Vini da scoprire tra Val di Cornia e costa degli Etruschi

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L’estremo lembo meridionale della provincia di Livorno sintetizza l’esperienza intensa di storia, natura e cultura, con il vino a fare da filo conduttore

«Andando in Maremma io vedo un paesaggio bellissimo, ma anche terribile, selvaggio, indomabile, una terra ancora al margine della civiltà». L’introduzione alla terra maremmana dello scrittore Carlo Cassola potrebbe spaventare, anche se ormai datata, eppure quell’anima selvatica e non schiacciata dall’invadenza antropica diventa oggi un punto di forza per questo pezzo di Toscana.

I borghi pittoreschi, la campagna vasta e assolata, le spiagge poco attrezzate, il parco sull’area costiera, le saline di Orbetello e il parco dell’Uccellina, le pinete e le colline, il Calidario della (bella) struttura termale a Venturina Terme, i vigneti e le tombe etrusche nascoste dalla macchia mediterranea rappresentano una proposta accattivante per il visitatore curioso, capace di andare oltre l’approccio scontate.

La Val di Cornia è l’estremo lembo meridionale della provincia di Livorno che guarda all’arcipelago toscano e in qualche modo sintetizza l’esperienza intensa di storia, natura e cultura, con paesaggi che si estendono dalle colline coperte di vigneti ai suggestivi borghi medievali, fino alle calette nascoste lungo la Costa degli Etruschi. E in questa terra dalla bellezza vibrante l’esperienza del vino è importante, dato che molte delle aziende vitivinicole hanno costruito proposte enoturistiche intriganti.

ANTICHE MINIERE E TOMBE ETRUSCHE

Le antiche miniere di ferro testimoniano l’importanza economica di questa regione nel corso dei secoli, dato che ai tempi degli Etruschi l’estrazione del metallo aveva portato a trasformare la spiaggia tra Populonia e Baratti in una enorme fornace con carpenteria annessa, dove fuoco e acqua si scontravano per la produzione di manufatti in ferro.

Decaduta nei secoli successivi (anche per l’intervento distruttivo dei Romani) l’economia costiera – le cui vestigia oggi danno senso a un parco archeologico di grande fascino – nel periodo medievale la Val di Cornia ha visto fiorire borghi come Suvereto e Campiglia Marittima, oggi ancora ben conservati e resi vivaci da osterie, ristoranti, botteghe artigiane che restituiscono la bellezza di un presente autentico. Inoltre, a Campiglia Marittima, il Parco Archeominerario di San Silvestro racconta la storia recente delle miniere della zona e offre tour guidati attraverso i cunicoli sotterranei.

Tra un borgo e l’altro, la Val di Cornia rivela una serie di sentieri escursionistici e percorsi ciclabili che permettono ai visitatori di immergersi completamente nella bellezza naturale di questa regione, rendendola un tesoro nascosto per gli amanti della natura e della storia. E spostandosi verso Castiglione della Pescaia, la zona umida della Riserva Naturale Diaccia Botrona è un paradiso per gli amanti della natura, in particolare per il birdwatching.

TRA CANTINE E VINERIE

La Val di Cornia è anche famosa per la produzione di vini che, a partire dalla fine del XX secolo, hanno avviato un percorso di ricerca della qualità. Attraversando boschi e vigneti, si possono raggiungere le cantine in bicicletta (o a cavallo, per gli amanti del turismo equestre) trovando calici e sapori di questa terra. E se la vicina Bolgheri ha monopolizzato l’attenzione sui cosiddetti supertuscan – i vini con taglio bordolese da vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc – la proposta enoica più interessante della denominazione Suvereto e Val di Cornia sta proprio nella capacità di differenziarsi.

La combinazione del terreno ricco di minerali e il clima mite della costa toscana crea infatti un ambiente ideale per la coltivazione delle uve, conferendo ai vini una nota di mineralità e freschezza. E il risultato è molto interessante quando queste peculiarità non vengono coperte da un affinamento in legno invasivo.

Il Sangiovese è protagonista in molti rossi della zona e in Val di Cornia offre un profilo aromatico complesso tra frutti rossi, note floreali e speziate, una struttura tannica non troppo aggressiva. Se dunque non viene stressato da eccessi di concentrazione e di legno, regala un sorso molto piacevole. Per chi ama i vini corposi e le speziature derivate dagli affinamenti ispirati dagli enologi degli anni Novanta, diverse etichette a base Cabernet Sauvignon e Merlot restituiscono sentori di frutta matura, erbe aromatiche e spezie.

Non sono invece da trascurare i bianchi della costa. Il Viognier porta nel calice vini di grande eleganza, ma è il Vermentino la varietà predominante come in tutta la Maremma vinicola e anche in Val di Cornia si esprime in vini freschi e aromatici, giocati tra toni agrumati e di frutta tropicale. In realtà, le espressioni più interessanti sono quelle che non “semplificano” troppo il vino nel segno della freschezza, ma lasciano emergere la macchia mediterranea, la sapidità derivata dai terreni costieri, sfumature balsamiche e una tensione che si spinge fino alla pietra focaia levigata dal mare.

La proposta turistica spazia dalle degustazioni guidate in cantina ai tour tra i vigneti, dalla vendemmia partecipata alle cene con abbinamento dei vini a piatti tipici della regione, ma in qualche caso anche all’accoglienza con pernotto tra le vigne.