Sulle tracce del commissario Montalbano

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Piazza Duomo e chiesa di San Giorgio in fondo

Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

La mia fascinazione per la Sicilia è iniziata con “Il padrino”, ma la vacanza di quest’anno sull’isola non sarebbe stata possibile senza il mio commissario preferito: Montalbano.

Ho passato le piovose serate di maggio a guardare tutti gli episodi, disponibili in Polonia, di questa serie televisiva cult della RAI che è stata girata negli anni 1999-2021 sulla base dei racconti di Andrea Camilleri, lo scrittore che ha trascorso l’infanzia e la giovinezza a Porto Empedocle, il prototipo di Vigàta, la cittadina dove Salvo Montalbano, insieme a un gruppo di suoi colleghi del commissariato della Polizia di Stato, cattura assassini, combatte i mafiosi e risolve ogni tipo di casi criminali. Come si addice a un vero italiano, il commissario non può fare a meno del caffè, ama il buon vino ed è un grande buongustaio della cucina siciliana. E nonostante la sua lunga relazione con la sua amata Livia, che vive a Genova, ha un debole per le altre belle donne. Ogni episodio è una storia a sé, condotta perfettamente da Camilleri, ambientata nel mitico commissariato, nella casa del commissario, per le strade di incantevoli di cittadine come Scicli, Modica, Ragusa e Noto e tra uliveti e vigneti. Il ruolo di Salvo Montalbano è interpretato dall’ottimo Luca Zingaretti, un allievo, ai tempi della scuola, di Camilleri. Lo scenario della serie è la quintessenza di questa meravigliosa isola che invita a partire per un viaggio sulle orme dell’iconica figura del commissario.

Marinella cioè Punta Secca

È a Punta Secca, un piccolo borgo di pescatori sulla costa meridionale della Sicilia, che si trova la famosa casa di Montalbano, affacciata sulla spiaggia, con caratteristiche terrazze su entrambi i piani. È lì, col sottofondo delle onde del mare, che il commissario beve il caffè mattutino, riceve telefonate per questioni importanti e mangia deliziose pietanze preparate dalla sua governante Adelina. Oggi c’è un albergo nella casa del commissario, e davanti ad esso tutto il giorno si possono incontrare turisti che si recano spesso a Punta Secca solo per vedere i luoghi della loro amata serie tv. La spiaggia vuota, che vediamo nella serie, in estate diventa piuttosto affollata e rumorosa.

La casa del commissario è a pochi passi dal faro che campeggia nella sigla iniziale della serie. E da lì non è lontano un altro luogo cult: la trattoria Enzo a Mare, dove di solito Salvo pranza a mezzogiorno e naturalmente: “non parla quando mangia”. Qui tutto, sia dentro che sulla terrazza, sembra proprio come nel film. Ci si può sedere ai tavoli noti dai fotogrammi della serie, e il menù degustazione servito, composto principalmente da pesci, frutti di mare e il miglior cannolo che ho mangiato in Sicilia, soddisferà tutti i buongustai.

Scicli: un centro di comando

Il luogo principale dell’azione della serie è il commissariato di Vigàta in cui Catarella e il vice Mimì (di solito più preoccupato per le sue conquiste amorose che per le complicate indagini) aspettano ogni mattina il commissario con nuove notizie. Per fortuna c’è anche il bravo ispettore Fazio che è affidabile, leale e fornisce sempre le informazioni necessarie.

Il commissariato di Vigàta è in realtà Palazzo Municipio, sede del municipio di Scicli, e il sindaco stesso risiede nell’ufficio di Salvo Montalbano. Questa incantevole cittadina barocca in provincia di Ragusa, così come Noto, Modica, Ragusa e altre cinque città, è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2002. Lungo la strada principale, la via Francesco Mormino Penna, nota per le sue riprese cinematografiche, troveremo non solo il commissariato, ma anche altri luoghi associati alla serie come una farmacia e chiese barocche.

Scicli era quasi vuota in un caldo pomeriggio d’agosto. Davanti alla Chiesa di San Giovanni Evangelista si accumulavano gli invitati al matrimonio, e proprio dietro la farmacia nota dalla serie, l’allestimento delle tavole e le loro decorazioni per la festa erano quasi pronte. Ogni condominio lungo la zona pedonale di Scicli è una perla barocca, e una passeggiata per la cittadina non è solo un viaggio nell’immaginaria Vigàta, ma anche un’occasione unica per immergersi nell’atmosfera siciliana della cittadina di cui lo scrittore italiano Elio Vittorini nel suo libro “Le città del mondo” scrisse che potrebbe essere la città più bella del mondo. Continuando la passeggiata per Scicli vale la pena vedere anche la Chiesa di San Bartolomeo la cui collocazione in una valle rocciosa con il panorama della città alta sullo sfondo è una delle viste più emblematiche della serie.

Ragusa, Modica, Noto cioè Vigàta e dintorni

Ragusa, una delle più belle città siciliane, a volte è parte di Vigàta nella serie. Come molte altre, la città fu distrutta durante il terremoto del 1693. Gli abitanti con determinazione non solo hanno costruito una nuova città, ma ne hanno ricreato fedelmente anche la sua parte vecchia, Ragusa Ibla. Se si viene da queste parti merita salire le strade tortuose e le scale sulla terrazza di osservazione accanto alla bellissima chiesa di Santa Maria delle Scale. È da qui che si gode una vista mozzafiato sulla nuova città, conosciuta anche dalla serie sulle avventure del commissario Montalbano.

Ragusa delizia con un’architettura attentamente pensata. Le strade strette e affascinanti sono così italiane che probabilmente non potrebbero esserlo di più. E, cosa molto strana, non ci sono molti turisti o macchine parcheggiate nei vicoli caratteristici. Qui si può apprezzare la vera atmosfera barocca della città. Modica è diversa, mecca turistica del cioccolato, in cui sono state girate tante sequenze della serie. Sono arrivata qui nel tardo pomeriggio e ho trascorso la maggior parte del tempo nella lunga fila per la famosa Antica Dolceria Bonajuto, dove dal 1880 si produce il cioccolato più famoso d’Italia. L’intero processo produttivo si basa sulla ricetta azteca, e il cioccolato stesso è composto solo da semi di cacao pressati a temperature piuttosto basse e zucchero, senza aggiunta di latte o grassi, processo che gli conferisce un gusto forte e caratteristico. Tuttavia la mia debolezza per i dolci ha fatto sì che sfortunatamente non avessi abbastanza tempo per esplorare la città, ma ci tornerò sicuramente.

Le riprese della serie sono state realizzate anche nella capitale del barocco siciliano, cioè a Noto. Sulla scalinata che conduce alla monumentale facciata della cattedrale di San Nicolò le sculture di Igor Mitoraj, che fanno parte della promozione della città, sono una piacevole sorpresa. Durante il viaggio sono stata accompagnata dalle parole del brillante libro sulla Sicilia “Neve rossa sull’Etna” di Jarosław Mikołajewski e Paweł Smoleński: “torniamo per Noto, una città in cui sono stato tante volte e che ora mi fa la stessa impressione di sempre: una cinecittà barocca, una decorazione costruita per le esigenze di un western controriformato. Ampi viali, grandi facciate, dietro di loro un bel niente. Questa decoratività ha la sua terribile giustificazione: nel 1693 Noto, insieme a diverse decine di città, è stata distrutta dal terremoto. Presumibilmente sono morte allora sessantamila persone. (…) Noto è stata ricostruita con il massimo slancio, da qui il tardo barocco, come in America Latina.”

Per me Noto è una città perfetta, soprattutto per le passeggiate serali quando i colori delle facciate cambiano con i raggi del sole al tramonto e quando cala la notte si possono ammirare le bellissime luci che illuminano questa architetture barocche. Inoltre si possono gustare deliziose prelibatezze in una delle vicine trattorie bevendo un bicchiere del miglior vino siciliano. Si vorrebbe gridare: che questo momento duri!

Panorama di Ragusa

Ma la Sicilia del commissario Montalbano e di Andrea Camilleri non sono solo le città della barocca Val di Noto. Comprende anche i loro dintorni, strette strade asfaltate e sabbiose circondate da caratteristici muri in pietra, uliveti, boschetti di mandorle e vigneti. Vale la pena vagare per questi luoghi, ad esempio dalla strada principale che collega Ragusa a Noto, e perdersi da qualche parte nella campagna siciliana. Vale la pena fermarsi per far passare un gregge di pecore per la strada, scoprire case, fattorie e incantevoli terre desolate, come ad esempio negli episodi: “Il giro di boa”, “L’odore della notte” o “Una lama di luce”. Questa Sicilia resta a lungo nella memoria, e nelle sere d’inverno si possono rievocare ricordi assolati e caldi, proprio come il sorriso di Angelica sulle pagine del libro: “E lei gli sorrise. Era come se il sole che stava per tramontare cambiasse idea e tornasse di nuovo in cielo” (Andrea Camilleri “Il sorriso di Angelica”).

foto: Magdalena Matyjaszek
traduzione it: Paulina Przybyłek

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