
I cinefili italiani attendevano con impazienza la proiezione del nuovo film di Paweł Pawlikowski al Roma Cinema Fest. La sua apparizione sul tappeto rosso è stata accompagnata dai fan muniti dei poster dei suoi film precedenti, ampiamente apprezzati, “Ida” e “Cold War”. L’ultima produzione, “Fatherland”, che il pubblico romano ha potuto vedere il 15 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, ha avuto la sua prima a Cannes e l’anno prossimo concorrerà agli Oscar.
“Fatherland” costituisce un certo completamento della trilogia che ha preso forma con la realizzazione degli ultimi film di Pawlikowski. Al centro troviamo storie individuali e intime con l’Europa del dopoguerra come sfondo. Questa volta si tratta di alcuni giorni della vita dello scrittore tedesco Thomas Mann e di sua figlia. Le dinamiche di potere e le tensioni sociali nella Germania del dopoguerra si intrecciano con la storia familiare dei Mann, segnata dal dolore e dalla perdita. Il film riprende motivi e immagini del “Cold War”: ne è una sorta di omaggio, ad esempio, la presenza di Joanna Kulig che canta a un ricevimento esclusivo o il chiaro richiamo visivo nell’ultima sequenza. Tra i due film si crea così una certa continuità.
Come ha sottolineato Pawlikowski durante l’incontro con il pubblico del festival, i personaggi storici sono per lui solo un punto di partenza, un’ispirazione per una storia fittizia. I fatti delle loro vite rimangono immutati, ma l’attenzione si sposta sui drammi privati, mentre la realtà dell’Europa del dopoguerra diventa uno sfondo che, tuttavia, lascia il suo ineludibile segno.
Una vera chicca per gli appassionati di cinema è stata la masterclass con Pawlikowski, durante la quale il regista ha parlato della ricerca del proprio linguaggio artistico e delle storie che vale la pena raccontare, dai primi documentari realizzati per la BBC al successo internazionale delle sue ultime produzioni.
Il regista ha sottolineato l’importanza del casting e ha evidenziato che è possibile trovare attori perfettamente in sintonia con la visione del film anche nelle circostanze più inaspettate, come nel caso di Agata Trzebuchowska, interprete del ruolo principale nel film “Ida”, che ha segnato una svolta nella carriera di Pawlikowski: il regista ha visto Trzebuchowska in un bar. Era il suo primo ruolo da attrice.
La conversazione ha riguardato anche l’aspetto visivo dei film di Pawlikowski, ampiamente studiato e apprezzato. In questo contesto, la collaborazione con Łukasz Żal, per il quale “Ida” è stato il primo film come direttore della fotografia, ha svolto un ruolo fondamentale.
La masterclass è stata un’occasione per parlare della ricerca di un proprio linguaggio cinematografico e di mezzi espressivi, nonché su quanto lontano possa portare la fiducia nelle storie che si raccontano.
“Fatherland” non è l’unico accento polacco all’edizione di quest’anno della Festa del Cinema di Roama. Nel corso del festival verranno proiettati anche: “Closure” di Michał Marczak (sezione in concorso Progressive Cinema), “The Idiot(s)” di Małgorzata Szumowska (film attesissimo con un cast hollywoodiano, presentato nella sezione Freestyle) e la coproduzione polacca “Ulya”. Il presidente della giuria del concorso è Jan Komasa, che lo scorso anno ha presentato a Roma il suo film “Good boy”.
A tutti quelli che vivono a Roma o ci sono in visita, consiglio vivamente di passare dall’Auditorium Parco della Musica, dove è in corso una vera e propria festa del cinema!





















