Lo spettacolo dei Mondiali di Calcio Femminile Under 20 in Polonia

0
11

Iniziata lo scorso 5 settembre e con la finalissima in programma il 27 settembre 2026, la FIFA U-20 Women’s World Cup si sta disputando in Polonia, che è dunque teatro di una manifestazione calcistica di caratura mondiale. Il Campionato del Mondo di Calcio Femminile per la categoria Under 20 porta dunque nelle città di Łódź, Katowice, Sosnowiec e Bielsko-Biała lo spettacolo delle 24 rappresentative nazionali in lizza per il titolo mondiale, divise in sei gironi da quattro formazioni ciascuno, prima della successiva fase a eliminazione diretta. Una fase che, grazie a due vittorie nelle altrettante gare ad ora affrontate, sia Polonia (Gruppo A) sia Italia (Gruppo D) hanno già raggiunto, con un turno di anticipo. Ho avuto modo di assistere alla seconda sfida del girone di ciascuna delle due nazionali, con la Polonia vittoriosa sul Messico martedì 8 settembre a Katowice, e l’Italia l’indomani in quel di Łódź contro la Nuova Zelanda. Vediamo meglio insieme queste due partite e altro circa le nostre due nazionali ed il prestigioso torneo nel suo complesso.

La Polonia fa gli onori di casa ed è dunque di scena nel match inaugurale, domenica 5 settembre a Katowice, conquistando la vittoria per 3-0 sull’Argentina. Lunedì 6 è tempo invece dell’esordio per l’Italia, che dopo lo svantaggio iniziale riesce a rimontare gli Stati Uniti, imponendosi per 2 reti a 1. Il migliore avvio possibile per poter sognare di arrivare il più lontano possibile, nella manifestazione che vede come campione in carica la Corea del Nord, inserita nel raggruppamento E, e altre interessanti compagini. Arriviamo dunque alle due partite che mi sono potuto godere dagli spalti, anche se per la precisione dei fatti sono tre e “un po’”. Per le prime due giornate dei gironi le due partite del raggruppamento si disputano l’una alle 15 e l’altra alle 18, nel medesimo impianto. Ciò non accadrà nel terzo turno, a partire da domani, dove deve essere garantita la contemporaneità tra le gare dei singoli gironi, e dunque la Polonia per esempio sarà di scena a Bielsko-Biała alle 18 contro il Benin, mentre Argentina e Messico si giocheranno la qualificazione alla stessa ora a Katowice. Ma sempre due partite a impianto saranno, con il girone B che incrociandosi con l’A segue il medesimo concetto, giocando le due gare alle ore 15. Idem per gli altri quattro raggruppamenti.

Ecco spiegato allora quel “un po’”, ossia il quarto circa di gara finale ella sfida tra Benin e Argentina, match delle ore 15 che precedeva la sfida delle 18 tra Polonia e Messico. L’indomani a Łódź invece, con l’Italia in campo per prima alle 15, ho avuto modo di poter vedere per intero anche la successiva sfida tra Giappone e USA. Per la prima volta martedì 8 settembre dunque metto piede nello stadio del GKS Katowice, formazione gialloverde che aveva ben figurato nella scorsa Ekstraklasa da neopromossa: un altro impianto da aggiungere quindi alla mia nutrita lista di stadi polacchi visitati. L’Argentina chiude il match con un corposo bottino di 8 reti a zero, trascinata dalla forte attaccante dell’Internazionale Milano Annika Paz, autrice di una tripletta, la miglior medicina per mettersi alle spalle la sfortunata autorete nella gara d’esordio con la Polonia. 

Polonia-Messico, senza troppi giri di parole, è stata un’autentica sorpresa. Avevo buone aspettative, ma siamo andati ben oltre. Un livello altissimo, una gara interpretata con piglio offensivo da entrambe le formazioni al contempo ben organizzate nel momento di difendere, il tutto condito da gesti tecnici di spessore su ambo i fronti. Seguo da tempo immemore il calcio femminile, sia giovanile sia prime squadre, e ho avuto modo di vedere anche partite di prestigio; voglio citare ad esempio un paio di anni fa un caldissimo Beşiktaş-Galatasaray a Istanbul, una delle rivalità sportive più accese al mondo. La gara tra le giovani ragazze polacche e quelle messicane va però a prendersi con pieno merito la palma di gara di calcio femminile più bella mai vista in vita mia, grazie a un’intensità e a una pulizia di tecnica e interpretazione del gioco non sempre ravvisabili nel calcio in generale. Le messicane trovano subito il vantaggio grazie a una sfortunata autorete biancorossa, forse l’unico modo di battere il fortissimo estremo difensore Julia Wózniak, guardiana dei pali dello Sporting Lisbona, che risulterà decisiva in almeno tre circostanze nel corso del match. Il pareggio polacco con Oliwia Związek arriva pochi minuti dopo lo svantaggio, e da lì in poi sarà un continuo di occasioni da un lato e dall’altro. A risolvere la gara, il cui risultato più giusto e meritato per la qualità espressa sarebbe stato certamente un pareggio (voglio dedicar loro quantomeno la copertina di questo pezzo), è un rigore glaciale a un quarto d’ora dal termine del capitano Zuzanna Witek. A conquistarselo è la numero 15 Weronika Araśniewicz, a mani basse la giocatrice più talentuosa in campo, attaccante classe 2008 del Wolfsburg: gestione del pallone da veterana, coordinazione, velocità, dribbling fulmineo e visione di gioco, pur agendo sulla fascia, un pacchetto completo per una calciatrice con la stoffa del fenomeno, e tutti gli ingredienti in dote per potersi imporre come una delle figure emblema del movimento. Uno spettacolo calcistico per gli occhi. Un anno fa a giugno 2025, negli Europei Under 19 tenutisi sempre in Polonia, nella sfida contro l’Italia terminata 1-1, fu proprio lei a siglare la rete dell’iniziale vantaggio biancorosso, con una serpentina incredibile. Tanta curiosità su dove potrà arrivare questa Polonia, un gruppo assolutamente unito e che lavora sotto la guida di mister Marcin Kasprowicz da diverso tempo, con un blocco fedele che dunque ben si conosce in campo, e una buona amalgama risulta quanto mai fondamentale in una situazione simile.

Abbiamo citato l’Italia e dunque trasferiamoci a Łódź, dove ieri, mercoledì 9 settembre, ho potuto ammirare anche la partita delle azzurre, alle prese con la Nuova Zelanda. Lo stadio in questo caso è quello del ŁKS Łódź, una delle due principali formazioni della città assieme al Widzew, ma a differenza dei concittadini non milita ora in Ekstraklasa, bensì nella seconda serie. Alle 15 è dunque il turno di Pellegrino Cimò, la talentuosa numero 10 che pareggiò un anno prima il pocanzi gol ricordato di Araśniewicz, e compagne, per andare a prendersi la seconda vittoria. La gara offre un copione ben diverso da quella appena raccontata, soprattutto per un atteggiamento più difensivo delle oceaniche, abili a chiudersi e sfruttare le azioni di contropiede. L’Italia di mister Nicola Matteucci per tal ragione fatica a sfondare e crearsi occasioni nitide, ma questi riesce a sbrogliare la matassa con i cambi dalla panchina. Gli ingressi delle attaccanti classe 2007 Rosanna Ventriglia e Karen Appiah, in forza rispettivamente a Roma e Milan, risultano infatti decisivi grazie alla doppietta della prima e al grandissimo gol della seconda per chiudere i conti. Ventriglia sblocca la gara al 78’ con una precisa girata di destro all’altezza del dischetto, avventandosi su una palla vagante nell’area biancoverde. Cinque minuti dopo la numero 9 concede il bis, con un tocco sotto porta dopo la sgasata di Appiah dalla destra. La palla sbatte sulla traversa e rimbalza oltre la riga di porta, per poi ritoccare il legno e uscire: dalla mia postazione in tribuna stampa in linea con quella porta ho visto subito come la sfera avesse nettamente varcato la linea, ma per far esplodere la gioia delle azzurrine è servito qualche secondo ulteriore prima della conferma della direttrice di gara. A un minuto dal novantesimo l’Italia mette la ciliegina sulla torta, con la spizzata della stessa Ventriglia (due gol e un assist dunque) a trovare Appiah che, dal limite dell’area, supera di prima intenzione Brooke Neary con un pregevole pallonetto. Primo gol in nazionale per la forte numero 11, così come (primi, poiché due) per la numero 9, all’esordio assoluto, visto che non aveva preso parte alla gara inaugurale. Ventriglia non è nuova ad esordi “col botto”, visto che con la Roma in Champions League nel dicembre 2024 segnò alla prima assoluta, contro proprio il Galatasaray che avevo sopra menzionato, e che avevo visto in Turchia appena un mese prima. Grande festa dunque per l’Italia in campo e sugli spalti, alla presenza anche di S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Polonia Luca Franchetti Pardo, per la prima volta agli ottavi di finale della rassegna mondiale di categoria. 

Alle 18 il programma offre poi una sfida che non posso proprio perdermi, ed è quella tra due ex formazioni campioni del mondo come Giappone e Stati Uniti. Due stili di gioco abbastanza diversi, ma una cosa assolutamente in comune: il talento. Dopo qualche bella occasione sprecata su entrambi i fronti, la gara si sblocca in favore degli USA dopo la mezz’ora per via di un corner tagliato e colpo sotto porta ravvicinato. Dopo tante azioni frutto di una manovra metodica e veramente ordinata, la compagine asiatica trova la via del pari al quarto d’ora dal termine, approfittando di una sbavatura difensiva americana, salvo poi venir nuovamente sorpassata solo un minuto dopo. Ma all’84’ Konoha Nakamura decide di estrarre il coniglio dal cilindro, partendo dalla destra ed accentrandosi in area saltando due avversarie, lasciando poi partire un destro a giro dalla distanza imprendibile per Caroline Birkel. Stessa porta dei tre gol dell’Italia, ero praticamente in linea pur ben in alto, una visuale decisamente privilegiata per godersi un pezzo di bravura da stropicciarsi gli occhi.

In conclusione, che dire, sicuramente l’ennesima bella esperienza, per me e tantissime altre persone, in questo Paese che ancora una volta si riconferma teatro di eventi di spicco globale. Strepitoso anche il tifo al seguito di ogni nazionale, dalle famiglie delle giocatrici a normali supporters:  veramente chapeau a tutti quanti. E poi, come detto, il livello visto in campo è stato davvero alto. Tre gare (e un pezzetto) tutte molto diverse tra loro, ma con un già detto ingrediente come minimo comun denominatore: il talento. Tanto. Dopotutto, è un Mondiale. Dopo l’ultimo turno dei gironi in programma tra venerdì 11 e domenica 13 settembre, il quadro prevede gli ottavi di finale tra mercoledì 16 e giovedì 17, e dopo il venerdì di riposo il weekend ospiterà i quarti di finale. L’appuntamento per le due semifinali è fissato per mercoledì 23 settembre a Łódź (ore 15 e ore 18:30), mentre sabato 26 e domenica 27, alle ore 18, stessa location, sarà la volta della finale per il terzo posto e, nell’ultimissimo atto come da logica prassi, della finalissima.

 

Testo e Foto: Alberto Mangili