Manara incontra Eco: “Il nome della rosa” come romanzo grafico

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“Il nome della rosa”, il primo romanzo di Umberto Eco pubblicato nel 1980, è ancora oggi, a livello mondiale, la sua opera più celebre. Sembra quindi naturale, e forse inevitabile, che a realizzare l’adattamento a fumetti di un libro così importante sia stato un altro grande autore italiano, una vera leggenda della nona arte: Milo Manara. Si tratta dell’opera più recente del famoso disegnatore, oltre che una delle più belle, frutto di anni di lavoro artistico.

In Italia la prima parte del romanzo grafico di Manara è uscita presso l’editore Oblomov nella primavera del 2023. Prima di apparire in volume, quasi tutta questa prima metà della storia era già stata pubblicata a puntate su quattro numeri del mensile “Linus” (gennaio-aprile 2023). Il secondo volume de “Il nome della rosa”, inizialmente previsto per l’autunno del 2023, dopo un lungo lavoro e molti rinvii è finalmente uscito nel novembre 2025 (in parallelo, di nuovo, con la pubblicazione su “Linus”). In Polonia la prima parte dell’opera è stata pubblicata nel 2024 dalla casa editrice Noir sur Blanc, mentre la seconda uscirà nel 2026.

La storia raccontata nel fumetto è ovviamente ben nota al grande pubblico, data l’immensa popolarità del romanzo di Eco, oltretutto già adattato per il cinema (il celebre film di Jean-Jacques Annaud del 1986) e per la televisione (la miniserie del 2019 diretta da Giacomo Battiato). Nel novembre dell’anno del Signore 1327 il frate francescano Guglielmo da Baskerville, accompagnato dal giovane novizio benedettino Adso da Melk, giunge in un’abbazia del Nord Italia per una missione diplomatica, ritrovandosi però a investigare su una serie di misteriosi omicidi di monaci, indagine che lo porterà a scoprire gli oscuri segreti della biblioteca del monastero. Può sembrare ironico il fatto che Milo Manara, che ha sempre disegnato soprattutto donne, abbia scelto di adattare a fumetti un’opera in cui compare fisicamente un solo personaggio femminile, tanto che lo stesso artista (classe 1945) ha dichiarato scherzosamente: “ora che sono vecchio, disegno monaci”.

Manara ha affermato nelle interviste di aver cercato in particolare di evitare somiglianze eccessive con il film di Annaud, a partire dall’aspetto dello stesso Guglielmo: se nella versione cinematografica il francescano era interpretato da Sean Connery, qui ha il volto di un’altra grande icona del cinema, ovvero Marlon Brando (attore certamente più vicino alla descrizione di Guglielmo nel romanzo, apertamente basata su quella di Sherlock Holmes). E le ispirazioni cinematografiche non finiscono qui, dato che la raffigurazione di Adso, soprattutto nei primi bozzetti dell’artista, sembra in parte basata sull’attore britannico Benedict Cumberbatch. Il fumetto differisce dal film anche per la maggiore fedeltà al romanzo originale, visibile in particolare nel modo in cui viene mostrata la biblioteca, ma anche nella minore presenza di atmosfere gotiche, perlopiù abbandonate a favore del realismo e della precisa ricostruzione della realtà medievale. Milo Manara è noto per il suo stile dettagliato e ricercato, ben visibile in altre opere di ambientazione storica come “I Borgia” (2004-2011) o “Caravaggio” (2015-2019). Anche nel caso de “Il nome della rosa” il lavoro dell’artista è stato impressionante: i paesaggi, le architetture e gli stessi personaggi sono stati ricreati con cura davvero certosina, aggiungendo ulteriore realismo della storia narrata (anche se non mancano immagini più surreali, fantastiche e visionarie, in particolare quando Manara ricrea il mondo alla rovescia delle miniature medievali). Alla ricercata perfezione delle tavole contribuiscono i bellissimi colori, realizzati dalla figlia dell’artista, Simona Manara.

Data la lunghezza e complessità dell’opera originale, non è stato ovviamente possibile inserire nel fumetto tutte le scene e i dialoghi ideati da Umberto Eco. L’adattamento rimane comunque molto fedele al romanzo dello scrittore italiano, se si escludono piccole discrepanze (nel libro il corpo di uno dei monaci veniva ritrovato la mattina del secondo giorno, mentre nel fumetto viene scoperto la prima sera) od omissioni (come la mancata spiegazione della dinamica di uno dei delitti nel secondo volume). Un autore di fumetti erotici come Milo Manara non poteva ovviamente dimenticare la scena d’amore tra Adso e la giovane contadina in cui il novizio si imbatte durante le sue peregrinazioni notturne nell’abbazia. Proprio come nel romanzo, si tratta di una scena piuttosto delicata e poetica, che però non ha mancato di causare all’autore problemi con la censura in alcuni Paesi (in particolare in Cina, come ricorda in una delle interviste).