Cracovia, o cara!

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Ugo Rufino, Sylwia Paszkowska, foto: Alessandro Vanzi

Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

“È un’insolenza non da poco azzardarsi a descrivere le città. Le città hanno tante facce, tanti umori, mille direzioni, un insieme coloratissimo di scopi, misteri oscuri e misteri sereni. Le città nascondono tante cose e rivelano tante cose, ciascuna è un’unità, ciascuna è moltitudine, ciascuna ha più tempo di lui, relatore, uomo, gruppo, nazione…Qui ci vorrebbe la capacità di esprimere a parole cose come colore, profumo, densità e affabilità dell’aria; quello che, in mancanza di un nome adeguato, siamo costretti a chiamare con un nome scientifico, “l’atmosfera”. Joseph Roth

Il viaggiatore che entra a Cracovia per la prima volta viene colpito dalla sua bellezza rinascimentale e dall’accoglienza dei suoi abitanti, che scrutano lo straniero con discrezione e lo fanno sentire parte della propria comunità. Accoglienza, disponibilità, cortesia rendono questa città una delle più aperte del Centro Europa, considerata fino a poco tempo fa, soprattutto dagli italiani! lontana e difficile da vivere. Nella mia esperienza lavorativa all’Istituto Italiano di Cultura ho potuto ammirarne le qualità, insieme alla vivacità e bellezza di un centro storico che richiama molto la struttura architettonica delle nostre città rinascimentali.

È difficile sentirsi soli a Cracovia, perché col suo fascino induce il passante a portare costantemente il naso all’insù, ammaliato dalla monumentalità e distratto dal costante vocio di una folla transeunte, a contatto con mura che trasudano storia. Circondata dai suoi parchi, la città ti avvolge in un abbraccio caloroso e ti fa sentire a casa. Per queste ragioni, tra le tante realtà conosciute, posso definire Cracovia un mio locus animae, perché qui sono nate amicizie ed esperienze professionali, provando un senso di appartenenza tra case alte e vie strette, nel luogo sacro della Piazza del Mercato, tra i palazzi antichi e prestigiosi, come quelli dell’Università Jagellonica, sotto il suo cielo stellato di azzurro cobalto, esaltato dal bagliore lunare.

E mi sovviene un’infinita moltitudine di emozioni ripensando ai momenti vissuti in questa città, mentre l’attraversavo seguendo un mio percorso a piedi o in bicicletta

Ugo Rufino, Aldo Amati, Luigi Marinelli, Sebastiano Giorgi

percorrendo il lungo Vistola avvertivo un senso di libertà! Ma è la stagione autunnale che mi ha fatto sentire a casa a Cracovia. Annunciato anche dai cartelloni pubblicitari che ne danno il benvenuto, l’autunno accoglie e abbaglia con i suoi colori intensi lungo tappeti di foglie che coprono i suoi bellissimi parchi e i viali del Planty, mescolando il suo odore a quello del vino novello!

Sorprende l’effervescenza giovanile di una città dove gli Erasmus arrivano acquisendo un importante bagaglio di esperienze umane e professionali e dove ritornano perché hanno capito che è qui l’Europa che tutti vorremo costruire, fatta di

Simone Balzani, Tessa Capponi Borawska, Ugo Rufino, Aldo Amati / fot. Monika Mraczek

incontri, discussioni, opportunità lavorative in un contesto urbano preso a modello perché condiviso nella socialità, curiosità e libertà. Le numerose delegazioni istituzionali che ho ospitato in questi anni, insieme ai protagonisti delle manifestazioni culturali, hanno sempre espresso il loro apprezzamento, nonché meraviglia, per lo splendore della città, per la sua grande apertura all’altro da sé, per la vivibilità degli spazi urbani, per il decoro e la pulizia delle strade e dei luoghi pubblici.

A Cracovia non ci si annoia se si vuole partecipare alle numerose attività culturali: città melomane e con grande proiezione artistica, ricca di bellissimi e modernissimi spazi espositivi, in costante dialogo con la storia, con il peculiare quartiere di Kazimierz a rappresentare un capitolo a parte e caratterizzato dalla forte presenza della cultura ebraica. Se per molti polacchi l’Italia è la patria d’elezione, anche Cracovia, come tutta la Polonia, rappresenta per i molti italiani che l’hanno vissuta e la vivono una seconda patria. E se i caldi rintocchi della campana del Wawel, in costante dialogo con il richiamo del trombettiere della torre di Kościół Mariacki, riportano ad un passato glorioso, l’incessante brusio del Rynek, maestoso e avvolto in allegri colori, riporta ad un presente in costante evoluzione, metafora di un Paese in crescita vertiginosa e capace di dimostrare al mondo la sua capacità di innovarsi in un anelito incessante verso la modernità.

Non è un caso che Cracovia, città bella e non troppo grande (Wajda) sia stata scelta a luogo d’elezione da molti poeti, Milosz, Szymborszka, Zagajewiski per citarne solo alcuni, perché tra i suoi angoli si scopre una città che ne contiene altre, piccola nella sua confi gurazione architettonica, ma caleidoscopica per le sembianze che assume in ogni ora del giorno e delle differenti stagioni, magica perché comunica emozioni e ispira versi poetici. Cracovia, infatti, appartiene alla rete delle città letterarie del Patrimonio UNESCO col suo prestigioso festival Conrad!

E alla mia Cracovia voglio dedicare alcuni versi di Tadeusz Ròzewicz:

… le nuvole
si adagiano su Cracovia
la pioggia
la pioggia cade
sugli occhi di Wyspianski
sulle vetrate cieche
… esce
Il sole
vado in giro per i monasteri
… buonanotte cari miei
buonanotte
poeti vivi e morti
buonanotte poesia.

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