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A Pordenonelegge Olga Tokarczuk ha ricevuto il premio “La storia in un romanzo 2020”

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Olga Tokarczuk ha ricevuto il premio “La storia in un romanzo 2020” durante il festival del libro Pordenonelegge. La commissione ha sottolineato che Tokarczuk nelle sue opere tocca vari problemi importanti della realtà contemporanea. Il premio viene assegnato da 13 anni ai migliori scrittori e giornalisti. Tra i laureati si trovano tra l’altro Umberto Eco, Art Spiegelman, Ian McEwan. Nell’ultimo anno il premio lo ha ricevuto la scrittrice Svjatlana Aleksievič. Olga Tokarczuk è stata premiata per i romanzi “scritti fuori dagli schemi, meravigliosi e sorprendenti” e per aver trattato temi storici. I suoi libri mettono in evidenza i problemi come il femminismo, i diritti degli animali e lo sfruttamento delle minoranze. “Sono molto felice perché questo premio costituisce per me una prova dell’efficacia della letteratura. Quello che ho scritto sulle foreste della Polonia settentrionale subito è stato compreso e apprezzato qui, nell’Italia meridionale. I lettori sono in grado di capire tutto quello che ho espresso in una lingua straniera per loro. Ringrazio tutti i traduttori del mondo perché, come se fossero Hermes, rendono possibile lo scambio delle informazioni tra varie culture e lingue”, ha detto la scrittrice durante la premiazione il 19 settembre.

Il Vulture e i suoi “gemelli”

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La strada che da Melfi porta ai laghi di Monticchio risale il monte Vulture, un vulcano spento alto 1327 m che sorge isolato a nord della Basilicata tra estesi e pregiati boschi di castagno per poi scendere verso due specchi d’acqua che si sono formati nei due crateri.

Dal momento in cui si inizia a scendere verso l’interno del vulcano il cellulare, simbolo della moderna tecnologia, non funziona più e di colpo ci si ritrova isolati dal resto del mondo come se la natura di questo luogo, così bello e particolare, pretendesse su di sé tutta la nostra attenzione. Nulla deve impedire ai nostri sensi di raccogliere gli stimoli che ci vengono offerti. Colori, profumi, suoni ma anche silenzio circondano il visitatore e quasi lo stordiscono. I due laghi, il Lago Grande (0,4 km2) e il Lago Piccolo (0,1 km2), detti anche “i gemelli del Vulture”, occupano il doppio cratere centrale vulcanico situato a circa 660 m di altezza. Simili a prima vista sono in realtà molto diversi. Il Lago Piccolo ha sponde molto ripide ed è profondo circa 38 m. Il Lago Grande invece occupa una cavità a forma di imbuto, con bassifondi piuttosto piatti che solo nella parte Nord diventano una fossa profonda 36 metri. Il Lago Piccolo è alimentato da alcune sorgenti che da questo, attraverso un ruscello, alimentano il Lago Grande, situato a quota leggermente inferiore. Dal Lago Grande, le acque si riversano nel fiume Ofanto, attraverso un emissario che in estate è spesso in secca. Noleggiando un piccolo pedalò è possibile esplorare il Lago Piccolo ed ammirare il paesaggio circostante che nelle giornate limpide e soleggiate si riflette nell’acqua. Reale e riflesso sono, a tratti, entrambi così nitidi da confondere l’osservatore che difficilmente riesce a percepirne il confine.

Il particolare microclima della caldera ha favorito nel tempo lo sviluppo di specie endemiche animali e vegetali. Una tra le più importanti è rappresentata dalla Bramea del Vulture, una falena notturna unico tipo europeo della famiglia Brahmaeidae, scoperta nel 1963 dal conte Federico Hartig (Entomologo altoatesino fondatore dell’Istituto Nazionale di Entomologia) durante una spedizione. Un fossile vivente, un relitto che ci giunge dal Miocene. La Bramea, come altre falene, ha corpo tozzo, colori non appariscenti e disegni delle ali eleganti, che formano una mimetizzazione così perfetta che è impossibile notarla quando si posa sui tronchi. Monticchio è anche l’unico luogo della Basilicata in cui la ninfea, Nimphea alba, vegeta spontaneamente. Raccogliere i suoi bianchi fiori, oltre che proibito, è un atto che impoverisce la natura del luogo. Le grandi foglie galleggianti della ninfea sono trattenute al fondale da steli lunghi fino a 4-5 m. ed emergono in superficie a primavera. La funzione della ninfea e delle altre piante acquatiche è essenziale: esse, come le piante terrestri, assorbono anidride carbonica con la sintesi clorofilliana, liberando ossigeno in acqua, ed inoltre assorbono i nutrienti in eccesso disciolti in acqua, equilibrando i processi di eutrofizzazione.

Non si può lasciare i laghi senza aver fatto una passeggiata nei boschi che rappresentano un’altra curiosità di questo luogo. Per un fenomeno di inversione delle fasce fito-climatiche gli alberi interni alla caldera del Vulture non seguono la successione tipica della vegetazione di montagna, anzi è tutto rimescolato. Camminando lungo uno dei tanti sentieri dei briganti possiamo ammirare tutta la bellezza e la varietà floreale della zona. Il sentiero di Carmine Crocco, detto anche il generale dei briganti, ci porta oltre la rupe panoramica dove sorge l’Abbazia di San Michele (raggiungibile anche in auto). Il grande complesso monumentale sorge proprio sulle pareti interne del cratere del vulcano, in alto a precipizio sui laghi. Cuore del santuario è la grotta di San Michele, luogo di culto antichissimo, ritenuto sacro sin dall’Alto Medioevo. A consacrarlo ufficialmente fu, nel lontanissimo anno 1059 d.C., Papa Niccolò II. Da allora sono continui i pellegrinaggi dei fedeli che lo raggiungono da ogni luogo. All’interno dell’Abbazia è ospitato il Museo di Storia Naturale del Vulture dove vengono raccontati, fino ai giorni nostri, i 750.000 anni della storia del vulcano.

Zbigniew Krysiak: la Polonia deve cooperare economicamente con l’India

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Durante un’intervista con il giornalista di Polskie Radio 24, il professore Zbigniew Krysiak, economista dell’Università di Economia di Varsavia (SGH), alla domanda, cosa la Polonia dovrebbe fare in futuro per riprendersi dalla crisi e ricostruire la propria economia, ha risposto: “la Polonia dovrebbe finalmente iniziare a cooperare economicamente con l’India perchè dopo la ina è il paese in via di sviluppo più veloce. In Europa questo potenziale è limitato, i mercati europei sono già saturi. L’India è un grande potenziale che possiamo usare. Nel campo economico la Polonia è ancora debole, e concentrarsi solo sull’Europa occidentale sarà un errore a lungo termine”. Il professore Krysiak ha sottolineato che, culturalmente e mentalmente, l’India è molto vicina a noi, e ha aggiunto: “tutti gli economisti sanno che lo sviluppo economico e il tasso di sviluppo è dipendente dalla popolazione del paese. Anche la cooperazione e lo sviluppo economico con la Cina sono importanti, ma lì mercato è diverso ed è molto più difficile”. A suo avviso la Polonia dovrebbe istituire un ministero dello sviluppo ecoomico all’estero. “Il mercato indiano è una sfida che deve essere affrontata affinchè non restiamo solo tra i nostri vicini e l’Unione europea quando si tratta di commercio” conclude il proffesore Krysiak.

Mafaldine al sugo di agnello

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Ricetta per 1 persona

Ingredienti:

  • Mafaldine – 100 g
  • Lombo di agnello – 150 g
  • Polpa di pomodoro – 100 ml
  • Carota – 10 g
  • Cipolla – 10g
  • Sedano – 10g
  • Vino bianco secco – 20 ml
  • Parmigiano – 20g
  • Olio d’oliva extra vergine – 10 ml
  • Alloro, sale per il sapore

Preparazione:

Tagliamo il lombo di agnello (3-4 piccole cotolette con le ossa) lungo l’osso in singole cotolette. Friggiamo le cotolette dalle due parti sulla padella fino a doratura (si può farlo senza aggiunta d’olio d’oliva), poi aggiungiamo carota, cipolla e sedano tagliati a cubetti fini, su cui versiamo il vino bianco e li facciamo flambé.

Dopo un attimo aggiungiamo la polpa di pomodoro, l’alloro e un pizzico di sale. Cuociamo tutto per circa 10 minuti e nel caso di un ispessimento eccessivo del sugo aggiungiamo, di tanto in tanto, un po’ d’acqua. Nello stesso tempo cuociamo la pasta al dente. La scoliamo e la aggiungiamo al sugo con pezzetti di agnello.

Cospargiamo tutto di parmigiano grattugiato e mescoliamo di nuovo tutti gli ingredienti. Mettiamo sul piatto la pasta, attorno i pezzetti di carne e versiamo il sugo rimasto. Di nuovo spargiamo il parmigiano grattugiato sul piatto e lo decoriamo con erbe fresche.

Buon appetito!

Cognomi dʼItalia

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In un Paese linguisticamente e culturalmente complesso come lʼItalia, spesso già il nome o il cognome di una persona ci permettono di indovinare la sua provenienza. Nomi maschili come Salvatore o Pasquale, o quelli femminili come Annunziata o Assunta, sono tipicamente meridionali; dʼaltra parte, il nome maschile Ambrogio si troverà quasi solo in Lombardia, essendo santʼAmbrogio il patrono di Milano. Allo stesso modo, il nome Gennaro (dal patrono di Napoli, san Gennaro) è diffuso soprattutto in Campania, mentre Rosalia (da santa Rosalia, patrona di Palermo e di tutta la Sicilia) è tipicamente siciliano. Ancora più interessanti, però, sono i cognomi italiani, che ci permettono nuovamente di apprezzare la complessità linguistica della penisola. La provenienza di molti di essi, infatti, non è sempre ovvia.

Alcuni cognomi italiani sono facilmente riconoscibili come originari di una parte specifica del Paese: quelli che finiscono in -an, -in o -on (ad es. Trevisan, Lorenzin o Benetton) sono tipicamente veneti, quelli in -as o -au (ad es. Cabras, Marras o Garau) sono sardi, mentre in Piemonte sono frequenti cognomi in -ero (Chiolero, Trinchero, Fornero e così via). NellʼItalia centrale, e in particolare in Toscana, troveremo spesso cognomi che finiscono in -ini, -ucci, -azzi e simili (ad es. Pastorini, Fiorucci o Tognazzi).

Il cognome più diffuso in assoluto in tutta Italia, in particolare al Centro e al Nord della penisola, è sicuramente Rossi; sempre legato al colore rosso è il cognome più comune al Sud, ovvero Russo (che ovviamente non ha niente a che fare con la Russia). In Sardegna troviamo invece varianti locali dello stesso termine in cognomi come Russu e Ruiu (o Ruju). I cognomi Bianchi e Verdi, anchʼessi legati alla sfera dei colori, sono tipicamente lombardi ma compaiono anche in altre regioni. Invece Bianco è diffuso in Piemonte, ma anche in Puglia e Campania.

La genesi di molti cognomi italiani risale ai secoli XV-XVII, anche se i più antichi apparvero già nel Medioevo. Molti cognomi derivano dal nome di una professione: lʼesempio più semplice, non solo in Italia, è il mestiere di fabbro. A seconda della regione, tuttavia, gli equivalenti locali di fabbro [ferraio] cambiano molto. Un cognome immediatamente riconoscibile come Ferrari è tipico della Lombardia (ma anche dellʼEmilia-Romagna), mentre Ferrero è piemontese. In Veneto troviamo Fàvero o Fàvaro, invece in Emilia-Romagna e in Toscana è molto comune il cognome Fabbri. Nelle regioni del Sud Italia è diffuso il cognome Ferraro, mentre Frau è tipicamente sardo. Fatto interessante, il cognome Ferreri è diffuso sia in Piemonte che in Sicilia. Un altro esempio è la professione di calzolaio, da cui deriva il cognome toscano Calzolai o quello emiliano Calzolari; sempre legati allo stesso mestiere sono i cognomi del Nord come Callegari, Callegaro o Caligari, ma la loro origine non è così ovvia e comprensibile. Lo stesso vale per il cognome veneto Marangòn, che in dialetto indica il falegname, ma la sua provenienza è oggi chiara solo per le generazioni più vecchie. Spesso è possibile trovare cognomi molto simili in regioni distanti fra loro: se Pecoraro è diffuso in Sicilia e in Campania, Pegoraro è invece tipico del Veneto. In varie regioni, ma principalmente al Sud, è anche comune Pastore.

Altrettanto spesso troviamo cognomi che provengono dal nome di un antenato, in origine il padre: così, chi porta il cognome Martini sarà letteralmente [figlio] di Martino e lo stesso vale per cognomi come Rinaldi, Angeli, Giorgi, Alberti e altri ancora. Cognomi di questo tipo sono tipici del Centro-Nord Italia, mentre al Sud, sempre per quanto riguarda i cognomi derivati dal nome del padre, sono più frequenti De Luca, De Simone, Di Pasquale o Di Stefano, o ancora cognomi dalla forma più latina quali De Angelis, De Matteis, De Paolis e altri ancora. Al Sud sono comuni anche i cognomi che si richiamano alla città di origine di una famiglia: Di Bari, Di Capri, Taormina, ma anche Sorrentino, Napoletano o Napolitano, o ancora Romano (molto più diffuso in Sicilia e in Campania che nel Lazio!). Un altro cognome molto diffuso al Sud, cioè Caruso, proviene dal dialetto siciliano dove carusu significa ragazzo o garzone. Alcuni cognomi calabresi come Sgrò o Macrì provengono dal greco antico (in Macrì è facile riconoscere la parola macro, cioè grande), mentre Gramsci ha radici albanesi.Infine se Palumbo, molto diffuso in tutto il Sud, proviene dal termine dialettale per colombo, lo stesso cognome Colombo è invece tipicamente lombardo. Un cognome particolare è quello del noto politico italiano Bettino Craxi: Craxi è infatti, con ogni probabilità, una variante siciliana del cognome Grassi, diffuso in tutta Italia, o del tipicamente siciliano Grasso.

Non bisogna poi dimenticare che molti cognomi, tra cui Esposito, diffusissimo in Campania, si riferiscono ai trovatelli, bambini orfani o abbandonati che, nei secoli passati, venivano esposti davanti a chiese o conventi. E così in Sicilia troviamo il cognome Trovato, in Toscana Innocenti, nel Lazio Diotallevi e così via.

La Bielorussia chiude i confini con la Polonia e la Lituania

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Ieri il Presidente bielorusso Aleksander Lukašenko ha annunciato al Forum delle Donne di Minsk la chiusura dei confine del Paese con la Polonia e la Lituania. “Siamo stati costretti a richiamare l’esercito e a chiudere i confini occidentale dello Stato. In particolare con la Polonia e la Lituania. Inoltre, il confine con l’Ucraina verrà rafforzato” ha dichiarato Lukašenko che poi ha poi annunciato il proseguimento delle manovre militari congiunte tra Russia e Bielorussia iniziate tre giorni fa, nell’ottica del programma denominato Fratellanza Slava. La Serbia, di cui era inizialmente previsto il coinvolgimento, ha ritirato la sua adesione. “Io non sono un aggressore, ma un uomo di pace. Non voglio che questi tre Paesi combattano una guerra fratricida” ha aggiunto.

[Aggiornamento 17.09.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Negli ultimi giorni si sono registrati numeri ancora in crescita per i nuovi casi di COVID-19 in Polonia, ma con il totale dei casi attivi che sostanzialmente risulta stabile.

Il numero complessivo dei malati attivi è 11.593, di cui in gravi condizioni 84, ovvero circa l’1% del totale. La Slesia rimane l’area più colpita.

Complessivamente i numeri dell’epidemia rimangono sotto controllo e senza pressione eccessiva sulle strutture sanitarie polacche.

La lista delle aree particolarmente colpite è attualmente composta da 3 zone rosse e 8 zone gialle. Sei contee (powiaty) hanno inoltre posto in essere misure ulteriori di controllo.

Sono state annunciate misure di supporto per automazione robotica in Polonia per il 2021 e per il supporto all’internazionalizzazione delle aziende italiane sono state introdotte novità sui fondi SIMEST, con il supporto a fondo perduto che può coprire fino al 50% del finanziamento.

Ricordiamo che dal 1° ottobre sarà in vigore un nuovo JPK-VAT e con esso verranno introdotti nuovi simboli GTU, inoltre dal prossimo anno sarà obbligatoria la dematerializzazione obbligatoria del libro soci per società per azioni ed in accomandita per azioni.

Fino al 29 settembre saranno bloccati i voli verso 30 paesi. Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati verso la Polonia. In caso di crescita dei contagi potrebbero essere introdotte nuove restrizioni.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Nuove agevolazioni dal 2021 per l’automazione

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Secondo il Ministero delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo, l’obiettivo del nuovo sgravio fiscale è aumentare il numero di robot utilizzati nella produzione industriale, aumentare l’efficienza produttiva e ridurne i costi. Gli imprenditori potranno inoltre detrarre il 50% dei costi sostenuti per gli investimenti nella automazione, indipendentemente dalle dimensioni e dal tipo di industria. La detrazione si applicherà anche al leasing e alla formazione dei dipendenti che utilizzeranno i robot. Il nuovo progetto di legge dovrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2021. “Vogliamo aumentare il livello di automazione nell’economia polacca fatto che velocizzerà la sua modernizzazione, il miglioramento della qualità e della flessibilità della produzione. Aumenterà inoltre la produzione e aumenterà l’efficienza delle aziende polacche” dichiara il ministro dello Sviluppo Jadwiga Emilewicz. “Forniamo sostegno fiscale per aumentare la produttività delle aziende polacche. L’agevolazione coprirà principalmente l’acquisto di nuovi robot industriali e software necessari per il loro funzionamento. Questo è un passo fondamentale per la costruzione di un sistema di sgravi fiscali moderno e completo in Polonia” sottolinea Jan Sarnowski, viceministro delle finanze.

Sformatino di salmone, porro brasato e patate con crocchette di patate farcite

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Ingredienti per 3 persone

Per lo sformatino:

  • 350 g  porro (1 porro grande)
  • 300 g  patata (3 patate medie)
  • 300 g salmone fresco (trancio)
  • 50 cl di vino rosso secco
  • qualche goccia di crema di aceto balsamico di Modena
  • ¼ di bicchiere di olio extravergine d’oliva 
  • sale e pepe nero q.b.
  • qualche foglia di rucola

Per 3 crocchette:

  • 150 g di patate (una patata media)
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano
  • un po’ di pane grattugiato
  • 3 dadini di pecorino fresco o formaggio Asiago
  • 2 uova
  • olio di semi per friggere
  • sale e pepe q.b.

Preparazione di 3 sformatini:

Mondare e lavare il porro, tagliare a rondelle di c.a. ½ cm. Cuocere il porro dolcemente nell’olio sfumando con il vino rosso e qualche goccia di crema di aceto balsamico di Modena e un pizzico di sale. Nel contempo lessare le patate al 70% della cottura. Raffreddare, sbucciare e tagliare a fettine di c.a. ½ cm, salare e pepare.

Per preparare lo sformatino aiutarsi con una formina in metallo, tonda o quadrangolare a piacere.

In un vassoio stendere della carta da forno dove poggiare le formine. Inserire all’interno di ogni una:  I° strato di patate, II° di porri precedentemente brasati, III° ancora qualche fettina di patata e sopra il trancio di salmone crudo un pizzico di sale, pepe nero e qualche goccia d’olio evo.

 Infornare a forno caldo c.a. 200° per 15 min.

Preparazione di 3 crocchette:

Lessare le patate, sbucciare e schiacciare con uno schiaccia patate in una terrina. Rompere l’uovo separando l’albume dal tuorlo. Unire il tuorlo ed il parmigiano alla patata, amalgamare bene, salare, pepare e dividere l’impasto in 3 parti. Con le mani leggermente infarinate, fare 3 palline avendo cura di inserire all’interno il dadino di formaggio.  

Sbattere l’uovo salare e passare le palline di patata prima nell’uovo e dopo nel pane grattugiato.  Friggere in olio bollente possibilmente tenendole sollevate con un colino di acciaio forato, ciò eviterà annerimenti della parte inferiore. Adagiare le crocchette in una carta assorbente e impiattare assieme allo sformatino ben caldo su un letto di rucola. 

Buon appetito!

OFF Camera 2020: non abbiamo paura del cinema!

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All’insegna di questo motto si svolge dal 11 settembre al 25 settembre il festival OFF Camera di quest’anno. In uno spazio virtuale e nei drive-in dieci film di registi di tutto il mondo competono per l’apprezzamento del pubblico e il Premio Cinematografico di Cracovia. L’addetta stampa del festival Alicja Myśliwiec ha sottolineato che gli organizzatori vogliono promuovere i giovani registi e debuttanti. L’affluenza nel cinema drive-in durante le proiezioni è notevole. Ogni giorno al parcheggio dello Stadio Comunale Henryk Reyman a Cracovia arrivano circa cento auto. Nel programma del festival abbiamo tra l’altro “Kursk” di Thomas Vinterberg, “Beautiful Boy” di Felix Van Groeningen o “Dinner In America” di Adam Rehmeier. Per quanto riguarda la cinematografia polacca possiamo trovare i film come ad esempio: “Pan T.” di Marcin Krzyształowicz, “Bliscy” di Grzegorz Jaroszuk con la partecipazione di Olaf Lubaszenko e “Safe Inside” di Renata Gabryjelska. Gli organizzatori di OFF Camera 2020 si augurano che i registi arrivino a Cracovia e che il festival rimanga uno spazio per un forte dialogo tra gli spettatori e i cineasti, nonostante le difficoltà relative al coronavirus.