La via dell’amore delle Cinqueterre

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Il blu del mare, il verde degli ulivi e dei pini marittimi e il colore dei fiori della riviera ligure ci hanno accompagnato nel nostro meraviglioso tour motociclistico in questi paesaggi suggestivi che si susseguono lungo il tratto della costa orientale della Liguria, rivelando antichi borghi e tesori artistici, racchiusi in un’incantevole cornice naturale, destinando un sincero benvenuto a chi visita i gioielli delle Cinque Terre, da Monterosso fino a Portovenere. L’itinerario si snoda lungo la costa, su una strada che corre in uno scenario costiero fra i più suggestivi del mondo, celebrato dai più importanti poeti e conosciuto anche per la sua tradizionale ospitalità. Ecco i paesi che compongono il comprensorio delle Cinque Terre.

Monterosso al Mare, il più occidentale. Un borgo antico chiuso da una serie di colli terrazzati a ulivi, limoni e viti, sulla costa sabbiosa la spiaggia che ne fa meta culturale e balneare. Nella parte antica sorge una chiesa del 1300 con la facciata, in stile gotico ligure, a fasce orizzontali bianche e nere. 

Vernazza, forse la più bella delle Cinque terre, con le due possenti torri ed i resti delle mura, fatte costruire dai Genovesi, e poste a difesa dell’antico e prosperoso borgo, presenta ripidi e strettissimi percorsi che scendono fino ad una incantevole piazzetta aperta sul porticciolo turistico, l’unico delle Cinque Terre.

Corniglia, piccola frazione di Vernazza. Un borgo abbarbicato su un promontorio roccioso a 193 metri a picco sul mare, ai margini di una conca ricca di floridi vigneti. 

Manarola, il borgo medievale arroccato su uno sperone di roccia nera, e Riomaggiore, con la sua serie di coloratissime case, sono collegati dalla splendida “Via dell’amore” una passeggiata scavata nelle pareti rocciose, fra il grigio della roccia e l’azzurro delle acque, a pochi metri dal mare. Cinque piccoli paesi tra mare e montagna circondati da piante e fiori cresciuti spontaneamente e da terrazzamenti a vigneto dai quali si ricavano uve per i preziosi vini ed ognuno presenta qualcosa di speciale tale da rendere difficile dire quale scegliere e quale trascurare. Le casette colorate, i sentieri tra il profumo di limoni e le scogliere a picco sul mare, sono solo alcuni dei motivi che spingono milioni di turisti a raggiungere questa riviera ogni anno. Venire alle Cinque Terre non vuole solo dire sentieri, acqua cristallina e paesaggi mozzafiato, ma anche ottima cucina, quei sapori di una volta che solo in questi luoghi un po’ selvaggi e incontaminati immersi nella natura si possono ancora assaggiare. Essendo paesi di mare non può mancare il pesce sulle tavole di questi cinque paesini, come le famose Acciughe di Monterosso, cucinate in mille modi, ad esempio marinate con olio e limone, sotto sale magari con un crostino e una bruschetta, ripiene e poi fritte o semplicemente nel classico tortino insieme alle patate.

O le famose frittelle di bianchetti o di baccalà o gli immancabili “muscoli ripieni”, cioè le classiche cozze ripiene e cotte in casseruola con il sugo. 

Il condimento per eccellenza, per le fresche verdure, sono l’olio e i limoni della riviera con i quali si produce anche il Limoncino”, ottenuto dalla macerazione delle bucce del limone nell’alcol. E per finire la degustazione dello “Sciacchetrà” un nobile vino passito ed amabile, con le sue note dolci e salate, il cui profumo richiama quello dell’albicocca e del miele d’acacia. Il sapore è dolce, con un piacevole retrogusto mandorlato ed il cui nome sembrerebbe derivare dal dialetto ligure ed indicare lo schiacciare dell’uva (sciac) e il togliere le vinacce durante la fermentazione (tra). 

Il nostro tour si conclude a Portovenere, l’antica romana “Portus Veneris” che sorge all’estremità del golfo della Spezia. La città si distende sul promontorio con una schiera di case alte dai coloratissimi intonaci ed un accesso all’antico abitato medievale, la stretta Via Cappellini, che ispirò la costruzione del borgo con le case addossate le une alle altre e separate da angusti passaggi a mare, facili da sbarrare in caso di pericolo. Sulla punta del promontorio sorge la bellissima chiesa di S.Pietro, un antico tempio pagano dedicato a Venere. Nella chiesa si fondono un primo edificio paleocristiano, in marmo nero dell’isola Palmaria, e la struttura in stile gotico genovese della metà del Duecento, con un campanile a forma di torre che aveva anche funzione difensiva. Oltre la chiesa si raggiunge il castello, ricostruito nel Cinquecento, che conserva una cinta muraria a bastioni.

Quest’arco di Liguria, che va da Porto Venere alle Cinque Terre, fu scoperto e amato anche da tantissimi stranieri, molti dei quali inglesi. Già nell’Ottocento vi soggiornarono poeti insigni del romanticismo inglese tra i quali Lord Byron ed il poeta Shelley, ed è anche per queste presenze che è stato denominato Golfo dei Poeti. La seduzione di questi luoghi è così forte che spinge a superare ogni piccolo disagio per l’asperità dei percorsi. Ma attenti perché “l’attrazione fatale” che attacca chi capita in queste località, e ne percepisce il messaggio, spesso si trasforma in progetto di vita.

foto: Sandra e Beppe D’Alba

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