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Jerzy Gruza, un intellettuale eclettico

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Jerzy Gruza è un artista versatile. Ha cominciato come regista di teatro televisivo, in seguito ci sono state le famose serie televisive come “Wojna domowa” e una serie cult che racconta un tipico polacco quarantenne “Czterdziestolatek” (1974, 1993). Gruza ha anche girato i lungometraggi: “Il picchio” (1970), “Trasloco” (1972), “Sono un farfallone ovvero una tresca del quarantenne” (1976). Dal 1983 è stato direttore del Teatro musicale di Gdynia dove ha diretto grandi spettacoli musicali tra cui “Il violinista sul tetto” (1984) in Polonia messo in scena per la prima volta. Ed è anche scrittore: “Quarant’anni sono passati come un giorno” (1998) e “L’uomo con attaccapanni. La vita professionale e sociale” (2003). All’ultimo Festival dei Film Polacchi di Gdynia ha ricevuto il premio per la carriera e ha divertito il pubblico con il suo brillante discorso.

Un uomo rinascimentale, si può dire, in qualsiasi settore abbia lavorato ha ottenuto successo. Il Maestro stesso dichiara quanto sia difficile per lui chiudersi in un mestiere solo.

C’è ancora qualcosa con cui ci può sorprendere?

Ho già girato parecchie serie tv che in modo caricaturale e divertente dimostrano i nostri difetti, adesso troverei difficile girarle di nuovo. Dovrei dichiararmi verso una parte politica e io sono piuttosto uno scettico e lamentone, questo potrebbe non piacere a tutti. Adesso qualsiasi cosa tu faccia ricevi subito un’etichetta politica. Nel corso del mio lavoro ho dovuto combattere con il partito, con il comunismo, con la burocrazia ma ogni volta mi confrontavo solo con uno schieramento, adesso la situazione è molto più complessa. Ma d’altra parte non riesco a non descrivere la realtà che mi irrita e fa ridere. Sono pieno di testi di conversazioni, incontri, dialoghi giovanili e vorrei pubblicarli.

 

Esiste un modo per salvare la cultura e separarla definitivamente dalla politica?

Sono abbastanza scettico per quanto riguarda l’attività musicale e cinematografica contemporanea. Non credo che la cultura sia libera di fare qualsiasi cosa oggigiorno. Creiamo le cose con tale velocità e in seguito siamo allagati con le cose scadenti tra cui è difficile trovare quello che ha veramente valore. Le perle muoiono sotto una valanga di chiasso informativo futile.

Allora torniamo ai classici, tra gli autori italiani ci sono quelli che l’hanno ispirata in modo particolare?

Nessun autore può ignorare i classici del cinema e della cultura italiana. Il Neorealismo mi ha influenzato parecchio, soprattutto i meravigliosi film come “Ladri di biciclette, “Miracolo a Milano”, “La terra trema” e molti altri. Grazie al professore Jerzy Toeplitz gli studenti del cinema avevano il contatto diretto con gli autori e produttori perciò queste opere ebbero un impatto non solo artistico ma anche personale su di noi. Influenzarono quello che pensavo e volevo fare nella vita. La realtà italiana di quell’epoca, i fatti della vita politica e pubblica erano molto stimolanti. Non era possibile vivere restando indifferenti alla cultura e società di quel paese.

Anche la letteratura polacca è piena delle influenze italiane iniziando dai classici e finendo agli autori odierni. I grandi autori polacchi, come Iwaszkiewicz e Herling-Grudziński, descrivevano l’Italia in modo unico. I racconti di Iwaszkiewicz sulla Sicilia o su Napoli sono ricchi di descrizioni così precise che potrebbero servire da guida turistica.

Va aggiunto però che tutte le opere che descrivono e illustrano la cultura e l’arte italiana, creano grandi aspettative che spesso non sono appagate quando si scontrano con la realtà. Così è stato nel mio caso. Secondo me, è meglio non viaggiare nei paesi che si ammirano tanto oppure bisogna andarci per vivere.

I viaggi in Italia l’hanno delusa?

Le esperienze turistiche sono divertenti, a volte drammatiche ma nello stesso tempo molto banali. Non mi ha dato niente di speciale vedere alcune opere e posti con i miei occhi. L’immaginazione, finzione letteraria e cinematografica, i racconti degli altri nel mio caso funzionano molto meglio delle mie esperienze personali. Ho tre racconti legati ai viaggi italiani che illustrano perfettamente quello che sto dicendo e mi convincono che è meglio rimanere a casa.

 

Milano

Andai in Italia dopo gli studi con il bagaglio della conoscenza teorica sul paese e la testa piena delle immagini cinematografiche. Non parlavo l’italiano perciò dopo aver passato il confine comprai un giornale, “Il Popolo” se non sbaglio, e cominciai a studiare la lingua. Basandomi su qualche parola che lessi ero in grado di trattare i prezzi e negoziare sulla scelta di una camera migliore. Ero più bravo di un amico che, almeno così sosteneva, conosceva la lingua perfettamente. A Milano andai in Piazza del Duomo. Una volta arrivato all’improvviso mi trovai in mezzo a due gruppi che litigavano scambiando i slogan politici. Non dissi una parola perché ovviamente non capì niente delle loro grida, e loro probabilmente mi avevano preso per un italiano che non vuole dire la sua. Mi salvò un amico e così potei finalmente andare a vedere L’ultima cena di Leonardo Da Vinci. Non mi entusiasmò tantissimo e, tornando al discorso di prima, mi ha fatto più effetto vederlo nei libri che dal vivo.

Highway to hell

L’autista della nostra macchina ogni volta aspettava l’ultima goccia di benzina prima di fermarsi per riempire il serbatoio. Vedevamo la lucina rossa lampeggiare e lui continuava ad andare. Infine siamo rimasti senza benzina in mezzo all’autostrada. Per punizione l’abbiamo mandato a piedi con una tanica in cerca di una stazione. All’orizzonte non si vedeva niente quindi il colpevole ebbe abbastanza tempo per ripensare al proprio comportamento. Mentre lo aspettavamo arrivò la polizia stradale. Spiegammo la situazione e io con le parole rubate da “Il Popolo” aggiunsi che si trattava di un uomo vecchio e debole. Volevo essere furbo, pensai che gentilmente sarebbero andati a prenderlo in macchina. Ci guardarono malissimo e chiesero perché invece noi giovani non eravamo andati a prendere la benzina!

Roma

Ogni tanto ci viene in mente di passare il capodanno all’estero, in una piazza con un altro milione di persone. In televisione sembra un idillio, in realtà è nient’altro che un mucchio di gente ubriaca, bottiglie rotte e il rumore insopportabile dei fuochi d’artificio. Ho un’esperienza del genere dall’Italia, fu una tragedia. Anche se all’inizio il capodanno a Roma, città eterna e piena di sole, ci sembrava una splendida idea. All’arrivo ci accolse una bufera di neve e il freddo. Le finestre dell’albergo, dove avevamo prenotato la camera con vista davano sull’edificio di fronte. Non ci aspettavamo il cupolone ma neanche il climatizzatore! Nonostante tutto ci vestimmo eleganti e andammo in Piazza di Spagna dove avevamo programmato di passare la serata. La piazza era piena zeppa di gente, come anche i ristoranti e bar, solo per caso trovammo posto in uno dei locali strapieni. Tutta la sera, molto prima di mezzanotte, si sentivano le esplosioni. Tutti buttavano i petardi a caso. Mi incurosì soprattutto un uomo sulla piazza. Lui era diverso, prendeva i petardi una volta dalla tasca destra, una dalla sinistra e le buttava accanto a sé stesso. Sembrava ipnotizzato. Volevo chiedere il motivo per cui lo facesse ma non ebbi il modo di parlargli. Subito dopo mezzanotte, congelati e assordati dalle esplosioni, decidemmo di tornare in albergo. In mano avevo ancora una bottiglia di prosecco non bevuto a causa di troppe emozioni. Ad un certo punto sento che qualcuno mi strappa la bottiglia, fu un poliziotto che ci spiegò che in metro non potevamo bere. E così non facemmo neanche un brindisi all’anno nuovo e alla nostra fantastica idea di passarlo a Roma!

Dicono che il primo giorno dell’anno influisce su quello che succede durante altri 364 perciò decidemmo di cenare in un elegante ristorante in Via Veneto. Ero affamato, aspettando i nostri piatti squisiti assaggiai un pezzo di focaccia che non era di prima freschezza. Dopo un primo morso mi spezzai un dente. Finì in questo modo il mio indimenticabile capodanno. Riassumendo: il freddo, i petardi, il pane vecchio e il dente spezzato. Assomigliavo più ad un pezzente del quartiere Praga Sud che a Mastroianni nel “Divorzio all’italiana”.

Morto Jerzy Gruza, grande regista polacco

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Domenica notte è morto a Varsavia all’età di 87 anni il regista, sceneggiatore teatrale e televisivo, attore e creatore di serie televisive Jerzy Gruza. Grzegorz Wojtowicz, il portavoce dell’Associazione Cinematografica Polacca, ha comunicato ufficialmente la morte di Gruza. Jerzy Gruza era nato il 4 aprile 1932 a Varsavia. Dopo essersi laureato in regia alla Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź, ha cominciato a lavorare per la Televisione Polacca. Nel periodo 1955-1983 ha creato programmi musicali e d’intrattenimento ed era responsabile per la regia degli spettacoli del Teatro TV. Dal 1983 al 1991 è stato il direttore del Teatro Musicale a Gdynia. Jerzy Gruza è stato l’inventore di film e di serie televisive molto famose come: “Dzięcioł”, “Przeprowadzka”, “Alicja”, “Wojna domowa”, “Czterdziestolatek” e “Gosia i Małgosia”. Jerzy Gruza è stato premiato per il suo lavoro durante il Festival dell’arte cinematografica polacca nel 2015. Nel 2017 al Festival dei lungometraggi polacchi a Gdynia è stato premiato con Leone di platino.

Ultimo appello per salvare la squadra di calcio Polonia Varsavia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Da qualche giorno sui media gira la notizia che la società Sii Polska intende investire nel club Polonia Varsavia. L’azienda ha già smentito ma ha anche aggiunto che il fondatore e presidente di Sii Polska il francese Gregoire Nitot sta considerando la possibilità di investire nel club come persona privata. Dopo questa informazione un gruppo ultras del Legia Warszawa ha cominciato a minacciarlo e calunniarlo e domenica scorsa durante l’incontro casalingo del Legia hanno esposto uno striscione con scritto in francese: “Signor Nitot, non è troppo tardi per ritirarsi. Ha ancora clienti, la sua società ancora funziona…”. L’ex allenatore del Polonia Varsavia Krzysztof Chrobak in un’intervista con la Radio Polacca ha detto: “questa è l’ultima occasione per salvare il Polonia. Il club è sull’orlo della bancarotta.” Secondo lui le azioni necessarie per salvare la società sono un investimento a lungo termine e la stabilizzazione finanziaria e organizzativa. Alla domanda su cosa pensa dello striscione dei fan del Legia Varsavia ha risposto d’essere rimasto disgustato e spiega che questo è un gruppo di ultras che danneggia il loro club ma anche tutto il calcio polacco e spaventano i potenziali investitori. Il Polonia Varsavia è il più antico club dalla Polonia. Ha vinto il Campionato polacco nel 1946 e nel 2000, e la Coppa polacca nel 1952 e nel 2000, ma adesso milita in III divisione, la quarta serie del campionato polacco di calcio.

XV Konkurs Włoskiej Sztuki Kulinarnej „Arte Culinaria Italiana”

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W dniu 14 marca 2020 roku odbędzie się włoskie wydarzenie kulinarne pod honorowym patronatem Ambasady Włoskiej w Warszawie, Burmistrza miasta i gminy Busko-Zdrój, patronatem merytorycznym Stowarzyszenia Kucharzy Polskich, Ogólnopolskiego Stowarzyszenia Szefów Kuchni i Cukierni, Greckiego Stowarzyszenia Kucharzy Poland Branch Office oraz z udziałem Partnera konkursu Bellavita Expo The Excellence of Italy Warsaw 2020.

Jubileuszowa edycja konkursu odbędzie się w Hotelu ****Słoneczny Zdrój Medical SPA & Wellness, który został już po raz drugi partnerem tego konkursu. Podczas konkursu spotkają się największe autorytety kulinarne w Polsce, młodzi adepci sztuki kulinarnej, znane gwiazdy telewizyjne oraz pasjonaci kuchni włoskiej.

Uczestników konkursu dla profesjonalistów oceniać będzie profesjonalne i wymagające grono jurorów. Jurorzy będą oceniali trzy dania konkursowe: pierwsze danie makaron – z obowiązkowym użyciem makaronu marki Perino (i dowolnych składników), drugie danie mięsne – polędwica Wellington z obowiązkowym użyciem polędwicy wołowej marki Sokołów (i dowolnych składników) oraz deser – z obowiązkowym wykorzystaniem bazy deserowej marki Debic (i dowolnych składników).

W gronie profesjonalnych jurorów degustacyjnych zasiądą: Krzysztof Szulborski (przewodniczący jury), Kurt Scheller, Andrzej Polan, Teofilos Vafidis, Robert Sowa, Jerzy Pasikowski, Dariusz Zahorański, Marcin Budynek, Janusz Profus, Aleksandra Sowa – Trzebińska, Paweł Mieszała, Przemysław Chudio. W profesjonalnym jury technicznym zasiądą natomiast: Waldemar Hołówka, Mirosław Ciołak, Piotr Bassara i Janusz Garncarczyk. Supervisorem konkursu dla profesjonalistów został Krzysztof Gradzewicz.

Do konkursu dla profesjonalistów zgłosiło się 21 ekip z całej Polski, spośród których jury selekcyjne wyłoniło dwanaście najlepszych drużyn:

  • Restauracja Lavenda cafe&lunch, Poznań: Roman Serdiuk,Vitalii Kovalenko
  • Restauracja Biała Róża, Kraków: Adrian Depta, Paweł Pamuła
  • Hotel Radisson Blu Resort, Świnoujście: Maciej Morański, Andrzej Sawka
  • Hotel Radisson Collection, Warszawa: Michał Rosiński, Jacek Schliske
  • Amore Mio Pizza&Grill, Elbląg: Bartosz Majchrzak, Karol Pawłowski
  • Klimat Bistro, Zielona Góra: Kacper Szafrański, Luiza Kuta
  • Hotel Grand Ascot, Restauracja Four, Kraków: Kinga Brańka, Wit Wojas
  • Hotel Blue Diamond, Nowa Wieś k.Rzeszowa: Dariusz Osika, Mateusz Hnatowski
  • Hotel Fabryka Wełny, Pabianice: Michał Bielecki, Piotr Czech
  • Restauracja Il Pardino, Poznań: Marek Szuba, Patryk Czemierowski
  • Hotel Restauracja Piano, Lublin: Piotr Huszcz, Dariusz Cygan
  • Restauracja Ed Red, Warszawa: Łukasz Kostrzewski, Marek Paczuski
  • Ekipa rezerwowa: Pałac w Orli, Koźmin Wielkopolski, Arkadiusz Marcisz, Kacper Raźniak

Jako uatrakcyjnienie wydarzenia odbędzie się także konkurs dla Gwiazd, znanych postaci telewizyjnych, które przygotują do oceny jury VIP dwa dania konkursowe. Tym razem Gwiazdy zmierzą się z przygotowaniem pierwszego dania – makaronu Perino z obowiązkowym użyciem do niego polędwiczki wieprzowej Sokołów i drugiego dania konkursowego – deseru Debic oraz wybranych składników.

Zobaczymy w akcji ekipę Agnieszki Rylik, Doroty Gardias, Joanny Kurowskiej, Izabeli Trojanowskiej i Luigi Pagano, Zygmunta Chajzera, Sebastiana Wątroby, Tomasza Kozłowicza, Laury Łącz i Wandy Kwietniewskiej.

Gwiazdy będą oceniane przez jurorów degustacyjnych VIP: Burmistrza miasta i gminy Waldemara Sikorę, Dyrektora Hotelu Słoneczny Zdrój Grzegorza Rąpla oraz przedstawicieli sponsora Strategicznego marki Perino, sponsorów Głównych: Winterhalter, Eauvation, Gastro Magic Service, Debic oraz marki Sokołów.

W jury technicznym konkursu dla Gwiazd zasiądą: Jacek Kempa, Wojciech Harapkiewicz oraz Wiesław Bober. Supervisorem konkursu został Andrzej Ławniczak. Konkurs poprowadzi Paweł Pochwała, a Galę Zwycięzców Zygmunt Chajzer.

Ekipom, które nie zakwalifikowały się do konkursu, organizatorzy dziękują za chęć uczestnictwa i zapraszają do rywalizacji konkursowej za rok.

Organizator: GRG Giancarlo Russo

Partnerzy: Hotel Słoneczny Zdrój, Polskie Składy Budowlane, Bellavita Expo Warsaw

Sponsorzy: Perino, Winterhalter, Eauvation, Gastro Magic Service, Debic,Cheman, Sokołów, Alva, Monini, Prymat, Dilmah, Saquella, Stock, Wine Direct by Partner Center, North Coast, Castelli, Melvit, Janex, Kruszwica, Fanex, Fruits4you, Inter Europol, Etna, 123gastro.pl, Wimal Kapitan Pirat, Pasticceria Mignon, Hotel Blue Diamond, Hotel Fabryka Wełny

Patronat medialny: VIPMagazyn, Fakty Magazyn Gospodarczy, Gazzetta Italia, Poradnik Restauratora, Przegląd Gastronomiczny, Nowości Gastronomiczne, Szef Kuchni, Restauracja, Magazyn Gourmenet newwsgastro.pl, gastrona.pl, papaja.pl, horecanet.pl, kucharze.pl, madeinswietokrzyskie.

“I libri di Jacob” di Olga Tokarczuk tradotto in ebraico

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

In Israele è stato appena pubblicato il romanzo di Olga Tokarczuk “I libri di Jacob”, tradotto in ebraico da Miriam Berenstein. Questa curiosità editoriale è stata pubblicata, tramite Facebook, dal Dipartimento Ebraico della Facoltà di Studi orientali dell’Università di Varsavia. “I libri di Jacob” è un romanzo storico di oltre 1.000 pagine su Jakub Lejbowicz Frank, che ha vissuto nel 18° secolo come autoproclamato Messia di Podolia. Tokarczuk ha lavorato su questo libro per sette anni, opera per la quale ha vinto il premio “Nike” nel 2015. Olga Tokarczuk, accanto ad Andrzej Sapkowski, è la scrittrice polacca vivente più tradotta. Ancor prima di ricevere il premio Nobel per la letteratura, le sue opere sono state tradotte in oltre 40 lingue.

ItaliAMO, dalla terra italiana a… Łódź!

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“L’italianistica all’Università di Łódź è stata fondata nel 2011 e subito ha attirato un gruppo di persone attive e pronte ad agire. Al primo anno abbiamo deciso di creare un circolo scientifico il cui scopo era di promuovere la lingua e la cultura italiana nel voivodato di Łódź e in tutta la Polonia. Ad un certo punto abbiamo pensato di fare una rivista. L’idea è piaciuta sia agli studenti che ai docenti e così abbiamo iniziato la nostra avventura giornalistica.” Parlo con Katarzyna Kowalik, laureata in italianistica, attualmente una dottoranda della Facoltà di Filologia UŁ e caporedattrice di una rivista studentesca polacco-italiana “ItaliAMO”. La rivista esiste dal 2013 e finora sono stati pubblicati 16 numeri, tutti scaricabili gratuitamente alla pagina della Facoltà di Filologia UŁ. “Il nostro scopo, oltre alla promozione della cultura italiana, è lo sviluppo delle capacità linguistiche e di traduzione tra gli studenti. Per questo motivo incoraggiamo tutti gli autori a tradurre i propri testi da soli anche se sono alle prime armi con lo studio dell’italiano.”

 

Nella redazione, a parte Kasia, c’è la vice caporedattrice Justyna Groblińska, la redattrice e la presidente del circolo scientifico ItaliAMO Dominika Kobylska e Christian Gasperi che corregge i testi in italiano. La tematica dei testi varia tra lingua, letteratura, sport, geografia e politica, l’unica condizione è che gli articoli debbano collegarsi con l’Italia e la cultura italiana. Ci sono state anche tre edizioni speciali: sull’attività letteraria e scientifica di Umberto Eco che nel 2015 ha ricevuto la laurea ad honorem all’Università di Łódź, sull’Europa in occasione del decimo anniversario dell’adesione della Polonia all’Ue e su Roma in occasione del convegno “Et in Arcadia Ego. Roma come luogo della memoria nelle culture europee” tenutosi l’anno scorso.” Il prossimo numero invece sarà internazionale. “Come dottorande abbiamo avuto modo di partecipare a tanti scambi internazionali e corsi di lingua a cui abbiamo conosciuto le persone di tutto il mondo che per motivi di lavoro studiano l’italiano e fanno le ricerche scientifiche legate alla cultura italiana. Vogliamo tanto che anche loro condividano con i nostri lettori le loro conoscenze e passioni.”

 

Oltre al lavoro redazionale ItaliAMO è molto attivo come circolo scientifico proponendo diverse iniziative rivolte a tutti gli interessati. Organizzano convegni, incontri di divulgazione scientifica con gli esperti specializzati in letteratura, didattica o traduzioni, workshop per bambini e proiezioni cinematografiche, insomma le idee di sicuro non mancano. Una delle più interessanti iniziative è il concorso “Recensiamo ItaliAMO” dedicato alla recensione di una delle opere della letteratura italiana contemporanea che quest’anno si svolge per la terza volta e avrà portata internazionale. “La nostra intenzione era di promuovere la letteratura italiana contemporanea che purtroppo è un po’ trascurata durante le lezioni e che dovrebbe invece interessare i giovani italianisti per l’attualità tematica e per la possibilità di apprezzare le peculiarità del linguaggio. Volevamo in questa maniera incoraggiare gli studenti a leggere la letteratura recente e a condividerla con gli altri.”

L’attività di ItaliAMO comincia ad avere portata internazionale grazie anche alla collaborazione con l’associazione Schola Italica di Milano. “È un’organizzazione che promuove il concetto della cosiddetta italicità secondo cui non solo gli italiani hanno diritto di promuovere il loro paese e la loro cultura. Lo possono fare tutti quelli che si identificano con i valori e lo stile di vita italiani. Schola Italica promuove la cultura italiana in tutto il mondo e la nostra iniziativa rientra perfettamente nell’ambito di quest’idea. D’ora in poi alcuni articoli della rivista “ItaliAMO” saranno pubblicati sul loro sito e su una piattaforma che riunisce le persone di tutti i continenti che si considerano gli italici, cioè gli italianisti delle università di tutto il mondo, i discendenti degli immigrati italiani e le minoranze italiane nei diversi paesi.”

 

Gli italianisti di Łódź si impegnano a diffondere la cultura italiana non dimenticando anche di promuovere la loro città tra gli italiani. “Dalla terra italiana alla Polonia… e viceversa”, è il titolo del workshop condotto negli ultimi anni dai membri del circolo ItaliAMO che perfettamente riassume la loro idea principale. Le informazioni sugli eventi che vengono organizzati si trovano su Facebook.

Balla e ama nel ritmo della Dolce Vita

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Dolce VitaM è il nuovo e avvincente disco di Jarek Wist appena approdato negli Empik. L’artista, seguendo il suo cuore, porterà il pubblico nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta per mostrare quanto variegata ed interessante era la musica di quel periodo. Alla realizzazione del disco hanno collaborato noti musicisti tra cui: Bartosz Staszkiewicz, Maciej Matysiak, Kacper Stolarczyk, Tomasz Waldowski. Il risultato finale è un’ottima occasione per far conoscere al pubblico polacco le canzoni più famose dell’epoca della dolce vita italiana [ad esempio Volare; Ciao, ciao bambina; Quando, quando; Tu vuò fà l’americano] nei nuovi arrangiamenti. Il disco contiene anche le canzoni meno conosciute ma molto popolari in Italia di quell’epoca come Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco. Le registrazioni sono accompagnate dai violini che richiamano l’indimenticabile atmosfera dei tempi e dei film di Fellini. Dolce VitaM è il risultato del grande amore di Jarek verso la cultura e la musica italiana degli anni Sessanta. Wist è cantautore e compositore ormai da anni presente sulla scena musicale polacca e straniera. Il suo ultimo progetto Swinging with Sinatra, pietra miliare della sua carriera, lo ha portato a girare il mondo facendo concerti con i Big Band, con il quartetto jazz e con le orchestre sinfoniche. Adesso torna sulla scena polacca con un nuovo ed interessante disco per conquistarci con la magia dell’Italia.

Agencja Artystyczna Verità Nostra
www.veritanostra.pl
https://www.facebook.com/AgencjaArtystycznaVeritaNostra/
http://www.jarekwist.pl/
https://www.facebook.com/JarekWist/

Tasse su zucchero e piccole bottiglie di alcolici

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il governo ha accettato la bozza di legge proposta dal ministro della salute che prevede l’introduzione delle due nuove imposte. Gli imprenditori dovrebbero pagare la tassa per gli alcolici dal volume fino a 300 ml, per la precisione 1 zloty per 100 ml di vodka di tasso di alcool del 40% e 88 groszi per 250 ml di vino con tasso di alcool del 40%. Una metà dei soldi raccolti grazie alle imposte sarebbe consegnata ai comuni, e un’altra al NFZ (Fondo Nazionale della Sanità) che la userebbe per finanziare i progetti di istruzione e prevenzione e per le cure psichiatriche e delle dipendenze. La seconda tassa riguarda le bevande zuccherate e la pagherebbero i soggetti che vendono tali bibite ai punti di vendita al dettaglio. Si tratta di 50 groszi per un litro e ulteriori 5 per le bevande in cui il contenuto degli edulcoranti supera il limite di 5 grammi per 100 millilitri. Per le bevande energetiche (cioè contenenti caffeina e taurina) si aggiungerebbero altri 10 groszi. Il gettito dell’imposta entrerebbe nelle casse del NFZ per finanziare i progetti di istruzione e prevenzione e per le cure dell’obesità e sovrappeso. La tassa non riguarderebbe i dispositivi medici, gli integratori alimentari registrati, gli alimenti a fini medici speciali, gli alimenti per lattanti e i prodotti sottoposti ad accisa. Le normative proposte mirano alla promozione delle scelte salutari degli consumatori e alla lotta contro il sovrappeso e l’obesità.

Riaperto il museum di Nikifor

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Dopo quasi un anno di pausa è stato aperto il Museo di Nikifor, ubicato nella storica villa Romanówka a Krynica-Zdrój. La struttura è stata rinnovata. La mostra permanente ha ottenuto un nuovo arrangiamento, sono previste mostre temporanee e “galleria di una sola immagine”. Il museo è dedicato alla vita e alle opere di Epifaniusz Drowniak noto come Nikifor Krynicki, la cui raccolta comprende la più grande collezione delle sue opere: acquerelli, disegni a matita e pastello. Secondo Zbigniew Wolanin, il curatore della struttura in occasione della riapertura del museo, i visitatori hanno l’unica opportunità di vedere circa 120 opere del famoso primitivista, 80 delle quali costituiscono la mostra permanente. La novità è la “Galleria di una sola immagine”, all’interno della quale l’immagine selezionata verrà presentata con un’ampia descrizione ogni trimestre “, ha annunciato Wolanin. Il Museo è aperto dal martedì alla domenica. Nikifor Krynicki e stato nato il 25 maggio 1895 a Krynica-Zdrój e mortoì il 10 ottobre 1968 a Folusz. Apparteneva ai più importanti pittori primitivi. Era Lemko di origine. Solitario, assorto nella passione della pittura e nella sofferenza, per la maggior parte della sua vita era considerato un disabile mentale. E stato apprezzato solo alla fine della sua vita, quando le sue opere sono state esposte in famose gallerie.

I detenuti puliranno i vagoni PKP

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350 detenuti lavoreranno per PKP pulendo i vagoni ferroviari. Il vice ministro della giustizia Michał Wójcik ha dichiarato in una conferenza stampa che la prova di questo progetto è stata positiva e che diversi reclusi avevano già iniziato a lavorare. Ora i detenuti inizieranno a lavorare in tutto il paese, dodici unità ferroviarie coopereranno con 17 unità penitenziarie in Polonia. I lavori di pulizia dei treni saranno destinati per i prigionieri che non minacciano la sicurezza e non hanno commesso crimini gravi, che ad esempio hanno infranto la legge finanziaria o non hanno pagato gli alimenti. Questo lavoro farà parte del processo di riabilitazione. Il lavoro dei prigionieri, che dovranno essere controllati dalla polizia penitenziaria, avrà luogo dopo la fine di un determinato corso. Nell’ambito del programma “Lavoro per i detenuti”, quasi il 60 percento dei detenuti lavora già mentre scontano la pena. I salari dei detenuti sono destinati per la costruzione di luoghi di lavoro nelle carceri e per il fondo giudiziario per le vittime di reati.