Bieszczady: natura e cultura nel cuore della Mitteleuropa

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I monti Bieszczady si trovano nell’estremo Sud-Est della Polonia, nella regione della Precarpazia. Si tratta di due catene appartenenti ai monti Beschidi Est che sono parte del sistema montuoso dei Carpazi Orientali Esterni. Si dividono in Bieszczady Ovest, situati in territorio polacco, slovacco e ucraino, e Bieszczady Est situati in Ucraina. È un territorio estremamente interessante dal punto di vista naturalistico e storico.

Nel 1854 sul territorio di Bieszczady, all’epoca facente parte della Galizia governata dall’Impero Austro-ungarico, è nato il primo sito dell’estrazione di petrolio. Durante la seconda guerra mondiale invece Bieszczady è stato teatro di violenti combattimenti tra gli eserciti tedeschi, slovacchi, l’armata rossa, l’esercito insurrezionale ucraino e Armia Krajowa (l’esercito nazionale polacco). I monti Bieszczady sono il maggiore polmone verde della Polonia in cui ci si può sbizzarrire tra tante escursioni a piedi, a cavalo e in bici, immersi nella natura del Parco Nazionale di Bieszczady. I sentieri più frequentati sono Połonina Wetlińska e Caryńska, Mała e Wielka Rawka, Tarnica (1346m), il monte più alto dalla parte polacca della catena, oppure Krzemieniec (1221m), il picco dove si incontrano tre confini: ucraino, slovacco e polacco. I paesaggi delle dolci colline con le infinite sfumature di verde e l’aria fresca sono il miglior rifugio dal traffico e dall’inquinamento delle grandi città.

Tra le altre attrazioni della zona ci sono la ferrovia a scartamento ridotto che porta in gita tra i boschi, per gli amanti dell’acqua sul lago Solina si possono fare uscite in barca o in kayak. Non mancano le proposte per gli appasionati dell’arte. Non tutti sanno che in Slovacchia, a Medzilaborce poco dopo aver lasciato il confine polacco, si trova il primo museo interamente dedicato al re della pop art Andy Warhol. L’artista nacque negli Stati Uniti ma i suoi genitori erano emigrati lemchi, un popolo etno-linguistico di origine ucraina diffuso nelle aree carpatiche della Polonia, e originari di Miková, paese situato nell’odierna Slovacchia nord-orientale. Il museo è stato fondato, tra l’altro, grazie all’iniziativa dei fratelli di Warhol, John e Paul. A 150 chilometri a est, attraversando il confine ucraino ci troveremo a Leopoli, la città del leone, con il bellissimo centro storico inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Allontanandosi dal territorio di Bieszczady verso Nord ci si può fermare a visitare il Castello Krasiczyn sul fiume San dove correva il confine Ribbentrop-Molotov. Il castello finì nel lato dell’armata rossa e fu semidevastato. Adesso è ricostruito nel suo originario stile rinascimentale-manieristico. Spostandosi ancora di 10 chilometri si arriva a Przemyśl, ritenuta la seconda più antica città polacca dopo Cracovia. Esistono resti di un insediamento monastico che risalgono al nono secolo. È chiamata anche la città delle chiese visto che è un punto di incontro delle tre religioni: cattolica, ortodossa e ebraica. Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale vi risediavano circa 16.500 ebrei. Con l’invasione della Polonia da parte della Germania e dell’Unione Sovietica, la città si ritrovò tagliata in due dal confine, lungo il fiume San, che divideva le zone d’occupazione dei due eserciti.

I monti Bieszczady e i dintorni, sia dalla parte polacca, sia dalla parte dei paesi confinanti, sono una zona un po’ selvaggia e non così nota tra i turisti stranieri come invece lo sono altre parti della Polonia. Una buona base di partenza può essere la zona vicino a Polańczyk al lago di Solina. La nostra esperienza personale ci ha portato alla struttura “Zielona Żabka” il cui proprietario è un appassionato dei luoghi e capace di soddisfare ogni curiosità e domanda che abbiate. È un posto perfetto per scappare dalla frenesia della vita quotidiana e tuffarsi nella natura e nella storia.

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