè su questo aspetto sono già stati ottenuti i fondi europei. Riguardo il progetto del CPK la Direzione Generale delle Strade Statali ed Autostrade polacche costruirà circa 400 chilometri di strade e per questi progetti i fondi UE costituiscono il 20% dei fondi necessari, quindi come sottolinea il viceministro il progetto della costruzione delle strade è a rischio minimo.

https://www.wnp.pl/logistyka/czarne-chmury-nad-flagowym-projektem-rzadu,499196.html

LOT cerca di adattarsi all’attuale situazione pandemica

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

“Dopo una stagione estiva di successo, c’è stato un calo del numero dei passeggeri”, ha annunciato il portavoce della LOT, Krzysztof Moczulski. Secondo Moczulski si osserva una lenta ripresa del traffico business, però solo nel segmento delle piccole e medie imprese, non si vede tornare l’interesse per i servizi aerei da parte delle corporazioni.  Il portavoce ha sottolineato che la LOT con grande attenzione controlla le restrizioni introdotte da singoli paesi vista la quarta ondata del coronavirus e adatterà la propria rete di voli alla domanda per le rispettive destinazioni e alle eventuali restrizioni. Ha indicato come un segnale positivo il fatto che dal novembre di quest’anno gli USA riapriranno le proprie frontiere per gli europei, tuttavia il traffico aereo con l’Asia, che è un pilastro dello sviluppo per la LOT, rimane ridotto in modo significativo. Siccome i passeggeri effettuano le prenotazioni poco prima della partenza è difficile per le compagnie aeree pianificare le reti dei voli. L’anno scorso la compagnia di bandiera polacca ha trasportato 3,1 milioni dei passeggeri. Nel 2020 la perdita della LOT è ammontata a 533,1 milioni di zloty rispetto al profitto pari a 113,9 milioni di zloty dell’anno precedente.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C974080%2Clot-dopasuje-siatke-polaczen-w-zwiazku-z-czwarta-fala-pandemii.html

Varsavia: Budimex si aggiudica il bando per un ponte ciclo-pedonale sulla Vistola

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

È stata definita la gara per la realizzazione di un ponte pedonale e ciclabile sulla Vistola. L’opera sarà costruito dalla società Budimex per un costo di 120 milioni di zloty, ha annunciato venerdì l’Autorità per le strade della capitale. Il prezzo è un tema controverso. Gli utenti di internet hanno sottolineato che l’amministrazione della capitale ha ripetutamente sottolineato di avere grossi problemi finanziari, eppure ha deciso di fare questa spesa enorme. La passerella che collega Praga con Powiśle dovrebbe essere pronta entro il 2024. La stima preliminare dei costi del passaggio sulla Vistola era di 176 milioni di zloty. Cinque società e consorzi hanno presentato domanda per la gara: Budimex, Intop di Varsavia, Mostostal Warszawa, Strabag con sede a Pruszków e il consorzio di Gülermak e Gülermak Agir Sanayi Insaat ve Taahhüt. Budimex ha vinto la gara (offerta di 120 milioni, 961 mila di zloty). “Poiché l’entità dell’investimento è molto ampia, l’analisi delle offerte presentate ha richiesto più tempo del solito. Le parti interessate hanno anche inviato molte domande sulla costruzione del ponte, alle quali abbiamo dovuto rispondere. Alla fine, abbiamo scelto l’offerta di Budimex. È si è rivelato essere un terzo inferiore alla stima dei costi dell’investitore di 176 milioni di zloty. Rinunciare a un’offerta così favorevole, soprattutto nella situazione attuale, sarebbe un peccato”, ha scritto l’amministrazione cittadina. L’appaltatore avrà 118 settimane per costruire la passerella. L’attraversamento per pedoni e ciclisti dovrebbe essere pronto al più tardi entro il 2024. La nuova struttura sarà lunga 452 m. Dopo l’annuncio della decisione della città, sono comparsi numerosi commenti. Ci sono, tra gli altri domande sul prezzo e se la costruzione dell’attraversamento sia effettivamente un investimento necessario.

https://polskieradio24.pl/

XXI edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo

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PROGRAMMA
18 OTTOBRE

La giornata introduttiva verrà inaugurata dall’Ambasciatore d’Italia, S.E. Aldo Amati, e dal Direttore dell’ICC Cracovia. Seguiranno due interventi su Dante e il suo rapporto con la Polonia e con la Spagna, tenuti dai Proff. Luigi Marinelli (Università La Sapienza di Roma) e Cristina Coriasso (Università Complutense di Madrid).

Seguirà alle ore 19:30, l’Inaugurazione della mostra del Maestro Andrea Mario Bert: ”MEMENTO – Nel blu dipinto di blu”, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, Comune di Ravenna e Comites Polonia.

Per l’occasione verranno presentati i cinque manifesti vincitori del “Concorso Adam Wodnicki- Un manifesto per Dante” scelti in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e realizzati da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia.

19 OTTOBRE

Il secondo giorno della XXI Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, si terrà il recital pianistico di Michele Sganga, con una sonata di Liszt dedicata a Dante. Aprirà il concerto una piccola scelta di pagine di Chopin, vero e proprio “Dante” del pianoforte moderno. Il concerto si svolgerà presso la Sala Koncertowa di Państwowa Szkoła Muzyczna II st. im. Władysława Żeleńskiego, in via Basztowa 9.

Fryderyk Chopin:
Nocturne op. post. in do# min
Valzer op. 64 n. 1
Valzer op. 64 n. 2
Nocturne op. 15 n. 1
Ballade op. 23

Franz Liszt:
Légende n. 1: St. François d’Assise.
La prédication aux oiseaux
Après une lecture du Dante:
Fantasia quasi Sonata

20 OTTOBRE

Il 20 ottobre la Prof.ssa Natascia Tonelli terrà una conferenza intitolata “Dante e le donne della Commedia”, La stessa, si terrà presso la Sala Conferenze dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia.

21 OTTOBRE

In occasione della XXI Edizione della settimana della Lingua Italiana nel mondo, il 21 Ottobre alle ore 18:30, l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia è lieto di invitarVi all’incontro online con Massimo Bray, Direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, ospite speciale di questa edizione. Sarà possibile seguire la diretta streaming tramite il canale YouTube dell’Istituto.

Si continuerà a parlare di Dante della sua Commedia che è, certamente, il testo più iconico della storia della letteratura mondiale. La ricorrenza del settecentenario dantesco ha generato, durante tutto il 2021, un grande moto di riscoperta e identificazione collettiva. In una situazione di tanto inedita emergenza come quella della pandemia, tutti noi abbiamo ricercato le coordinate comuni per rinsaldare i legami di comunità e le abbiamo trovate nella bellezza. Per il Sommo Poeta, la bellezza è un aspetto nodale della sua riflessione filosofica, teologica ed estetica. Bellezza che emana anche dalla forma-libro, nei codici miniati del Poema immortale, nei tesori d’arte e storia custoditi nelle biblioteche. Attraverso il viaggio metafisico che Dante compie nella Commedia, possiamo risalire alle radici della sua idea di bellezza e trarne gli insegnamenti che possono aiutarci, in questo difficile presente, a ritrovare i valori comuni della solidarietà, del dialogo e della conoscenza reciproca per costruire un futuro migliore.

24 OTTOBRE

Per concludere la XXI Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, il Maestro Pietro de Maria si esibirà in un recital pianistico alle ore 19:00. Sarà possibile seguire il concerto sul canale YouTube dell’ International Royal Cracow Piano Festival:

https://www.youtube.com/channel/UC47P3PAnbLHiLP0zzZ34kwg

Dopo la prima del concerto, sarà disponibile in streaming per almeno 6 mesi sui seguenti siti: www.festiwalpianistyczny.pl www.cracowpianofestival.com

Spaghetti cacio e pepe

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Sono un classico italiano molto saporito, che comporta pochi ingredienti. Non sono così semplici da realizzare, si deve prestare molta attenzione nello sciogliere e non fondere i formaggi, consiglio per una ottima riuscita di grattugiare finemente i formaggi e che siano ben stagionati o asciutti. Il risultato dovrà essere una crema che avvolge gli spaghetti.

Ingredienti:

Pecorino stagionato 40 gr.
Grana padano o Parmigiano reggiano 20 gr.
Olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
Pepe nero in grani 1⁄2 cucchiaio
Buccia di limone grattugiata 2 cucchiaini.
Spaghetti 100 gr.

Procedura:

Grattugiare il Pecorino ed il parmigiano. Scottare il pepe in poco olio e successivamente, su un tagliere, spaccarlo grossolanamente. Mentre la pasta cuoce, versate i formaggi grattugiati su un ciotola con un cucchiaio d’olio, versare un po’ di acqua di cottura a piccole dosi mescolando delicatamente fino ad ottenere una crema non cotta e non filante, unire il pepe.

Una volta che la pasta ha raggiunto la cottura raccogliere la pasta con un mestolo forato o scolare poco.

Unire la pasta alla salsa mescolando di continuo, eventualmente se poco cremosa unire ancora qualche cucchiaio di acqua di cottura unire la buccia di limone mescolare ancora un volta e impiattare, ancora un po’ di pecorino e servire.

(Attenzione al sale nell’acqua, se il pecorino è molto salato non cuocete o surriscaldate troppo il pecorino.)

Buon appetito!

Il profumo di gelsomino, il gusto di vino passito e la neve rossa

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Non esiste uno scrittore più bravo di Jarosław Mikołajewski a descrivere i paesaggi italiani.  Un poeta che racconta la Sicilia come nessun altro, senza cadere nei miti o in realtà artefatte. Ecco un uomo che, come Ryszard Kapuściński, non fa domande, ma ascolta da oltre 30 anni le voci della Sicilia, piena di uva, arance e gelsomino, che si mischiano con il profumo di una zuppa di pesce. Un’isola dove si mangiano spaghetti con uova di tonno sotto sale o con cozze. Un’isola al gusto di biscotti “le tette di Sant’Agata” e raffiche di scirocco, e con la neve che d’inverno sull’Etna diventa gialla e rossa.

Il grande edonista italiano Federico Fellini diceva che ”i sogni sono l’unica realtà”. Com’è oggi questo sogno “reale” siciliano?

È un sogno in cui emerge una sensazione di marginalità e provincialismo, intriso di perdita di lavoro e mancanza di contatto con le istituzioni e di frustrazioni provocate da tutto ciò. È un sogno sul rifi uto verso il mondo e la modernità che in Sicilia non è arrivata. È una storia sull’impoverimento di una parte di mondo completamente diversa da quella dei romanzi bestseller di Andrea Camilleri sul commissario Montalbano, che i siciliani considerano folclore. Il sogno di un siciliano è un sogno erotico, pieno di fantasie e desideri, un po’ come quello di Fellini. Ma a volte un incubo si insinua in questo sogno sotto forma di complessi e una sensazione di fallimento agli occhi della propria famiglia. Nel mio racconto sulla Sicilia c’è un sogno di un archeologo che ha una grande cultura e un territorio da esplorare al suo fi anco, ma questa zona non interessa a nessuno e visto che lui è disoccupato, per non impazzire, va in questo posto e conduce le ricerche gratuitamente.

Stai parlando della modernità che in Sicilia non c’è, mentre nel Nord d’Italia la modernità ha sommerso la memoria. In effetti c’è un’amnesia collettiva verso il passato. Quando ad alcuni adolescenti milanesi è stato chiesto di Fellini in occasione del centenario della sua nascita, molti non sapevano che cosa rispondere.

”L’amnesia” è purtroppo una malattia comune, non solo degli italiani. Lo vedo, ad esempio, agli incontri di poesia in Polonia, quando i nuovi giovani poeti mostrano di non conoscere i loro predecessori. Pensano di aver sfondato la porta, ma purtroppo la porta è sempre aperta. Ai miei tempi Julian Przyboś era una figura importantissima, e ora non lo legge e non lo conosce nessuno. Przyboś non esiste. Come Asnyk, neanche lui esiste. Bisogna accettare che le persone interessate al passato siano un piccolo gruppo. Esiste, ovviamente, un gruppo del genere in Sicilia, ad esempio chi torna ai testi ottocenteschi di Giovanni Verga o alle opere di Franco Battiato, artista che mescola tutti i generi musicali, cantando in arabo e riferendosi al mito comune su cui si fonda questa regione. A sua volta Biagio Guerrera ha creato un meraviglioso gruppo israelo-palestinese, cantando canzoni in siciliano. In Sicilia c’è ancora bisogno di coltivare questa memoria, forse anche perché si rendono conto di non poter competere con il Nord d’Italia. Milano mette le carte in tavola nella musica o nei premi letterari e impone attraverso i mass media i gusti a gran parte del pubblico italiano. Ecco perché i siciliani hanno deciso di prendersi cura di sé stessi il più possibile e di tralasciare la modernità.

Matteo Collura, con cui parli nell’ultimo libro “Neve rossa sull’Etna”, è scappato in questa utopica modernità milanese, ma viene dalla Sicilia e dice che vuol tornarci nonostante i problemi contemporanei.

Il mio quadro del siciliano si divide in due, il primo estremamente elegante, che puoi incontrare sulla piazza vicino alla Cattedrale di Sant’Agata che finge di essere un uomo del Nord. Sono spesso membri delle forze dell’ordine che cercano dignità e serietà nel loro modo di muoversi. È un’immagine falsa. La seconda figura di siciliano è un uomo semplice, non ben rasato che porta una camicia con un colletto mezzo nascosto sotto un maglione, con un sorriso stampato e pantaloni logori. Un uomo che non finge niente. Ricordo quando Paweł ed io fummo invitati al Teatro Bellini, tutti gli spettatori erano elegantissimi per il più grande gala della stagione, invece io e Paweł e il citato Biagio Guerrera, ci vestimmo come se fossimo appena usciti dal lavoro. Ovviamente puliti, ma semplici. Biagio mostra con il suo abbigliamento di avere rispetto per il luogo, ma allo stesso tempo non si arrende alle regole del Nord che impone questi valori estetici. Era lo scontro tra la modernità e il mondo delle vecchie regole che ancora vogliono mantenere in Sicilia.

Alcuni pensano alla Sicilia come un luogo pericoloso, come emerge dai citati romanzi di Camilleri o dai film di Coppola. Tu e Paweł Smoleński nel vostro libro raccontate com’è davvero.

Tutto oscilla sull’orlo della verità e della finzione. La Sicilia è stata creata dagli altri, ma anche da loro stessi. Così avvenne alla fine degli anni Cinquanta, quando ottenne grande popolarità il romanzo il “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa grazie al successo del film di Luchino Visconti. Il modello del siciliano creato dall’attore americano Burt Lancaster piacque moltissimo ai siciliani. Si tratta di un personaggio con atteggiamento libertino, elegante che flirta con altre donne e allo stesso tempo ironizza sulla moglie che si fa il segno della croce prima di ogni rapporto sessuale, ma d’altra parte, anche lui appartiene alle vecchie regole e non è del tutto in sintonia con i cambiamenti in atto nel mondo. Ho l’impressione che questo sia un posto dove cerchi costantemente un padre che abbia alcune verità di vita da dirti, non quelle create. Il bisogno di ascoltare i consigli è più forte qui in Sicilia che nel Nord d’Italia o anche nell’Europa occidentale, dove non si ascolta e si sa tutto meglio. I siciliani apprezzano la misteriosità, così come il silenzio e l’onestà.

In uno dei reportage parli del quartiere San Berillo con i gangster di colore e i trans. È un posto che sembra uscire dai film di Almodovar o di Fellini, ma con toni più grigi!

È un luogo di cui non si sa molto, non è certo una meta turistica e forse sarebbe meglio se non esistesse proprio. San Berillo si trova a duecento metri dalla Cattedrale di Sant’Agata a Catania, quindi proprio nel centro della città. È lo stesso posto dove, all’inizio del secolo scorso, nacque la famosa cantante Goliarda Sapienza. Ci sono stato più volte a San Berillo, spesso solo per mangiare nella misteriosa mensa locale dove di solito vengono serviti due piatti diversi, di pesce oppure di verdure, da nigeriani o somali. Questo quartiere è terrificante. Il Governo in collaborazione coi Carabinieri ha deciso di sbarrare l’accesso a tutte le case per evitare l’occupazione abusiva nel quartiere. Quindi sono strade costellate di case abbandonate con le finestre e le porte murate. Nonostante ciò hanno trovato un altro modo per entrarci, ossia attraverso le finestre del primo piano con una scala, allestendo bordelli per i trans con seni imbottiti di silicone di dimensioni pazzesche e altri tipi di personaggi borderline che Catania ha cacciato via dalle strade. Alcune di queste persone hanno portato con sé povertà e malattie come l’AIDS. Al margine di questo luogo troviamo la chiesa dove abita il prete Pippo che arrivò in parrocchia del SS. Crocifisso della Buona Morte mezzo secolo fa, cioè nel momento in cui venne presa la decisione di cambiare Catania. Il grande padre Pippo ha anticipato Papa Francesco mettendo i banchi della chiesa a forma di cerchio in modo che fossero tutti uno accanto all’altro, non lontano dall’altare. Qui tutti vengono a confessarsi: prostitute, travestiti e omosessuali. Sarebbe bello importare questo clima di apertura anche in Polonia.

Era ovvio quindi che un luogo come la Sicilia, aperto a tutti, fosse meta anche per i rifugiati?

Jarosław Mikołajewski, fot. Maria Mikołajewska

Non è così, la comunità di Lampedusa non ha improvvisamente deciso di aprire le porte del paradiso. Lampedusa è una piccola isola della Sicilia ed è il punto d’Italia e d’Europa più vicino all’Africa. Quindi non è l’ospitalità degli abitanti che attira i rifugiati a Lampedusa, ma è per loro l’unica scelta geograficamente possibile. Il problema è che l’isola è completamente impreparata all’arrivo dei migranti ed è per questo che non sempre vengono trattati con apertura. Bisogna dire che molti lampedusani ed anche siciliani sono stati per generazioni dei pescatori. Poi la trasformazione economica ha portato molti ad investire per creare un paradiso per i turisti. Se quindi all’improvviso comincia a girare voce che davanti le coste di Lampedusa naufragano e muoiono migranti, questo distrugge l’attrattività turistica del luogo. Lampedusa è una porta sull’Europa dove arrivano barche con i rifugiati dalla Nigeria, dalla Siria o dalla Somalia, schiantandosi con la realtà che non è il paradiso sognato ovvero Germania, Francia o Svezia, paesi dove vogliono iniziare una nuova vita, qui invece c’è solo mare e il pensiero di un altro viaggio pericoloso verso una diversa meta. A Lampedusa solo un sacerdote e un medico possono dare il buon esempio a chi vuole accogliere i migranti. Queste sono persone che arrivano in Europa non hanno problemi di salute ma qualcosa di molto peggio, ovvero la vergogna. La vergogna che deriva dal trauma di stupri verso donne, bambini, uomini.

Sbarcano su un’isola senza alberi, ma con tartarughe e conigli. Un’isola su cui sono già passati oltre un milione di profughi in fuga dalla loro misera vita. Cosa hanno imparato i siciliani dopo il disastro del 3 ottobre 2013, quando 366 persone sono annegate al largo delle Isole Pelagie?

Ci sono traumi che lasciano un marchio indelebile. Innumerevoli bare, di legno scuro per gli adulti e di legno chiaro per i bambini. Cosa ha insegnato questa esperienza? Penso che ci ha fatto smettere di parlare con disprezzo dei nuovi arrivati. La parola “pietà” è molto importante nella lingua italiana, un concetto che noi polacchi non capiremo mai. È la misericordia, l’ospitalità e ogni bella esperienza con il prossimo. Se qualcuno viene guardato “con pietà” significa compassione. Hanno visto le vittime, arabi e persone di colore, e di certo non li hanno puniti, ma invece gli hanno asciugato le lacrime e gli hanno stretto la mano. Questa è l’essenza del cristianesimo.

E perché l’Europa non coglie questa lezione di umanesimo e cristianesimo? Dopotutto, stiamo assistendo a grandi cambiamenti nel Vecchio Continente e forse non ha senso chiedersi cosa fare ora, ma bisogna accettare i cambiamenti come un corso naturale delle cose.

L’autrice del murale è Diala Brisly

Questa è una domanda molto importante. Una domanda riguardante le nostre teste girate, i nostri occhi che si voltano dall’altra parte, una domanda che non si riferisce ad un problema, ma ad una situazione che sta accadendo e non può essere fermata. Quando alcuni anni fa ho parlato con il dottor Bartolo del nostro cattivo atteggiamento nei confronti degli immigrati, mi ha spiegato tutto ed era convinto che se lo avessi trasmesso agli altri, avrebbero capito. Ho scritto il libro “Wielki przypływ” (La grande marea), che ho mandato in regalo a Donald Tusk, il libro gli è stato consegnato dalla sua segretaria privata. Non c’è stata alcuna reazione. Poi ho pubblicato un articolo, che era una richiesta d’aiuto, sulle sepolture a Mussomeli, dove non c’era nemmeno terra sufficiente per accogliere tutte le tombe. Solo il sacerdote Lemański si è espresso. L’intera Chiesa e i politici sono rimasti in silenzio. Il dottor Bartolo crede che sappia ancora troppo poco, o in realtà nulla. Inoltre sono stupito da alcuni politici che si dicono indecisi se accettare solo i cristiani o anche i musulmani. Sono convinto che sia più facile per le persone non entrare nella sfera emozionale. Professiamo la fede ma non crediamo veramente, facciamo un atto di affidamento senza esserne realmente parte, non siamo nemmeno in grado di parlare dell’atto sessuale in termini di rapporto, ne parliamo solo in termini di fare sesso. Si fa la coltivazione della terra, non il sesso. Dovremmo innanzitutto introdurre cambiamenti nel nostro modo di parlare e poi nelle nostre azioni.

Perché abbiamo scambiato questo umanesimo per un’apparente libertà?

La regista italiana Liliana Cavani mi ha detto che negli ultimi anni non abbiamo prodotto nulla di prezioso per noi stessi. Leggeva costantemente sui giornali quanto la Polonia fosse un paese ricco che sa affrontare le sfide. Ma cosa ci facciamo con questi soldi? Dopotutto, la gioia di fare soldi è condividerli con persone che stanno peggio. Ci siamo completamente dimenticati che il gusto della libertà non è solo prendere ma anche dare.

Ma il problema della carenza di umanesimo non è solo in Polonia. Ho l’impressione che tutta l’Europa abbia perso i suoi valori e l’unica soluzione è quella di cui ha parlato il regista Krystian Lupa durante la sua ultima performance. Dobbiamo tornare all’inizio, alla grotta per imparare a usare di nuovo gli strumenti della vita.

Ne ho parlato nel mio libro “Terremoto”, ossia del fatto che il cristianesimo dovrebbe essere “ribattezzato”. Sfortunatamente penso che sia necessaria una tragedia. L’Europa per capire e cambiare ha bisogno di una tragedia di una gravità pari a quella successa a Lampedusa, dove non bastava la terra per seppellire i corpi.

Tutti i tuoi libri parlano della Sicilia che profuma di gelsomino e di zuppa di pesce. Ma che impressione ti ha fatto questa terra durante il tuo primo viaggio nel 1986?

Non direi di esservi affogato ma piuttosto mi sono sciolto nell’isola. Ho sempre avuto bisogno di esplorare il mondo attraverso i miei sensi. Ne parlano le mie poesie e il mio libro su Zuzanna Ginczanka. Conoscere con il tatto toccando i piedi, le scarpe, entrando nella vasca da bagno. Non so perchè, ma ne ho un disperato bisogno. Il mio primo approccio con la Sicilia è stato durante una visita guidata, una gita che non ha colto il mio interesse, sentivo che da qualche parte c’erano strade e luoghi dimenticati dal turismo e molto più interessanti di quelle mostratemi. Fu allora che sentì per la prima volta questa meravigliosa caratteristica siciliana, a volte invadente, ovvero l’ospitalità. Voglio dire, vuoi andare da qualche parte? ti ci portiamo! vuoi vedere qualcosa? te lo mostriamo! Quindi con il tempo ho capito le parole di Ryszard Kapuściński, che mi aveva confessato che non avrebbe mai portato sua moglie in un viaggio del genere, perché sapeva che avrebbe passato tutto il tempo a porgerle il cappotto. Io volevo riscoprire la Sicilia metaforica. Siamo abituati al fatto che se chiamiamo qualcosa una metafora, dobbiamo prima sapere cos’è una metafora, ma la Sicilia è diversa perché composta da tante metafore e non è detto che tutte si capiscano. Il primo approccio che ho avuto con la Sicilia è stato toccando il frutto maturo dei limoni, delle arance e annusando i fiori di gelsomino. E in più tutto questo era inondato di sole. Ho scattato molte foto e le ho inviate ai miei genitori.

Che cosa ti ha fatto rimanere in Sicilia?

In Sicilia c’è una sorta di sfacciataggine se si parla di sensi. Non sono un fan del prendere sole sulla spiaggia, mi affascina piuttosto lo stare al sole e percepire lo scontro tra il calore esterno e la freschezza interna del vino appena bevuto. Ricordo ancora il gusto del primo sorso di vino siciliano, il Regaleali e poi il Corvo Duca di Salaparuta che innaffiavano cene a base di aragosta che non sapevo mangiare. Allora ero un ragazzino tra vecchi siciliani che mi portavano a queste feste. Emozioni incorniciate da forti raffiche di vento e neve rossa con secrezioni vulcaniche e polvere dall’Africa. So sempre che in questa terra incontrerò un amico che magari mi legge ad alta voce le poesie, perché amo la lingua siciliana. Non ne ho la prova, ma mi sembra che Mickiewicz si sia innamorato della Crimea, non per la natura, ma per la parola ”czatyrdah”. Quindi ad attrarmi sono la lingua, il vino, il sole e il bene che si può trovare in Sicilia. Questo è il mio mondo.

Quando sei in Sicilia che sogni fai?

Vi parlerò di uno dei primi sogni che ho avuto, era l’anno 1986. È stato dopo i primi giorni in cui avevo visitato alcune città, strade, piazze e luoghi della Sicilia. Stavo camminando in questo paesaggio soleggiato e ho visto cicogne ovunque, sulle case, sui marciapiedi e quelle che fluttuavano nel cielo. Quindi di nuovo una metafora, ma questo è meno importante.

traduzione it: Natalia Kogut, Agata Pachucy

DiscoverUE: trasporti gratuiti per i 18enni che si muovono in Europa

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Già oltre 70.000 diciottenni hanno colto l’opportunità di viaggiare gratuitamente in tutta Europa nel quadro del programma DiscoveryEU dal giugno 2018. I partecipanti al programma europeo possono viaggiare per un massimo di un mese verso uno o più paesi europei. Il viaggio può avvenire in treno, traghetto, autobus e aereo (quando il viaggiatore proviene da un paese molto lontano). L’idea del viaggio gratuito per diciottenni (per la precisione i nati dal 1 luglio 2001 al 31 dicembre al 2003) ha incontrato un profondo sostegno da parte del Parlamento europeo. Si può far domanda per i biglietti fino al 26 ottobre. Il programma è dedicato anche alle persone disabili e nel loro caso è stato previsto che possono viaggiare in compagnia di un assistente, in caso di bisogno, gratuitamente. Il Parlamento Europeo ha ideato il DicoverEU per far conoscere meglio ai giovani la diversità culturale degli stati membri Ue, sperando che questo programma influisca sullo sviluppo della identità europea e che ne rafforzi i valori. Gli interessati a partecipare al DicoverEU possono trovare i biglietti a questo link: https://europa.eu/youth/discovereu/apply_pl

https://www.pap.pl/europap/970953%2Cpe-18-latkowie-chcacy-zwiedzic-europe-moga-ubiegac-sie-o-darmowe-bilety-kolejowe-w

[Aggiornamento 14.10.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, il numero complessivo dei casi attivi è 183.847 (settimana scorsa 175.337), di cui in gravi condizioni 248 (settimana scorsa 207), ovvero circa lo 0,1% del totale.

Gli ultimi dati mostrano 3.000 nuove infezioni registrate su 44.800 test effettuati, con 60 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 215 morti (settimana scorsa 153) e la situazione nelle strutture sanitarie polacche sta peggiorando, ma rimane sotto controllo.

Sono 2.796 i malati di COVID-19 ospedalizzati, con 248 terapie intensive occupate.

Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 38.110.857 vaccinazioni per COVID-19 e la copertura complessiva delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale sul totale della popolazione è di circa il 51,8%.

Sono in vigore fino a fine ottobre restrizioni tra cui l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso.

Sono aperti bar e ristoranti e sono consentite riunioni fino a 150 persone. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso.

Ogni attività è sottoposta a regime sanitario e sono previste limitazioni sul numero massimo di persone consentite, in linea generale 1 persona ogni 10 m2, con norme di distanziamento per limitare le occasioni di contagio.

Per quanto riguarda gli sposamenti, salvo per vaccinati o ingressi con presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni.

Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ma non prima di 7 giorni dal momento dell’ingresso nel paese. Sono escluse dall’obbligo di quarantena le persone vaccinate per COVID-19 con vaccini approvati dall’EMA.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.

Dal 17 luglio è stato introdotto anche in Polonia il Digital Passenger Locator Form (dPLF) – Karta Lokalizacji Podróżnego.

Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni nei singoli paesi sul portale:

https://reopen.europa.eu

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri: https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:

E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Tre italiani tra i 23 pianisti qualificati alla 3^ tappa del Concorso Chopin

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il 18° Concorso Chopin è a metà strada. Nella seconda tappa, in corso dal 9 ottobre al 12 ottobre, hanno partecipato 45 pianisti. La giuria del concorso, sotto la direzione della professoressa Katarzyna Popowa-Zydroń, ha deciso di ammettere più partecipanti ad ulteriori audizioni di quanto è stato previsto nel regolamento. Si sono così qualificati 23 pianisti da 11 paesi tra cui tre italiani: Leonora Armellini, Michelle Candotti, Alexander Gadijev. Come sottolinea sia il presidente di giuria che il direttore dell’Istituto Nazionale Chopin Artur Szklener i partecipanti sono ben preparati e il livello artistico è altissimo. Come ha spiegato Szklener: “non solo gli artisti che si sono qualificati per la terza fase sono artisti eccellenti, ma anche la stragrande maggioranza di quelli che purtroppo sono stati eliminati”. Il presidente della giuria aggiunge che “nel programma della terza fase del concorso, ci sono probabilmente i generi più difficili per quanto riguarda l’opera di Fryderyk Chopin, perché si tratta principalmente di Mazurche e delle forme più grandi, cioè le sonate”. La terza tappa si svolge dal 14 al 16 ottobre. Le audizioni si svolgeranno nella sessione mattutina (dalle 10) e nella sessione serale (dalle 17). I pianisti suoneranno un recital di 50 minuti durante il quale eseguiranno, tra le altre, una delle due sonate o un ciclo completo di Preludi op. 28 e un ciclo selezionato di mazurche. Il 18° Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin si concluderà il 23 ottobre 2021.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C970250%2Ckonkurs-chopinowski-23-pianistow-zakwalifikowanych-do-iii-etapu.html