Le bottiglie del vino

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Ogni vino ha la sua bottiglia. Le bottiglie di vino sono generalmente di vetro, normalmente di colore scuro, per proteggere il contenuto dall’esposizione alla luce. La capacità è nella maggior parte dei casi di 750 ml, anche se tale misura può essere a volte differente.

Le prime tracce storiche sulle origini della bottiglia in vetro risalgono al I secolo d.C., quando nei territori siriani vennero realizzati piccoli contenitori di vetro tramite la tecnica del soffio nella pasta semi-liquida, che divergevano dai prodotti precedenti a forma di anfore aventi pareti notevolmente più spesse a causa del procedimento tecnico tradizionale della colata del vetro in stampi.

Se nei primi tempi si produssero più che altro fiale con il perfezionamento della tecnica e dell’abilità da parte dei soffiatori, già nei primi secoli dopo Cristo si realizzarono bottiglie vere e proprie.

L’utilizzo pratico e comune della bottiglia però rimase piuttosto raro, anche a causa della difficoltà di produzione dell’oggetto rispetto ad altri contenitori aventi lo stesso utilizzo. La sua diffusione europea avvenne solamente intorno alla metà del XV secolo. L’isola di Murano fu il primo centro di produzione, agevolato dai numerosi contatti commerciali e culturali tenuti da Venezia con il Medio Oriente, dove era già sviluppata l’arte vetraria.

Le bottiglie di vino prendono quasi sempre il nome dalla zona in cui si è diffuso il loro uso. Ecco un breve elenco delle bottiglie più comuni che possiamo trovare ormai ovunque:

Bordolese: originaria della zona di Bordeaux, è forse la più utilizzata tra le bottiglie destinate alla produzione di vino. Si distingue per la forma cilindrica con spalla pronunciata e collo non molto lungo.

Bordolese a spalla alta: deriva dalla Bordolese standard ed è un’evoluzione estetica. Questa forma dona un’eleganza maggiore e quindi viene usata per vini particolari, soprattutto passiti.

Borgognona: di origine francese come la bordolese, è caratterizzata da spalla praticamente assente. È usata sia per i vini bianchi che per quelli rossi.

Albeisa: la bottiglia tradizionale della zona di Alba in Piemonte, usata per imbottigliare i vini rossi delle Langhe. Simile alla Borgognona, si distingue per la scritta “Albeisa” incisa sulla bottiglia, la spalla poco pronunciata e il collo corto.

Champagnotta: è la bottiglia tradizionalmente usata per contenere lo Champagne (e in epoca recente i vini spumanti più in generale). Viene prodotta con vetro di spessore maggiore per sostenere la pressione dell’anidride carbonica contenuta nel vino e per lo stesso motivo sul collo è presente una sporgenza dove si può fissare la gabbietta metallica che trattiene il tipico tappo a fungo.

Bottiglia Champagne Cuvée: è’ una variante della precedente, con la base più allargata e il collo più lungo.

Renana: originaria della zona del Reno, in Germania, si usa per i vini bianchi e si distingue per la forma oblunga e affusolata.

Alsaziana: viene dall’Alsazia e si utilizza per i vini bianchi. Si distingue per l’assenza di spalla e la forma allungata.

Bottiglia da Porto: Usata generalmente per vini liquorosi iberici come il Porto o lo Sherry, si presenta spesso con diverse tonalità di verde o marrone.

Bottiglia Marsalese: la bottiglia Marsalese è la bottiglia utilizzata per la conservazione del Marsala. Il vetro è marrone scuro o nero e la forma ricorda quella tradizionale dei vini fortificati.

Anfora: tra le bottiglie usate nella produzione di vino, è una delle più particolari. Di origine provenzale, è diventata famosa in Italia grazie al Verdicchio, un vino bianco delle Marche.

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