Sicilia

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

La Sicilia già da tempo si trovava nel mio elenco di posti da visitare assolutamente. “Cosa Nostra”, le macchine che esplodono all’angolo ed i bambini che urlando corrono tra gli edifici dall’intonaco scrostato, questo associavo con quest’isola. La primavera è la stagione perfetta per fare una visita da quelle parti, perché d’estate il clima subtropicale sembra insopportabile. La nostra meta doveva essere il capoluogo siciliano: Palermo. L’aeroporto di Trapani – una piccola città proprio sulla punta della parte ovest dell’isola – mi ha stupito un po’. Sono atterrata insieme ad una mia amica, come mi pareva in quel momento, in mezzo al nulla. Un bel cielo azzurro senza neanche una nuvola. Attorno a noi l’erba e l’aria calda e secca. Allora, cominciamo l’avventura!

Siamo giunte a Palermo di sera. Stefano – il nostro host dove, tramite il sito couchsurfing.org, avevo trovato l’alloggio – è venuto a prenderci dalla stazione. Per cena ho avuto l’occasione di assaggiare la specialità locale – arancina – e me ne sono innamorata subito dal primo morso. Questo piatto tipico consiste in riso in una squisita pastella croccante. Come ripieno ci può essere della carne oppure, sorprendentemente, del burro.

La mattina del giorno dopo sono stata svegliata dai forti raggi di sole. Dal sesto piano del nostro appartamento si godeva una vista speciale. Da una parte il Duomo, il Palazzo dei Normanni, e delle incantevoli palazzine, e dall’altra invece il Teatro Massimo, il porto e la pittoresca costa del Mar Tirreno. Aprile, ma qui si è già in piena estate. Una folla di gente che cerca di farsi strada attraverso il traffico, le urla e gli inviti dei commercianti dal mercato nelle vicinanze. Un’atmosfera meravigliosa. Siamo andate a fare un giro a Monreale. Una piccola città della provincia di Palermo. Ci si arriva facilmente coi mezzi pubblici. Lì c’è per esempio la cattedrale, dei tempi dei Normanni, che insieme agli edifici del monastero benedettino e al palazzo arcivescovile, crea un complesso monumentale che vale la pena di vedere. La cattedrale di per sé suscita meraviglia con il suo ricco interno. Le pareti sono decorate con i mosaici, famosi in tutta la Sicilia. Pagando il biglietto, si può ammirare una vista mozzafiato dalla cima delle sue torri.

Tornando, ci siamo fermate un attimo alle Catacombe dei Cappuccini che si trovano al di sotto del monastero. Inizialmente quel posto fu creato per seppellirci i monaci, ma col passar del tempo si sono iniziati a fare anche i funerali laici. Una delle ultime persone sepolte lì fu Rosalia Lombardo, una bambina di due anni, il cui corpo – intenzionalmente in bella mostra – si trova in fondo al corridoio. Gli altri invece sono divisi in base al sesso oppure l’incarico sociale ricoperto durante la vita. I più spaventosi però sono i cadaveri dei piccoli bambini vestiti in maniere diverse, con piccoli abiti e cappellini. Tornando dalle Catacombe in città sicuramente vale la pena di passare dalla Porta Nuova che è situata in via Vittorio Emanuele, una delle strade principali, che non si possono certo mancare. Vicinissima al Palazzo dei Normanni, la Porta Nuova per secoli difese l’accesso alla città. Spicca soprattutto per la sua originalità architettonica e il caratteristico tetto a forma di piramide. Di sera siamo andate ad una festa di strada organizzata da uno dei ristoranti. Di giorno è piena di vita commerciale, ma dopo, quel posto si trasforma in una vera e propria fiera di buon cibo, vino e musica. I piccoli ristorantini ogni settimana lottano spietatamente per i clienti. Chi vince, come premio, organizza una festa per tutti gli interessati. Certo, non si poteva fare a meno dei balli! La cattedrale di Santa Maria Assunta, cioè il Duomo, si trova in via Corso Vittorio Emanuele, all’angolo con la via Matteo Bonello. Fu costruito su commissione dell’arcivescovo della città a cavallo tra il XI e il XII secolo. Grazie ad un misto di vari stili architettonici, già a prima vista sembra un monumento affascinante. Impressionante è pure la sua monumentalità. All’interno si [cml_media_alt id='113639']palermo2[/cml_media_alt]può comprare un biglietto unico che permette di visitare e vedere la cattedrale, la cripta, il tesoro reale ed anche di salire al tetto. Nella cappella ci sono le tombe dei re, come per esempio di Ruggero II, il più famoso regnante normanno. Per strada verso la Fontana della Vergogna abbiamo fatto una pausa per vedere meglio i Quattro Canti. È un particolare incrocio di due strade molto affollate. Da tutti e quattro i lati, o canti, come suggerisce il nome, l’incrocio è circondato di palazzi barocchi caratterizzati da spigoli tagliati. Essi sono decorati con delle sculture e piccole fontane. Vi sono personaggi storici, re spagnoli e, in cima a ciascuno, le quattro patrone della Sicilia: Ninfa, Agata, Oliva e Rosalia, il cui culto è molto diffuso proprio a Palermo. La Fontana della Vergogna è situata in piazza Pretoria. Questa cinquecentesca struttura rappresenta 48 sculture messe in ordine in maniere diverse. Deve il suo nome al fatto che le sculture siano nude. Una volta trovatisi nelle vicinanze, sarebbe un peccato non entrare nella chiesa medievale di San Cataldo in Piazza Bellini. La peculiarità della chiesa sono le sue cupole rosse, chiaramente traccia della cultura araba. Dentro si possono notare i ben marcati tratti di stile gotico. Vale la pena pure vedere la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, sempre in Piazza Bellini. È un’estrema miscela di stili, che contrariamente a quanto si pensa, vanno perfettamente d’accordo. Per secoli si arricchiva acquistando sempre più diverse sfumature delle culture straniere ed adesso invece è un prezioso monumento storico. Tralasciato diverse volte durante i nostri precedenti giri il Palazzo dei Normanni è un misto di stili normanni ed arabi. Il Palazzo è dotato di una torre, la famosa Torre Pisana, e dentro invece da consigliare è senz’altro la Cappella Palatina, la cappella privata di Ruggero I. Si possono visitare anche gli appartamenti reali.

Essendo per strada verso casa, abbiamo deciso di passare al , costruito verso la fine dell’Ottocento. Va notato che questo è il terzo, quanto a grandezza, teatro-opera in Europa e proprio qui sulle sue scale è stata girata la famosissima scena de “Il padrino” in cui muore la figlia di Michael Corleone (Al Pacino). Consiglio anche di andare a Cefalù, distante un’ora in treno da Palermo, situata ai piedi della Rocca. Lì si trova la cattedrale fondata da Ruggero II, basata sullo stile francese con aggiunte d’influenza anglosassone, araba e bizantina. Dall’entrata si nota la statua all’altare di Cristo Pantocratore, molto caratteristica di tutta l’isola.

Infine vale la pena anche di visitare l’Orto Botanico. Il giardino è vicino al porto, in via Lincoln e dipende dall’Università di Palermo. I suoi inizi risalgono alla fine del Settecento. I grandi fighi beniamini, i banani, i cactus fiorenti e tantissime altre specie tutte belle da vedere cambiano col nostro camminare lungo i numerosi sentieri dell’Orto Botanico. Assolutamente da non perdere!

La settimana è passata in un batter d’occhio. Il giorno dopo, purtroppo ci toccava di svegliarci presto e tornare alla realtà. Qualche minuto dopo le sei di mattina siamo arrivate alla fermata Teatro Politeama, da dove passava la navetta per l’aeroporto. 90 minuti di strada e siamo arrivate. Sfinite, bruciate dal sole, ma comunque veramente contente siamo salite a bordo dell’aereo, sapendo che quello era solo un arrivederci a breve termine con la Sicilia.

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