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La storia dell’hejnał mariacki, uno dei simboli di Cracovia

La melodia nota come hejnał viene suonata allo scoccare di ogni ora del giorno e della notte, in estate così come in inverno, e ripetuta quattro volte, una per ogni punto cardinale. Questo suono di tromba, che accompagna quotidianamente residenti e turisti, è uno degli elementi più distintivi della città vecchia di Cracovia e della Polonia più in generale. Nonostante si tratti di una delle tradizioni più distintamente polacche, l’etimologia del suo nome è a dire il vero ungherese. Deriva da ‘hajnal’, che significa ‘alba’. I polacchi l’hanno adottato nella forma hejnał, che potremmo tradurre come ‘suono di tromba’. Originariamente, nel periodo medievale, serviva in effetti a segnalare l’alba e il tramonto, quando la guardia cittadina apriva e chiudeva le porte della città. Il segnale poteva anche essere suonato per avvertire la popolazione dello scoppio di un incendio o dell’avvicinarsi del nemico a Cracovia.

La prima menzione dell’uso attuale appare soltanto a metà del XV secolo. Secondo alcuni storici, i cracoviani preoccupati che il trombettiere si distraesse, magari per una pennichella, e non badasse alla sicurezza della città, imposero che la melodia venisse suonata ad ogni ora. Il significato dell’hejnał come avvertimento contro il pericolo si associa anche alla più celebre leggenda sulla sua origine. Secondo la tradizione, durante l’invasione tatara della Polonia nel 1241, una sentinella stava suonando la melodia dalla torre della chiesa di Santa Maria per mettere in guardia la popolazione, quando all’improvviso una freccia tatara la colpì alla gola, interrompendola bruscamente. L’eroico sacrificio dell’anonima sentinella non fu però vano, perché diede ai cracoviani il tempo di trovare rifugio dall’invasore. Pare che questa leggenda abbia iniziato a circolare per merito di un giornalista e scrittore americano, Eric P. Kelly. Kelly lavorò brevemente all’Università Jagellonica di Cracovia e nel 1928 pubblicò un romanzo storico intitolato The Trumpeter of Krakow (Il trombettiere di Cracovia). Questo suggerisce ad alcuni storici la possibilità che si tratti di un’invenzione del secolo scorso, che nel tempo si è trasformata in leggenda. Altri però ritengono che possa trattarsi di una storia più risalente, rimasta a lungo confinata alla tradizione orale.

A complicare le cose c’è il fatto che esiste anche un’altra storia che pretende di spiegare l’origine dell’hejnał. Ksawery Pruszyński, giornalista che visitò l’Asia centrale al seguito del 2° Corpo d’Armata Polacco del generale Anders, pubblicò nel 1945 un breve racconto, intitolato Trębacz z Samarkandy (Il trombettiere di Samarcanda). Nel racconto l’hejnał viene interpretato dai tatari invasori come una preghiera e la sua cruenta interruzione da parte di un arciere diventa una maledizione. La cattiva sorte non avrebbe abbandonato i tatari finché un trombettiere lechita non avesse suonato il resto della melodia nella piazza centrale di Samarcanda. A causa di questa profezia, gli uzbeki che accolsero i soldati di Anders furono molto ospitali e convinsero uno dei suoi suonatori di tromba a mettere fine alla maledizione, suonando l’hejnał a Samarcanda.

Non è noto chi abbia composto la melodia. Il primo trombettiere di cui conosciamo il nome è Iwan Mikulski, che appare nei registri cittadini del 1629. Altro nome celebre è quello di Antoni Dołęga, che il 3 luglio 1901 morì mentre suonava la melodia. Fino all’inizio del Novecento la torre dalla quale viene suonato l’hejnał era priva di scale fisse e per raggiungerne la sommità si usavano scale a pioli. Il tempo necessario a salire e scendere era tale che il suonatore incaricato se ne stava praticamente sempre in cima. Oggi la sua vita è sicuramente più facile: dopo l’ultimo restauro nel 2014, ci sono ora 272 scalini, percorribili in circa 3 minuti.

Oltre all’abilità nel suonare la tromba, al trombettiere è richiesta anche una formazione da pompiere. Coloro che desiderano intraprendere questa singolare carriera devono obbligatoriamente superare un corso presso una scuola per vigili del fuoco. La giornata lavorativa dura ben 24 ore, dalle 8 alle 7 del giorno dopo, al termine delle quali c’è una pausa di 48 ore. Ad ogni turno sono sempre in servizio due trombettieri, che oltre all’hejnał suonano anche brani storici e religiosi in determinate occasioni ufficiali. La loro squadra include complessivamente sette persone.

 

 

 

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